Luglio 2011 Archivio articoli

Grecia: capitolo finale

E' del 7 luglio 2011 l'ultimo degli accordi per il "salvataggio della Grecia".

Il problema Grecia contro euro c'è sempre stato. Dalla creazione della moneta unica (prima virtuale), per molte nazioni europee, entrare nel club è sembrato un toccasana. In particolare per nazioni dall'economia fragile, dall'alto debito pubblico e, diciamocelo, da una dirompente accoppiata corruzione+evasione fiscale, il vantaggio pareva evidente: poter pagare tassi di interesse più bassi per i propri debiti, a prezzo di un maggior rigore nei conti (il famoso "patto di stabilità"). Nel caso italiano, si è fatto ricorso a due trucchi, vale a dire

  1. La famosa "eurotassa".
  2. L'inclusione, nel pil, della così detta "economia sommersa", cioè quella che evade totalmente le tasse

In questo modo, aumentando artificialmente il pil, si andava a ridurre il famoso rapporto debito pubblico/prodotto interno lordo, che è uno dei numeri che non fanno dormire molti, in Europa

Analogo "maquillage" fu fatto anche in Grecia (nazione con i conti molto più in disordine dei nostri, con più corruzione, più evasione e più clientelismo di noi, anche se pare impossibile), tanto che si gridò al miracolo per il fatto che si fosse rientrati nel "patto di stabilità".

Ovviamente le misure erano di pura facciata ed infatti la Grecia è andata in crisi quando è esplosa la crisi del debito delle banche private.

Quel che è accaduto, in estrema sintesi, è che gli stati sovrani, eccetto l'Islanda, sono intervenuti per coprire i buchi che le loro banche private avevano; come? Garantendo il debito con titoli di stato, se non entrando direttamente nel capitale delle banche (ed emettendo titoli di stato per finanziare le operazioni).

Risultato? Il debito delle banche private è stato trasferito agli stati, cioè i poveracci, gli operai, gli impiegati, hanno dovuto caricarsi sulle spalle il debito dei ricchi...affinché essi potessero continuare ad essere ricchi. Ma che bella pensata, vero?

A quel punto, combinando questo con un'economia declinante e quindi con una crisi nelle entrate fiscali, le agenzie di vigilanza internazionali (quelle che danno le pagelle) hanno iniziato ad emettere i loro bollettini peggiorativi sulla capacità degli stati di rimborsare gli interessi sui loro debiti sovrani e meno male che lo fanno, così tutti siamo in grado di capire lo stato di salute delle nazioni (infatti sono le nazioni che pagano le agenzie di sorveglianza). Chiaramente (ma lo avrebbe visto anche un cieco) la situazione è stata vista in veloce deterioramento per un pacchetto di nazioni europee; in ordine di "criticità"

  1. Grecia
  2. Irlanda
  3. Portogallo
  4. Spagna
  5. Italia

(da qua l'acrostico di pigs=maiali e poi l'acronimo di piigs). A ruota c'è stato un riposizionamento di denaro in ragione di un'aumentata rischiosità dei titoli di stato Greci.

La combinazione di bassa crescita, disoccupazione fuori controllo (come al solito, il conto delle crisi lo pagano sempre i poveracci, le aziende, appena sentono la parola crisi diventano legittimate a licenziare a raffica in modo da "salvaguardare i posti di lavoro"- 'ste stronzate le abbiamo ben sentite dire anche qua), calo delle entrate fiscali, uso della leva del debito come ammortizzatore sociale - fatto anche dal caro Craxi, che fece raddoppiare il debito pubblico durante il suo governo - ha portato la Grecia ad un debito pubblico fuori controllo. Lo stesso primo ministro Papandreou affermava, nel 2008, che la Grecia rischiava la bancarotta. Quel che le nazioni dell'area euro hanno cercato di fare è evitare una dichiarazione ufficiale di insolvenza (quello che viene chiamato default), cioè l'incapacità di pagare gli interessi sul debito (attenzione, non l'incapacità di rimborsare il debito), da parte della Grecia. Non importa se siamo all'insolvenza, l'importante è che non lo si dica.

Nel 2010 si è affermato che per salvare la Grecia e quindi l'euro, bisognava prestare soldi alla Grecia. Quanti? Una trentina di miliardi mal contati. Furono 110, di cui 80 forniti dall'Europa e 30 dall'FMI. Uno dice: me pare 'na cazzata; questi non sono in grado neppure di pagare gli interessi, che facciamo? Gli prestiamo altri soldi, quindi altri interessi? E quando mai ce la potranno fare, ovvero come?

Fottendo il popolo greco. Si salva (almeno per ora) l'euro, condannando un'intera nazione. Fu allora creato un fondo di emergenza, l'ESFS (il fondo europeo salva-stati) del quale L'Italia ha una quota del 19,8% (era inizialmente del 18,4%, poi è salita mano a mano che l'Irlanda ed il Portogallo sono usciti dalle fila degli "aiutanti" per entrare in quelle degli "aiutati") , con una copertura, per ogni stato membro, del 120% dell'ammontare, questo significa che, quando è stato erogato il primo pacchetto, NOI siamo stati chiamati a versare il 120% del 18,4% di 80 miliardi, cioè il 120% di 14,72 miliardi, cioè abbiamo emesso 17,664 miliardi di nuovi titoli di stato. Abbiamo aumentato l'indebitamento di oltre 17 miliardi, così.

Che cosa ha voluto la cara Europa come garanzia? Tagli e privatizzazioni=svendite di pezzi di Grecia, di cose che appartenevano al popolo greco.

Precisamente 28 miliardi di tagli (stipendi, tredicesime, pensioni, salari) e 50 miliardi di svendite. Attenzione. NON si è pretesa alcuna misura anticorruzione, fiscale o anti-clientelare (vedi documento del maggio 2010 già citato).

Questo accadeva nel maggio 2010. Da allora il pil è calato più del previsto, la disoccupazione è cresciuta più del previsto, le entrate fiscali sono calate più del previsto (ma una, è andata bene? NO) ed il debito pubblico è SALITO, sia in termini assoluti, che rispetto al pil; a fine 2010 era al 142,8% del pil (fonte: Eurostat).

Da allora le cose sono riprecipitate al punto iniziale, col che si è deciso (documento citato all'inizio) un nuovo pacchetto da 160 miliardi, dei quali altri 110 istituzionali (sempre con la formula 1/3 FMI e 2/3 ESFS) ed il resto da capitali privati (che, salvati con i soldi degli stati, vorranno spolpare quel che resta della Grecia, NO?). Così, ora, dobbiamo emettere titoli di stato Italiani per il 120% del 19,4% di 73 miliardi, cioè altri 17 miliardi. In totale 34,664 miliardi di euri spesi per salvare l'euro, con la scusa di salvare la Grecia (non per il popolo greco sia chiaro). Allora, la recente manovra finanziaria...serve solo a ripianare quel che abbiamo speso per il fondo ESFS.

Forse ci vuole qualcuno che salvi la Grecia da noi...

Ora la Grecia, che aveva circa 350 miliardi di debito pubblico, si trova con 570 miliardi...sempre di debito pubblico, ma che bell'affare che hanno fatto...

E poi? Altri tagli, altre privatizzazioni e...come garanzia, beni materiali, quali l'Acropoli di Atene, il Partenone e alcune isole. Tanto che cazzo se ne fanno i greci di tutte 'ste isole? Questa richiesta, MAI smentita , viene dai finlandesi, appena scopertisisi veri caimani, che avrebbero posto come red line la concessione di garanzie affidabili, facendo il conto che la Grecia possiede 300 miliardi di euro di beni dello Stato che potrebbero soddisfare questa richiesta.

Ma sì, spolpiamoci uno stato, l'avreste mai detto?

Pensavate che non ci fossero limiti alla follia del debito? Illusi, i paletti vanno spostati un po' più in là, anzi, molto più in là. Forse, dopo questo, non ci sarà un "ancora più in là".

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La giunta comunale di Novara La giunta comunale di Novara


Il Comune di Novara ha un nuovo sindaco e un'inedita giunta che si apprestano a governare la nostra città per il prossimo mandato. Ci siamo soffermati sulla composizione della squadra voluta da Ballarè e ne osserviamo la sostanza: si tratta di una equilibrata miscellanea di personalità appartenenti al vecchio che avanza integrata da alcune figure del mondo professionale novarese. I tagli previsti dalla finanziaria hanno ridotto il numero di assessorati disponibili e quindi le deleghe sono state accorpate e accentrate nelle mani di un minore numero di persone. Questo ha sicuramente comportato uno sbilanciamento nel criterio dell'assegnazione dei ruoli per competenza. Ma entriamo nel dettaglio.


Al Sindaco sono rimaste le deleghe su promozione e sviluppo economico del territorio, lavoro, grandi infrastrutture, università, rapporti istituzionali, comunicazione, informatica, URP, servizi demografici ed elettorale. Per uno stimato commercialista, già revisore dei conti del Comune negli anni passati, ci pare un un esercizio di "tuttologia" difficilmente superabile. Un Sindaco quantomeno goloso nel fagocitare i piatti più succulenti.


Al suo vice, Nicola Fonzo, stimato dirigente scolastico, vanno le deleghe su progettazione e manutenzione edifici pubblici, strade pubblica- illuminazione e rapporti con il Consiglio Comunale. Si può fare? Con qualche nozione di urbanistica e architettura. L'avvocato Giovanni Agnesina è un politico relativamente giovane ma già navigato, uno scalfariano doc, ha le deleghe su sport e impiantistica sportiva, promozione sportiva per la gioventù, patrimonio, città partecipata e affari legali. Oltre a delle doti atletiche serve una certa frequentazione delle problematiche inerenti alla gestione del mondo sportivo e soprattutto educativo che non ci risultano.


La squadra dei politici schiera poi ancora Augusto Ferrari, Margherita Patti, Paola Turchelli e Sara Paladini. Tre professori e una signorina. Qui risuona una certa scelta compensativa: dopo anni di opposizione, tutt'altro che cruenta, ora c'è la ricompensa per gli uomini/donne di partito. Se per le figure di Ferrari e Patti concordiamo con le deleghe, rispettivamente politiche sociali e istruzione, siamo curiosi su quali siano le competenze per la Paladini al turismo, artigianato e commercio. Turchelli appartiene al mondo dell'università e dell'insegnamento, sulla cultura vedremo quali idee saprà mettere in campo.


Poi ci sono i tecnici. L'architetto Giulio Rigotti ci sembra l'uomo giusto al posto giusto (politiche per la sostenibilità ambientale, la mobilità e il verde pubblico, cimiteri e protezione civile); idem per il collega Marco Bozzola (governo del territorio,urbanistica,edilizia privata e arredo urbano), curriculum invidiabile. Resta il nome del Dott. Giorgio Dulio con deleghe al bilancio,fiscalità locale,rapporti con le Società Partecipate, personale e Polizia Municipale e organizzazione. Per districarsi soprattutto nei meandri di un bilancio comunale serve una persona qualificata e il percorso professionale del dott. Dulio promette professionalità e competenza. Staremo a vedere.


Ora la premessa, qui posteriore all'enunciato. Il Movimento cinque stelle si propone per un ruolo di minoranza che abbia quella funzione tipica di controllo sull'operato della giunta (senza sconti) e propositiva allo stesso tempo su quella parte di programma (il nostro) che è possibile realizzare in sinergia con la stessa. Ora non resta che stare ad osservare e verificare passo a passo. A cominciare dai temi dell'acqua pubblica e della riduzione dei costi della politica.


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Articolo di Tribuna Novarese della settimana scorsa



Sono trascorsi 19 anni da via d'Amelio, un'occasione in più per chiedere che venga a galla la verità sulla strage ma anche su tutte le stragi di mafia dai contorni ancora oscuri. 


"Non possono esserci limiti od ostacoli, come non può essere usata la scusa della riforma della giustizia per colpire ed imbrigliare la magistratura", ha detto il presidente Leonardo Guarnotta, amico e collega di Paolo Borsellino.


Al presidio di Via d'Amelio Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, è con il popolo delle Agende rosse che arriva da tutta Italia. Lui non è lì per commemorare il fratello ma per far sì che la memoria resti lucida e che la gente non dimentichi. 


"La gente deve sapere - dice il fratello del magistrato ucciso - che dopo 19 anni ancora non è stata fatta giustizia e non è venuta alla luce la verità sui veri mandanti di una strage che ritengo non sia stata solo una strage di mafia, ma soprattutto una strage di Stato".

In occasione del diciannovesimo anniversario dell'uccisione di Poalo Borsellino il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ribadisce la propria richiesta al Consiglio comunale di istituire una commissione antimafia. "Voglio ricordare con immenso rispetto e gratitudine per ciò che ha fatto e per gli insegnamenti che ci ha lasciato, Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia 19 anni fa insieme a cinque agenti della sua scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Borsellino con il suo lavoro ci ha insegnato a essere forti, a non piegarci davanti alle ingiustizie e a non avere paura, oltre a sapere contrastare quel buco nero della nostra società che, sotto nomi diversi, tutti conosciamo come mafia". "Il suo impegno, così come quello dell'amico e collega Falcone, è per tutti noi e in particolare per le giovani generazioni - aggiunge Pisapia - punto di riferimento nella difesa della legalità. Nel giorno dell'anniversario della morte di Giovanni Falcone, mi ero impegnato a rendere realtà l'istituzione della Commissione Antimafia in Comune. Oggi da sindaco ribadisco con ancora più forza questa promessa, per far si che al più presto il Consiglio comunale possa finalmente annunciare l'istituzione di questa Commissione, che potrà aiutare la nostra città, insieme a tutti i soggetti preposti, a contrastare qualsiasi infiltrazione mafiosa". "Voglio ricordare infine Paolo Borsellino - conclude Pisapia - attraverso le sue parole, che sono per me un faro da seguire in particolare ora che sono sindaco di Milano: 'La lotta alla mafia dev'essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità'".

Noi del Movimento 5 Stelle di Novara, ci chiediamo quando maggioranza, opposizione e minoranza parleranno della commissione per la sicurezza contro la criminalità per il Comune di Novara. Noi siamo pronti e a breve presenteremo delle proposte.

Logo di Libera

Molti politici e tutti i candidati Sindaci hanno rilasciato interviste e dichiarazioni a favore di L10
di Libera prima e durante le elezioni. Ora le promesse di L10 sembrano lettera morta, sembra di essere nei paesini dove vengono accesi i semafori solo durante il periodo delle elezioni, mentre durante il restante anno potrebbero essere usati come alberi della cuccagna per qualche sagra di rione o per appendere dei cartelloni pubblicitari. Sinora molte parole e poche azioni... Noi del Movimento 5 Stelle ci siamo e prossimamente faremo delle proposte in merito.

Chiediamo alla giunta comunale di essere veloci, agili, reattivi e pratici in merito alla commissione per la sicurezza contro la criminalità a Novara; se vogliamo tutti assieme -maggioranza, minoranza ed opposizione- lavorare per la città ed i cittadini, cerchiamo di crearla assieme alle associazioni appena possibile. Su Tribuna Novarese è uscito un articolo dal titolo emblematico: Tribuna Novarese: Dati alla mano la provincia di Novara è la capitale della Mafia al Nord"

Un ringraziamento da parte del Movimento 5 Stelle verso qualunque politico appartenente alla maggioranza o opposizione o minoranza che lavorerà per la creazione di una commissione per la sicurezza contro la criminalità indipendente, seria e determinata a estirpare qualsiasi intrusione della criminalità organizzata sul territorio novarese nell'interesse dei cittadini, del Comune di Novara e dell'Italia tutta.

Leggendo i giornali, sembra che a Novara e provincia si siano da tempo radicate la Mafia, la 'Ndrangheta e la Camorra: è ora di "suonare la campana" e riprendersi il territorio che è di tutti noi, cittadini per bene...
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Una testa, UN voto (1844- prima cooperativa inglese di Rochdale- Manchester).

Questo aureo principio dovrebbe essere alla base della democrazia.

Una volta che siamo totalmente informati della materia sulla quale andiamo ad esprimerci e che sia i pro, che i contro, siano stati valutati, cioè quando siamo nelle condizioni di esprimere un parere consapevole ed informato (si nota la stoccata ai mezzi di comunicazione tradizionali?), ogni testa deve contare quanto le altre.

Ebbene, abbiamo una legge elettorale nazionale (per camera e senato) ed una per le amministrative che NON tengono conto del principio di rappresentatività del quale abbiamo appena detto, quindi sono in aperta violazione del principio più elementare di democrazia.

Vediamo l'esempio del comune di Novara:

Movimento 5 stelle: 3597 voti e UN consigliere

Sinistra, ecologia & libertà 2145 voti e QUATTRO consiglieri

Questo vuol dire che ogni consigliere di S&L è espressione di 537 elettori. Se vogliamo dirla in modo più espressivo: 537 elettori valgono, ai fini della rappresentanza, come 3597. Un elettore di S&L vale, in somma, SETTE VOLTE un elettore M5S.

E' democrazia questa?

Quindi i cittadini novaresi sono tutt'altro che eguali nelle elezioni. Per altro, basta scorrere anche le altre forze politiche per rendersi conto che non c'è comunque rappresentatività, o,per meglio dire, proporzionalità; si ha infatti che:

UN ELETTORE PD VALE CIRCA 5 ELETTORI M5S

UN ELETTORE PDLega VALE CIRCA 2 ELETTORI M5S

Perfino un elettore UDC vale circa 2 elettori M5S.

Allora, in nome di cosa abbiamo questa legge elettorale? Ci hanno detto che è in nome della governabilità. A noi viene il sospetto che, quando la rappresentanza non è espressione della libera volontà dei cittadini, non si usa la parola democrazia, ma quell'altra che non è proprio un sinonimo. Non a caso, si parla correntemente di "dittatura della maggioranza"

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Si ricomincia a parlare, spesso a sproposito, di economia e finanza. I nostri giornalisti ci subissano di "fatti", di termini anglosassoni o brutalmente italianizzati in modo che dopo ci sembra di sapere tutto...e invece sappiamo ben poco. Allora iniziamo a raccontare un po' di cose.

Cominciamo da una notizia che viene da lontano, che NON è stata ripresa (perché da sicuramente fastidio), ma che fa capire come siano molti ed insospettabili gli stati con finanze dissestate.

Come si vede bene, questa cosa capitava nel 2008; sembra passato un secolo, tanto hanno fatto i nostri narcomedia per farci dimenticare che c'è stata una crisi economica, non risolta, di portata epocale.

L'8 gennaio 2008 il CBS Marketwatch così titolava:

La Banca d'Inghilterra taglia I tassi di interesse di mezzo punto, portandoli all'1,5%, il livello più basso degli ultimi 300 anni

Nota: sono 300 solo perché la banca esiste da 300 anni o poco più, essendo stata costituita nel 1694; in effetti quello è il tasso più basso da quando la banca esiste

E' invece molto più recente (fine 2010, ma non per questo meno valido, anche perché mai smentito o rivisto)il rapporto di John Hawksworth, capo economista della PricewaterhouseCoopers (PwC), la più importante società di consulenza del mondo, ha parlato senza eufemismi di "bomba ad orologeria" e, dati alla mano, non avrebbe potuto scegliere un'immagine migliore. Perché quello su cui poggia il sistema economico britannico è un ordigno di enorme potenza destinato ad esplodere quando le condizioni di credito (leggasi tassi di interesse) finiranno inevitabilmente per peggiorare, cosa che sta avvenendo adesso. La banca centrale europea ha appunto dato il via agli aumenti (e i parlamentari di noantri hanno pure applaudito, affermando che la crisi era finita). Entro il 2015, ha rivelato in questi giorni la stessa PwC, il debito complessivo dell'economia del Regno Unito sfonderà la terrificante quota di 10 trilioni=diecimila miliardi di sterline. Al cambio attuale fa 14 mila miliardi di euri, dieci volte il Pil dell'Italia, Un valore superiore a quello dell'intera economia dell'Ue o degli Stati Uniti.

Il rapporto PwC, i cui contenuti sono stati ripresi dalla stampa britannica, punta il dito sull'indebitamento complessivo del Paese prendendo in considerazione tutte le esposizioni del sistema: dal debito sovrano (ad oggi di gran lunga la voce meno preoccupante) a quello delle famiglie passando per quelli, estremamente onerosi, delle imprese e delle società finanziarie. Un aggregato di proporzioni gigantesche cresciuto a dismisura nel corso degli ultimi due decenni quando la corsa al credito ha conosciuto un'accelerazione senza eguali. Nel 1987, ha rivelato PwC, questo debito complessivo valeva circa il 200% del Pil. Oggi, con un valore totale di 7500 miliardi di sterline, il rapporto è salito al 540% e la forbice è destinata ad allargarsi. Quando nel 2015 l'ammontare complessivo toccherà la temuta quota 10, precisa PwC, il Pil quasi certamente sarà ancora inferiore ai 2000 miliardi sterline.

Dietro al boom c'è ovviamente l'ipertrofica espansione del mondo finanziario britannico (i cui debiti valgono oggi il 245% del Pil contro il "misero" 46% registrato nel 1987) ma non solo. A contribuire all'ascesa sono stati anche i privati, ovvero imprese e famiglie. Per le prime il rapporto debiti/prodotto nazionale lordo è quasi triplicato nel corso degli ultimi 23 anni. Il quoziente patito dai cittadini, nello stesso periodo di tempo, è passato dal 63% al 110%. La tendenza, insomma, sarebbe già di per sé preoccupante. Ma il peggio deve ancora arrivare.

A favorire l'indebitamento e, soprattutto, a mitigarne gli effetti, ricorda PwC, sono stati (e lo sono tuttora) i bassi tassi di interesse. Il costo del credito è stato piuttosto contenuto nel corso degli anni '90 e si è abbassato nuovamente con la recessione post-crisi. Peccato però che si tratti di una situazione temporanea. "I tassi odierni, eccezionalmente bassi, - ha dichiarato al Guardian Hawksworth - non potranno mantenersi tali per sempre". Come dire che la futura crescita degli interessi non potrà far altro che peggiorare la situazione imponendo, magari, anche drastiche misure di riduzione delle esposizioni con inevitabile contrazione del credito e riattivazione della spirale recessiva. Secondo Hawksworth, il peso dell'indebitamento potrebbe smorzare la crescita economica del Paese per decenni.

Secondo il quotidiano The Independent, una crescita dei tassi di due punti percentuali nei prossimi anni genererebbe perdite annuali pari a 1.800 sterline per ogni famiglia. Un problema in più per i contribuenti d'oltremanica, già chiamati dopo la crisi a uno sforzo non da poco nel finanziare le acquisizioni di emergenza delle banche private semi-nazionalizzate dal governo. L'ingresso dello Stato nel capitale di Royal Bank of Scotland (84% delle azioni) e di Lloyds (41%) è costato da solo 76 miliardi di sterline. Alla fine del 2009 il National Audit Office (la corte dei conti britannica) rivelò che il conto complessivo del salvataggio pubblico della finanza nazionale, che comprendeva i capitali messi a garanzia dei prestiti e dei beni mobili bancari, si aggirava sugli 850 miliardi di sterline. Il valore della parte effettivamente scaricata sui contribuenti, si spiegò allora, sarebbe stata impossibile da stimare ancora per diversi anni.

Una cosa è certa: si sono sfasciate le finanze degli stati per non far collassare le banche. Ora, chi aiuterà gli stati?

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La cronaca: la prima sezione del Tar del Lazio ha respinto la domanda di sospensione, preparato dall'avvocato napoletano Daniela Bauduin, su incarico dei consiglieri regionali Davide Bono e Fabrizio Biolè per il Movimento 5 Stelle, della Federazione Pro Natura e del Comune di Villar Focchiardo, del trasporto di scorie radioattive dal Piemonte verso la Francia. Anzi, nel breve testo di ordinanza , i giudici hanno ribadito "la sicura prevalenza dell'interesse pubblico ad effettuare le attività di trasporto", rispetto all'interesse - e diritto - della popolazione ad essere informata su quando passano questi treni pericolosi.

Siamo alle solite; il cittadino è scomparso, ovvero non conta un cazzo. C'è un interesse pubblico prevalente, ma pubblico de che (come direbbe il compianto Alberto Sordi)? Siamo noi il pubblico, infatti, come pubblico, veniamo a dirvi che non è bello e neppure salutare che, alla chetichella, nottetempo, ci facciate passare il trenino radioattivo presso casa. Ci dite pure che, nel nostro interesse, non dobbiamo essere informati? Chi resta ignorante non può neppure protestare, non fa una grinza, ma fa veramente arrabbiare. E' più importante il passaggio dei treni sempre e comunque, rispetto al fatto che la gente possa essere informata su quando avviene.

Per ora i treni che trasportano scorie nucleari potranno continuare ad attraversare il territorio regionale senza problemi (manifestanti ecologisti=soliti rompicazzo a parte).

Finita la cronaca, scattano alcune domande, tipo:

  1. Da dove arrivano i materiali?
  2. Che materiali sono?
  3. Dove vanno?
  4. A fare che cosa?
  5. Poi perché tornano indietro?
  6. Dove vanno a finire?

Qualche risposta

R1) I materiali sono le ex barre di combustibile degli ex impianti nucleari italiani, Trino vercellese, Caorso e Garigliano. Uno dice: ma che ci fanno, dopo 30 anni le barre di combustibile? E nelle ex centrali (oltre al deposito di Saluggia, sia chiaro) Semplice, le barre, che sono materiale ad alta attività, stanno nel posto provvisorio più sicuro disponibile, nelle vasche delle ex centrali. Devono stare nelle vasche perché generano molto calore, dunque...occorre anche spendere energia, e neppure poca, per far circolare l'acqua e smaltire il calore prodotto. Quindi, quando ci parlavano di nucleare sicuro e chissenefrega delle scorie, ci stavano leggermente prendendo per il culo (francesismo)

R2) I materiali più dannosi e che "sopravvivono più a lungo sono" Uranio (U233, U235, U238) Plutonio (Pu239, Pu240) Nettunio (Np237) Torio (Th229) Cesio (Cs137) Stronzio (Sr90)

R3) Vanno al centro di trattamento di La Hague, in Francia, nell'estremo nord-ovest sull'oceano. La localizzazione non è casuale; è un posto isolato, c'è l'oceano e ci sono imponenti maree. Come per il centro omologo di Sellafield, in Gran Bretagna, durante il trattamento delle barre, si sfrutta l'autorizzazione (succede anche in Italia) allo scarico di materiali radioattivi diluiti in acqua; l'oceano diluisce e le maree portano via e tutti noi ci sentiamo meglio, o no?

R4&R6) nelle barre ci sono materiali "utili" e scarti. I francesi tolgono i materiali "utili", mediante quello che viene detto riprocessamento delle barre di combustibile Pu239 per le armi nucleari e Pu240 per le centrali, U233 e U235 per le centrali) e ci restituiscono gli scarti vetrificati. Attenzione, gli scarti sono tanto radioattivi quanto le barre conferite. Tali scarti tornano nelle vasche iniziali e per i prossimi 2-3 milioni di anni saranno un problema. Ricordiamo che nel mondo non esistono siti definitivi di stoccaggio per le scorie a bassa e media attività, quindi, per le scorie vetrificate ad alta attività men che meno.

R5) tornano indietro perché noi siamo più fessi dei francesi, o loro lo sono meno di noi, se preferite

Quando la tutela dei diritti e della salute del cittadino non è più "di pubblica utilità", siamo messi male, ma molto.

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Questo post riproduce argomentazioni tratte da un articolo di Franco Bechis per "Libero".

Come sempre, sono d'accordo entrambi (Pd - Pdl) quando si tratta di tagliare le spese della casta. Nella notte fra il 12 e il 13 luglio, in commissione affari costituzionali del Senato, i senatori del Pd e Pdl hanno iniziato a proporre alcune "osservazioni" sui costi della politica.

Si era parlato di uniformare le indennità dei parlamentari italiani a quelli europei, ma solo dalla prossima legislatura... Certo che si può fare, hanno proclamato gli eletti da entrambi gli schieramenti, ma solo introducendo alcuni criteri, come la consistenza demografica dei diversi stati.

Ecco la furbata: l'indennità dei parlamentari italiani è in linea con quella dei francesi e degli inglesi, inferiore a quella dei tedeschi, superiore a quella di tutti gli altri Paesi. Ma, agganciando lo stipendio al criterio della popolazione di ciascun Paese, non dovrà essere tagliata. Anzi, c'è il concreto rischio che debba essere aumentata di 200 - 300 euro.

I rimborsi, le spese a forfait, le diarie, le tagliamo, onorevoli? No, perché quelle sono regolate dall'autonomia del parlamento e costituzionalmente riconosciute.

Qualcuno (Raffaele Lauro - Pdl) si è pure arrabbiato perché si tratta di "pubblicistica antiparlamentarista che produce una pericolosa disaffezione dei cittadini nei confronti delle pubbliche istituzioni e dei suoi rappresentanti". Ma, dai... quanto sono cattivi i cittadini...

Oppure Andrea Pastore (Pdl): "si levino voci in difesa del prestigio del Parlamento e della dignità della funzione parlamentare, gravemente lesa da campagne diffamatorie che non rappresentano la realtà e alimentano sfiducia nelle istituzioni e in chi le rappresenta".

Ed ecco gli strateghi dell'opposizione. Loro sì che hanno badato al sodo: è stata loro l'idea di inserire le trappolette nel parere. Francesco Sanna si è inventato quella dello stipendio legato alla densità demografica. Marilena Adamo ha suggerito pure di tenere conto del costo della vita, visto che in Italia l'inflazione sta rialzando la testa. Ma guarda, non c'eravamo accorti... eppure al supermercato la gente comune va tutte le settimane!

Una volta salvati i loro stipendi, i senatori di entrambi gruppi hanno avuto un'ideona: votare il parere per parti separate. In questo caso il Pd ha fatto vedere ai propri elettori che è un partito granitico e ha votato no al "nulla osta" della finanziaria. Poi, quando sono state ammesse alle votazioni le osservazioni vincolanti, il Pd ha votato sì per salvare i vincoli che salvano le indennità alla casta.

Bravissimi: un vero capolavoro di ingegneria politica!

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Si torna a parlare di Afghanistan; motivo? Un altro militare italiano vi è morto. Invece della solita retorica, vediamo di fare qualche "lucida e logica" considerazione sulla presenza militare italiana nella nazione asiatica.

Molti di noi non sanno neppure dove sia l'Afghanistan; i più "geografi" riusciranno a collocarlo nel sud dell'Asia centrale, ma nulla più. Sentiamo parlare di Afghanistan in due "occasioni":

  1. Quando ci muore un militare italiano o un "cooperante"
  2. Quando si tratta di scucire dei bei soldini per rifinanziare la missione.

Per la cronaca, 40 italiani sono morti dall'inizio della missione (gennaio 2002) con una presenza di 3880 militari.

Prima di procedere sarà il caso di ricordare che la costituzione della Repubblica recita così:

Art.11

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Ovviamente tutti si spolmonano a raccontarci che quella è una missione di pace e tutti fanno finta di crederci, ma vogliamo sottolineare che una missione di uomini bene armati ed attrezzati, nell'ambito della guerra ai "terroristi" in suolo Afghano, è una missione di guerra.

Invece alcune riflessioni sono necessarie.

  1. Che cosa stiamo facendo da NOVE anni in Afghanistan?
  2. Perché non veniamo informati anche del numero di Afghani morti ammazzati da quando abbiamo deciso di andare a dar loro una "mano"?
  3. Quanto abbiamo speso fino ad ora?
  4. Quando ce ne andremo, che cosa avremo lasciato alla popolazione locale e, soprattutto, che governo e società si ritroveranno?

Qualche risposta:

R3) Fino alla fine del 2010 ora sono circa 2650 MILIONI di € le spese; l'ultimo semestre del 2010 è costato 364 milioni per cui, a spese uguali (anche se è una stima al ribasso, visto il crescendo dei costi), si tratta di 3 MILIARDI di € mal contati; questo per mantenere (giugno 2010)

3.300 (3880 adesso) soldati, 750 mezzi terrestri (tra carri armati, blindati, camion e ruspe) e 30 velivoli (4 caccia-bombardieri, 8 elicotteri da attacco, 4 da sostegno al combattimento, 10 da trasporto truppe e 4 droni), tutti ovviamente mezzi di pace.

R2) si parla di 12000 afghani e 35000 pakistani (studio della Brown University, ma in rete girano cifre ben più alte)

Uno dirà: Pakistan? Siamo in "pace" anche con loro? No, ma siccome il Pakistan confina con l'Afghanistan, siccome i talebani sono rifugiati sui monti nella zona di confine, qualche morto collaterale ci scappa. Queste, con parole più forbite, sono le stronzate che ci sentiamo dire di solito, cifre a parte, perché 60000 morti civili gridano veramente dalla tomba. Quanti combattenti abbiamo "pacificato"? Contando l'Irak, tra i 20000 ed i 50000 (però in Irak sono morti circa 125000 civili, dieci volte tanto che in Afghanistan). Dunque abbiamo "pacificato" più gente innocente che "terroristi" assetati del nostro sangue. Complimenti per la precisione.

R1) Qua finiscono i dati ed iniziano le considerazioni, basate soprattutto sulla logica e sui fatti. L'Afghanistan diciamolo, è una regione senza sbocchi sul mare, molto arida (clima semi-desertico), con un'altitudine media attorno ai 1300 metri. L'inverno è abbastanza rigido, l'estate un forno (fino a 50 gradi) i boschi praticamente non ci sono, dato che solo lo 0,7% del territorio è boscato (e solo sui monti). L'architettura standard è il classico parallelepipedo di calcestruzzo a due o tre piani (qualche volta quattro), quindi, quando ci si immagina anche la città più importante, come la capitale Kabul, lo scenario è quello; non è Manhattan o "down town" di una città americana, per capirsi. Ci sono pochi fiumi e di scarsa portata. Eppure ci dicono che siamo lì per ricostruire/costruire. La domanda è cosa? Cosa costruiamo da 9 anni? Un grattacielo di 1000 piani? Dieci torri gemelle? Venti ponti a campata unica di 5 km cadauno? (Ovviamente ponti sul nulla) Qualunque cosa avessimo voluto costruire, l'avremmo già fatta da un pezzo. L'empire state building, le torri del world trade center, le petronas towers, il taipei 101, cioè gli edifici più imponenti del mondo, sono stati completati in meno tempo; persino per il tunnel sotto la manica c'è voluto meno, otto anni. Allora mettiamola così: non siamo lì per edificare, ma per fare altro. Su cosa sia "altro", mistero(!?).

R4) qua la risposta è più facile. Nulla di buono. Andati noi, torneranno i talebani, continuerà come continua ora il traffico di oppio, la società continuerà ad essere un incubo, con altissimo analfabetismo, con le donne trattate come oggetti di scarso valore e via di seguito. Sempre ammesso che il nostro modello di società sia il migliore (cosa sulla quale abbiamo forti dubbi), non è nel modo attuale, che possiamo convincere gli afghani, i pakistani, gli iracheni...noi stessi

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COMUNICATO STAMPA GRUPPO CONSILIARE REGIONALE MOVIMENTO 5 STELLE

Mancanza di informazione sui trasporti nucleari: attesa per il pronunciamento del Tar del Lazio

Mercoledì 13 luglio, presso il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, si terrà l'udienza relativa al ricorso presentato dai consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle, Fabrizio Biolè e Davide Bono, in merito al mancato recepimento delle direttive europee Euratom da parte dell'Italia in tema di informazione preventiva alla popolazione in caso di trasporto di scorie nucleari.

Nel merito, il 14 maggio scorso, il Tar del Piemonte si era dichiarato non competente in materia perché l'impugnativa coinvolge anche provvedimenti di natura nazionale ed aveva quindi demandato al Tar laziale lo specifico pronunciamento.

E' qui utile fare un breve riassunto della vicenda: dopo che il 6 febbraio venne effettuato il primo di dodici trasporti di scorie nucleari da Saluggia verso l'impianto di riprocessamento di La Hague in Francia ed i cittadini improvvisarono un presidio spontaneo presso la stazione di Condove contro quella che era ed è ritenuta una forzatura che mette in forse la sicurezza dei piemontesi, il gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle fece redigere un parere legale dal quale si evinse che i trasporti su suolo piemontese, a differenza delle tratte percorse in altri paesi, erano fortemente viziati dalla mancanza totale di informazione preventiva alla popolazione dei comuni interessati dal passaggio dei treni. Di qui l'esigenza di ricorrere presso il Tribunale amministrativo, portata avanti insieme con la Federazione di ProNatura e il sindaco di Villar Focchiardo, uno dei comuni attraversati dalle scorie.

Nel ricorso vengono impugnati il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri numero 44 del 2006, la delibera della Giunta Regionale 25-1404 del gennaio 2011 ed i piani di emergenza provinciali stilati e diffusi dalle Prefetture e contestualmente è presente la perentoria richiesta di sospensiva dei trasporti fino a recepimento formale e completo delle direttive Euratom. Il giorno 8 maggio, prima dell'udienza presso il Tar Piemonte, venne effettuato un secondo trasporto, sempre lungo la ferrovia della Valle di Susa, e sempre senza che alcun provvedimento in merito alla citata informazione preventiva fosse stato nel frattempo preso a livello regionale o nazionale. Un consistente gruppo di manifestanti dimostrò contro il passaggio del convoglio, ma grazie all'intervento di numerose forze dell'ordine il treno passò.

Ed è davvero strano come ogni qualvolta vi sia un'udienza in tribunale venga annunciato il passaggio di uno di questi convogli nucleari: in taluni casi è poi realmente accaduto, in altri no.

Non è mai stata nostra intenzione interrompere il transito dei treni"nucleari", anche perché conosciamo i rischi potenziali in caso di interruzione del trasporto, ma proprio per la potenziale pericolosità del materiale, riteniamo doverosa - e dunque da sancire con provvedimenti ufficiali, come da Direttiva europea - la massima trasparenza verso la popolazione piemontese e giudichiamo vergognoso l'atteggiamento per lo più omertoso di alcuni nostri amministratori, come l'Assessore Regionale all'Ambiente Ravello, il quale, interpellato in merito alla questione, ha dimostrato di avere una concezione parecchio distorta della realtà, dichiarando misura importante per la sicurezza l'ignoranza dei cittadini in merito a trasporti e misure d'emergenza.

L'attesa per il pronunciamento del Tribunale Amministrativo laziale è da noi piuttosto sentita. Siamo sicuri che il Tar nazionale saprà interpretare correttamente la nostra volontà di tutela dei diritti fondamentali alla salute ed all'informazione.

Davide Bono - Fabrizio Biolé
gruppo regionale
MoVimento 5 Stelle

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E' recente un' intervista rilasciata dal presidente della provincia di Novara, Diego Sozzani relativamente al sempre aperto dibattito sull'abolizione delle provincie.

Anche se non ce ne sarebbe bisogno, dato che la posizione del MoVimento è chiara e sempre uguale, ribadiamo che noi sosteniamo l'abolizione delle provincie . Un interessante risistemazione delle amministrazioni locali, per avere spunti, è quello tedesco che, sostanzialmente, pesa una comunità in base al suo numero di abitanti.

Veniamo alle dichiarazioni di Sozzani (ovviamente la fonte è riportata, dato che si tratta di un pezzo giornalistico)

1) Le provincie sono state di fatto abolite e, attualmente non hanno più senso "tanto più che la manovra finanziaria prevede un taglio ai trasferimenti per 1,5 miliardi di euri (il "tanto più" non è chiaro, ma non sottilizziamo) e "i nostri bilanci vengono mutilati di anno in anno"

Uno dice: ottimo, allora che facciamo? Ti dimetti? Vi dimettete tutti? Mettiamo assieme una bella delegazione di presidenti e consiglieri che chiede al parlamento di abolire ciò che è un "oggetto inutile"?

Suspence (dopo arrivano i fuochi d'artificio)

2) Per reperire i fondi necessari ad assicurare i servizi di competenza ( che possono tranquillamente essere riallocati), "Ho convinto la mia giunta a non fare affidamento sul bilancio, invitando a trovare i soldi facendo rete con il territorio secondo un principio di sussidiarietà. Fondazioni bancarie, associazioni e privati cittadini hanno contribuito al benessere comune...senza incrementare le tasse"

Dal fondo: quali tasse? Il nostro ce lo svela: la possibilità di un'addizionale sulla RC auto. Andando a ritroso; nel migliore dei mondi possibili, ci sta che si ricorra a non precisate donazioni da parte di privati e fondazioni, nella pratica del mondo Italia, appare quantomeno discutibile che la provincia si faccia "regalare" soldi dai privati senza che a questi non arrivi alcunché come contropartita. Mettersi nelle condizioni di dovere qualcosa a qualcuno non è mai una buona strategia

3) "...dopo due anni di lavoro, mi rendo conto che sono diventato una sorta di direttore commerciale, che cerca di vendere e piazzare sui mercati le eccellenze del proprio territorio. Altro che politico!"

Inquietante! Vendere e piazzare le eccellenze del territorio? Che cosa stai facendo? Non so voi, ma a leggere certe cose, un brividino sulla schiena...

Ed eccoci al gran finale: emerge il vero pensiero sulla questione "aboliamo le provincie"

4) aboliamole pure queste Province, così almeno i benpensanti troveranno altri capri espiatori per spostare il tiro dai veri sprechi della macchina pubblica

Dunque: le provincie non vanno bene perché...,perché non hanno abbastanza bilancio, cioè abbastanza soldi da spendere, ma i veri sprechi sono sempre

altrove.

Questa è la solita filastrocca del cactus; è sempre colpa di altri se si sprecano soldi; noi? Noi no di certo. Non sono le provincie (specificamente quella di Novara, verrebbe da chiedere) a dissanguare la finanza, sono altri. Poi vai dai comuni e ti dicono che sono gli altri sopra di loro che dissanguano lo stato, facendo un bel coretto con le regioni. Così per tutti la colpa è dell'amministrazione centrale.

Cosa risponde l'amministrazione centrale? Sono gli enti locali che sprecano soldi (che fantasia).

Forse un colpevole c'è, siamo noi cittadini, che sprechiamo i soldi pubblici, cioè i nostri. Come li sprechiamo? Pagando gli stipendi a questa gente.

In chiusura, una chicca

5) "la soluzione è quella di mettere a sistema i territori, per vocazione, tradizione e obiettivi"

Una cosa l'ha detta, male (perché vocazione, tradizione ed obbiettivi vuol dire tutto e niente), ma l'ha detta: accorpiamo. Chi glie lo dice che l'idea ce l'ha già avuta qualcun altro...tipo noi?


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COMUNICATO STAMPA GRUPPO CONSILIARE REGIONALE MOVIMENTO 5 STELLE «Libera il Consiglio regionale»


Oggi Libera è stata nuovamente sentita in Consiglio Regionale per presentare la piattaforma programmatica L10 che prevede tra l'altro di non candidare i condannati, di puntare sull'edilizia scolastica e la formazione anche alla legalità dei giovani, aumentare la trasparenza dei contratti, degli affidamenti e dei subappalti e sull'abolizione del reato di immigrazione clandestina. Punti che non solo ci trovano pienamente concordi ma addirittura antesignani, come sul punto della fedina penale pulita.


Noi ci siamo ridotti lo stipendio, chiediamo massimo due legislature di servizio civile, rinunciamo ai rimborsi elettorali. Perchè la politica non è un mestiere, ma un servizio alla cittadinanza.


Imbarazzante quando da destra e sinistra si è parlato di mancanza di risorse per finanziare la legger regionale 14/2007 per la memoria delle vittime della mafia e per l'utilizzo dei beni confiscati. Non si tratta di mancanze, ma di precise scelte per cui invece di investire soldi sulla costruzione sociale, li investiamo sulle infrastrutture dell'Assurdo come il TAV Torino-Lyon e non solo. Ogni anno perdiamo 90 miliardi di € in corruzione e quasi altrettanto in evasione fiscale. Ho presentato la proposta del dott. Davigo di introdurre anche in Italia l'Agente Provocatore, a valutare la predisposizione degli amministratori a cedere alle lusinghe della corruzione per selezionare in maniera proattiva la nostra classe dirigente.


Il lavoro da fare è molto, e abbiamo bisogno di pressione dall'esterno per far sì che si possano far passare proposte di legge e atti di indirizzo che selezionino anche la classe dirigente dei partiti. Finchè i partiti finiscano per accogliere le proposte di buon senso del MoVimento 5 stelle, per cui gli amministratori sono semplicemente dipendenti degli elettori, passibili di licenziamento.


Nel frattempo la nostra richiesta di Assemblea Aperta sul tema delle infiltrazioni mafiose nel tessuto economico-produttivo e politico della Regione è stata tramutata, per la mancanza di accordo nella conferenza dei capigruppo (sic!), in due distinte audizioni in Commissione III: la prima, a luglio, con le realtà istituzionali; la seconda, a settembre, con le realtà associazionistiche e di società civile che si battono contro le mafie e l'illegalità.


C'è necessità di Libera informazione e di Libera formazione: solo così potremmo combattere l'atteggiamento omertoso dilagante nel paese.


Impegniamoci tutti.


Davide Bono

capogruppo regionale

MoVimento 5 Stelle

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Oggi venerdì 8 luglio, il Consigliere Luca Zacchero ha presentato la mozione sulla riduzione delle indennità di funzione e due interrogazioni. Tali documenti saranno discussi nei prossimi consigli comunali.

OGGETTO: mozione di razionalizzazione dei costi della rappresentanza del Comune attraverso la riduzione delle indennità di funzione del Sindaco, del Vice-Sindaco, della Giunta, del Presidente del Consiglio Comunale e dei gettoni di presenza del Consiglio comunale e dei componenti delle società comunali partecipate.

Il sottoscritto Consigliere Comunale, Luca Zacchero, esercitando i diritti connessi alla carica, così come previsto dall'art. 27 del regolamento del Consiglio Comunale, chiede l'iscrizione al prossimo Consiglio Comunale della seguente proposta quale atto di indirizzo avente per oggetto: mozione di razionalizzazione dei costi della rappresentanza del Comune attraverso la riduzione delle indennità di funzione del Sindaco, del Vice-Sindaco e della Giunta, del Presidente del Consiglio Comunale e dei gettoni di presenza dei Consiglieri comunali e dei componenti delle società comunali partecipate.

Premesso che:

  1. la necessaria corresponsione dell'indennità di funzione debba integrare il reddito di coloro che assumono cariche pubbliche e che la stessa sia conforme alle responsabilità ricoperte, ma non generi pretestuose circostanze di ingiustificato arricchimento a danno della comunità locale e sia ispirata a criteri di sobrietà e equilibrio, visto l'attuale gravoso contesto finanziario mondiale;
  2. a fronte di una situazione economica avversa per l'intera comunità nazionale, che è chiamata ad affrontare rilevanti sacrifici individuali e collettivi per ottenere il risanamento delle finanze pubbliche;
  3. il crescente incremento della pressione fiscale, pur necessario per il conseguimento di quanto detto sopra, andrebbe attenuato nei confronti della totalità dei contribuenti e in misura maggiore verso coloro che versano in uno stato economico precario e di disagio;
  4. la stessa opinione pubblica sollecita l'eliminazione dei privilegi nei confronti di tutta la classe politica;

Considerato che:

  1. numerose amministrazioni comunali (Asti, Andria, Barzanò) hanno già dato corso a rilevanti tagli alle indennità di funzione degli amministratori delle città;
  2. l'adozione di misure di contenimento dei cosiddetti "costi della politica" assume effetti vantaggiosi e consolidativi nel rapporto fra eletti ed elettori;
  3. l'uso accorto delle finanze cittadine si configura come una leva gestionale a disposizione dell'Amministrazione comunale e determina significativi risultati positivi sui saldi del bilancio municipale;

Si sollecita l'attività deliberativa del Consiglio in argomento ed eventuali e conseguenti atti esecutivi della Giunta Comunale a:

  1. deliberare il provvedimento relativo all'autoriduzione dell'indennità di funzione del Sindaco, Vice Sindaco e Assessori, del Presidente del Consiglio Comunale. La richiesta deliberazione di Consiglio Comunale dovrà stabilire con decorrenza immediata che la somma mensile erogata a Sindaco, Vice-sindaco ed Assessori e al Presidente del Consiglio Comunale sia rideterminata in riduzione almeno del 10% (dieci per cento) rispetto a quanto attualmente percepito, ai sensi del comma 7 del decreto-legge 31 maggio 2010, n° 78, coordinato con la legge di conversione 30 luglio 2010, n°122;
  2. sempre nell'ottica della riduzione dei costi della cosiddetta "casta politica", porre all'ordine del giorno, nel corso del consiglio comunale, anche la decurtazione, nella medesima misura, dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali;
  3. inviare i provvedimenti qui sopra proposti ai rappresentanti legali delle società comunali partecipate, al fine procedere anche per tali istituzioni comunali alla riduzione delle indennità-compensi spettanti al presidente, al direttore e ai consiglieri dei relativi c.d.a.

Si suggerisce che il risparmio ottenuto dalla riduzione di tutti i compensi degli amministratori costituisca uno specifico fondo di riserva per le criticità, a disposizione della Giunta per affrontare problemi urgenti e non prevedibili a sostegno dei cittadini in difficoltà e/o colpiti dalla crisi economica.

Noi, Movimento 5 Stelle, vediamo questa nostra proposta politica come una risposta immediata ed esplicita alle difficoltà economiche che sono sorte fra i nostri concittadini, disagi che richiedono interventi pronti e adeguati. Le misure di contenimento dei costi della politica, da noi presentate in questa mozione, permettono alla Giunta e al Consiglio Comunale di fare propria la strada del rigore amministrativo, un metodo attraverso il quale intendiamo contraddistinguere il nostro compito istituzionale di opposizione costruttiva, concreta e non faziosa.


carica elettiva importo % rid. nuovo importo
Sindaco € 5.446,19 - 10 % € 4.901,57
Vice-Sindaco € 4.099,63 - 10 % € 3.689,67
Assessore € 3.279,71 - 10 % € 2.951,74
pres. Cons. Com. € 3.279,71 - 10 % € 2.951,74
Consigliere (*) €72 - 10 % €64,80

(*) gettone di presenza

INTERROGAZIONE a risposta orale in aula consiliare

Oggetto: aggiornamento situazione stadio Piola

Il sottoscritto Luca Zacchero, capogruppo del Movimento 5 Stelle:

  1. è lieto della prontezza con cui la Giunta comunale ha risposto alle sollecitazioni del Novara Calcio per quel che riguarda la sistemazione dello stadio Piola in vista del prossimo campionato di serie A, evento che apporterà alla nostra città grande prestigio e visibilità;
  2. è venuto a conoscenza sia degli interventi intrapresi per la messa a norma del suddetto stadio, sia della convenzione stipulata tra Comune e Novara Calcio per la gestione dell'impianto medesimo solo tramite gli organi di stampa non essendo stato tecnicamente possibile, visti i tempi ristretti, esserne opportunamente informato nelle commissioni competenti in quanto non ancora istituite;

Interrogo il Sindaco e gli assessori competenti per conoscere:

  1. se dal punto di vista sportivo le società che condividono o hanno condiviso sino a ieri con il Novara Calcio l'utilizzo della struttura hanno trovato adeguata allocazione in altre strutture cittadine oppure abbiano già trovato una convivenza rispettosa delle proprie prerogative nel medesimo impianto.
  2. se, dal punto di vista della mobilità, sono stati debitamente presi in considerazione sia il notevole incremento di traffico nelle vie in entrata e in uscita da Novara negli orari antecedenti e susseguenti la partita, sia la tutt'altro che remota eventualità che il centro della città sia intasato da una mole nutrita di tifosi provenienti da altre cittadine negli orari più disparati e, in caso positivo, quali soluzioni si pensa di adottare per fronteggiare tali emergenze viarie.
  3. se, dal punto di vista dell'attività turistica e, eventualmente, commerciale, disputandosi prevalentemente gli incontri alla domenica pomeriggio, si sia pensato a rendere lo stesso centro cittadino più fruibile da parte di potenziali visitatori provenienti da fuori città. Secondo una analisi compiuta internamente presso istituti del turismo e associazioni alberghiere di altre cittadine di dimensioni analoghe a Novara, l'80% dei supporter ospiti che vengono ad assistere al match con tifo organizzato viene infatti scaricato da pullman nei pressi del centro cittadino 3 - 4 ore prima dell'inizio della partita e viene riportato nei pressi dello stadio solo dopo un paio d'ore.

I Firmatari: Luca Zacchero
INTERROGAZIONE
a risposta orale in aula consiliare

Oggetto: passaggio di treno con carico di scorie nucleari all'interno dei confini del Comune di Novara

Il sottoscritto Luca Zacchero, capogruppo del Movimento 5 Stelle

Premesso che:

  1. Nel quadro dell'intesa per la messa in sicurezza delle oltre 900 "barre" radioattive ancora stoccate nell'ex centrale atomica di Caorso (PC), è stato siglato un accordo tra Italia e Francia;
  2. In virtù del predetto accordo e nel contesto delle operazioni di bonifica dell'ex centrale, le scorie nucleari devono essere condotte in Francia;
  3. Nella serata di domenica 10 luglio p.v., uno speciale convoglio ferroviario con le predette scorie radioattive, proveniente da Caorso, dovrebbe transitare anche nel territorio del Comune di Novara ed in particolare nell'area di Corso Risorgimento;
  4. Sino ad ora, non è stata data alcuna notizia agli Enti Locali direttamente interessati dal transito di un così delicato trasporto;
  5. L'intera operazione sarebbe stata definita tra lo Stato e le Regioni interessate, dopo il benestare da parte del Governo;
  6. Da indiscrezioni sembrerebbero già mobilitate le Forze dell'Ordine, chiamate a garantire la sicurezza al trasporto eccezionale;

Tutto ciò premesso, Interrogo il Sindaco e gli Assessori competenti per conoscere:

  1. se corrisponde al vero la notizia dell'imminente transito in Novara del predetto convoglio ferroviario con le scorie nucleari provenienti dall'ex centrale atomica di Caorso;
  2. se tale pericoloso trasporto sia programmato in un solo viaggio, ovvero se in futuro ci potrebbero essere altri vettori incaricati del trasferimento;
  3. se il Comune di Novara sia stato preventivamente informato e in caso affermativo quanto tempo prima della data prescelta per l'espletamento dell'operazione.

I Firmatari: Luca Zacchero Segnala questo articolo ad un amico via email Twitter PDF Technorati Wikio

Dalla manifestazione di Chiomonte (val di Susa) alle considerazioni sulla democrazia.

La mattina si parte con un treno preso alle 6.45. Destinazione Chiomonte, valle di Susa. Sul treno persone come noi, che vanno alla manifestazione oppure in gita domenicale. Si arriva a Chiomonte e troviamo un sacco di gente, proprio tanta. Sei lì e capisci che è importante esserci, che non si fa mai abbastanza per i propri diritti e che i nostri diritti possono venire calpestati anche a centinaia di chilometri da casa, che si fa così poca fatica a girarsi dall'altra parte...salvo accorgersi che

prima la val di Susa, poi la tangenziale esterna di Milano, poi la BreBeMi, poi l'alta velocità Genova non si sa dove, poi l'inceneritore di Acerra, di Modugno, di ovunque.

La val di Susa è ovunque. Ma torniamo in val Susa. C'è un sacco di gente. Ciascuno è come me, è un altro me. Non vedo black blocks, però ci sono ragazze ventenni vestite di nero; allora sono loro, sono vestite di nero...eccoli i black blocks.

Un attimo, c'è gente con la mascherina da verniciatore (8€ dal brico) o gli occhiali anti-infortunistici (2€ dal brico) azzz è l'attrezzatura professionale di un antagonista anarco-distruttore. Sono loro...ma poi ti vedi una ragazza con un bastone ed un cane da 2 kg... ma sti black block si travestono bene...una mazza da baseball camuffata da bastone da passeggio ed un pitbull mascherato da chihuahua. Forse abbiamo visto due persone con bastone da campeggio. Però c'erano anche famiglie con carrozzina e invalidi in carrozzina; certamente le carrozzine erano ricomponibili a formare spranghe di ferro e rudimentali fionde; poi, i cuscinetti a sfera delle ruote diventavano ottimi proiettili...eppure i bambini sembravano bambini veri (invece erano nani black block).

Si arriva al momento del "bivio" un ragazzo informa che "a destra" c'è il corteo autorizzato, a sinistra si procede secondo scelta individuale.

Penso che c'è un articolo della costituzione, il numero 16, che così recita:

Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza.

Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche.

Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge.

Mi incazzo (francesismo) e mi chiedo se nelle ultime ore sia stata promulgata una legge incostituzionale che restringa l'articolo 16.

Poi mi interrogo sulla democrazia e sul fatto che "per manifestare/protestare" occorra essere autorizzati a farlo.

Posso protestare solo se mi permetti di farlo?

Detto questo, procedo a sinistra. Con me salgono gli antagonisti, che sono le stesse facce viste prima, ben poche mascherine da verniciatura, pochi zaini e pochi vestiti di nero. Sosta pasto e incontro persone che scendono dicendo che hanno iniziato a sparare lacrimogeni, così. Immagino che le persone avranno reagito, così poi si parlerà di manifestanti che diventano subito criminali.

Marcia indietro e si torna a Chiomonte, vicino alla centrale idroelettrica. Discorso di Beppe Grillo e di qualche Valsusino, poi sotto con i lacrimogeni pure qua. Motivo? Mah, magari qualche giornalista ce lo potrà spiegare. A quel punto, reazione della folla e scontri.

I giornali li avete letti; avrete ascoltato i tiggì, ora anche la cronaca di chi c'è stato. Mancano le conclusioni.

Ma dove cazzo è finita la democrazia? La vorremmo tanto sperimentare.

Dove cazzo è finito il cittadino? Il passaggio di due ambulanze propone una parziale risposta: all'ospedale, se va bene, o all'obitorio.

Me la chiami democrazia quando il cittadino che protesta viene pestato a sangue e sparato di lacrimogeni? Quando è eroe chi pesta il cittadino e criminale il cittadino? Ma le forze dell'ordine sono lì per proteggerci, allora, perché ordinate loro di pestarci?

Il cittadino è bravo cittadino solo quando compra per far salire il pil, guarda le televisioni, vota, ma non al referendum e se protesta, lo fa sottovoce?

No, quello non è un cittadino, è un suddito, se va bene ed uno schiavo quasi certamente.

E ancora. Il cittadino non è un idiota. Non è possibile che i politici siano i depositari dell'intelligenza e della saggezza. Non è possibile che il cittadino voglia sempre le cose sbagliate.

Se non vuoi un inceneritore sei un idiota e sbagli e te lo faccio lo stesso. Se protesti te meno

Se non vuoi la centrale nucleare sei un idiota e sbagli e te meno

Se non vuoi che il mondo diventi una discarica, sei un idiota e te meno.

Ma io devo sempre volere quello che volete voi? Io vi do il voto, non un'investitura divina a fare quel che volete. A non importa se la tav sia una cosa buona; ci sono persone e non una o due, ma una valle, che sa cosa vorrebbe dire: devastazione. Mi basta per dire no. Perché al giro dopo siamo a Milano per la tangenziale, a Gerbido per l'inceneritore. Se sommiamo gli italiani a cui si fa torto, ai quali si distrugge casa e futuro, scopriamo che non sono quattro gatti, sono tutti gli italiani, perché a ciascuno di noi viene sacrificato, in nome di cose diverse, ma il risultato è sempre lo stesso.

In ogni caso, potrò essere idiota? Potrò fare la scelta meno logica dal punto di vista del pil e del profitto? Il politico non è il tutore di un incapace, dunque non ha il diritto di impormi le cose.

Così, un passo dopo l'altro, il cittadino è criminalizzato, ma la colpa non è dei politici, giacché le botte arrivano dalle forze dell'ordine. La colpa è di questi ultimi, così, come minimo, si insegna alla gente a diffidare delle forze dell'ordine.

Indovina un po': se il cittadino diffida delle forze dell'ordine, chi festeggia?

(R. i delinquenti?)

In chiusura, un altro indovinello

Se ovunque si voglia fare una "grande opera" i cittadini "insorgono", qual è la spiegazione?

Prima domanda (facile)

  1. I cittadini sono idioti
  2. Le grandi opere sono quasi sempre inutili e servono solo ad arricchire le lobbies e a fare pil

Seconda domanda (più difficile)

Che cosa risponderebbe un politico?

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Ci siamo... abbiamo atteso per trenta lunghi giorni (dal termine del ballottaggio), finalmente ci siamo!

Eccole... si tratta delle cifre spese per la campagna elettorale!

Le abbiamo attese con ansia perché la legge del 25 marzo 1993, n° 81 art. 30 comma 2 dice chiaramente:

Nei comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti, il deposito delle liste o delle candidature deve comunque essere accompagnato dalla presentazione di un bilancio preventivo di spesa cui le liste ed i candidati intendono vincolarsi. Tale documento deve essere reso pubblico tramite affissione all'albo pretorio del comune. Allo stesso modo deve essere altresì reso pubblico, entro trenta giorni dal termine della campagna elettorale, il rendiconto delle spese dei candidati e delle liste.

Alla data del 30/6/2011 hanno presentato il bilancio consuntivo:

  1. Partito della Libertà (presentato il 4/7/2011)
  2. Lega Nord
  3. Sinistra Ecologia e Libertà
  4. Movimento 5 Stelle
  5. UDC

NON HANNO presentato il bilancio consuntivo:

  1. Novara Davvero
  2. Integrazione Solidarietà Sviluppo
  3. Democrazia Cristiana
  4. Giovani Idee
  5. Pensionati e Giovani Insieme
  6. Federazione Sinistre
  7. Partito Democratico
  8. Italia dei Valori
  9. Futuro e Libertà
  10. Pensionati

Tra le liste che non lo hanno presentato, figura quella del Sindaco. Peccato: un'occasione sprecata di trasparenza. Come sempre, per la "casta" non esistono sanzioni: sarebbe interessante introdurre la decadenza dalla carica qualora la lista o il candidato non ottemperi al deposito del bilancio consuntivo.


Il Movimento 5 Stelle ha presentato il proprio bilancio consuntivo in Comune e dichiara di aver speso 2671,50 €, ben il 7,88% in meno di quanto preventivato (2900 €).

Ribadiamo che il M5S di Novara ha pagato la propria campagna elettorale con i contributi personali dei candidati e con le donazioni dei cittadini.

In un periodo di forti sacrifici per tutti, leggendo queste cifre si resta sbalorditi: la fiumana di soldi spesi per partecipare alle elezioni, un atto fondamentale di democrazia, si trasforma in una vergognosa esibizione di denaro. Chi più ne ha, più spende per conquistare il consenso popolare.

Noi riteniamo che la politica sia un "servizio civile" prestato a favore di altri cittadini e non una dannata rincorsa alla poltrona da raggiungere con il massimo impegno economico.

La pubblicazione dei bilanci consuntivi dimostra quanto vi sia da tagliare alla casta... e non ai cittadini.

I numeri parlano da soli.

Ecco la tabella:































Partito preventivo speso in € preventivo-speso voti validi spesa per ciascun voto (**)
NOVARA DAVVERO 7000 non fornito non fornito 819 non noto
INTEGR. SOL. SVIL. 1250 non fornito non fornito 240 non noto
PDL 9200 70544,30 (*) 61344,30 13812 5,11
LEGA NORD 24100 57200 (*) 33100 9430 6,07
DC 2325 non fornito non fornito 247 non noto
GIOVANI IDEE 3427 non fornito non fornito 743 non noto
PENS. E GIOVANI INS. 1280 non fornito non fornito 360 non noto
FEDERAZIONE SIN. 3000 non fornito non fornito 696 non noto
PD 22500 non fornito non fornito 11312 non noto
SEL 10200 6379,11 (*) -3820,89 2145 2,97
IDV 11500 non fornito non noto 1377 non noto
MOV. 5 STELLE 2900 2671,5 -228,5 3597 0,74
FLI 9200 non fornito non fornito 1318 non noto
UDC 32700 37123,63 (*) 4423,63 1906 19,48
PENSIONATI 2300 non fornito non fornito 194 non noto

(*) dai rendiconti presentati non è possibile separare i costi sostenuti dai singoli candidati da quelli della lista. (**) costo per voto valido alla lista: dati elaborati dal sito comune di Novara, sez. elezioni.

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Coerentemente con quanto scritto nel programma amministrativo presentato alla cittadinanza e nell'ottica di ottenere una progressiva riduzione dei costi della politica il MoVimento 5 Stelle di Novara pone all'attenzione dei cittadini novaresi il fatto che, durante la prima conferenza dei capigruppo del Consiglio comunale, si è assistito a una vera e propria sollevazione generale contro la riduzione del 7 percento delle indennità percepite dal sindaco, vice-sindaco, assessori, consiglieri comunali e componenti dei c.d.a. delle società partecipate dal comune.


Questa riduzione sarebbe imposta nientemeno che dall'art 5, 7° comma del Decreto Legge 78/2010 e infatti, da circa un anno, quel 7 percento di ogni compenso veniva regolarmente accantonato in un fondo speciale. Al momento attuale però, in assenza del decreto attuativo, la casta decide di ribaltare le decisioni prese un anno fa e, anche a rischio di doverli restituire, decide di intascare comunque la riduzione. I "nostri dipendenti" lamentano che, visto che il decreto attuativo ancora non c'è, è da un anno che trattengono i "loro" soldi quando non dovrebbero.


Decidono quindi di far restituire le trattenute passate ai consiglieri, di NON applicare il taglio del 7% e, per non sembrare troppo esosi, di far firmare un documento in cui tutti si impegnano a restituire quel 7 percento qualora il decreto attuativo lo preveda. Insomma una legge impone una riduzione, ma non essendoci gli strumenti per farla diventare efficace fanno tutti finta che non esista. Quindi niente accantonamento, niente fondo speciale, in attesa di restituirli allo stato e così ai cittadini. Meglio in tasca loro. Non vorremmo che tale documento fosse sottoscritto all'insegna del "chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto e scurdammoce ‘o passato"!


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Il Movimento 5 Stelle organizza un incontro pubblico per solidarizzare con i cittadini della Valle di Susa i quali chiedono di interrompere i lavori di costruzione della linea ad Alta Velocità; un'opera impattante, inutile e costosissima.


L'incontro si svolgerà mercoledì 6 luglio alle ore 21.00 presso la ex-sala polifunzionale del quartiere di S. Martino in Via Perazzi n. 5/D a Novara.
Durante la serata saranno illustrate le vere ragioni della protesta e si darà informazione su ciò che sta accadendo negli ultimi giorni nella zona dei cantieri.


Prenderanno la parola:


  • Davide Bono, consigliere regionale del M5S.

  • Mario Cavragna, cittadino della val Susa, Presidente di Pro-Natura Piemonte e autore del volume: "150 motivi per dire no al TAV in Val di Susa".

  • Marco Scibona, Referente "grandi opere" del Movimento 5 Stelle Piemonte.


Moderatore sarà il neo-eletto consigliere comunale per il Movimento 5 Stelle di Novara Luca Zacchero.


Esattamente come sta facendo il popolo della Val Susa, il M5S cerca di difendere il territorio dalle opere che minacciano la salute e il portafoglio dei cittadini come ad esempio l'inceneritore che Regione e Provincia vorrebbero costruire nel novarese, l'impianto di teleriscaldamento di Via Generali, le centrali a olio di palma e il parcheggio sotterraneo di Largo Bellini.


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