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Elisoccorso Piemonte elicottero modello 109 A2
Elicottero modello 109 A2

Sabato 25 Febbraio 2012 alle ore 10.30 Conferenza Stampa del M5S sulla riorganizzazione del servizio di elisoccorso del 118 aperta al pubblico in Via Giulietti,7 a Novara. (clicca e leggi il comunicato)


24 anni orsono, nel lontano 26 luglio 1988 nacque a Novara l'elicottero del soccorso sanitario, il suo nome era INDIA BRAVO OSCAR.. poco dopo ribattezzato November Echo (secondo l'alfabeto ICAO INTERNAZIONALE per identificarne la città natale ed il tipo di velivolo).


(November=Novara, Echo=Elicottero)


Nello stesso anno fu istituito il servizio anche nella città di Torino e di Cuneo. Solo in seguito venne istituito anche a Borgosesia, e solo dopo l'alluvione nell'alessandrino negli anni 1995-1996 venne istituito anche ad Alessandria.


Il servizio nacque per volontà della Regione Piemonte e per l'attivazione il cittadino doveva comporre il numero ACI 116 ed operatori tecnici rispondevano dalla sede di Torino, inviavano e gestivano il mezzo sul territorio.


I promotori per la città di Novara, furono il Dott. Zamponi e Dott.ssa Valle, sostenuti nel servizio dai medici anestesisti dell'Azienda Ospedaliera della Carità di Novara e dagli Infermieri ospedalieri, inizialmente reclutati un po' da tutti i reparti, secondo volontà, affinità o interesse rispetto al servizio di emergenza e poi via via scelti e qualificati tra quelli in servizio presso i servizi di Area Critica ossia Rianimazione, Pronto Soccorso, Unità Coronarica, Cardiochirurgia terapia intensiva e Sale Operatorie.


L'equipe a bordo dell'eliambulanza era inizialmente composta da due Infermieri, un Medico e un Pilota.


La particolarità era che uno dei due infermieri, il primo operatore, sedeva accanto al pilota e il suo ruolo era quello di coadiuvarlo nelle operazioni di volo, nella ricerca del target attraverso strumenti cartografici, nella gestione dei canali radio-comunicazione e nel fare sicurezza al mezzo a terra.


Il secondo infermiere, detto secondo operatore aveva invece il compito di seguire il medico anestesista-rianimatore nel soccorso ed entrambi erano poi raggiunti e coadiuvati dall'infermiere primo operatore, non appena quest'ultimo aveva completato le funzioni di sicurezza del mezzo a terra.


L'elicottero abitava proprio nel centro della città, nella piazzola dedicata, proprio nel cuore dell'ospedale Maggiore della Carità. Era un elicottero modello 109 A2 (vedi foto)


Ma non possiamo raccontarvi tutto subito su November Echo...


Continua... alla prossima puntata...


N.B. Sabato 25 Febbraio 2012 alle ore 10.30 Conferenza Stampa del M5S sulla riorganizzazione del servizio di elisoccorso del 118 aperta al pubblico in Via Giulietti,7 a Novara. VI ASPETTIAMO. (clicca e leggi il comunicato)



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Pirovano Rossano (PD) e Franzinelli Mauro (Lega)

Foto di Pirovano Rossano (PD) e
Franzinelli Mauro (Lega)

Ancora una volta, per ristabilire la verità sulla questione dei caccia F-35, occorre l'intervento del Movimento 5 Stelle di Novara.


In questi giorni, la vicenda degli aerei da guerra ha subìto un pesante scossone per bocca dello stesso neoministro della difesa, che ha dichiarato: "il progetto F-35 NON creerà nuovi posti di lavoro" e finalmente è calato il velo di falsità che aleggiava intorno a questo demenziale progetto.


Purtroppo, apprendiamo che il rappresentante del Pd, Pirovano e quello della Lega, Franzinelli, non solo raccontano ancora "balle", ma cercano di rivoltare la frittata trattando noi cittadini, ancora una volta, da deficienti.


Pirovano, capogruppo PD, preso da delirio di protagonismo, attribuisce al suo partito la paternità di aver ridimensionato questo enorme sperpero di denaro.


Nulla di più falso!


É, semmai, il Movimento 5 Stelle ad aver smosso le acque, presentando in Consiglio Comunale una mozione chiara e netta per impegnare Sindaco e Giunta a fermare senza compromessi questa follia militare. In quell'occasione, il Pd novarese esprimeva la sua posizione con un assordante balbettio, dimostrandosi incapace di trovare una posizione unitaria di ferma condanna di questa vergognosa spesa che non andasse al di là di "siamo contrari perché non crea abbastanza posti di lavoro" (testuale dalla loro mozione).


Ancora più assurde sono le affermazioni del leghista Franzinelli, che si trastulla con un fantomatico e utopico sviluppo generato da un esubero di dipendenti Alenia di Torino. Passare dalle roboanti dichiarazioni leghiste, relative a decine di migliaia di lavoratori, all'impiego, o meglio al ripiego, di potenziali cassintegrati, la dice lunga sulla capacità(?) di saper creare sviluppo, posto che si conosca il significato della parola.


Ecco perché il Movimento 5 Stelle di Novara dice basta alle bugie: il progetto F-35 è una "colossale mangiatoia" internazionale!



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La Grecia ed Atene brucia

Guardare le immagini di Atene che brucia mi ha rinverdito un ricordo di scuola: l'assalto ai forni nei Promessi Sposi.


L'attuale esplosione di cieca violenza è analoga alla furia milanese del romanzo: tutto è imputabile alle stupide scelte degli uomini. Oggi come allora, l'albagia dei potenti riceve una sonora e ammonitrice lezione di umiltà.


Sono questi eventi a smontare il cinico potere degli uomini e mostrano il labile meccanismo di incapacità e insicurezza che li presiede.


Se la "bella" guerra per la successione al Ducato di Mantova produsse la rivolta milanese, oggi è la cupidigia della speculazione finanziaria a creare i moti di Atene.


Non sono più i lanzichenecchi a scendere nel sud Europa, ma schiere di raider avidi, che gettano sul lastrico un intero popolo. I nuovi archibugi sono i computer caricati con le tremende pallottole dei derivati.


Abbiamo anche visto l'inettitudine dei governanti europei, come la gente milanese sperimentò sulla propria pelle l'incapacità della figura di Antonio Ferrer: un governatore inetto e demagogo che accontentò il popolo per tenerselo buono, lasciandologli contare in un secondo momento l'errore di aver creduto alle mirabolanti promesse di una vita agevole e spensierata.


Quello che abbiamo visto in tv deve farci riflettere: anche se la popolazione è mossa da un autentico sentimento di giustizia, i fatti hanno prodotto disastri e ingiustizia.


Lo stato mentale popolare è alterato dal cieco furore e per questo trovano spazio i sobillatori, pronti a sfruttare le possibilità create da chi ingenuamente fornisce loro le opportunità.


I "merlotti" che fanno ora tanto fracasso conosceranno molto presto la delusione della realtà. Tanti individui fanno la folla, ma ad essa non debbono regalare le proprie ingenuità, quanto dimostrare la ferma coscienza di una forza piena e resistente alle inique pretese dei potenti.


Doverosa è l'antipatia per la politica che ora promette ora schiaccia: ma la violenza contro le cose è un segno certo di insania mentale. Insorgere per strappare il pane (nel nostro caso il reddito di sussistenza) dalle grinfie dei fornai (la speculazione), distruggendo gli strumenti stessi della produzione (ieri i forni, oggi i beni della città) equivale a dichiarare che il nemico sono i cittadini stessi.





Lorenzo Rolla


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NO F-35

La verità sui caccia F-35 non può venire dal Ministero della Difesa.


Dopo l'audizione in Commissione Difesa del Gen. De Bertolis (Segretario Generale della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti) è caduta la seconda "foglia di fico" a supporto del JSF: il ritorno occupazionale.


Come considerare altrimenti la dichiarazione che "le 10.000 unità impegnate per il programma Joint Strike Fighter degli F-35 andranno a rilevare le 11.000 unità per l'Eurofighter".


Per comprendere l'insensatezza di alcuni numeri occorre ricordare (fonti sindacali) che gli occupati totali nel settore aeronautico Finmeccanica a fine 2010 erano 12.604 unità e che pochi mesi fa un accordo aziende-sindacati ha previsto una riduzione di ulteriori 747 unità rispetto a fine 2010, portando l'intero organico del settore aeronautico a circa 11.900 persone (di cui solo 1200 stabilmente impegnate per l'Eurofighter).


Secondo le notizie l'Italia avrebbe già ordinato i primi tre aerei, appartenenti al VI lotto di produzione. In realtà secondo quanto risulta alla campagna (e per le procedure consolidate di acquisizione del programma) sia il contratto d'ordine che la relativa quotazione fatta da Lockheed Martin non dovrebbero ancora essere avvenuti e quindi confermare tale acquisto o dare dati di costo definitivi è quantomeno esagerato. Anche perché si tratterebbe di un acquisto fatto mentre infuria la polemica sull' intera partecipazione e mentre in Commissione Difesa si votano risoluzioni a favore di un ripensamento integrale della nostra struttura della Difesa e delle Forze armate: una scelta quantomeno prematura e dalla tempistica sospetta.


Basare le stime di costo complessivo solo su questo lotto (per il quale possono esserci accordi particolari ed eventuali compensazioni negative per il futuro oppure nel quale mancano i costi dei propulsori) è poi un errore che continua a confermare una certa opacità ed un certo pressapochismo.


Come è possibile che si vada a spendere meno degli Stati Uniti? I costi - certificati e sicuri - dei primi lotti di produzione USA portavano a fatture di 130 milioni di euro per velivolo, non di 80 milioni come detto oggi. E ciò vale anche per i costi di acquisto a regime che il Gen. De Bertolis fissa in 55 milioni di euro: addirittura inferiori a tutte le stime fatte inizialmente, che puntualmente sono cresciute moltissimo per tutti i partner senza smentita.


Ricordiamo poi che per legge le aziende statunitensi produttrici di armamenti non possono vendere agli alleati ad un costo minore di quello previsto per il Pentagono.


Ci troviamo di fronte ancora una volta a numeri bizzarri e "creativi" che andrebbero confermati con documentazione ufficiale e non solo con comunicazioni orali. Nessuno dei numeri forniti dai vari rappresentanti del Ministero della Difesa è consistente con gli altri: la scorsa settimana, sempre in audizione alla Camera, il direttore degli armamenti aeronautici del Ministero della Difesa Generale Esposito aveva identificato (secondo le agenzie) in circa 14 miliardi di dollari (di cui 6 per la costruzione delle ali) i ritorni industriali del programma per l'Italia citando un costo ad aereo di circa 70 milioni di dollari.


Riteniamo un problema grave e reiterato quello di fornire al Parlamento (e di conseguenza all'opinione pubblica) dei dati non corretti e utili solo a magnificare testardamente un programma che negli ultimi due anni ha avuto una serie di problemi continua e pesante. Non ci troviamo nel campo delle opinioni e chi sta gestendo la partecipazione italiana al Joint Strike Fighter deve fare chiarezza!



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Consiglio Comunale di Novara

Consiglio Comunale lunghissimo, dalle 9.00 alle 19.00 con un'ora e mezza di interruzione per il pranzo.


Ritengo che soltanto un paio d'ore siano state impiegate utilmente dai Consiglieri su due argomenti di interesse della cittadinanza, il resto poteva essere esaminato e sostanzialmente concluso, salvo poi l'approvazione formale in Consiglio, nelle Commissioni Comunali di competenza.


I due argomenti sono:

  • primo, interrogazione della minoranza sui provvedimenti presi recentemente dalla Giunta a difesa dall'inquinamento dell'aria;

  • secondo, proposta della minoranza per la revoca della Giunta dell'agosto u.s. sul raddoppio dell'addizionale sull'accisa elettrica, in considerazione sia della istituzione della nuova tassa IMU, che della decisione governativa di incamerare l'addizionale sull'accisa.


All'interrogazione sulla mobilità ha risposto Fonzo, leggendo un documento di Rigotti, assente per malattia. Questo documento, nonostante la lunghezza del testo, è assolutamente insufficiente per due motivi:

  • primo, prende l'argomento molto alla larga, scaricando la responsabilità della cattiva qualità dell'aria di Novara su Provincia, Regione e Governo, su tutti tranne che sul Comune;

  • secondo, i provvedimenti previsti, sia a breve termine che a medio termine, sono assolutamente generici. Manca l'impegno fondamentale ad approvare in tempi brevi il nuovo Piano Generale del Traffico Urbano ( PGTU) e il Piano cittadino dei parcheggi auto. Manca l'impegno a realizzare a breve almeno un tre o quattro dei sette parcheggi d'interscambio necessari. Manca infine ogni accenno alla situazione del parcheggio sotterraneo di Largo Bellini.

  • Infine la mozione sulla revoca sull'accisa elettrica alla fine è stata bocciata dalla maggioranza, nonostante che l'assessore Dulio avesse dichiarato in Consiglio una certa disponibilità a riesaminare la proposta, dopo verifica dei conti.



F.T.



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Esempio di sirena usata per l'evacuazione della popolazione

Ho assistito incredulo alla riunione del 2 febbraio 2012 della Commissione Ambiente Comunale sul "Piano di emergenza per Sant'Agabio". Riassumo le tre ore di discussione, di cui le cose più interessanti sono emerse negli ultimi dieci minuti, quando, per gentile concessione del presidente della Commissione, hanno potuto parlare i volontari della Protezione Civile:


  1. la pericolosità della zona industriale di Sant'Agabio è elevata, in quanto sono presenti ben cinque rischi della Direttiva sovrannazionale Seveso n. 3

  2. ad oggi NON ESISTE un Piano di emergenza per Sant'Agabio nel caso si verifichino incidenti;

  3. esiste soltanto una BOZZA di Piano d'emergenza, che però deve essere approvata dalla Regione Piemonte, cosa che dovrebbe avvenire entro maggio 2012

  4. non basta, poiché per diventare esecutiva è necessaria una modifica del Piano Regolatore Generale (P.R.G.) del Comune di Novara. Tempo previsto: 8 MESI!

  5. l'attuale sistema di allarme (sirene) in caso di incidente (fuga di liquidi, incendio) è poco efficiente, in quanto non si sente in certe zone del quartiere.


I volontari della Protezione Civile hanno aggiunto:

  1. i volontari NON SONO STATI CONSULTATI per la formulazione della suddetta bozza. Questo è paradossale, in quanto sono loro i primi a dovere accorrere in soccorso della popolazione in caso di incidente;

  2. l'informazione alla popolazione del quartiere è fondamentale, ma ad oggi
    è stata assolutamente insufficiente, come pure insufficienti sono a Novara le dotazioni della Protezione Civile (sede in Corso della Vittoria senza mobili e attrezzature)

  3. i fondi comunali per la Protezione Civile sono nulli (!)

  4. il Sindaco è il primo responsabile dell Protezione Civile.


Credo siano sufficienti queste poche righe, per capire l'importanza e l'urgenza di questo problema. Il Movimento 5 Stelle di Novara si impegna a seguire questa questione.


F.T.



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Sono passati un paio di mesi da quando il Governo Monti si è insediato. In tale periodo di tempo si sono annunciati e smentiti interventi di ogni tipo, si sono sentite e si sentono quotidianamente dichiarazioni di ogni tipo (che, anche se poi non produrranno interventi dello stesso tenore, di certo riflettono alla perfezione le intenzioni ed i pensieri di chi le fa) e si sono licenziati tre provvedimenti:


  • Una legge di stabilizzazione finanziaria, nella quale i pensionati a basso reddito sono stati classificati al primo posto nella graduatoria dei privilegiati ed i lavoratori dipendenti, subito dietro, come privilegiati a loro volta e costretti a rimanere al lavoro per un anno e fino a tre. Ovviamente il provvedimento non riguardava solo queste due categorie, ma ricordiamoci questa parte, per ora, perché fornisce le chiavi interpretative del discorso. In aggiunta, il provvedimento fornisce garanzie illimitate ed irrevocabili alle banche private sulle obbligazioni che emettono.

  • Il decreto mille proroghe, una delle schifezze che continuano a circolare, nel quale si continuano a reiterare provvedimenti "una tantum" (che non sono certo una tantum, visto che li si rinnova vergognosamente) e si inseriscono cose simpatiche come la sanatoria (con obolo simbolico) per le multe dovute alle affissioni abusive di partiti in campagna elettorale.

  • La legge sulle liberalizzazioni, che non liberalizza nulla se non i servizi pubblici fondamentali, forza la situazione uscita dal referendum sull'acqua, toglie il vincolo dell'utilità socio-economica allo strumento della pianificazione urbanistica (più cemento per tutti) e non tocca né banche, né assicurazioni. In compenso, per fare un esempio, si comincia a scardinare la base dei diritti dei lavoratori, separandoli, come nel caso delle ferrovie, dove ciascun settore farà un contratto a sé. Al solito: divide et impera.


Viste queste cose, sommate alle dichiarazioni vomitevoli del tipo "il posto fisso è noioso", "non si deve fare lo stesso lavoro tutta la vita" (Monti, perché non vai a fare il muratore, allora?), "il posto fisso è un privilegio", "ci vuole flessibilità", aprono uno squarcio nel muro dell'incomprensibile.
Si tratta dell'ultimo stadio (per ora) della malattia che si chiama "crescita del Pil come unica soluzione per il benessere"


Ovviamente chiunque che abbia un grammo e mezzo di cervello ed un minimo (ma proprio minimo) di buon senso capisce


  • che un aumento infinito del Pil è impossibile

  • che un aumento infinito del Pil è insensato

  • che un aumento del Pil non aumenta il benessere


Infatti negli ultimi 40 anni il Pil è cresciuto, ma il benessere? Certo, abbiamo più oggetti, ma avere tre telefonini, il notebook, il lettore dvd, una macchina a testa... hanno forse aumentato il benessere? No di certo, si lavora di più, si ha sempre meno tempo per costruire una vita, si è sempre più di corsa in un mondo sempre più inquinato e coperto di cemento. E' benessere se distruggono un bosco per farci dei capannoni?


Nonostante questo, si cerca di far aumentare il Pil in ogni modo. Siccome il Pil è la somma dei soldi che si spendono in un anno (pagamento di salari, vendita di merci e servizi, valore della produzione sulla base delle stime del prezzo di vendita per le giacenze di magazzino), è chiaro che, per farlo crescere, si devono "inventare" dei soldi.


Quando i soldi aumentano con una certa progressione, che è insufficiente a produrre un "aumento adeguato del Pil" (che se no le agenzie di valutazione dicono che sei in recessione e tu somatizzi), bisogna "inventare" dei soldi. Come?


  • Pagamenti rateali e mutui: prendo a prestito dal futuro soldi che nel presente non riesco a trovare e faccio ovviamente conto che le rate verranno tutte pagate.

  • Creazione di bisogni indotti: chi produce oggetti imposta campagne pubblicitarie nelle quali vale il principio del "compro, quindi esisto", convincendo le persone che è assolutamente necessario che si posseggano questi o quegli oggetti.

  • Cementificazione selvaggia (cara Italia, come sei all'avanguardia), e faccio conto che il territorio da coprire sia infinito e le abitazioni, per definizione, acquistino improvvisamente valore dal nulla. Tra l'altro anche questo discorso è da vomito, perché si basa sull'assioma che il terreno vergine sia privo di valore. Peccato che il terreno vergine è quello sul quale coltivi il cibo.

  • Obsolescenza meccanica e tecnologica: si cotruiscono oggetti meccanici che si rompano il prima possibile (compatibilmente con la durata della garanzia) e si producono oggetti elettronici che diventino inutilizzabili in poco tempo (telefoni, pc, lettori dvd e così via).

  • Supervalutazione dei mutui: basandosi sull'assioma che i prezzi delle case aumenteranno sempre, io ti presto il 120% del valore (?) stimato attuale del tuo immobile, tanto poi aumenterà di prezzo...

  • Riduzione dei costi per manodopera e cancellazione di clausole contrattuali.



Ma ancora non basta, cioè l'effetto prodotto da questi stratagemmi si è esaurito (e non poteva essere diversamente, ovviamente), quindi bisogna inventarsi qualche cosa di nuovo, bisogna che la gente spenda di più e possibilmente spenda ciò che guadagna lavorando, non ciò che gli deriva da una rendita di posizione.


Attenzione che il discorso è sottile. Una pensione o il rendimento di un capitale investito sono, in un certo senso, rendite di posizione, ma non sono uguali. Sotto una certa cifra, una pensione non è una rendita di posizione (ovvio che la pensione da 31.411 € di Giuliano Amato lo è), mentre quella da affitti, titoli di stato, obbligazioni... lo è di certo. Volendo per lo meno fare un po' di equità in un sistema che è sbagliato, si dovrebbero in primis colpire le rendite di posizione vera, invece di quelle da pensione, invece...


E veniamo a quanto anticipato. La strada scelta dai governi occidentali, alla quale Monti si è ovviamente accodato è quella di "precarizzare la società" (ovviamente mica si sono colpiti nei loro interessi di banchieri ed industriali, no?).


Se un cittadino, un operaio, un pensionato, un impiegato, un insegnante, lo privi del contratto a tempo indeterminato, gli sfili la pensione costringendolo a lavorare fino a 67 (70?) anni, cosa fai?


Lo fai lavorare di più, magari anche fare due lavori, in una parola, lo leghi al giogo per sempre. Meno sei sicuro nella tua posizione, più dovrai faticare per paura che ti rimpiazzino con uno che "è più mulo di te" e ad un costo inferiore (detto comunemente caporalato). Più tardi prendi la pensione e meno costi allo Stato, oltre a continuare a lavorare e spendere. Semplice no? Più la gente si ammazza di lavoro, più soldi spenderà.


Questa è la conclusione: siamo diventati un po' più schiavi e, ricattati con la paura di perdere quel niente che ci è rimasto, siamo diventati difensori della schiavitù, difenderemo la palla di ferro alla quale ci hanno legato, accetteremo che ci paghino sempre meno per lavorare sempre di più. Come negli Stati Uniti, dove la gente fa due o tre lavori, lavora 60 ore a settimana e vive mediamente 5 anni in meno che in Canada.


Perchè i politici non pensano mai le cose più semplici ed ovvie, (problemi complessi implicano semplici soluzioni). Se sommassero l'evasione fiscale, la corruzione nella Pubblica Amministrazione e la criminalità organizzata, l'Italia avrebbe un Pil che ci invidierebbe qualsiasi stato europeo...
Ma non ditelo in giro a voce troppo alta altrimenti Monti ed i partiti assieme ai politici di professione potrebbero darvi degli utopisti o dei populisti... Loro si che ne sanno di politica basta vedere dove hanno portato l'Italia...



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reclaim your house

L'amministrazione comunale di Novara sta cercando di dare una risposta all'emergenza abitativa ma, ahimè, rischia uno scivolone.


In data 19/01/2012 l'Unità Acquisizione Immobili, pubblica un avviso per manifestazione d'interesse riservato alle SOLE IMPRESE COSTRUTTRICI, per la vendita di alloggi residenziali.


L'iter di quest'atto passa, prima sotto il Consiglio Comunale precedente ove il il 31-01-2011 si segnala di perseguire come strada possibile quello di acquisire immobili provenienti da aste giudiziarie.


L'attuale Giunta, a dicembre 2012, segnala che le procedure di acquisizione da aste giudiziarie sono lunghe e spesso onerose con lavori aggiuntivi di sistemazione e quindi decide di tuffarsi sul mercato immobiliare riservando la possibilità di partecipazione alle SOLE imprese costruttrici.


Da sottolineare il fatto che si tratterà presumibilmente di max 4-5 alloggi dato che la somma stanziata è di 180.000,00. euro


La domanda che la signora Cesira si fa a questo punto è: perché chiudere la possibilità ai soli costruttori invece che allargarla a tutti i soggetti pubblici e privati?


Non è forse vero che in un tanto acclamato libero mercato tutti i cittadini abbiano il diritto di poter proporre all'amministrazione comunale anche le proprietà private, così favorendo la competitività? La nazione liberalizza mentre il Comune privatizza?


Spiego meglio: se la signora Maria proprietaria immobiliare decide di vendere il proprio patrimonio edilizio (magari 3-4 appartamenti all'interno di un palazzo) perché non può proporre i propri appartamenti al Comune?


Si richiede una relazione tecnico/descrittiva dell'immobile, ma non del fabbricato in cui esso è ubicato, non viene valutato se l'impianto di riscaldamento è centralizzato, se è da sostituire, se la copertura magari è in eternit e quindi da bonificare, se gli impianti elettrici e gas sono in regola e così via dicendo.


Possibile che l'ufficio manutenzione, sempre che qualcuno glielo abbia chiesto, non si sia posto questi interrogativi?


Quali saranno i criteri di scelta in caso di più appartamenti? Il solo prezzo? Oggi costa meno, ma eventuali interventi di manutenzione condominiali futuri ci costeranno nel tempo.


Non essendoci un modello di raccolta informazioni ove inserire i dati e le caratteristiche sulle quali confrontare gli immobili, sulla base di quale criterio si sceglierà questo o quell'appartamento?


Speriamo che si tratti solo di una brutta dimenticanza e che tutto venga sistemato con la massima trasparenza...sperèm... ma chi visse sperando...

Davide Crippa


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Elisoccorso del Piemonte

Vogliamo chiarezza sulla riorganizzazione del servizio di elisoccorso 118


Ieri ho presentato un'interrogazione per chiedere all'Assessore Monferino di chiarirci alcuni aspetti legati alla riorganizzazione del servizio di elisoccorso 118.


La Giunta regionale, con una delibera dello scorso aprile, ha ridotto da 5 a 4 i mezzi per l'operatività diurna del servizio, con l'implementazione di un mezzo con attività notturna. Ad essere sacrificata a partire dal luglio 2012 sarà l'elisuperficie di Novara, che ha un servizio attivo da 24 anni e che attualmente effettua circa 600 interventi l'anno, mentre con ogni probabilità la scelta per l'elisuperficie del quadrante Biella-Novara-VcoVercelli ricadrà su Borgosesia per via, pare, di accordi partitici tra Lega Nord e Pdl.A lasciare perplessi è inoltre la scelta di implementare l'attività notturna dell'elisoccorso, in quanto il volo di notte presenta diversi problemi. Le condizioni di visibilità orizzontale minima richieste, da 3 km fino a 8km per le zone montuose, sono infatti quasi incompatibili con le condizioni meteo prevalenti per buona parte dell'anno in molte zone della nostra Regione; il volo può inoltre essere effettuato soltanto da e per piazzole omologate e dotate di tutti i requisiti di sicurezza, pertanto non potranno svolgere operazioni di pronto soccorso sul territorio, nè tantomeno - come sostenuto in maniera risibile dal Presidente Cota- intervenire sulle "stragi del sabato sera". Appare infine discutibile la scelta dei mezzi presente nel bando di gara per il servizio di elisoccorso; il nuovo capitolato prevede infatti che vengano utilizzati, in tutte le basi,mezzi capaci di operare anche in condizioni estreme, come le zone montane sopra i 4.000 metri.


L'uso di elicotteri così potenti rende le operazioni di soccorso quotidiane più complesse; questi elicotteri infatti per le loro caratteristiche di maggior potenza e dimensione hanno bisogno di spazi ampi perl'atterraggio per evitare danni ai fabbricati e non possono atterrare in modo capillare vicino agli obiettivi dei soccorsi su tutto il territorio. Le operazioni di soccorso sono invece facilitate dall'uso elicotteri più piccoli,agili, e con minor impatto sull'ambiente, e che sono anche molto meno costosi.


Quali sono quindi le previsioni di efficienza e di risparmio per la nostra Regione se dovranno essere sostenuti costi non indifferenti per l'introduzione di elisuperfici omologate per il volo notturno al momento inesistenti, e se verranno utilizzati dei mezzi molto più costosi e di più difficile gestione operativa?

Dall'Assessore alla Sanità ci aspettiamo delle risposte convincenti.

Foto di Davide Bono
Davide Bono
Capogruppo Consiliare Regionale del Piemonte
MoVimento 5 Stelle Piemonte


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Le opere compensative

Che cos'è un'opera compensativa? Linguisticamente parlando è l'ennesimo trucco con il quale vestire a festa una schifezza. In pratica è il complesso di tutto ciò che il costruttore di un'opera (sia esso pubblico o privato) realizza (dopo lunghe contrattazioni con l'amministratore del luogo dove l'opera dovrà sorgere) affinché gli sia dato il permesso di fare i lavori.


Esempi?
Il costruttore che ti fa tre o quattro palazzi e poi "regala" una scuola al comune, o un parcheggio o un giardinetto con qualche piantina striminzita alta 30 centimetri, ti allaccia il collettore fognario al depuratore, ti asfalta una strada bianca, cose cosí.


Oppure ti vuole ampliare una clinica PRIVATA, presenta un progetto che sfora consapevolmente i limiti del piano regolatore (perchè neppure un cretino crede che non se ne siano accorti) e poi aspetta che l'amministrazione, con le pezze al culo per i tagli ai trasferimenti statali, vada la con il piattino in mano ad elemosinare "un'opera compensativa"


Al che uno dice "e che male c'è? La collettivitá ne ha tratto beneficio".


Questa è la formula di rito con la quale i pubblici amministratori:


  1. ci fregano

  2. si sfregano le mani, perché porterà voti alle successive elezioni



Ma c'è un ma, anzi, ce ne sono quanti ne vogliamo.




  • Prima considerazione:
    gli interessi del privato e quelli della collettività sono quasi sempre in contrasto. Il privato
    mira al proprio interesse; se la collettività ne beneficia, è solo un puro effetto collaterale (a Casale Monferrato, quando aprì la eternit, che diede lavoro a più di 1500 persone, si festeggiò perchè, nonostante si sapesse che l'amianto era "leggermente" nocivo, si volle vedere solo l'utilità del momento, cioè nuovi posti di lavoro; l'intento della proprietà, invece, era fare soldi, anche a spese della salute dei lavoratori, che venivano addolciti con paghe più alte della media e "indennità di polvere", cioè so che la polvere di amianto non ti farà bene (già dal 1962 è noto in tutto il mondo che le fibre di amianto provocano una forma di cancro, il mesotelioma pleurico, oltre che alla classica asbestosi), eccoti qua qualche soldino, ora torna al lavoro e non rompere). Il pubblico amministratore è pagato - e pure bene - per fare l'interesse della collettività; questo vuol dire che deve ragionare con un lungo orizzonte temporale e non guardare solo al breve termine ed alle prossime elezioni.

  • Seconda considerazione:
    siccome non siamo nel migliore dei mondi possibili, il principio causa effetto per il quale il risarcimento segue l'opera può venire (e non è detto che non avvenga) facilmente invertito. Io, costruttore, vengo da te e ti chiedo cosa vuoi per farmi fare nel tuo territorio quello che voglio. Esempio: per il piano regolatore quello è terreno agricolo; io ci voglio costruire, che cosa vuoi per far modificare il piano regolatore? Questo però dovrebbe essere regolamentato informando la cittadinanza della proposta precedentemente alla discussione affinchè ogni cittadino interessato ad intervenire possa documentarsi e proporre soluzioni alternative per la tutela degli interessi della comunità.
    Vi sono casi (vedi rai3 report) in cui pubblici amministratori hanno chiesto modifiche di tracciato per opere infrastrutturali; scopo: farle passare sul territorio da loro amministrato per ottenere "opere compensative". Le opere compensative rappresentano oggi giorno, una sponsorizzazione politica per le successive elezioni ed un guadagno per imprenditori troppo spesso disonesti che pagano il disagio o le malattie che scaricano sulla collettività.
    Dunque c'è n'è già abbastanza per dire che le opere di risarcimento innescano un corto circuito perverso, rendendo i pubblici amministratori, notoriamente affamati di soldi per far quadrare i bilanci, particolarmente vulnerabili al meccanismo delle compensazioni

  • Terza considerazione (allacciare le cinture) quando il pubblico amministratore cede una parte del territorio di tutti, sia in via definitiva, cioè lo vende, sia in via concessionaria (di trenta in trenta anni), priva la collettività, che siamo TUTTI noi di qualche cosa che le appartiene diciamo pure per sempre, nel senso che quella cosa potrebbe ridiventare pubblica oltre la nostra vita, quindi è per sempre "per noi" a fronte di un beneficio istantaneo e individualistico. Mi dai una crosta di pane e per i prossimi molti decenni, e fai quel che vuoi anche uccidere i miei parenti e le prossime generazioni.



Cosa sta succedendo? Succede che l'amministratore pubblico diventa suddito del privato con disponibilità di capitali; diventa solo una questione di prezzo e la collettività è in vendita al brigante di turno. Cosa che esisteva nel medioevo quando i cittadini non avevano una conoscenza/cultura adeguata e delle leggi per potersi difendere dinnanzi ai potenti dell'epoca.


Ma chi è la collettività? NOI, dunque noi siamo in vendita, anzi, siamo già esposti con un bel cartellino del prezzo e:


  1. nessuno ci ha chiesto se volevamo venderci o ne avessimo avuto necessità

  2. in caso affermativo, nessuno ci ha chiesto "a quanto"? E chiedo ad ognuno di voi se conosce il valore della propria vita e dei propri cari o della collettività.



Le opere compensative sono: "noi che scriviamo siamo in vendita, tu che leggi sei in vendita, lo sono i nostri discendenti non ancora nati ed i tuoi parenti, e non possiamo farci nulla".


Questo sistema di cose non deve continuare, a meno che non ci stia bene la situazione. Fino a che penseremo "ma sì, dai, facciamo una deroga, concediamogli quello che vogliono e chiediamo qualche cosa per noi, saremo sempre in vendita"


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