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Cronistoria della riforma del 416 ter (voto di scambio politico-mafioso): dal Senato esce un testo ferocemente criticato da Forza Italia.

Questo testo arriva alla Camera il 3 aprile, dopo l'incontro di Berlusconi (il condannato) e Napolitano (il Capo dello Stato che si guarda bene dal testimoniare al processo sulla trattativa Stato-Mafia) e, sarà un caso, ma la riforma viene affossata e privata di ogni suo significato grazie ad un emendamento della maggioranza: vengono ridotte le pene e vengono resi impunibili i politici che si "mettono a disposizione" della mafia prima di ottenere i voti. Questa volta Forza Italia applaude.

Vista la modifica, il testo è tornato oggi al Senato, dove, per la seconda volta nella storia della Repubblica, viene applicata la ghigliottina su richiesta di senatori del PD e di Forza Italia. Viene, in altre parole, interrotta la discussione impedendo all'opposizione.... di fare opposizione! Un provvedimento chiaramente antidemocratico voluto dalle stesse persone che vanno in televisione a definire il M5S "fascista" e "squadrista". Come per la Boldrini, che applicò la ghigliottina per regalare 7,5 mld alle banche, la scusa è l'urgenza: "vogliamo che la legge sia pronta per le europee".

Ed è anche comprensibile perché con questa legge il voto di scambio sarà molto più facile. Complimenti.

Stefano Ghiringhelli



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Il 7 aprile 2014, insieme a due dei candidati novaresi alle prossime elezioni regionali Paolo Andrissi e Cristina Macarro, e 2 esponenti del Comitato No Amianto, abbiamo avuto modo di visitare la discarica di Barengo.

Una discarica che dovrebbe terminare la sua capienza nel 2017 ovvero tra 3 anni.
Come spesso accade, la politica non ha ancora intrapreso una strada concreta per attuare nei nostri territori una seria strategia di gestione dei rifiuti.
Immaginare che, laddove si ha un raccolta differenziata prossima al 67%, il ciclo finale dei rifiuti venga ancora gestito con la messa in discarica è qualcosa di allarmante e preoccupante.

Dobbiamo dirvi che la spensieratezza con la quale il presidente del consorzio ci comunica che la Provincia di Novara poi dopo essersi presa le prerogative per poter decidere sul campo dei rifiuti si è arenata come una balena sulla spiaggia, conferma ancora una volta come questa politica sia inadeguata a gestire e a cambiare le cose.

Ad oggi l'unico studio effettuato per la gestione futura risale già a 5 anni fa, un tempo del tutto inadeguato e fuori contesto storico per considerare gli scenari delineati in quello studio come reali ed ancora replicabili.
Il conferimento in discarica è il fallimento del ciclo vita del prodotto che un'intera filiera non ha saputo valorizzare.

I gruppi M5S presso le commissioni Attività Produttive e Ambiente della Camera dei Deputati faranno ogni cosa in loro potere per marcare in maniera maggiormente significativa sul collegato ambientale alla stabilità il rilancio delle materie prime secondarie e l'analisi LCA (Life Cycle Assestment) come criterio per poter rilanciare un economia locale evitando errori strategici come quelli che ci spingono ancora oggi a conferire a Barengo.

Davide Crippa
Cittadino eletto alla Camera dei Deputati
Davide Bono
Candidato Presidente M5S Regione Piemonte


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Prosegue il PiemOltre Tour con una serie di appuntamenti in provincia di Novara: sarà presente il candidato presidente Davide Bono con i candidati novaresi Cristina Macarro, Paolo Andrissi e Donato Lena.


Lunedì 7

  • Ore 9.30/10.30: mercato Oleggio


Martedì 8

  • Ore 10: Mercato di Arona
  • Ore 15.30: visita Istituto Professionale per l'agricoltura e l'ambiente CAVALLINI di Lesa (NO)
  • Ore 18: presentazione lista Lesa (sala Pertini, Comune di Lesa)


Giovedì 10

  • Ore 10: Mercato di Novara
  • Ore 15: Visita PISU
  • Ore 17: Visita Castello


Venerdì 11

  • Ore 9: Mercato di Galliate
  • Ore 10.30: Mercato di Borgomanero
  • Ore 12.30: Conferenza Stampa (Bar Mainelli - Borgomanero)

Qui l'evento Facebook per quanto riguarda l'appuntamento novarese.


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Tra il Comune di Novara, proprietario dell'impianto sportivo di via Patti, e l'Associazione Tennis Club Piazzano esiste una convenzione per la gestione dello stesso e del servizio bar e ristorazione presso la medesima struttura.
Può diventare tale rapporto un altro annoso problema per l'Amministrazione comunale?
Passiamo la parola ai fatti.

Tale convenzione è di vecchia data, tanto che il nuovo schema approvato con delibera di Giunta Comunale n.134 del 4/5/2011 e controfirmato dalle parti il 14/06/2011, riporta nelle premesse la storia del rapporto tra l'Ente e l'Associazione di cui è opportuno evidenziare alcuni passaggi rilevanti.

Il Comune, con delibera di Giunta n.1126 del 10/12/1999, concede in uso l'impianto sportivo alla suddetta Associazione per ulteriori nove anni cioè dall'1/10/1998 al 30/09/2007 rispetto alla scadenza avvenuta il 30/09/1998, considerata la cura usata nella tenuta degli impianti e le notevoli migliorie apportate agli stessi; il canone fissato è di euro 1032,91 + IVA e soggetto ad adeguamento annuale.

Nell'anno 2002 viene comunicata al Servizio Sport (Protocollo generale n.17731 del 20/03/2002) la costituzione da parte degli associati al Tennis Club Piazzano della "Sporting Novara S.c.a r.l." che chiede l'autorizzazione ad esercitare l'attività di gestione del servizio bar e ristorazione all'interno della struttura (canone di euro 1032,91+IVA), autorizzazione concessa con contestuale allungamento della durata della concessione fino al 30/09/2016 al fine di consentire all'Associazione di ammortizzare le spese che andrà a sostenere per adeguare a norma di legge le strutture esistenti (delibere di Giunta n.356 e n.357 del 05/06/2002).

Ma è nell'anno 2005 che si verificano i fatti più coinvolgenti per l'Amministrazione Comunale: infatti nella seduta del Consiglio Comunale del 16/03/2005 con la delibera n.19 viene modificato l'art.58, 2° c., lettera a) del vigente Regolamento di Contabilità in materia di rilascio di garanzia fideiussoria e con la delibera n.20 si dispone di registrare l'area e i beni immobili su di essa insistenti, quali beni patrimoniali del Comune di Novara appartenenti al patrimonio disponibile, in quanto ad uso attività di servizi ai soci esercitate dall'Associazione e con la n.21 viene approvata la prestazione di garanzia reale mediante accensione di ipoteca sui beni di proprietà comunale ed appartenenti al patrimonio disponibile del Comune, per consentire all'Associazione l'accensione di un mutuo fondiario per fronteggiare il notevole costo delle opere realizzate. Viene anche disposto l'aggiustamento della convenzione in merito all'adeguamento del canone e all'estensione dei servizi offerti all'utenza svantaggiata previo accordi con l'Assessorato ai Servizi Sociali. Con la delibera di Giunta n.390 del 13/09/2006 si approva la proroga, richiesta dall'Associazione, del termine di durata fino al 31/12/2021 per allineare la convenzione alla scadenza del mutuo; con decorrenza 01/01/2007 il canone di concessione è portato a euro 2000,00+IVA fino al 31/12/2016 e sarà maggiorato del 30% dal 01/01/2017 al 31/12/2021 con aggiornamento annuale e pagamento in unica rata entro il 31 marzo di ogni anno.

A garanzia dell'adempimento delle obbligazioni contenute nella convenzione l'Associazione ha presentato polizza fideiussoria di euro 6192,15 a favore del Comune di Novara che potrà avvalersi della suddetta polizza in caso di sanzioni per inadempimento contrattuale.

Al momento della sottoscrizione della convenzione in data 04/05/2011 le parti prendono atto (art.3) che da parte del concessionario sussiste nei confronti del Comune una situazione debitoria per canoni di concessione pregressi per un importo di euro 14896,95.

È di certo un'eredità scomoda lasciata dalla precedente Amministrazione con una delle sue ultime delibere (vicesindaco era infatti Silvana Moscatelli) e ci si chiede allora come di fronte ad un'insolvenza pregressa che partiva dal 2002 il Comune abbia voluto esporsi con l'accensione addirittura di un'ipoteca col rischio di vedere escussa una parte del suo patrimonio che è proprietà di noi cittadini.

Ad aggravare le circostanze e ad alimentare i sospetti di favoritismo ci sta soprattutto la posizione dell'Associazione Tennis Club Piazzano che ha il vizietto non encomiabile di inadempienza contrattuale nei confronti di un suo importante fornitore la Thermoenergy srl. Con la suddetta, che ha fornito l'impianto di climatizzazione in comodato d'uso gratuito, ha stipulato nel 2002 un contratto per la fornitura di energia, acqua calda e condizionamento per riscaldare e climatizzare tutti gli ambienti compresi i palloni dei campi da tennis e la piscina dietro pagamento di un canone mensile, mentre la Thermoenergy si faceva carico con EniGas della fornitura di gas per il Piazzano.
Dal 2005, come risulterebbe dai documenti, emerge già l'inadempienza dell'Associazione al pagamento dei canoni mensili; l'11/09/2006 con una scrittura privata le due parti raggiungono un accordo e il Piazzano si riconosce debitore di una somma pari a euro 216.039,01 come corrispettivo per le forniture di energia erogate e si stabilisce un piano di rientro.

Tuttavia il contenzioso si inasprisce pochi mesi dopo: la Thermoenergy lamenta il mancato rispetto del piano di rientro, mentre il Piazzano contesta la mancanza di alcune certificazioni di conformità dell'impianto alle normative di legge ed alcuni difetti di natura tecnica che avrebbero procurato un maggior consumo energetico complessivo negli anni pari a 10.000,00 euro. Per questi motivi tenta di rescindere il contratto, acquisire l'impianto e far annullare per dolo o errore la scrittura privata del 2006.

Da parte sua la Thermoenergy chiede le venga riconosciuto il controvalore residuo dell'impianto rimasto al Piazzano pur dedotti gli interventi da compiere per la sua normalizzazione (stima di 44.257,15 euro); in effetti il Piazzano ha usufruito dell'impianto dal 2002 mentre Thermoenergy ha dovuto pagare a EniGas ingenti somme per la fornitura avvenuta a favore del Piazzano.
La sentenza del Tribunale di Novara (n.378/2011) condanna l'Associazione al pagamento di euro 214.011,14 per canoni e kwh contabilizzati, ma non riconosce nulla alla Thermoenergy per il valore dell'impianto fornito.

Prima dell'Appello Thermoenergy in data 18/11/2011 procede nei confronti del Tennis Club Piazzano con atto di pignoramento mobiliare dell'Ufficiale Giudiziario a seguito del quale si instaurava la procedura esecutiva avanti il Tribunale Civile di Novara rubricata al n. 1585/2011;
il Comune di Novara, ritenendo che alcuni beni oggetto di pignoramento fossero di sua proprietà si opponeva alla suddetta procedura che si concludeva con ordinanza 30/10/2012 che, rigettando il ricorso, condannava il Comune di Novara al rimborso delle spese legali alla Thermoenergy S.r.l., liquidate in € 2.640,00 oltre CPA ed IVA. (Cassa Previdenza Avvocati)

Si ritiene conseguentemente di impegnare € 3.322,18, che con successivo atto saranno da liquidare allo Studio Legale Correnti come da dichiarazione del 15/11/2012 di Thermoenergy. (da Determina Affari Legali e Assetti Societari/0000055 del 18/12/2012)

Si arriva alla sentenza della Corte d'Appello di Torino che il 3 febbraio 2014 conferma la sentenza di primo grado condannando il Piazzano a pagare la somma di 214.011,14 euro, l'ulteriore importo di 120.839,50 euro (valore residuo periziato dell'impianto di 165.096,65 detratte le spese di 44.257,15) come controvalore degli impianti e le spese processuali di 27.000,00 euro per i due gradi di giudizio: in totale 361.850,64 oltre agli interessi dovuti (Corriere di Novara del 24 febbraio).

Le sorprese non finiscono qui perché un mese dopo, il 3 marzo 2014, il Tribunale Fallimentare di Novara dichiara il fallimento di Thermoenergy srl con sentenza 7/2014; creditori richiedenti ENI SpA. L'Associazione Tennis Club Piazzano ha quindi sicuramente contribuito al fallimento di questa società col buco che il mancato pagamento dei canoni contrattuali mensili ha provocato nel bilancio del suo fornitore. Ci si chiede come possa stare in piedi un soggetto largamente e reiteratamente inadempiente anche con il beneplacito del Comune che è moralmente responsabile di questa debacle: poteva il Comune non essere a conoscenza della situazione debitoria del Piazzano dopo anni e anni di inadempienza agli obblighi contrattuali visto che l'Associazione non rispettava neppure il pagamento dei canoni di concessione comunali? Non crediamo proprio che le cose possano stare così. E ancora: l'Associazione Tennis Club Piazzano sta onorando le rate del mutuo fondiario acceso con un Istituto di credito dietro ipoteca comunale sui suoi e nostri beni?

Date le premesse qualche dubbio lecito ci viene; e cosa succederebbe se il Piazzano non rispettasse i suoi impegni finanziari con la banca erogatrice del mutuo? Il Comune si dovrebbe fare carico del pagamento delle rate o i beni immobili oggetto di ipoteca andranno escussi? Si configurerebbe un'altra annunciata svendita di beni pubblici, come altre situazioni poco chiare gestite da questa Amministrazione ci porterebbero a pensare? Indagheremo ulteriormente sperando vivamente di sbagliarci ma, visto il lupo, il pelo cade ma il vizio rimane.

I commenti dell'Assessore allo Sport e al Patrimonio Agnesina in merito alla sentenza della Corte d'Appello che ha condannato il Piazzano a pagare una cifra vicina ai 400 mila euro ci lasciano alquanto perplessi. (Corriere di Novara del 27 febbraio)

Dichiara di non avere ricevuto dall'Associazione nessuna comunicazione ufficiale di alcun tipo: scusi Assessore, ma una sentenza di Corte d'Appello non è ufficiale? È necessario aspettare la comunicazione di un'Associazione indebitata fino al collo per muovere qualche passo?

"Non sappiamo ancora che passi faranno i rappresentanti del circolo per risolvere il problema, ma conosciamo il quadro generale. Per questo li convocheremo per capire a fondo la situazione". Prima dice di non sapere cosa faranno i soci del Piazzano per cui li convocherà e nello stesso tempo afferma di essere a conoscenza del quadro generale: è pazzesco! Se l'Amministrazione era a conoscenza del quadro generale c'era bisogno di aspettare una sentenza per mettere alle strette il Piazzano? Qui si parla di debiti che si sono accumulati nel corso di 10-12 anni e che ammontano non a 4,40, 400, 4000, 40.000 ma a 400 mila euro e che difficilmente potranno essere rimborsati; c'è di mezzo alla grande il Comune che ha pure acceso un'ipoteca sui suoi beni per favorire la concessione di un mutuo al Piazzano, Piazzano che dal 2002 al 2011 non ha pagato nemmeno uno dei canoni annui di 1032,91 per la gestione del bar-ristorante e dal 2007 al 2010 ha versato solo il 40% circa dei canoni dovuti al Comune per l'uso in concessione della struttura sportiva.

Com'è lo stato dei pagamenti dei canoni di concessione per bar-ristorante e struttura sportiva dal 2011 in avanti?

Sono stati liquidati gli arretrati fino al 2010? Gradiremmo saperlo, così tanto per farci un'idea, per verificare se, come pensiamo noi, il Comune dà in concessione un suo bene per toglierselo di mezzo, dimenticarselo, affidarlo alla gestione irresponsabile di soggetti che lo "usano" per i loro più o meno leciti fini e poi dopo averlo depauperato, svilito e deprezzato lo restituiscono al mittente che non può fare altro che metterlo sul mercato e non trovare acquirenti, oppure se ci sono finalità di ordine superiore che ci sfuggono.

Continua l'Assessore: "Stiamo valutando l'aspetto relativo alla concessione di ipoteca, tenendo conto che sull'area del Piazzano c'è già un'ipotesi di alienazione. Nel 2021 tornerà al Comune se non riusciremo a venderla prima. Diciamo che non è considerata strategica." Ecco stanno valutando l'ipotesi di alienazione, l'ennesima ipotesi di alienazione del patrimonio comunale, cosa che a questa Amministrazione piace un sacco: alieniamo di qua, alieniamo di là e sistemiamo il bilancio svendendo i beni dei cittadini, peccato che non siano riusciti nemmeno a vendere una proprietà tra quelle rientranti nel piano ufficiale delle alienazioni, figuriamoci questa che è solo un'ipotesi. State pure tranquilli non riuscirete a venderla prima del 2021, al massimo del brivido vi sarà escussa dall'istituto di credito che ha concesso il mutuo al Piazzano, mutuo sulla cui restituzione nutriamo forti perplessità.

Poi è fantastica, per dirla alla Beppe, questa cosa della non strategicità: quando non sanno cosa fare si rifugiano nella clausola del non strategico, ma cosa vuol dire per un bene comunale non essere strategico? Un bene comunale è per definizione un bene comune, un bene di tutti i cittadini, un bene di cui tutti potrebbero e dovrebbero fruire, un bene comunale è quasi sempre strategico specie in una città come Novara che non brilla certo per abbondanza, qualità e fruizione degli impianti sportivi.

Pensiamo un attimo al contesto impiantistico sportivo in cui è inserito il Piazzano e ci accorgeremo che è strategico, eccome se lo è: lo stadio Silvio Piola, il campo comunale di atletica, lo stadio del baseball, il palazzetto dello sport Dal Lago, un insieme di impianti comunali di estremo impatto e rilevanza, signor Assessore.

Il finale del suo commento è fenomenale: "Quello che posso dire è che per quanto riguarda l'impiantistica sportiva comunale abbiamo trovato una situazione allucinante. Nessuna convenzione era a posto e molte situazioni si sono trascinate per molto tempo. Abbiamo iniziato un grande lavoro di risistemazione per giungere a delle gestioni ordinate, basate su rapporti chiari".

Cosa? Signor Assessore lei sta prendendo lucciole per lanterne; se è vero che avete ereditato una situazione tragica è altrettanto vero che avete cercato in tutti i modi di peggiorarla e ci state riuscendo benissimo e poi finiamola col giochetto di scaricare sempre le nefandezze su quelli che vi hanno preceduto per coprire le vostre incapacità. È sotto gli occhi di tutti quello che non avete fatto e il non fare è peggio che fare poco e male! Mettetevi una mano sulla coscienza, lasciate la cosa pubblica nelle mani dei cittadini capaci che non fanno ad vitam propaganda elettorale, non vendono sogni e illusioni, non confondono il bene comune con il bieco perseguimento di interessi di casta tesi solo a perpetuare l'attaccamento alle poltrone per evitare che il sedile si raffreddi!

Gianni Bigogno


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Durante il Consiglio Comunale del 17/03 si è discussa una mozione presentata da Isabella Arnoldi (NCD) sulla base di una petizione firmata da 400 cittadini.

Il testo di tale petizione è scritto in dialetto, mi sono permesso di trascriverla in italiano per migliorarne la comprensione ma qui potete trovare il testo originale. Di seguito invece la "traduzione":


"Chiediamo al Sindaco e alla giunta di:
  • Conferire, ad una apposita commissione, il compito di catalogare i nomi in dialetto di vie e piazze di Novara con l'intenzione di arrivare a mettere dei cartelli con quei nomi accanto a quelli in italiano;
  • Istituire un gruppo di persone che siano capaci di proporre una grafia unica per la parlata di Novara;
  • Conferire tutti gli anni dei premi letterari per la parlata novarese con due sessioni: una per le storie e una per le poesie, riservate a quelle mai pubblicate e mai premiate prima;
  • Istituire una scuola di teatro che parli in novarese con, magari, la partecipazione del teatro Coccia;
  • Conferire tutti gli anni un premio di teatro intitolato a "Rico Tacchin", riservato a copioni mai pubblicati e mai premiati prima e che preveda di farlo rappresentare al Coccia;
  • Trovare un locale attrezzato da usare come luogo di incontro per tutte le associazioni che si interessano del dialetto novarese;
  • Di far stampare nuovamente i libri sul dialetto novarese, difficili attualmente da reperire (magari anche in formato ebook, in modo da rendere la lettura più agevole per i giovani);
  • Istituire nelle scuole dei corsi di dialetto novarese, parlando anche delle usanze e delle tradizioni locali, oltre che di tutta la storia e dell'architettura della città. A questi corsi potranno partecipare anche gli adulti;
  • Creare delle borse di studio per i laureati che parlano del dialetto novarese;
  • Recuperare la memoria della città andando a registrare i ricordi delle persone che hanno ancora in mente le usanze e le tradizioni del posto facendo per poi catalogarne i risultati e condividerli, grazie a internet, con tutti.
  • Ripristinare i cartelli con il nome della città in novarese."


Al di là del fatto che si possa condividere o meno il contenuto di tale mozione, desta stupore l'atteggiamento della maggioranza in particolare nella figura del consigliere di maggioranza Reali (SEL) che dichiara:
"Su alcuni temi siamo d'accordissimo: non vogliamo colpire il senso di appartenenza, non vogliamo che si faccia morire un patrimonio storico e culturale, siamo d'accordo che una comunità non deve perdere la memoria del proprio passato e vogliamo tenere viva ogni forma di patrimonio culturale."
Il consigliere ci tiene a sottolineare che "il nostro rispetto dei 400 firmatari è totale".
Peccato che, immediatamente dopo, appiattisca l'intera petizione al solo ripristino dei cartelli "Nuara" riuscendo, nelle ultime parole del suo intervento, a sconfessare tutto il discorso fatto precedentemente: "Noi rispettiamo tutti coloro che difendono ogni tipo di identità culturale, quindi anche quella dialettale ma prima di tutto, noi ci sentiamo cittadini del mondo, e se quei cartelli venissero reinstallati sarebbero un'offesa a quello che voi stessi sostenete e sarebbero un'offesa a quella che è oggi Novara con tutte le sue differenze; per questo PD e SEL voteranno contro questa mozione".
E' assolutamente legittimo non essere d'accordo con il contenuto della petizione ma, scontato, dovrebbe essere il rispetto per le richieste di 400 cittadini novaresi, soprattutto per quei punti che potrebbero essere realizzati a costo zero. Il consigliere Reali ha inizialmente fatto un inno alla tradizione ed alla cultura locale per poi votare contro una mozione che era ben più articolata e complessa della questione "cartelli Nuara".
Di seguito il video della dichiarazione di voto della maggioranza e della votazione.

Stefano Ghiringhelli



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Da giorni ormai il governo non fa altro che ripetere quanto è bello e bravo ad aver abrogato le province. Iniziamo a fare un po' di chiarezza. Innanzitutto le province non saranno assolutamente eliminate, per quello serve una riforma costituzionale; saranno semplicemente "ristrutturate":

  • non si voterà più, il presidente della provincia e i membri del consiglio provinciale saranno eletti dai sindaci e dai consiglieri comunali e non riceveranno nessun compenso;
  • addio alla "giunta provinciale", "arriva l'assemblea dei sindaci" come organo della provincia;
  • le sue funzioni saranno:
    1. pianificazione territoriale provinciale di coordinamento, nonché valorizzazione dell'ambiente, per gli aspetti di competenza;
    2. pianificazione dei servizi di trasporto in ambito provinciale, autorizzazione e controllo in materia di trasporto privato, in coerenza con la programmazione regionale, nonché costruzione e gestione delle strade provinciali e regolazione della circolazione stradale ad esse inerente;
    3. programmazione provinciale della rete scolastica, nel rispetto della programmazione regionale;
    4. raccolta ed elaborazione di dati, assistenza tecnico-amministrativa agli enti locali.

Fonte: Senato

C'è chi apprezzerà, aldilà del merito su questa trasformazione (e non abrogazione) delle province, il fatto che ci saranno meno politici da pagare (1700 in meno e non 3000 come sbandierato da Renzi). 
Tuttavia questo è solo una parte della riforma, c'è anche quella che riguarda i comuni dove assessori e consiglieri vengono sistematicamente aumentati. Praticamente il governo fa uscire dalle porte della provincia il politico e lo fa rientrare dalle finestre dei comuni.

Ma tanto va bene lo stesso: Renzi in tv dice che ha abolito le province, la stampa non verifica gli atti parlamentari e il governo passa per eroe. Film già visto.

Infine c'è anche l'introduzione di dieci "città metropolitane", altro livello intermedio fra comuni e regione, in altre parole, un nuovo mezzo della casta per creare poltrone e quindi posti di potere... raccontateci ancora la favola di quanto risparmieremo!

Stefano Ghiringhelli



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