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Ecomostra 2014.jpg
Sabato 23 Agosto ore 12.00 ho assistito all'inaugurazione dell'ECOMOSTRA 2014 nella piazza principale di Orta.

La mostra è molto interessante, rimane aperta fino a domenica 31 Agosto p.v. e invito tutti a visitarla.

Ha parlato Cesare Bermani, Presidente dell' Associazione Ernesto Ragazzoni, organizzatore di ECOMOSTRA. Il suo intervento è stato tutto incentrato sul tema del contrasto alla cementificazione del Lago d' Orta e, in alternativa, a favore della ristrutturazione e valorizzazione dell' esistente: alberghi abbandonati, sviluppo di strutture bed & breakfast, recupero di monumenti, case storiche in stato precario, sviluppo del turismo di qualità.

Ha poi parlato il Sindaco di Orta Angeleri, che ha fatto parte dell'Associazione Ernesto Ragazzoni. Ha illustrato il procedimento in itinere del nuovo Piano Regolatore di Orta, che sarà più rispettoso del luogo, della sua storia e della natura circostante.

C'erano poi a margine due raccolte firme: quella dell' Associazione "Salviamo il paesaggio" della Valdossola contro il famoso elettrodotto e quella del FAI per salvare un importante edificio storico a Miasino.

CARP Novara Onlus


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La cemenitifcazione del PDL'Italia è al 7° anno di crisi economica dal 2007 e al 4° anno di recessione dal 2011. L' Italia conta, secondo l'Ufficio Studi di Confindustria, 7,7 milioni di disoccupati e un arretramento di produzione industrale del 25%. Una specie di bollettino di guerra.
In questo quadro nazionale nero, nerissimo, Novara, sempre secondo Confindustria, è medaglia di bronzo, dopo Latina e Viterbo, nella classifica del peggio e Ballaré si piazza 95° nell' apprezzamento dei novaresi sui 101 sindaci dei capoluoghi di provincia.
A questo punto, purtroppo, le chiacchiere di Ballarè stanno veramente a zero e il tempo delle vuote promesse è scaduto. Altroché " Novara città europea" o " Novara pari a Zurigo", come il nostro sognante Sindaco sbandierava ancora qualche mese fa. Anche se spetta a Roma e a Bruxelles assunere i più importanti provvedimenti economici per uscire da questa crisi devastante, Ballaré deve svegliarsi, uscire da Matrix, rimboccarsi le maniche, per dare posti di lavoro e salari alle migliaia di novaresi disoccupati.
Dopotutto Ballarè gestisce oltre 200 milioni € dei soldi delle tasse dei novaresi.
Ma come fare per creare posti di lavoro locali? Segua l' esempio, riportato dai giornali del 6 agosto, dell'iniziativa del Comune di Verbania e Confcommercio.
Ancora, impieghi muratori in Cassa Integrazione per fare manutenzione alle case popolari disastrate.
Parta subito con la bonifica della discarica della Bicocca, per cui è già disponibile un milione di Euro. Attivi iniziative per togliere l' amianto dai tetti novaresi. Assegni l' incarico di ausiliario del traffico davanti alla scuole non ai nonni-vigile, che già percepiscono una pensione, ma ai disoccupati con reddito zero. Questi sono solo alcuni esempi. Ballaré per il bene di tutti abbandoni progetti funesti di cementificazione, di cattedrali nel deserto, di fantomatici capannoni per la logistica, che non danno lavoro. Ballarè deve sempre tenere presente che gli interventi di risanamento ambientale, oltre che a migliorare lo stato di salute di tutti, generano posti di lavoro qualificati.
Se Ballarè si muoverà su queste linee, otterrà l'appoggio di tutti i cittadini novaresi.

F.T.


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La cemenitifcazione del PDBallaré prova una fatale attrazione per il cemento, come dimostrano le recenti vicende del PISU di S. Agabio, di Agognate e ultima quella di Veveri.
Per realizzare l'inutile e costoso cubo di cemento del PISU, Ballaré ha distrutto il parco verde di S. Agabio.
Per costruire capannoni destinati a rimanere vuoti ad Agognate, il nostro ineffabile Sindaco vuole cementificare un milione di metri quadrati di verde agricolo, che oggi producono frumento.
Pensate che è arrivato a fare scrivere che quel terreno non può produrre riso, mentre fino a qualche tempo fa in effetti quei terreni per lunghi anni hanno prodotto riso. Per credere, leggete sul sito del Comune la relazione "tecnica" del progetto a pagina 11: "La qualità dei terreni non è più adatta alla coltivazione del riso".
Per cementificare Agognate, Ballaré si è messo una benda sugli occhi per non vedere i capannoni vuoti a Romentino, a S. Pietro Mosezzo, i capannoni vuoti ex-Danzas nella stessa Agognate, ma anche i 250.000 metri quadrati a S. Agabio di aree industriali dismesse, pronte per essere risistemate e riutilizzate. Inoltre Ballaré vuole ignorare il pericolo idrogeologico della zona, causato dalle possibili esondazioni del torrente Agogna.
Sul progetto del Parco Commerciale di Veveri attendiamo ancora molte informazioni essenziali sia sul piano economico-finanziario del progetto, che sull'accordo del Comune con i proponenti, ma già da ora appare chiaro che 31.000 metri quadrati di verde, pari a tre campi da calcio, verranno cementificati.
Escludiamo che Ballaré il cemento lo mangi, neppure le termiti lo mangiano,I-lavori-al-parco-di-via-bovio-Novara-Assessore Bozzola.jpg si tratta infatti di una deplorevole calunnia ai danni delle termiti.
Visto anche che l' interesse pubblico di questi progetti resta molto dubbio se non inesistente, torna allora insistente la domanda: perché Ballaré ama tanto il cemento?

F.T.


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I-lavori-al-parco-di-via-bovio-Novara-Assessore Bozzola.jpg

Apprendiamo dai quotidiani di domenica 13.07.2014 che il TAR Piemonte ha bloccato l'appalto PISU a S. Agabio su ricorso dell'impresa seconda classificata e che pertanto fu esclusa dall'aggiudicazione lavori.
Ci chiediamo: con quali criteri lavora la burocrazia comunale di Novara nell'assegnazione degli appalti, se è capace di attribuire 15 punti per i serramenti esterni all'impresa poi risultata vincente a causa di questo punteggio elevato, quando il TAR Piemonte ha riconosciuto alla stessa impresa punti zero sempre per gli stessi serramenti esterni?
Altro elemento di sorpresa: l'impresa ex-prima classificata aveva praticato uno sconto di circa il 13 %, mentre la seconda classificata aveva presentato uno sconto di circa il 25%, e quindi risultava più economica.
In ottemperanza a questa sentenza del TAR, il Comune dovrà ora togliere l'appalto all'impresa ex-prima classificata ed aggiudicarlo all'impresa seconda classificata.
Il problema grosso riguarda i tempi di esecuzione dell'opera, che dovrebbe essere completata entro il 30 giugno 2015, pena la perdita dei 7 milioni € concessi dalla UE (sul totale di 10 milioni € dell'appalto).
Una rischiosissima corsa contro il tempo.
Si noti tra l'altro che il termine lavori era già stato dilazionato di sei mesi.
Inoltre è sempre possibile che l'impresa ex-prima classificata si appelli al Consiglio di Stato avverso la decisione del TAR, con la conseguenza di un ulteriore aggravio di tempi e la rimessa in discussione di tutta la vicenda.
Ancora, non si può escludere la richiesta di eventuali danni da parte di questa impresa.
Infine, ciliegina sulla torta, che fine farà l'altro appalto del Mercato Coperto di L.go Don Minzoni, collegato all'appalto del PISU di S. Agabio dal finanziamento UE?
Un bel pasticcio!
Sorprende anche che l'Assessore Lavori Pubblici del Comune non si sia accorto di queste gravi anomalie nell'attribuzione dell'appalto in questione.

In conclusione: il progetto PISU di S. Agabio, nato dalla distruzione di uno dei pochissimi polmoni verdi del rione, destinato alla costruzione di un cubo di cemento inutile e costoso, si trova ora ad avvitarsi in una selva di carte bollate dall'esito incerto e con probabili costi addizionali per le casse pubbliche.

Non c'è sicuramente da stare allegri!

p. CARP Novara Onlus
Fabio Tomei

Solo per chi non ricorda cosa era il parchetto di Via Bovio:

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Cobas_pt-Cub-USB.jpg




Luglio 2014

Riceviamo e pubblichiamo volentieri la testimonianza di un classico esempio di spreco di denaro pubblico.

Era il 6 febbraio del 1997 quando scrivevamo all'allora Ministro delle Poste e Telecomunicazione, al Presidente della Provincia, al sindaco di Novara e alle Segreterie dei partiti politici per conoscere le motivazioni della costruzione di un nuovo stabilimento per le lavorazioni di smistamento postale, lasciandolo però inutilizzato. Era stata spesa una montagna di soldi pubblici, con l'istallazione di macchinari miliardari.
Alla fine dopo tante pressioni locali e dagli organi di stampa il 19 aprile del 1997 si inaugurava il C.P.O. (Centro Postale Operativo) che andava a sostituire le attività svolte nei vecchi locali di viale Manzoni 7 (Poste ferrovia). La sua missione era quella di raccogliere tutte la corrispondenza di un vasto bacino, lavorarne le diverse destinazioni, ove infine veniva inoltrato per la distribuzione ai cittadini.

In quella festosa giornata, mentre tutti gli altri sindacati erano invitati all'inaugurazione, noi Maledetti Cobas PT CUB-USB fuori dai cancelli protestavamo sulla inutilità di una mega struttura in assenza di alcun piano industriale di utilizzo, integrato alle realtà strutturali postali già esistenti nel nord Italia, denunciando che sarebbe costruito solo per una operazione di propaganda politica tesa a favorire esponenti politici di quel tempo, che dai quel centro hanno fatto fonte di voti personali.

La costruzione, già costata parecchi miliardi di lire, ha visto ripetere l'errore con la trasformazione a CMP (Centro Meccanizzato Postale) nel 2008, potenziando la struttura, aumentando il personale e impegnando ulteriori milioni di euro per l'acquisto di nuove apparecchiature di ultima generazione.

Mantenendo i vecchi parametri lavorativi e non adeguando i piani aziendali alla nuova organizzazione del lavoro e alla contrazione del mercato, solo tre anni dopo si dà avvio alla procedura per la chiusura dell'attività di smistamento meccanizzato e alla dismissione delle attrezzature, con la perdita di circa 200 posti di lavoro, trasferendo il personale in esubero nella vicina Lombardia o sul territorio provinciale, come se le persone fossero "pacchi".

Immaginate che la corrispondenza spedita da Novara e diretta a Novara, raggiunge prima Milano, dove viene lavorata, per ritornare in città, spesso gravata di notevole ritardo, causando disagi e malcontento nei clienti/utenti, senza contare le spese di doppio trasporto e di inutili lavorazioni aggiuntive. Una volta giunta a Novara, la corrispondenza viene lavorata manualmente lettera per lettera essendo ormai gli impianti meccanizzati smantellati e/o trasferiti, appassito "fiore all'occhiello" dell' Azienda.

E' a questo punto che scatta l'indignazione dei lavoratori e del Cobas PT CUB-USB, in considerazione di una gestione così disinvolta e inspiegabile delle risorse aziendali e umane, che è andata dall'apertura, al potenziamento, e infine all'annuncio di quasi dismissione.

Proprio per questi motivi, si svolse anche un corteo cittadino, partecipato da centinaia di dipendenti del CMP, al quale si unirono diversi esponenti politici cittadini, che, nel comizio finale della manifestazione, fecero pubblicamente proprie le istanze dei lavoratori e le esigenze di tutela per il servizio postale rivolto alla città.

In realtà, le Poste hanno proceduto ad uno smantellamento silenzioso della maggior parte dei macchinari, mentre gli altri sindacati e politici, già uniti nella lotta, si sono ritirati rientrando nei ranghi aziendali.

Tutto mentre i vertici di Poste Italiane S.p.A., un'azienda ancora di proprietà del Ministero del Tesoro, che produce utili per oltre 800 milioni di euro, alle difficoltà concorrenziali (ma questa non doveva essere un prezioso incentivo alle aziende?) ed alle contrazioni del volume della corrispondenza dovuta anche ai sistemi elettronici che l'azienda non riesce a fare propri nella corsa a migliori livelli qualitativi, risponde classicamente scaricandone gli effetti negativi di mercato sul personale e sulla qualità del servizio.

Dove sta la responsabilità sociale dell'impresa? Con le potenzialità che la rete Poste ha sul territorio dovrebbe essere uno dei motori per aiutare il sistema paese ad affrontare la crisi (usando per esempio il risparmio raccolto per finanziare le piccole aziende, usando la propria rete capillare per creare servizi che servano al cittadino).

Esiste solo la logica del profitto, meno zone di recapito e chiusura di stabilimenti!!!
Le nostre bandiere sono ancora spiegate al vento.
Anche qui, come altrove, occorre resistere.
.....che la cittadinanza sappia

Cobas pt - Cub - USB
Sede Nazionale:Via Teodosio 9, 20131 MILANO - Tel/Fax 02-2663474 - E-mail cobaspt@tiscali.it - www.cobasptcub.it C.F. 97116840154


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DecoroUrbano-dissesto-stradale-novara-via-giuseppe-belletti.jpg
Dopo diversi mesi di partecipazione del comune di Novara all'iniziativa denominata Decoro Urbano", qual è il bilancio? Non avendo ancora i numeri per fare una statistica citiamo due casi particolari: uno positivo e l'altro negativo, da cui emerge una situazione che spegne un po' l'entusiasmo iniziale.

Per chi non lo sapesse è disponibile da tempo una applicazione da installare sul telefonino, pc mediante la quale possiamo segnalare situazioni di "disagio cittadino" quali strade dissestate, affissioni abusive, verde pubblico abbandonato o in stato di degrado eccetera; basta scaricare la app chiamata appunto Decoro Urbano e via a fotografare tutto quello che non va. Se volete trovate il link nella barra verticale sinistra delle applicazioni del sito.

Molto entusiastico, e lo citiamo, il nostro Sindaco: "... su questo fronte - spiega il sindaco Andrea Ballarè - ho voluto quanto più possibile una messa a punto ed una accelerazione degli interventi. Con la collaborazione del vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Nicola Fonzo, abbiamo organizzato un attento monitoraggio delle situazioni bisognose di interventi, che ci consentirà di dare anche periodicamente conto dei lavori effettuati".

Ma veniamo ai due casi segnalati, naturalmente si parte prima da quello negativo. Il 17 marzo, ossia quasi quattro mesi fa, è stato segnalato un disagio riguardante il transito pedonale in via Biroli, dove si attraversa un ex tratto delle Ferrovie Nord. In quel punto, come purtroppo in molte altre vie cittadine, manca il marciapiede; non solo: la sede è dissestata e utilizzata anche come parcheggio, come è possibile vedere dalla foto relativa alla stessa segnalazione. Una situazione desolante a soli 800 metri in linea d'aria dall'angolo delle ore.

Una via già non molto pittoresca di per sé con in più un vero percorso ad ostacoli dove il malcapitato pedone è costretto a transitare. Ebbene dopo più di quattro mesi dalla segnalazione la risposta dal comune di Novara è: "non risolvibile". Cioè il comune di Novara che spende centinaia di migliaia di Euro per rifare rotonde che già c'erano (vedi Largo Don Minzoni), non trova poche centinaia di Euro per poche carriolate di asfalto e qualche colonnina in modo da sistemare quei 50 metri di pseudo marciapiede.

Dobbiamo rassegnarci al fatto che oramai o si realizzano progetti faraonici, monumentali, ancorché già arrugginiti (vedi sempre la rotonda citata), oppure non si fa un bel niente. Ma veniamo alla notizia "positiva": sempre con un ritardo di quattro mesi, Decoro Urbano avvisa che una segnalazione del 17 Marzo (sic!) in cui si denunciava la presenza di vetri e sporcizia abbandonata nel pedonalissimo Viale 4 Novembre, è stata risolta! Non sappiamo dire se ci sono voluti quattro mesi per rimuovere la sporcizia o solo per inviare la segnalazione, ad ogni modo per il cittadino attivo queste son soddisfazioni!


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