Non ripeteremo mai abbastanza che a Novara il costo di gestione del sistema acqua è tra i più bassi d'Italia e genera anche un utile che viene reinvestito nel miglioramento della rete; ciò premesso, vi abbiamo raccontato ciò che è accaduto nella seduta consiliare del 15 novembre, abbiamo parlato dei "buoni", cioè quelli che hanno votato "sì" alla mozione per il mantenimento pubblico della gestione dell'acqua (dichiarandola bene privo di rilevanza economica) ed abbiamo parlato dei finti buoni.
Ora parliamo anche dei cattivi. Il blocco unitario contro la mozione, costituito dalla casta compatta che è contraria al mantenimento della gestione pubblica dell'acqua. Ovviamente si tratta del blocco pdl+lega. Ci interessa la Lega in modo particolare, dato che si dichiara sempre dalla parte del territorio. Vediamola allora questa posizione.
Posizione "nazionale" o "della forzata privatizzazione": la lega ha votato , il 23 marzo 2010, in senato il decreto legge (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2, recante interventi urgenti concernenti enti locali e regioni) (Posizione ufficiale della Lega Nord sull'acqua pubblica poi fa il contrario) che impone da Roma la forzata privatizzazione della gestione dell'acqua in tutte le realtà italiane alla faccia del federalismo che professa. Come già supposto, forse sono dalla parte di una piccola parte dei cittadini (forse una lobby?), quelli che vogliono accaparrarsi la torta dell'acqua, oppure è così e peggio.
In Lombardia (che non è esattamente la più piccola delle regioni) si è votato per la privatizzazione (il video)
A Massa Carrara (e chiamiamola posizione a favore dell'acqua pubblica "per finta") si dichiarano per il mantenimento pubblico e dichiarano che quella è la loro posizione ufficiale (l'articolo), ma un estratto non lascia dubbi:
"La Lega Nord ha reso possibile l'ampliamento delle condizioni dell'affidamento in house a quasi la totalità del territorio nazionale, grazie al riferimento a peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale."
Che è proprio una presa per il culo e a questo punto immaginatevi il dito medio di Bossi davanti a voi , dato che la legge nazionale che hanno votato è vincolante e dice altro.
A Crema (e chiamiamola posizione a favore dell'acqua pubblica "vera", a tempo determinato ) hanno votato a favore della gestione pubblica, dopo essersi rimangiati le posizioni di poco tempo prima (e questo balletto continua in altri comuni). Se uno si va a leggere l'intero comunicato, scopre che è pieno di contraddizioni (oltre che di propaganda) e scopre anche che ha votato un emendamento, incorporato nella legge 42 (26 marzo 2010 leggilo) che così recita: "Decorso un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono soppresse le Autorità d'ambito territoriale (A.T.O.) ".(per la definizione di A.T.O.) di cui agli articoli 148 e 201 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni. Decorso lo stesso termine, ogni atto compiuto dalle Autorità d'ambito territoriale è da considerarsi nullo. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, le Regioni attribuiscono con legge le funzioni già esercitate dalle Autorità, nel rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza. Le disposizioni di cui agli articoli 148 e 201 del citato decreto legislativo n.152 del 2006 sono efficaci in ciascuna Regione fino alla data di entrata in vigore della legge regionale di cui al periodo precedente. I medesimi articoli sono comunque abrogati decorso un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge
Questa è spacciata come una grande vittoria perché si legge (ovviamente senza citare neppure un caso, che se lo trovi il lettore, no? Oppure fidatevi sulla parola -risate di sottofondo-) che gli ATO, avendo la possibilità di scegliere a chi affidare il servizio, avrebbero indetto appalti per le multinazionali estere. Un malpensante, invece, potrebbe dire:
1) Gli ATO, che erano enti locali, decidevano la gestione di servizi idrici integrati; ora non ci sono più
2) La legge votata dalla lega a Roma impone l'affidamento ai privati
E le società pubbliche locali, che quando c'erano, potevano decidere sull'affidabilità del soggetto affidatario, sono stati casualmente (?!) soppressi. Dunque gli enti locali, che erano competenti in materia e potevano dire la loro, sono stati tolti di mezzo. Ora tra le multinazionali dell'acqua e l'oggetto dei loro desideri, chi è rimasto? Ovviamente la privatizzazione fa gola dove il servizio è in attivo, non dove fa perdite, dunque, per onestà intellettuale, ci si chiede: come è stata la posizione della Lega sull'acqua nei comuni dove è in maggioranza?
Una posizione ce l'abbiamo: a Novara è in maggioranza, il servizio idrico è in attivo e NON si vuole mantenerne il controllo pubblico.
Aggiungiamo solo che in tutti i casi in cui si e' privatizzato il servizio dell'acqua in Italia ma anche all'estero (e' sufficiente cercare su youtube o google suez che e' una multinazionale dell'acqua) i danni sono stati immani sia dal punto di vista economico per le tasche dei cittadini sia dal punto di vista della rete idrica peggiorata drasticamente.
Tutto cio' ha una spiegazione chiara, se un servizio pubblico viene affidato ad un privato e' necessario definire delle penali in caso di aggravio dei costi del servizio e della rete e tali penali devono essere pagate con certezza. Se proprio uno volesse pensare di affidare dei servizi pubblici ad un privato dovrebbe aggiungere una penale contrattuale che dica qualcosa di simili a: "Se il costo del servizio cresce di piu' del 2% senza l'accordo locale o regionale e/o la rete viene degradata tecnicamente e come portata (che sia acqua, banda sulla rete telefonica, numero di auto in autostrada, potenza sulla rete elettrica, ... ) allora la penale da pagare da parte dell'azienda affidataria sara' pari all'introito avuto rispetto all'anno precedente indipendentemente che il servizio fosse affidato all'attuale azienda o ad un'altra.






