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ROMA, 11 Settembre 2014

COMUNICATO STAMPA

Oggetto: GTECH-DEAGOSTINI E LA “FUGA” ALL'ESTERO

«De Agostini se ne va», «De Agostini lascia a casa altri dipendenti», «De Agostini chiude un altro stabilimento».

Quante volte (soprattutto noi cittadini del Novarese) abbiamo letto almeno una di queste frasi?Istituto_Geografico_De_Agostini-La_Stampa.jpg
Ebbene, questa volta il Gruppo De Agostini pare stia pensando ad una nuova "fuga", ma in grande stile...
Pare infatti che voglia fuggire dal Bel Paese!
Una grande fuga in grande stile, ma che non toccherebbe nemmeno di striscio gli interessi della premiata ditta Boroli-Drago per quanto riguarda il gioco d'azzardo in Italia.
Ma facciamo un piccolo riassunto.
Secondo diverse fonti stampa, il Gruppo De Agostini sarebbe intenzionato a sfruttare l'iniziativa portata avanti dal Governo del Regno Unito meglio nota come "Corporate Tax Road Map", cioè un percorso di incentivazione alle imprese che permetterà a GTECH S.p.A. (società del gruppo nata dalle ceneri della "vecchia" Lottomatica Group S.p.A.) di usufruire di contenute ritenute sugli investimenti (20% su persone fisiche non residenti) e agevolazioni in ricerca e sviluppo, pagando al fisco inglese solo il 20% di tasse, una percentuale molto più bassa rispetto alla media del G20 (30%).
Dove sarebbe il problema?
Il dilemma che sorge leggendo di questa notizia, a nostro modo di vedere, è uno e uno soltanto.
Come possono la normativa e lo Stato italiano permettere che il concessionario unico di tutti i giochi riguardanti le estrazioni del Lotto (che la stessa GTECH descrive come "la più grande lotteria a livello mondiale in termini di volume di giocate") scelga di "estradare", evitando di fatto di pagare le tasse nel principale mercato in cui opera? Proprio su questo abbiamo depositato nella giornata di oggi un'interrogazione rivolta ai Ministeri dello Sviluppo Economico e dell'Economia e delle Finanze.
Non basta poi mandare giù l'amara pillola che riguarda il coinvolgimento del nostro Paese nella causa di uno dei mali del XXI° secolo, il gioco d'azzardo, che ogni anno costa tra i 5,5 e i 6,6 miliardi di euro in costi sociali e sanitari.
Ora veniamo anche a scoprire che, oltre ai danni causati (diretti o indiretti che siano), ci saranno anche minori entrate per le casse dello Stato.
Oltre al danno, quindi, la beffa...Istituto_Geografico_De_Agostini.jpg
Ma diciamocela tutta, De Agostini in questi anni ci ha abituati a tutto e di più.
Tutti i cittadini novaresi sanno infatti di come De Agostini, non riuscendo dagli anni 90' a stare al passo dell'inevitabile avanzata di internet (nonostante l'iniziale "colpo di reni" grazie al progetto einciclopedia multimediale "Omnia", abbia poco a poco ridimensionato la propria presenza nella seconda città del Piemonte.
Senza andare troppo indietro, si può vedere come dai primi anni 2000 siamo stati testimoni di prepensionamenti, licenziamenti, richieste di cassa integrazione e vendita di parti del comparto tipografico (basti solo pensare alle conseguenze recenti originate dalla vendita del comparto delle "Officine Grafiche DeaPrinting") concentrandosi su business più "redditizzi" e meno bisognosi di una vera politica industriale di ricerca e sviluppo (prima con gli importanti investimenti nel campo immobiliare e poi appunto nel gioco d'azzardo).
Quella che fino a 15 anni fa era un punto di riferimento industriale ed economico per tutta la provincia di Novara, ora è solo un'illusione.
Un punto nella memoria nelle vecchie generazioni che hanno visto la grande "Dea", e che le più giovani probabilmente non potranno mai conoscere.



Il Comunicato Stampa dalla Camera dei Deputati di Davide Crippa M5S: GTECH-DEAGOSTINI E LA "FUGA" ALL'ESTERO del 11/09/2014 è scaricabile cliccando qui.


INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA Al Ministro dello Sviluppo Economico e al Ministro per l'Economia e le Finanze: i soci del gruppo De Agostini avrebbero intenzione di trasferire tutte le attività riferite a lotterie e scommesse facenti capo alla società GTECH S.p.A. (ex Lottomatica Group S.p.A) in Inghilterra a Londra. Scaricala cliccando qui.





Davide Crippa
Cittadino eletto alla Camera dei Deputati


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Sblocca-Italia-Renzi-M5S.jpgLeggendo le dichiarazioni entusiaste del Sindaco Ballarè e del collega Nastri emergono alcune perplessità che vorremmo condividere con questa lettera.
Innanzitutto sembra quanto mai precoce esultare per l'assegnazione dei fondi alle opere novaresi all'interno del Decreto "Sblocca Italia", considerando che nell'ultima bozza del 5 settembre pervenutaci il finanziamento della variante di Galliate all'interno della bretella ferroviaria Novara - Seregno - Malpensa è sparito dal testo!
Ma entriamo nel merito.
Per prima cosa ci pare perlomeno esagerato gioire per il finanziamento di un'opera come la variante ferroviaria di Galliate che di per sé significherebbe un ulteriore investimento sulle linee ad Alta Velocità con la conseguente graduale esclusione di Novara dalla tratta Torino - Malpensa.
In secondo luogo, sarebbe cosa gradita che si valutasse l'effettiva utilità dell'opera, magari con una valutazione costi-benefici tramite una sperimentazione sulla rete già esistente che vedrebbe protagonista l'effettiva utenza interessata dal complesso degli interventi.
Parlando invece della Tangenziale di Novara, riteniamo che investire su un'opera progettata 15 anni fa sia quanto meno anacronistico. Sarebbe inoltre da valutare la sostenibilità dell'opera, considerando i disservizi causati dalla difficoltosa e costosa manutenzione della tangenziale in carico alla Provincia.
Abbiamo riportato le perplessità sopracitate durante l'incontro tenutosi a Torino sabato 6 settembre con i parlamentari piemontesi e la giunta regionale, anche se Nastri, che tanto gioisce per i finanziamenti, non era seduto al tavolo.
Restiamo in attesa del testo definitivo al fine di valutare le possibilità emendative e sperando di poter inserire nel testo il finanziamento di opere sicuramente più prioritarie di quelle al momento finanziabili come l'adeguamento del passaggio a livello di Momo, la linea ferroviaria Novara - Biella e, soprattutto, il ponte di Oleggio.
Soffermarsi su quest'ultimo progetto è doveroso, soprattutto alla luce del fatto che Etihad Airways, nuovo partner di Alitalia, parrebbe intenzionata a investire in particolare sull'aeroporto di Malpensa contribuendo a renderlo nodo strategico. Proprio il ponte di Oleggio garantirebbe un collegamento tra Novara e Malpensa più fluido evitando l'attuale congestionamento dovuto al senso unico alternato presente sull'attuale struttura.
Infine, consiglieremmo al Sindaco Ballarè, che tanto si preoccupa dei collegamenti al CIM di Novara, di pensare alle opere di salvaguardia idrogeologica del Terdoppio previste già all'insediamento dell'opera e mai compiute per mancanza di fondi. Ricordiamo infatti al Primo Cittadino che lo scorso 26 dicembre, le acque che minacciavano gli abitanti di Pernate probabilmente non permettevano che nemmeno un dito passasse tra il Terdoppio e il ponte ferroviario.

Davide Crippa
Deputato del Movimento 5 Stelle eletto a Novara

Articolo originale


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Sindaco-Ballare-fuga-da-Novara-per-una-poltrona.jpg
Domenica 7 settembre appare sulla cronaca locale di un quotidiano nazionale una lunga intervista del Sindaco di Novara Andrea Ballaré.
In questa intervista il Sindaco di Novara cambia radicalmente la sua strategia, passa cioè dall'impostazione virtuale Matrix ("Novara come Zurigo") alla strategia della fuga in avanti ("Novara 21"), dove 21 è da intendersi come 2021.
Perché questo cambio di strategia? La risposta non è difficile.
Infatti la strategia Matrix, perseguita dal maggio 2011 fino al maggio 2014 con il secondo Circo Barnum al Broletto di Novara, era ormai diventata un ferrovecchio, sbriciolato nello scontro con la realtà novarese. Infatti tutti i novaresi hanno ben presente l'elenco imponente degli insuccessi della Giunta Ballarè dal suo insediamento nel 2011 ad oggi.
Ricordiamo soltanto gli ultimi insuccessi di questa Giunta:

  • il salotto di p.zza Martiri svanito nel nulla;

  • il flop del bike- sharing;

  • il raddoppio dei parcheggi a pagamento;

  • il teatro Faraggiana abbandonato;

  • la protesta dei vigili urbani;

  • il silenzio sulla cancellazione della ferrovia Novara-Varallo.

Questi insuccessi sono stati stigmatizzati severamente per ben due volte nell'ultimo anno da fonte non sospetta, cioè dal giornale il Sole 24 Ore, organo della Confindustria. Non bastasse questo, a peggiorare il quadro, Ballaré nella sopra ricordata intervista del 07 Settembre 2014, dichiara la sua pervicace intenzione di continuare, come niente fosse, negli errori commessi, ai quali intende aggiungerenuovi progetti nefasti: l'area logistica di Agognate, il Parco Commerciale di Veveri.
A questo punto appare chiaro il motivo, per cui Ballaré ritiene di dovere cambiare strategia con il lancio del progetto "Novara 21".
In questo modo egli spera di concentrare l'attenzione dei cittadini novaresi sulla Novara del 2021 e di fare loro dimenticare la dolente Novara del 2014. Si tratta di una classica fuga in avanti, ma i cittadini novaresi, tra meno di due anni e cioè nel maggio 2016, ben prima del 2021, andranno a votare per le Comunali e sicuramente sapranno sanzionare il fallimento della Giunta Ballarè (2011-2016).

F.T.


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STOP_acquisto_F-35_crisi_e_costi_inutili.jpg
Nello stabilimento FACO (Final Assembly ad Checkout) di Cameri, all'interno della base aerea dell'Aeronautica Militare italiana, Alenia-Aermacchi di Finmeccacica gestisce l' assemblaggio finale, verifica e manutenzione dei caccia bombardieri F35 ideati, progettati e realizzati dalla statunitense Lockeed Martin.
Nell'aprile 2009 il Parlamento aveva espresso parere favorevole all'acquisto di 131 velivoli (poi ridotti a 90) al costo di 12,9 miliardi di euro fino al 2026 e alla realizzazione dello stabilimento FACO, finanziato con 814 milioni di euro, prevedendo che diventasse anche un hub per l'assistenza e la manutenzione degli F-35 destinati ai paesi europei.

Ad oggi l'Italia è fra i maggiori clienti della Lockeed, ha già speso per il programma circa 3 miliardi, come partner di secondo livello, per i 90 velivoli. L'Australia ne ha ordinati 58, 42 il Giappone, 52 la Norvegia, 37 l'Olanda, l'Inghilterra, partner di primo livello, li ha ridotti da 138 a 48, mentre il Canada ha rinviato la decisione d'acquisto al 2018.
I ritorni industriali per ora sono esigui: contratti di 667 milioni di dollari per 27 aziende, a fronte dei 13 miliardi di euro per l'acquisto dei velivoli e altri 40 miliardi per costi di esercizio e manutenzione nel corso dei prossimi anni.
E' notizia recente, anche se non confermata ufficialmente, che l'Inghilterra vorrebbe puntare ad avere una propria linea FACO per l'Europa alternativa a quella di Cameri, circostanza che se si avverasse, comprometterebbe ulteriormente la redditività dello stabilimento italiano - già economicamente penalizzato dalla riduzione degli ordinativi di velivoli - perchè perderebbe la lucrosa manutenzione di tutti i velivoli europei che nel tempo è la parte redditizia dell'investimento e, qualora la manutenzione rimanesse in Italia, sarebbe appannaggio di Alenia oppure sarebbe gestita da personale militare, come stanno pensando negli USA per ridurre i costi?

Non è un caso che sin dall'inizio anche dirigenti di Alenia-Aermacchi abbiano espresso la loro contrarietà al programma F-35 perchè non garantisce il trasferimento di tecnologia ma si limita a mero assemblaggio di componenti, ed ora scopriamo che anche economicamente è tutt'altro che redditizio, senza dimenticare che, in ogni caso, non è condivisibile poiché conferma conferma la scelta politica di privilegiare l'uso delle armi rispetto a quella delle relazioni internazionali, come invece prevede la stessa Costituzione.
Sul piano occupazionale si sono rivelate una bufala le promesse di 10 mila nuovi posti di lavoro (vedi il Presidente della Regione Cota): nel 2015 saranno, si prevede, 445, di cui un terzo in mobilità dallo stabilimento Alenia di Caselle Torinese.

Anche sul piano ambientale e della sicurezza esistono dei rischi per il rumore, l'inquinamento nell'aria e a terra dovuti sia alla nocività di alcune fasi produttive, come per esempio la verniciatura, sia alle manutenzioni e quelli potenziali dei velivoli in volo di prova: non per nulla negli USA hanno obbligato l'Air Force a rilasciare una valutazione di impatto ambientale in relazione agli F-35, da noi ciò non è avvenuto.
Infine, non sarebbe il caso, accertato che il settore aeronautico italiano è in grado di progettare e produrre manufatti di alta tecnologia, anche nel territorio piemontese, di considerare una diversificazione delle attività militari verso programmi civili qualificati e necessari, rendendo cosi' gli investimenti e la nuova occupazione effettivamente utili e produttivi e meno pericolosi per la collettività ?

La Regione Piemonte non deve essere sostenitrice o spettatrice di queste scelte politiche sbagliate, le cui ricadute negative colpiscono direttamente anche il nostro territorio e le popolazioni locali. Si possono portare buoni argomenti per proporre il cambio della politica fin qui sostenuta dalla Regione, ci si deve provare.

Giovanni Bertinotti
Movimento NO-F35
Romeo Cavalli
USB Novara


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Novara-Varallo.jpg
La tratta ferroviaria Novara - Varallo non deve essere soppressa, andrebbe invece migliorata, calibrando gli orari in base alle esigenze dei pendolari.
La Giunta prenda atto che la bassa affluenza di utenti è dovuta in primo luogo alla pessima qualità del servizio e non certo perché i cittadini non hanno bisogno di un collegamento efficiente tra la Valsesia e Novara.

L'eliminazione del servizio auspicata dall'assessore Balocco rappresenta un pessimo segnale. Molti cittadini infatti saranno messi nelle condizioni di lasciare il treno per prendere la macchina.

Se da una parte è verosimile che in passato la tratta Novara - Varallo sia stata "salvata" dalla mannaia di Cota per motivi politici (entrambi i centri erano amministrati dalla Lega) ciò non giustifica il taglio che verrà attuato dalla giunta Chiamparino. I collegamenti ferroviari vanno potenziati ed implementati a prescindere da chi amministra i centri serviti dal treno.

In tal senso l'opera di smantellamento del trasporto ferroviario piemontese avviata dalla Giunta Cota sta per essere completata da Chiamparino. Assistiamo ad una perfetta sintonia bipartisan quando si tratta di tagliare servizi in favore dei cittadini.

Gianpaolo Andirssi, consigliere regionale M5S Piemonte
Federico Valetti, consigliere regionale M5S Piemonte vice presidente Commissione Trasporti

Comunicazione: Il giorno 1 Settembre 2014 dalle ore 18.00 in Piazza Libertà a Romagnano Sesia mappa ci sarà un presidio di "accoglienza" dell'assessore Balocco per l'incontro che si terrà con i sindaci sulla chiusura della linea. Chi volesse partecipare è il benvenuto.

FIRMATE LA PETIZIONE ON-LINE Petizione per impedire la chiusura della tratta ferroviaria Novara-Varallo clicca e firma!


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Ecomostra 2014.jpg
Sabato 23 Agosto ore 12.00 ho assistito all'inaugurazione dell'ECOMOSTRA 2014 nella piazza principale di Orta.

La mostra è molto interessante, rimane aperta fino a domenica 31 Agosto p.v. e invito tutti a visitarla.

Ha parlato Cesare Bermani, Presidente dell' Associazione Ernesto Ragazzoni, organizzatore di ECOMOSTRA. Il suo intervento è stato tutto incentrato sul tema del contrasto alla cementificazione del Lago d' Orta e, in alternativa, a favore della ristrutturazione e valorizzazione dell' esistente: alberghi abbandonati, sviluppo di strutture bed & breakfast, recupero di monumenti, case storiche in stato precario, sviluppo del turismo di qualità.

Ha poi parlato il Sindaco di Orta Angeleri, che ha fatto parte dell'Associazione Ernesto Ragazzoni. Ha illustrato il procedimento in itinere del nuovo Piano Regolatore di Orta, che sarà più rispettoso del luogo, della sua storia e della natura circostante.

C'erano poi a margine due raccolte firme: quella dell' Associazione "Salviamo il paesaggio" della Valdossola contro il famoso elettrodotto e quella del FAI per salvare un importante edificio storico a Miasino.

CARP Novara Onlus


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