Grecia: capitolo finale
E' del 7 luglio 2011 l'ultimo degli accordi per il "salvataggio della Grecia".
Il problema Grecia contro euro c'è sempre stato. Dalla creazione della moneta unica (prima virtuale), per molte nazioni europee, entrare nel club è sembrato un toccasana. In particolare per nazioni dall'economia fragile, dall'alto debito pubblico e, diciamocelo, da una dirompente accoppiata corruzione+evasione fiscale, il vantaggio pareva evidente: poter pagare tassi di interesse più bassi per i propri debiti, a prezzo di un maggior rigore nei conti (il famoso "patto di stabilità"). Nel caso italiano, si è fatto ricorso a due trucchi, vale a dire
- La famosa "eurotassa".
- L'inclusione, nel pil, della così detta "economia sommersa", cioè quella che evade totalmente le tasse
In questo modo, aumentando artificialmente il pil, si andava a ridurre il famoso rapporto debito pubblico/prodotto interno lordo, che è uno dei numeri che non fanno dormire molti, in Europa
Analogo "maquillage" fu fatto anche in Grecia (nazione con i conti molto più in disordine dei nostri, con più corruzione, più evasione e più clientelismo di noi, anche se pare impossibile), tanto che si gridò al miracolo per il fatto che si fosse rientrati nel "patto di stabilità".
Ovviamente le misure erano di pura facciata ed infatti la Grecia è andata in crisi quando è esplosa la crisi del debito delle banche private.
Quel che è accaduto, in estrema sintesi, è che gli stati sovrani, eccetto l'Islanda, sono intervenuti per coprire i buchi che le loro banche private avevano; come? Garantendo il debito con titoli di stato, se non entrando direttamente nel capitale delle banche (ed emettendo titoli di stato per finanziare le operazioni).
Risultato? Il debito delle banche private è stato trasferito agli stati, cioè i poveracci, gli operai, gli impiegati, hanno dovuto caricarsi sulle spalle il debito dei ricchi...affinché essi potessero continuare ad essere ricchi. Ma che bella pensata, vero?
A quel punto, combinando questo con un'economia declinante e quindi con una crisi nelle entrate fiscali, le agenzie di vigilanza internazionali (quelle che danno le pagelle) hanno iniziato ad emettere i loro bollettini peggiorativi sulla capacità degli stati di rimborsare gli interessi sui loro debiti sovrani e meno male che lo fanno, così tutti siamo in grado di capire lo stato di salute delle nazioni (infatti sono le nazioni che pagano le agenzie di sorveglianza). Chiaramente (ma lo avrebbe visto anche un cieco) la situazione è stata vista in veloce deterioramento per un pacchetto di nazioni europee; in ordine di "criticità"
- Grecia
- Irlanda
- Portogallo
- Spagna
- Italia
(da qua l'acrostico di pigs=maiali e poi l'acronimo di piigs). A ruota c'è stato un riposizionamento di denaro in ragione di un'aumentata rischiosità dei titoli di stato Greci.
La combinazione di bassa crescita, disoccupazione fuori controllo (come al solito, il conto delle crisi lo pagano sempre i poveracci, le aziende, appena sentono la parola crisi diventano legittimate a licenziare a raffica in modo da "salvaguardare i posti di lavoro"- 'ste stronzate le abbiamo ben sentite dire anche qua), calo delle entrate fiscali, uso della leva del debito come ammortizzatore sociale - fatto anche dal caro Craxi, che fece raddoppiare il debito pubblico durante il suo governo - ha portato la Grecia ad un debito pubblico fuori controllo. Lo stesso primo ministro Papandreou affermava, nel 2008, che la Grecia rischiava la bancarotta. Quel che le nazioni dell'area euro hanno cercato di fare è evitare una dichiarazione ufficiale di insolvenza (quello che viene chiamato default), cioè l'incapacità di pagare gli interessi sul debito (attenzione, non l'incapacità di rimborsare il debito), da parte della Grecia. Non importa se siamo all'insolvenza, l'importante è che non lo si dica.
Nel 2010 si è affermato che per salvare la Grecia e quindi l'euro, bisognava prestare soldi alla Grecia. Quanti? Una trentina di miliardi mal contati. Furono 110, di cui 80 forniti dall'Europa e 30 dall'FMI. Uno dice: me pare 'na cazzata; questi non sono in grado neppure di pagare gli interessi, che facciamo? Gli prestiamo altri soldi, quindi altri interessi? E quando mai ce la potranno fare, ovvero come?
Fottendo il popolo greco. Si salva (almeno per ora) l'euro, condannando un'intera nazione. Fu allora creato un fondo di emergenza, l'ESFS (il fondo europeo salva-stati) del quale L'Italia ha una quota del 19,8% (era inizialmente del 18,4%, poi è salita mano a mano che l'Irlanda ed il Portogallo sono usciti dalle fila degli "aiutanti" per entrare in quelle degli "aiutati") , con una copertura, per ogni stato membro, del 120% dell'ammontare, questo significa che, quando è stato erogato il primo pacchetto, NOI siamo stati chiamati a versare il 120% del 18,4% di 80 miliardi, cioè il 120% di 14,72 miliardi, cioè abbiamo emesso 17,664 miliardi di nuovi titoli di stato. Abbiamo aumentato l'indebitamento di oltre 17 miliardi, così.
Che cosa ha voluto la cara Europa come garanzia? Tagli e privatizzazioni=svendite di pezzi di Grecia, di cose che appartenevano al popolo greco.
Precisamente 28 miliardi di tagli (stipendi, tredicesime, pensioni, salari) e 50 miliardi di svendite. Attenzione. NON si è pretesa alcuna misura anticorruzione, fiscale o anti-clientelare (vedi documento del maggio 2010 già citato).
Questo accadeva nel maggio 2010. Da allora il pil è calato più del previsto, la disoccupazione è cresciuta più del previsto, le entrate fiscali sono calate più del previsto (ma una, è andata bene? NO) ed il debito pubblico è SALITO, sia in termini assoluti, che rispetto al pil; a fine 2010 era al 142,8% del pil (fonte: Eurostat).
Da allora le cose sono riprecipitate al punto iniziale, col che si è deciso (documento citato all'inizio) un nuovo pacchetto da 160 miliardi, dei quali altri 110 istituzionali (sempre con la formula 1/3 FMI e 2/3 ESFS) ed il resto da capitali privati (che, salvati con i soldi degli stati, vorranno spolpare quel che resta della Grecia, NO?). Così, ora, dobbiamo emettere titoli di stato Italiani per il 120% del 19,4% di 73 miliardi, cioè altri 17 miliardi. In totale 34,664 miliardi di euri spesi per salvare l'euro, con la scusa di salvare la Grecia (non per il popolo greco sia chiaro). Allora, la recente manovra finanziaria...serve solo a ripianare quel che abbiamo speso per il fondo ESFS.
Forse ci vuole qualcuno che salvi la Grecia da noi...
Ora la Grecia, che aveva circa 350 miliardi di debito pubblico, si trova con 570 miliardi...sempre di debito pubblico, ma che bell'affare che hanno fatto...
E poi? Altri tagli, altre privatizzazioni e...come garanzia, beni materiali, quali l'Acropoli di Atene, il Partenone e alcune isole. Tanto che cazzo se ne fanno i greci di tutte 'ste isole? Questa richiesta, MAI smentita , viene dai finlandesi, appena scopertisisi veri caimani, che avrebbero posto come red line la concessione di garanzie affidabili, facendo il conto che la Grecia possiede 300 miliardi di euro di beni dello Stato che potrebbero soddisfare questa richiesta.
Ma sì, spolpiamoci uno stato, l'avreste mai detto?
Pensavate che non ci fossero limiti alla follia del debito? Illusi, i paletti vanno spostati un po' più in là, anzi, molto più in là. Forse, dopo questo, non ci sarà un "ancora più in là".

La giunta comunale di Novara




