Settembre 2011 Archivio articoli

Essere curiosi è ciò che spaventa di più i palazzi, quindi è la cosa migliore da fare per la cittadinanza attiva.


Il modo migliore per l'intervento in Comune è quello di proporre interrogazioni: un consigliere (per noi, Luca Zacchero) chiede al Sindaco di riferire in aula su qualcosa in particolare. Volendo si può chiedere anche una risposta scritta da mettere agli atti.

Le interrogazioni devono essere fatte da un consigliere, ma possono venire da chiunque o, almeno, così la pensa chiunque parli di democrazia partecipativa.

Una mozione è fatta così: dopo l'intestazione del gruppo e del consigliere che la fanno ci sono tre parti "Premesso che", "considerato che" e "Chiede".

Nella prima ("Premesso che") si elencano sostanzialmente i dati, sia legislativi che numerici, relativi alla questione trattata nell'interrogazione, lo potremmo chiamare "stato dell'arte" della legislazione, nazionale o sovranazionale.

Nella seconda ("considerato che") si calano le considerazioni precedenti nel contesto dell'interrogazione.

Nella terza("Chiede"), che è la vera parte dell'interrogazione in cui si fanno le domande.

Se, come cittadini, avete delle proposte di interrogazione non avete che da scriverle.

Qui sul meetup trovate un elenco delle interrogazioni depositate, per farvi un'idea di come funzionino le cose.

Qui Le mozioni ed interrogazioni del MoVimento 5 stelle di Novara.. Non fatevi inibire dall'ostilità del "Premesso che" perchè si può sempre sistemare con l'aiuto dei tecnici del Comune e di altri cittadini attivi e curiosi.

Aspettiamo i vostri "Chiede"!

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 Foto di Luca Zacchero - Consigliere del M5S al Comune di Novara

Come è stato promesso in campagna elettorale, il Movimento 5 Stelle è "l'alfiere" della trasparenza totale. Noi vogliamo che i cittadini siano informati e consapevoli
dei costi della politica. Per questo, inseriamo sul nostro sito le buste paga del nostro "dipendente" Luca Zacchero.



Cedolino 1: pagamento attività del Consigliere Luca Zacchero eletto nel Movimento 5 Stelle presso il comune di Novara


Cedolino 2: pagamento attività del Consigliere Luca Zacchero eletto nel Movimento 5 Stelle presso il comune di Novara

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Veniamo all'ultima parte delle considerazioni sul "parcheggio". Dopo le motivate critiche, con le quali abbiamo smontato le poche argomentazioni della giunta, ecco le nostre considerazioni e proposte. Attendiamo dai nostri amministratori passi in tal senso.


La giunta, mostrando un concetto di mobilità urbana che definir miope è dir poco, ritiene che la mobilità sia sempre e solo una questione di posti auto. In questo, la visione dei nostri amministratori è la stessa da almeno 40 anni, cioè da quando si è spinto sulla motorizzazione di massa. Le città vengono viste solo a misura di automobilista.


La posizione del Movimento, su questo, è chiara ed è stata espressa già nel programma stilato per le comunali; è il cittadino al centro della mobilità; una città è per le persone e non per gli automobilisti, quindi bisogna prima disegnare un sistema di mobilità urbana e poi chiedersi quanti posti auto, dove e come collegati al centro. Dunque, prima di pensare ad un parcheggio interrato, a raso o di qualunque altra natura servono:



  1. un piano generale del traffico

  2. un piano di parcheggi di interscambio, collegati al centro mediante navette. A quel punto si può discutere la soluzione tecnica per un eventuale ulteriore parcheggio, cioè a raso, interrato, multipiano, fastpark


Per fare questo, occorre chiudere la questione SABA-parcheggio interrato e ripartire da zero. Chiudere può significare varie soluzioni quali:

  1. rescindere l'attuale contratto capestro, pagare la penale (che è circa 1,3 milioni, ricordiamolo) se realmente dovuta (può essere che il contratto sia già di per sé nullo) e accertare le eventuali responsabilità di chi ha firmato quel contratto

  2. rivedere l'attuale contratto in modo che la ditta proponente abbia una remunerazione che non incida sulle casse del comune, ad esempio, fatto 20 anni il tempo di ammortamento dell'impianto, si potrebbe pensare che dopo 30 anni, il costruttore abbia avuto un'equa remunerazione ed il parcheggio (quale che sia, purché sensato) diventi della collettività

  3. pensare ad un parcheggio totalmente privato: la città ha un sistema di parcheggi che è quasi totalmente pubblico; in una situazione di questo tipo può essere accettabile che esistano nuovi parcheggi totalmente privati. La SABA potrebbe farsi il suo parcheggio, gestirselo e conservarne la proprietà. Noi non facciamo nessuna convenzione, non diamo loro nessuna rendita di superficie su posti auto fuori dal loro parcheggio. Come quando si realizza un negozio; il negozio è tuo e tuoi sono gli incassi. La città avrebbe comunque un incremento di posti auto.


Quello che questa giunta, evidentemente, non vuole capire, è che nel bilancio globale di realizzazione di un'opera così impattante come un parcheggio sotterraneo, sono molte le variabili che entrano in gioco, ma quella finanziaria è tra le prioritarie. Nel computo finanziario globale, i punti fissi sono:

  1. che l'opera deve stare in piedi da sola. Questo paletto è necessario, perché le casse comunali sono mal messe e prima di aprire una nuova voragine con un'opera che ci faccia perdere altri soldi, come lo sporting, bisogna pensarci bene. Bisogna anche dire che un parcheggio interrato in zona centrale (perché è lì che si sta orientando la giunta) DEVE reggersi da solo; chi usa un mezzo privato (quindi carica la viabilità) e va a parcheggiare fino in centro, non fa un favore alla collettività, come invece chi usa i mezzi pubblici (che alleggeriscono la viabilità), dunque pensare che la collettività debba sobbarcarsi il mantenimento di un parcheggio in centro (che soddisfa un bisogno egoistico, quello di andare in automobile OVUNQUE), è una follia sociale, oltre che finanziaria

  2. che l'opera non ha come scopo quello di arricchire chi la realizza.

  3. Che la gente non è così stupida come gli amministratori credono. Voi della maggioranza (perché ora siete voi al timone) avete una PAURA FOLLE di sborsare 1,3 milioni di penale al punto che preferite rimettercene 100, nel computo globale, ma in modo meno evidente, dato che, trattandoci da stupidi, pensate che non capiamo che cosa significhi incassare di meno. Chiedetelo ad un operaio in cassa integrazione che cosa vuol dire; scommettiamo che lo sa benissimo? Cosa credete, se faceste un referendum cittadino, dopo aver ben spiegato i calcoli, chiedendo cosa la gente preferisca, non pensate che i cittadini vi direbbero, paga 1.3 milioni adesso e chiudiamola lì? Noi ne siamo certi. Chiedetecelo, si chiama DEMOCRAZIA, questa parola dal significato a voi sconosciuto.

  4. Che minori introiti ogni anno significano che voi verrete da noi, con la faccia mesta come se proprio non fosse colpa vostra, a dirci che ci aumenterete questa o quella tassa, che dovrete tagliare i servizi perché...perché non ci sono soldi. Ma vi guarderete bene dal dirci che i soldi mancano perché li state usando per arricchire un soggetto privato, vi guarderete bene dal dire che tutto questo è colpa sia della precedente amministrazione, che ha voluto il progetto, sia VOSTRA, che l'avete portato avanti (cambiando il posto però, che bell'atto di eroismo).


Mentre NOI cittadini vi vediamo all'opera, alcune cose le stiamo imparando. Tipo che non è poi così difficile amministrare male una città; basta:

  1. continuare a piangere che non ci sono soldi

  2. aumentare le tasse ogniqualvolta c'è l'occasione

  3. portare avanti i progetti altrui salvo poi dare a loro la colpa del fatto che sono progetti "ad minchiam", ma... "ormai"

  4. dire che bisogna tagliare i servizi perché il governo centrale taglia i trasferimenti

  5. non scontentare i propri elettori lanciandosi in ardite campagne di recupero evasione/multe non pagate

  6. non informare correttamente i cittadini


Allora vedete che non è difficile amministrare bene una città? Basta un minimo di coraggio e NON fare le cose sopra esposte. Avreste una formidabile opportunità: essere gli apripista di un nuovo modo di amministrare, facendo capire ai privati con i soldi che i cittadini non sono vacche da mungere, che il territorio non è in vendita.


Avreste CINQUE anni per provarci.
E se va male? Si rischia di non venire rieletti.
Forse è tutta qua la questione


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Sono passati più di TRENTA anni da quel 27 giugno 1980, quando l'aereo della compagnia ITAVIA, in codice IH870, "cadde" nel mar Tirreno, alle 20.59, mentre si apprestava alla discesa verso l'aeroporto di Palermo, Punta Raisi. Morirono 81 persone.


In questi trenta e più anni vi furono molte inchieste e del fatto si occupò anche la commissione stragi, una commissione parlamentare di inchiesta, costituita ad hoc quando, soprattutto grazie al lavoro di inchiesta e sensibilizzazione di un giornalista, Andrea Purgatori, ci si rese conto che la faccenda non poteva essere liquidata come "incidente" o "cedimento strutturale", tesi sulla quale i vertici dell'aeronautica e del ministero della difesa continuarono per lungo tempo ad insistere.


A seguito di perizie tecniche su alcuni pezzi recuperati (il recupero del relitto e della scatola nera avvenne alcuni anni dopo, giacché il governo italiano, per lungo tempo, non dimostrò alcuna intenzione di lavorare in tal senso), ci si rese conto che la causa del disastro era da ricercarsi in un'esplosione. A seguito di segnalazione anonima, venne parallelamente portata avanti l'ipotesi di un missile, questa osteggiata da tutti gli ambienti istituzionali, sia militari, che civili.


L'osservazione che non potesse essere un ordigno a bordo, dato che l'aereo era decollato con due ore di ritardo da Bologna (e la tratta Bologna-Palermo era coperta in MENO DI DUE ORE), venne sempre sostenuta, nonostante l'ovvia osservazione che un ordigno a tempo sarebbe dovuto esplodere mentre l'aereo era a terra, non potendosi regolare nuovamente il timer e non potendosi procedere con l'attivazione a distanza sopra il mare (teniamo conto della tecnologia dell'epoca!); tutt'ora si nega che la causa del disastro possa essere stata un missile, anche se le perizie scientifiche hanno evidenziato che il tipo di esplosivo era impiegato quasi unicamente in campo militare e diverso dalle miscele in uso dai gruppi terroristici.


Da ricordare che un pezzo del carrello anteriore venne rinvenuto nella tibia di una passeggera, segno evidente che qualche cosa aveva spinto dentro ciò che era all'esterno della fusoliera, cosa che non sarebbe avvenuta per cedimento strutturale (con decompressione) o esplosione interna. L'attuale ministro per la famiglia, Giovanardi, difese a spada tratta, in parlamento, la teoria della bomba a bordo.


Emblematica fu l'incredibile serie di depistaggi ed insabbiamenti dei quali si resero complici numerosi esponenti dell'aeronautica militare; dai due radar militari che seguivano la traccia del DC9 Itavia, Marsala e Licola, vennero fornite le seguenti informazioni: "nessuno ha visto nulla, i nostri radar non hanno la traccia del DC9". Poi si scoprì, mediante analisi diretta che la pagina del registro tra il 25 e il 26 giugno era stata tagliata, come osservato dalla difesa (degli imputati ndr.), ma quella che riguarda la sera del 27 giugno era recisa in modo estremamente accurato, così che fosse difficile accorgersene (il particolare era infatti sfuggito all'avvocato difensore). La numerazione delle pagine non aveva invece interruzioni ed era quindi posteriore al taglio.


Allo stesso modo, l'originale dei nastri radar di Licola non fu mai trovato, i vertici dell'aeronautica ne fornirono una copia sostenendo che era uguale all'originale (che però dichiararono di non possedere)


Ecco un'altra chicca. Come detto, nel 1989 fu la commissione stragi ad occuparsi del caso Ustica; dopo cinque mesi di lavoro, venne presentata una secca ed essenziale ricostruzione da parte dei due esperti Rana e Macidull, che affermavano con certezza che si era di fronte ad un abbattimento causato da un missile. La ricostruzione non venne presa in seria considerazione dal governo presieduto da Francesco Cossiga (che sentitamente ringraziamo), che assunse un orientamento diverso e non fu disposto a modificarlo. Il presidente della società Itavia, Aldo Davanzali, per aver condiviso la tesi del missile, fu indiziato del reato di diffusione di notizie atte a turbare l'ordine pubblico, su iniziativa del giudice romano Santacroce a cui era affidata l'inchiesta sul disastro.


Dunque, chi avesse usato la parola "missile" si sarebbe scavato la fossa.


Negli anni vi sono stati vari processi ed è di pochi giorni fa la notizia che il tribunale di Palermo ha condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti al risarcimento di oltre 100 milioni di euri agli 81 familiari delle vittime della strage di Ustica.


Ovviamente applaudiamo alla sentenza, anche se ci chiediamo come mai siano i cittadini a risarcire i cittadini e non i depistatori, gli insabbiatori, i conniventi, i politici che negli anni si sono succeduti ed hanno negato, negato, negato.


Questo governo, questa maggioranza, anche in passate legislature, ha sempre proclamato che "chi sbaglia deve pagare", riferendosi però unicamente ai magistrati che osavano indagare su sua bassa maestà mr.b.; bene, perché vi sono leggi che stabiliscono che la colpa è dell'istituzione (cioè i ministeri) e non dei politici che si sono occupati della cosa?


Ah già, sono i politici che fanno le leggi a stabilire per via legislativa che loro stessi non siano imputabili, dimenticavo.


Passati tre giorni ed ecco ancora il ministro Giovanardi, sempre lo stesso, che afferma che il governo impugnerà la sentenza .


Avremo mai giustizia?
Eccolo il governo del fare. Che andassero a fare...inculo


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ORBI........

Il sistema di aggiornamento delle graduatorie non è razionale, somiglia ad un ingorgo senza un vigile.


Il docente precario, per ottenere una supplenza, è tenuto ad inserirsi periodicamente in una graduatoria provinciale nella quale le posizioni sono assegnate in base all'anzianità e ai titoli. La scelta della provincia è completamente libera: chi oggi è inserito a Novara domani può trasferirisi ovunque. Questa situazione permette che i più 'fortunati' abbiano una supplenza con 60 punti in una provincia e che i più 'sfortunati' rimangano disoccupati con 120 in un'altra.


Il piano di assunzioni è una beffa condivisa dai sindacati confederali.


L'anno passato hanno sottoscritto un contratto a tempo determinato circa 90.000 docenti 'precari' su un totale di 240.000 iscritti nelle graduatorie. Abbiamo avuto, quindi, 150.000 docenti abilitati che sono rimasti disoccupati.


Quest'anno verranno immessi in ruolo 30.000 precari e 60.000 avranno una supplenza annuale.


Quest'anno avremo, quindi, 60.000 precari e 150.000 disoccupati (come l'anno scorso). Il piano di assunzioni non ha niente di eccezionale ma prevede esclusivamente l'immissione in ruolo di un numero di insegnanti pari ai pensionamenti, cosa che succede quasi ogni anno da sempre.


Sottoprecari


I precari non abilitati in questi due anni sono stati letteralmente 'gasati'. Solo nella provincia di Novara nel 2008-2009, primo anno della cura Tremonti, 80 non abilitati sono stati espulsi dalla scuola e solo parzialmente sostituiti da abilitati provenienti da altre province. Per questi docenti, alcuni dei quali anche con 10 anni di esperienza, non è previsto nulla!!! fora di ball


Nessuno sembra tener conto che la scuola italiana riparte a settembre emendata di 150000 operatori della scuola (docenti e ata) di cui gli alunni hanno pienamente diritto.


L'anno prossimo la scuola partirà con 150.000 operatori in meno rispetto al 2008-2009. Questa contrazione di personale si tradurrà in classi di 30 studenti, classi con 3 disabili, impossibilità di sostituire i docenti assenti, distribuzione degli studenti in altre classi quando il professore manca, docenti di sostegno prelevati dalle proprie classi e obbligati a fare supplenze in quelle dove il docente manca, impossibilità di fruire dei laboratori perché il numero degli assistenti è stato drasticamente ridotto, impossibilità di programmare gite e uscite didattiche, difficoltà nella sorveglianza degli studenti a mensa e in palestra, drastica riduzione della qualità della didattica, sostituzione delle verifiche orali con verifiche scritte con conseguente aumento delle bocciature, impossibile adozione di metodologie didattiche attive, impossibile recupero degli studenti più deboli, aumento del numero degli abbandoni, aumento degli episodi pericolosi o di semplice disturbo delle lezioni.


Possiamo accettare, come soluzione a questo stato di cose, l'espulsione degli studenti 'problematici' e la conseguente trasformazione della scuola in una sorta di 'piccola' università?Che fine faranno gli studenti che verranno espulsi o che si ritireranno dalla scuola?


Sostegno: giro di vite sulle certificazioni. Si profila un futuro nel quale sarà un rappresentante dell'inps ad avere l'ultima voce per quanto riguarda la certificazione di disabilità.


Le commissioni mediche di cui all'articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nei casi di valutazione della diagnosi funzionale costitutiva del diritto all'assegnazione del docente di sostegno all'alunno disabile, sono integrate obbligatoriamente con un rappresentante dell'inps, che partecipa a titolo gratuito". Stretta sulle commissioni mediche e sull'accertamento della "condizione" di disabilità che rende possibile la richiesta di ore di sostegno. Il rappresentante dell'Inps dovrebbe garantire l'"oggettività" della condizione di disabilità, supervisionare l'operato della commissione medica e garantire lo Stato da eventuali truffe (naturalmente dovrebbe far pesare alla commissione medica i costi "economici" di quella disabilità ed eventualmente prospettare le conseguenze economiche di falsa dichiarazione una dichiarazione. Un vero e proprio strumento di pressione sulle Asl). Ci chiediamo se non sia possibile a livello locale mappare il numero di famiglia che ricorrono alle commissioni mediche e organizzare dei ricorsi o segnalarne la possibilità sulla base del fatto che non è ammissibile che l'ultima parola in campo psichiatrico- diagnostico spetti ad un volontario dell'Inps?! È possibile chiedere all'Inps della nostra provincia chi sono questi volontari e intervistarli?


Lo scandalo degli scandali mafiosamente taciuti da tutti.


Per fare punteggio i docenti precari sono costretti a superare dei master universitari. Alcune strutture private organizzano master online il cui esame finale consiste nella risposta a tre domande formulate su una dispensa di 10 pagine resa disponibile sul sito a tutti. Il tutto alla modica somma di 600 euro.


La fuga dei cervelli è il minimo che possa succedere


Ad ulteriore mancata tutela della fuga dei cervelli che interessa il nostro paese occorre ricordare il poco peso riconosciuto e accordato nel nostro paese a chi, concluso un iter di dottorato, volesse conseguire l'abilitazione all'insegnamento. Circa un anno fa, quando si è cominciato a fare promesse sul TFA (tirocinio formativo attivo) i precari dell'università sembrava dovessero essere ammessi al tirocinio senza test di ammissione. È assurdo pensare che si potesse ovviare con questa dubbia proposta a ben altra ingiustizia accorsa al giovane ricercatore che volesse affacciarsi al mondo dell'isegnamento. Quasi a svilire le competenze acquisite nella ricerca il titolare di dottorato scopre che il suo titolo, che corrisponde ad almeno tre anni di ricerca, vengono corrisposti soltanto 12 punti complessivi, pari al punteggio riconosciuto ad un docente per un singolo anno.


.........ET URBI

Nel solo 2011 sono stati stanziati più di 500 milioni per le scuole non statali. E a Novara?


Le scuole paritarie garantiscono uno stipendio di 10 euro l'ora circa. Le suddette scuole, oltre alle rette pagate dalle famiglie, intascano anche cospicui contributi pubblici. Non sarebbe giusto pretendere che le scuole in questione garantiscano ai loro dipendenti uno stipendio simile a quello che viene garantito dalle scuole statali?


EDILIZIA SCOLASTICA


Vi sono diversi problemi relativi all'applicazione delle norme sulla sicurezza e sulla prevenzione in diverse scuole. Non è un tema secondario.


Sant'agabio


Ogni giorno a sant'Agabio viene riempito un autobus di bambini non-italiani per distribuirli nelle varie scuole della città. È una prassi condivisibile? Le famiglie di questi bambini sono d'accordo o subiscono?


F35


La creazione di un corso di formazione per assemblatori da fornire alla fabbrica di Cameri è cosa che non ci lascia indifferenti. Tutti i responsabili politici ed amministrativi locali hanno dichiarato, pure recentemente, che il corso ITS, che comincerà al Fauser dal prossimo anno scolastico, si occuperà proprio della formazione di questi assemblatori. Ci chiediamo se non sia necessario sollevare una questione pedagogico-morale in relazione a tale tipo di corso.


ALCUNI GENITORI HANNO PROTESTATO


In alcune scuole elementari di Novara i genitori hanno toccato con mano la questione dei tagli: molti non potranno avere il tempo pieno nel prossimo anno scolastico. Si potrebbero cercare contatti con coloro che hanno sollevato il problema, per esempio nel sesto circolo. Vero è che stanno cercando di aggiustarsi "all'italiana" ( con l'aiuto dell'USP e della regione): ma il problema resta.


ABBANDONO SCOLASTICO: A NOVARA LA "MAGLIA... VERDE"


Uno studio condotto dalla rivista "Tuttoscuola" su dati ministeriali, relativi agli anni 2007-09, assegna la maglia nera alla provincia di Novara per quanto riguarda l'abbandono scolastico. Infatti, nei primi due anni di scuola superiore, oltre il 19% dei liceali, il 30% degli studenti dei tecnici e quasi il 47% degli iscritti agli istituti professionali novaresi si è lasciato alle spalle per sempre la porta dell'aula scolastica. Inoltre, sempre dalla stessa inchiesta, risulta che il 36,3% degli studenti dei licei classici e delle ex magistrali non ha proseguito all'università interrompendo bruscamente il percorso scolastico. Niente di nuovo sotto il sole.


MENSE SCOLASTICHE.


Ogni giorno vengono serviti migliaia di pasti ai bambini e ai ragazzi delle scuole novaresi. Si potrebbe chiedere di sostituire, se la legge lo consente, l'acqua minerale con l'acqua del comune con notevole risparmio economico e di produzione di rifiuti. Si dovrebbe verificare se il costo massimo del pasto (4 euro e 80) corrisponda al costo medio o sia maggiorato della quota legata a gli sconti e alle morosità. Su questo tema nel 2008 si era creato un comitato cittadino.


IGIENE ORALE SCUOLE MATERNE.


Alle scuole materne del comune non viene permesso ai bambini di lavare i denti per motivi di igiene. I risultati sono che sempre più bambini soffrono di carie precoci ai denti decidui. Questo non è problema di poco conto visto che alcuni denti vengono sostituiti verso i 10 anni di età e che per intervenire su un bambino e necessario farlo sotto anestesia totale. Un appuntamento da un dentista esperto di bambini a Novara richiede un'attesa di qualche mese, la cosa mi lascia pensare che il fenomeno delle carie precoci sia, purtroppo, diffuso. Si può proporre alle scuole materne un progetto o destinare risorse aggiuntive per fare prevenzione orale?


APPENDICE 1: dispersione


In piena campagna elettorale, Lega e PdL mobilitano i loro assessori e attaccano il giornale "Tuttoscuola", colpevole di aver parlato della triste situazione degli abbandoni scolastici in provincia di Novara. A detta degli esponenti della destra, la colpa degli abbandoni sarebbe dei figli degli immigrati, mentre i giovani padani sarebbero ormai stufi della scuola di stato e non chiederebbero altro che scuole private o di entrare in un mercato del lavoro selvaggio e farsi spremere come limoni. In realtà, a Lega e PdL non importa un fico secco degli abbandoni, che sono invece uno dei frutti avvelenati della devastazione del sistema scolastico voluta da Tremonti. A loro interessa solo difendere l'immagine di un "modello Novara" che, se mai è esistito, si è ormai rivelato una delle tante mele marce nel cestello di Cota.


Uno studio condotto dalla rivista "Tuttoscuola" su dati ministeriali, relativi agli anni 2007-09, assegna la maglia nera alla provincia di Novara per quanto riguarda l'abbandono scolastico. Infatti, nei primi due anni di scuola superiore, oltre il 19% dei liceali, il 30% degli studenti dei tecnici e quasi il 47% degli iscritti agli istituti professionali novaresi si è lasciato alle spalle per sempre la porta dell'aula scolastica. Inoltre, sempre dalla stessa inchiesta, risulta che il 36,3% degli studenti dei licei classici e delle ex magistrali non ha proseguito all'università interrompendo bruscamente il percorso scolastico. Niente di nuovo sotto il sole. Infatti, l'Eurispes aveva già stimato in 240 mila all'anno gli abbandoni scolastici in Italia. "Tuttoscuola" da parte sua ha contato in due anni ben 195 mila giovani che, nelle sole scuole superiori, hanno gettato la spugna. Questa cruda realtà è nota da tempo, come da tempo si sa, per esempio, che, in Italia, l'analfabetismo "di base" non è affatto scomparso, quello "di ritorno" ha raggiunto dimensioni bibliche, e i banchi parlamentari, e che il nostro paese occupa le ultime posizioni tra i paesi sviluppati per quanto riguarda sia gli investimenti nell'istruzione sia i laureati. Anzi, a questo proposito, recenti ricerche, per esempio della Fondazione Agnelli, forniscono sulla realtà novarese numeri più crudi e severi di quelli di "Tuttoscuola".
Non si capisce dunque come mai la maggioranza di destra che governa la provincia e la regione abbia levato, immaginiamo con non poca fatica, il pesante scudo di Alberto da Giussano e, dopo lunghi anni di silenzio e indifferenza, si sia tanto ma proprio tanto arrabbiata da convocare, la scorsa settimana a Novara, una conferenza stampa per smentire "Tuttoscuola". Vi hanno partecipato Anna Maria Mariani, assessore provinciale all'Istruzione (Lega), Massimo Giordano, assessore regionale allo Sviluppo (Lega), Alberto Cirio, assessore regionale all'Istruzione (PdL) e il direttore dell'USP di Novara, Giuseppe Bordonaro. È ben strano vedere che in un Piemonte devastato dalla crisi, in cui problemi molto più seri si aggiungono di giorno in giorno, ben due assessori regionali, uno provinciale e un dirigente dello stato trovano il tempo per baloccarsi con quattro numeri sparati su di una rivista riservata agli addetti ai lavori e, per di più, neanche un po' sovversiva.
Il mistero è presto spiegato. Quei numeri, infatti, sono finiti sulle pagine dei quotidiani nel pieno della campagna elettorale per le amministrative del 15 e 16 maggio. Qualcuno deve aver interpretato la fuga di notizie come un evidente attacco all'industre padania ("Tuttoscuola" evidenziava tra l'altro una diminuzione degli abbandoni scolastici al Sud e invece una recrudescenza del fenomeno al Nord) e alla bufalotta ormai secca e ingiallita del "modello Novara". Di qui la pronta mobilitazione - si badi bene non di partito ma di rappresentanze istituzionali - con la parola d'ordine: "Di Novara, è vietato parlar male, specialmente in campagna elettorale".
In ogni caso, la smentita, come spesso avviene, non ha smentito proprio nulla. Infatti,i magnifici quattro hanno sostenuto che i numeri di "Tuttoscuola" sarebbero... datati (e come potevano non esserlo?) e quindi... non validi! Invece, secondo l'assessore provinciale, gli abbandoni scolastici sarebbero, dal momento del suo insediamento (è ovvio!), così insignificanti da collocare Novara tra le province virtuose, o meglio tra le meno peggiori, visto che non parliamo di una virtù ma di un vizio di fondo del sistema scolastico. Ovviamente, il vanto andrebbe tutto all'amministrazione di destra che avrebbe promosso varie iniziative di orientamento, che in realtà sono le scuole pur senza i finanziamenti a dover sostenere per obbligo di legge. Inoltre, la stella della provincia brillerebbe di luce propria per aver dato vita a un osservatorio sulla dispersione. Che cosa ci faranno mai? Forse, osserveranno affogare gli studenti caduti dai barconi e dispersi nel mare nero e burrascoso del disastro geliminiano della scuola italiana? In questo modo, facendo appello all'orgoglio del campanile di San Gaudenzio per nascondere responsabilità e reali dimensioni del problema, la "maglia nera" di Novara è diventata una taroccata "maglia verde" di eccellenza padana.
Questa polemica sull'istruzione è molto istruttiva anche per un altro motivo. Svela senza pudore alcuno l'idea di scuola della destra. Chi ha detto che gli abbandoni siano negativi? Dietro agli abbandoni, non potrebbero esserci aspetti desiderabili e positivi? Infatti, secondo i magnifici quattro, le cause principali del fenomeno sarebbero:

  • i trasferimenti delle famiglie degli studenti (sarà per via degli sfratti che fioccano...);

  • il passaggio degli iscritti da una scuola all'altra (che, in molti casi, semplicemente sposta e differisce il problema);

  • il trasloco degli studenti dalla scuola di stato, notoriamente comunista, a quella risparmiosa prateria della libertà e della qualità dell'istruzione che è la scuola privata cattolica (cioè: pago, ergo non abbandono);

  • lo spostamento degli studenti dagli istituti professionali ai centri di formazione professionale;

  • la proverbiale voglia di lavorare padana che spingerebbe i giovani a cercare lavoro il più presto possibile: pensate che, dal luglio 2010 al maggio 2011, cioè quasi in un anno, il Centro per l'impiego novarese ha trovato lavoro per la strabiliante massa di... 95 ragazzi tra i 16 e i 19 anni. Naturalmente, non viene detto con quale tipo di contratto, né con quale grado di sfruttamento;

  • la dimensione degli abbandoni, in definitiva, è colpa dei figli degli immigrati: sono loro che si ritirano durante l'anno scolastico per screditare la scuola novarese! Infatti, è la voce autorevole di un funzionario dello stato, il direttore dell'USP novarese, che questa volta, a differenza di altre circostanze, fornisce in poche ore con massima solerzia le statistiche: i figli degli immigrati peserebbero per il 66% sugli abbandoni dei professionali e per il 23% su quelli dei tecnici! Ma non dovrebbe essere compito proprio dell'USP affrontare il problema anziché chiamarsi fuori in questo modo, diciamo, così poco elegante? Conoscendo queste cifre, che cosa ha fatto l'USP in questi anni per intervenire?
    In realtà, l'abbandono scolastico è solo l'aspetto più visibile della piaga infetta della dispersione scolastica che è ulteriormente aggravata dalla frequenza irregolare, dai continui ritardi, dall'evasione dell'obbligo scolastico, dalla selezione, dalle ripetenze, dalla disaffezione allo studio, dai bassi livelli di interesse e partecipazione ecc. Sono tutti fenomeni che, come sempre, colpiscono di più gli studenti che provengono dagli strati sociali poveri, svantaggiati o in difficoltà a causa della crisi economica. Sono tutti fenomeni che portano un chiaro marchio di classe. Sono tutti fenomeni che il governo della destra, a Roma come a Torino o a Novara, ha innescato, provocato e aggravato. PdL e Lega hanno sempre gettato fango sulla scuola statale e le loro intenzioni per il prossimo futuro sono ancora più chiare. Per esempio, l'amministrazione regionale intenderebbe finanziare direttamente la ristrutturazione e l'adeguamento alle norme edilizie e di sicurezza delle molte scuole private fuori legge. I soldi che non ci sono per affrontare i problemi della scuola di stato, tra i quali la dispersione, verrebbero invece regalati a soggetti privati di fatto svincolati da ogni controllo: è la prima volta che questo succede e si tratta di una novità ancora una volta anticostituzionale e di gravità estrema. Il provvedimento toglie ogni dubbio sulla vera e unica natura della politica scolastica della destra. L'obiettivo è il ritorno massiccio a una scuola di classe, di basso profilo culturale (e la scuola di stato dovrà proprio essere messa in ginocchio per consentire alle scuole private italiane - tra le peggiori al mondo - di emergere!) e l'esclusione dal sistema d'istruzione della parte indigente e povera della popolazione, cioè il più grande "abbandono scolastico" da mezzo secolo a questa parte.


27 maggio 2011


APPENDICE 2: SCUOLA PRIVATA


A darne notizia è l'On Rotondi, Ministro per l'attuazione del programma. Secondo quanto riferito dal Ministro, per il 2011 sono stati previsti 251milioni di euro a sostegno delle scuole non statali, ai quali vanno aggiunti 245 milioni previsti legge di stabilità. Per questi ultimi sarà a breve attivata la procedura per la ripartizione tra le scuole, mentre, per i 251 milioni, il MIUR ha già dato mandatoper l'assegnazione degli 83 milioni restanti per i mesi settembre-dicembre 2011.


Una ricerca di Angelo Vecchi:


Novara. Le scuole materne cattoliche di Novara hanno chiesto un aumento del 25% del contributo comunale. Tuttavia, nel consiglio della scorsa settimana, è stato il PD l'unico partito a rispondere all'appello, presentando un emendamento che porterebbe 50mila euro in più nelle casse degli asili privati! Secondo il capogruppo del centrosinistra, queste scuole non sarebbero confessionali. Invece, i diretti interessati esaltano nei loro "piani di offerta formativa" proprio il carattere cristiano e dottrinario delle loro istituzioni. Lo scorso dicembre, la Regione "rossa" ha deciso di regalare due milioni di euro di spese economizzate alle scuole cosiddette paritarie. Ecco altri due esempi di una sinistra perdente, che si fatica a distinguere dalla destra e che, nel caso specifico, finge di ignorare l'articolo 33 della Costituzione il quale recita: "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo stato". Il governo non è da meno: aumenta del 25% lo stipendio degli insegnanti di religione e rassicura i vescovi che non ci saranno tagli per le loro scuole paritarie. Mentre proliferano ovunque strutture come il famigerato Cip e Ciop di Pistoia, le scuole materne statali continuano a mancare e la scure di Tremonti, oltre a decapitare decine di migliaia di precari, sta dissanguando la scuola statale a cui mancano i soldi per pagare le supplenze, parte del salario dei docenti, gli appalti delle pulizie, le bollette e perfino la carta igienica.


La voracità della santa bottega è proverbiale: non conosce ritegno, nemmeno in tempi di crisi. Così, nello scorso mese di giugno alla scadenza della convenzione col Comune di Novara, le scuole della FISM hanno reclamato un congruo aumento del contributo pubblico: da 8.000 a ben 9.900 euro per ogni sezione di scuola materna. Nella città di Novara, aderiscono all'associazione otto istituti con un totale di 25 sezioni: gli asili di Pernate, S. Rocco e S. Andrea e le scuole Carboni di corso Risorgimento, Beretta di S. Rita, Regina Pacis, Mater Gratiae e S. Giuseppe. I conti sono presto fatti: si tratta di alzare i sussidi comunali da 200 a circa 250mila euro. Non sarebbe altro - dicono gli interessati - che un adeguamento all'aumento del costo della vita e un compenso per il servizio gratuito offerto alle famiglie che non possono pagare la retta. Dunque, la scala mobile, che non c'è più per gli operai e per i pensionati, dovrebbe invece funzionare a pieno ritmo per le scuole cattoliche. D'altra parte, se sarà pur vero che alcune famiglie in difficoltà ricorrono agli asili privati, è veramente difficile credere che la stragrande maggioranza dei genitori che scelgono la scuola privata non possa sopportare un aumento della retta.
La verità è che la presunta "competitività" della scuola privata è solo un espediente propagandistico. Senza la continua mungitura dello stato, questi istituti non andrebbero molto lontano. La buona educazione cristiana di un fanciullo infatti è pagata per circa un terzo da stato, regione e comune, cioè da tutti i contribuenti; per il 60% dai genitori; per la minima parte restante dai gestori. Tuttavia, bisogna tener conto di numerose agevolazioni ed entrate accessorie di cui le scuole dei preti godono, senza contare che non pagano ICI (e non vorrebbero pagare nemmeno la registrazione della convenzione col comune!), possono attingere a fondi e donazioni di privati, possono ripianare le passività con le attività di numerose altre associazioni collegate al sistema educativo cattolico come dopo e prescuola, polisportive, oratori, centri di orientamento professionale, cooperative, centri di volontariato ecc. D'altro canto, la scuola materna assume un ruolo strategico nell'intera filiera della scuola cattolica. Qui si recluta e si fideizza quella clientela che alimenterà poi negli anni seguenti le casse e il potere delle scuole primarie e secondarie della chiesa (S. Vincenzo, Immacolata, Maria Ausiliatrice, Tommaseo, S. Lorenzo, Castelli, ecc.).
Questo è il quadro generale all'interno del quale si colloca l'emendamento proposto al Consiglio Comunale di Novara della scorsa settimana dal capogruppo PD che chiedeva un innalzamento del contributo per sezione di materna della curia da 8 a 10mila euro. Risultato: PdL e Lega hanno votato contro; l'UdC si è astenuta perché voleva un contributo ancora più nutriente e sostanzioso e l'emendamento non è passato. Naturalmente, si è concluso solo il primo round. La FISM sta muovendo tutte le sue pedine e ha ingaggiato una rumorosa campagna di stampa attraverso la stampa diocesana; gli esponenti della maggioranza manifestano una loro disponibilità mentre qualcuno già propone di rivedere i bilanci degli IPAB comunali, cioè di togliere i soldi dagli asili comunali per darli a quelli cattolici! Un po' come successe un paio di anni fa a Omegna, quando la giunta di destra gratificò con 18mila euro un istituto privato, mentre la scuola pubblica andava in pezzi e i genitori facevano collette per dotare le scuole dei materiali necessari e mancanti.
In ogni caso, gli esponenti della Lega e del PdL avranno certamente modo di farsi perdonare il voto della scorsa settimana a palazzo Cabrino. Come dimenticare l'azione benemerita del sottosegretario all'Economia, il novarese Giuseppe Vegas, che, nel dicembre del 2008, annunciò il ritiro da parte del governo del taglio di 120 milioni ai contributi per le scuole private, dicendo che "i vescovi possono stare tranquilli, possono dormire su quattro cuscini"? Anche quest'anno, sono stati ventilati tagli per 135 milioni su 535 milioni erogati alle scuole cattoliche, ma il buon Sacconi è intervenuto ancora una volta a rassicurare la CEI che ci saranno finanziamenti integrativi. Il ministro ha anche invitato i vescovi a concentrare i loro sforzi in campo educativo rispetto a quello sanitario, "perché serve una supplenza, qui ed ora". Credono di cantare il deprofundis della scuola statale. In realtà, stanno distruggendo un intero sistema d'istruzione e magari, a disastro concluso, richiameranno in servizio Bertolaso.


Comitato docenti precari e sottoprecari autoconvocati - Novara


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Non ne sbagliano una! Ma neanche per sbaglio! A partire dalla manovra (20+54=74mld) che ne chiama inevitabilmente un'altra, date le inconsistenze strutturali.


Ebbene i nostri eroici politicanti prima si fanno paladini di tagli ai loro privilegi per poi mitigare molto il già lieve taglio. Dando prova di rigore e moralità infinita. Come sempre del resto.

Ora le provincie verranno sciolte... quando?


Mancano due anni alla fine della legislatura i tempi ci sono ma solo sulla carta perché fuori da questo momento (se mai ne usciremo) di pressione, con questi maramaldi torneremo tutti a fissare come imbecilli i capricci di un nonno preso da manie libidinose e morbosamente malato della sua immagine.


Per eliminare le provincie mediante modifica della costituzione, serve appunto una legge costituzionale. L'approvazione di una tale legge può seguire due possibili cammini



  1. Approvazione immediata se sia alla camera, che al senato, si realizzasse la "maggioranza qualificata", cioè i 2/3 dei votanti (cosa impossibile perché le opposizioni voterebbero contro)

  2. Approvazione mediante "doppia lettura camera/senato"+referendum confermativo nazionale (cioè prima camera, poi senza modifiche al senato, poi ancora alla camera senza modifiche e poi infine al senato - e nel caso di modifica il ciclo ricomincerebbe)


diventa impossibile e così... questo rimarrà uno spot. Spero che non ci abbiate creduto.


Magari, dico io, pensano pure di fregare la BCE con questa nuova manovra perché non conosce bene il nostro parlamento, proprio ora che sta per arrivare un italiano sullo scranno più alto, illusione.


L'aumento dell'IVA di un punto appena operativa alzerà i prezzi al consumo frenando ulteriormente gli acquisti e contemporaneamente farà aumentare l'evasione di che già era evasore. Quindi: chi ha rubato continua a rubare chi pagava pagherà ancora e di più!


I tagli a comuni e regioni necessariamente toglieranno servizi ai cittadini, i quali non vedono l'ora di festeggiare con politici di così alta levatura morale e senso civico questi gioiosi momenti della politica italiana. Tutte le volte che ci capita che incontriamo un politico per strada, ringraziamolo della bella vita che ci sta facendo fare e delle rosee prospettive che ci assicura...


Ma il tuffo nel ridicolo non finisce mai e così un ministro prova a emulare il suo amato presidente/cavaliere raccontando una barzelletta veramente brutta. (convento di suore nel seicento...) a parte il brutto della barzelletta in sé, cosa voleva dire? Cosa voleva dimostrare? Forse di essere degno del suo presidente. A mio avviso ci è riuscito!


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Torniamo per la terza volta sull'argomento parcheggio (per avere tute le informazioni: prima puntata e poi seconda puntata) perché purtroppo per noi l'insano progetto non è ancora abortito.


Sentite che cosa dice il Sindaco (che poi sono le le stesse parole usate dal vicesindaco in un'intervista):


non ho mai detto di essere contrario ai parcheggi sotterranei, ho solo detto che era il parcheggio sotterraneo di largo Bellini a NON andare bene.


Confrontando le due affermazioni, si deduce che il nostro attuale Sindaco contesti e contestasse, in campagna elettorale, la scelta del luogo e basta. Se analizziamo il messaggio ed il concetto che viene trasmesso, vedremo che quella vaga sensazione di venir presi per il sedere diventa tutt'altro che vaga.



  1. Sono contrario al parcheggio sotterraneo di largo Bellini, quindi, se sarò eletto Sindaco, NON si farà (affermazione fatta in campagna elettorale).

  2. Sono favorevole alla realizzazione di un parcheggio sotterraneo in città, ma non in largo Bellini.


Si capisce bene come la seconda versione sarebbe stata chiara ed inequivocabile, la prima è più vaga, ciascuno la legge a modo suo, ma vogliamo scommettere che, dopo aver sentito la prima, abbiamo tutti pensato che il pericolo era scampato? Ora ci vengono a dire che il Sindaco aveva detto esplicitamente che era contrario alla sola ubicazione. E' FALSO.


Formalmente il Sindaco è corretto, ma in realtà gioca con le parole, con la nostra fiducia e con i nostri soldi, trattandoci da dodicenni. Sarebbe necessario piantarla con questi giochetti.


Evidentemente ritiene che la sola obiezione che moltissimi cittadini fecero al progetto riguardasse l'ubicazione. Falso e lui lo sa. La questione economica era ed è prioritaria. L'abbiamo fatto e possiamo fornire sia le cifre, che il dettaglio dei calcoli, tutti basati sui dati ufficiali forniti da SUN e Comune stesso; con la rivalutazione del 3% annuo sulla tariffa oraria di parcheggio, il Comune ci rimetterà, globalmente, CENTO milioni, se si farà un parcheggio, ovunque, ma alle condizioni contrattuali attuali.


Vediamo cosa bolle in pentola:



  1. Stiamo trattando con SABA (la ditta impegnata nell'affare) per un parcheggio sotterraneo in altro luogo che sarà scelto dalla SABA

  2. i contratti vanno onorati

  3. c'è una penale da pagare


Allora, cari Sindaco&Vicesindaco, proviamo a spiegarvi come stanno le cose. Lo facciamo in modo semplice semplice:



  1. ...stiamo trattando...
    Trattando cosa? Secondo voi, che margine c'è per trattare con un soggetto che ha firmato un simile contratto? Nessun margine. Il Comune, NOI, non possiamo permetterci di perdere neppure un euro. Se il danno minimo è 1.300.000 €, tale deve rimanere. Voi volete impoverire la città per arricchire una ditta privata! Questo è quello che vi dice la testa?

  2. Voi sostenete che i contratti vadano onorati. Chi l'ha detto, il medico? Quello che invece deve prevalere, ma evidentemente non ve ne frega niente, è il superiore interesse pubblico; se un'Amministrazione non ritiene che ciò sia rispettato, rescinde il contratto. Tra l'altro, seguendo il vostro "ragionamento", una Giunta, un Governo, NON potrà MAI recedere da decisioni assunte dalle Giunte/Governi precedenti, ma non uno, TUTTI. Si diventa così schiavi e perpetuatori di decisioni prese da altri. Bella "trovata". Dunque nessuna legge/delibera andrebbe modificata, dato che bisogna rispettare le leggi ovvero onorare i contratti. In questo dimostrate coerenza, dato che quando al Governo c'è stata una maggioranza del vostro "colore", non una delle leggi vergogna di Mr.b è stata cancellata. Del resto questo è il vostro metodo.

  3. C'è una penale da pagare. Non sapete neppure dire a quanto ammonti, però. Eppure non è difficile, basta andare al D. Lgs. 163/2006 (noto come Codice dei lavori pubblici), articolo 158, per fare due conti facili: costo delle opere realizzate + oneri accessori + 10% delle opere ancora da realizzare. Si tratta di 1.300.000 €. E' tanto, è vero, ma meglio rimetterci un milione e trecentomila che cento milioni. Questo è IL motivo per rescindere il contratto, ma subito.


Dopo uno Sporting (pala Nastri) che ci fa perdere 700.000 € annui, NON vogliamo un'altra voragine in bilancio.


Poi chi tampona i conti? Chi mette i soldi per coprire i mancati introiti?


Cari Sindaco&Vicesindaco, vi chiediamo di non far pagare sempre a noi cittadini il prezzo delle vostre stupidaggini.


Nella prossima puntata vi illustreremo qualche semplice proposta per uscire da un apparente problema.

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Quando si dice che l'Italia è economicamente sana, che il credito internazionale delle nostre aziende e delle nostre banche è immutato nonostante i continui rovesci finanziari e che, in buona sostanza, il barometro dell'economia reale volge sempre al bello nonostante il parere di mass media prezzolati e di catastrofisti del giorno dopo, si mente sapendo di mentire.


Volete un esempio pratico? Eccolo caldo e servito: un nostro simpatizzante, socio di una piccola azienda manifatturiera locale, si è trovato di recente in difficoltà a causa del fallimento di una grossa azienda propria cliente. Tale grossa azienda, che già di suo non navigava in buone acque, ha subito il colpo di grazia a causa del costante, lento pagamento delle proprie spettanze da parte di una società a partecipazione pubblica (parliamo di una media di pagamenti di 270 giorni mentre la media europea per le rimesse degli enti pubblici è di 60 giorni).


A causa di questo contrattempo, il nostro protagonista si vede revocare una parte consistente dei propri fidi bancari perché il sistema finanziario vede un sensibile peggioramento dei rating aziendali sotto forma di insoluti (mancati incassi da parte dei clienti: ma se era uno solo...), ma non solo.


Le "amiche" banche (fortunatamente non tutte per il solerte imprenditore) sostengono che è troppo il rischio di finanziare un'impresa che è poco capitalizzata (è una semplice Srl), incassa tardi (lavora con lo Stato) e sovente male e quindi ciao ciao, arrivederci, mandaci una cartolina.

Detto che tale analisi da parte degli istituti implica una bassa (o inconsistente?) fiducia nei confronti dello Stato, maggior cliente dell'azienda in questione, i soci non si perdono d'animo e, faticando, cercano di uscire dall'impasse, ma i debiti contratti sono comunque onerosi. Si affaccia l'ipotesi di cercare dei partner che possano aiutare a superare il problema contingente e, magari, rilanciare l'attività. Uno di questi è un vecchio contatto svizzero che da qualche anno segue con interesse le vicende della società.

Dopo un abboccamento iniziale, ecco che perviene la risposta: "Buonasera, per investimento in Italia con questa situazione politica che avete... NO neanche se ci regalate le quote, al massimo possiamo rilevare l'azienda e chiuderla una volta che abbiamo affittato il ramo di azienda e costituita una nuova srl con nuovi soci e sede".

Cosa ne pensate? Quel che si dice una bella iniezione di fiducia no? L'Italia non diventerà mai la Grecia, sostiene qualcuno. E' vero, non lo diventerà, per qualcuno lo è già...

P.S.: i nomi delle persone citate non compaiono nel post per espressa richiesta del relatore, ma possono essere forniti in via privata lasciando l'indirizzo nello spazio commenti

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Manifesto riduzioni stipendi e spese nella politica

Il Movimento 5 Stelle Piemonte ha commissionato in tutta la regione una campagna di manifesti con lo scopo di far conoscere a tutti i cittadini gli sprechi della casta.


L'eloquente titolo del manifesto, "Diamoci un taglio!", illustra molto bene la nostra volontà di porre fine al vergognoso vortice di denaro che gravita intorno alla politica. Il lungo elenco degli sperperi non poteva peraltro tralasciare le due caratteristiche principali del Movimento 5 Stelle: il rifiuto dei rimborsi elettorali per le elezioni regionali (ben 128.000 € l'anno!) e la diminuzione reale (ben il 65% in meno) delle indennità percepite dai nostri consiglieri regionali.


Ancora una volta, in un momento così difficile per il Paese, il Movimento 5 Stelle mostra la sua diversità rispetto agli opportunisti di professione e ribadisce con pertinacia il compito civile della formazione di una classe dirigente sobria e rispettosa delle risorse comuni.


P.S.: affinché la campagna di affissioni sia efficace, potresti indicarci sul sito se nel tuo comune sono presenti i manifesti del Movimento 5 Stelle? In questo modo, attraverso la tua segnalazione saremo in grado di programmare in futuro una comunicazione più incisiva e puntuale.


Contattaci via email, telefono, sms cliccando qui o attraverso la chat nella barra laterale di destra.


I manifesti sono stati affissi nei sottostanti comuni:


  • Arona

  • Baveno

  • Belgirate

  • Bellinzago Novarese

  • Biandrate

  • Borgomanero

  • Caltignaga

  • Cameri

  • Casalvolone

  • Cavaglietto

  • Cavaglio D'Agogna

  • Cerano

  • Comignano

  • Cressa

  • Divignano

  • Dormelletto

  • Fontaneto D'Agogna

  • Galliate

  • Ghemme

  • Gozzano

  • Grignasco

  • Landiona

  • Lesa

  • Meina

  • NOVARA

  • Oleggio

  • Orta San Giulio

  • Prato Sesia

  • Romagnano Sesia

  • Romentino

  • San Maurizio D'Opaglio

  • Sizzano

  • Stresa

  • Suno

  • Tornaco

  • Trecate

  • Varallo Pombia

  • Vespolate



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Torniamo sull'argomento economia&finanza per fare alcune considerazioni sulla classe dirigente che ora ci governa. Questa dichiarazione del SUPER ministro dell'economia


Ultimo giorno per il workshop Ambrosetti a Cernobbio. Il più atteso, con l'intervento del ministro dell'Economia Giulio Tremonti che ha voluto dire la sua sulla manovra-bis, prossima ad approdare in Parlamento. "Ci sono stati degli errori", ha ammesso il ministro dell'Economia ma - ha spiegato - nel fare un provvedimento in quattro giorni se ne possono fare. Quel provvedimento di agosto fu fatto in poco tempo con una complessità interna di fabbricazione maggiore di quanto uno possa immaginare", ha sottolineato riferendosi alla decisione, poi ritirata, di accorpare le festività alla domenica.


Rilasciata con la massima noncuranza, quasi anzi fosse una cosa intelligente, ci fa capire in che mani siamo.


Dice che "ci sono stati errori nel fare una manovra per una nazione in 4 giorni". Beh, la prima considerazione è che "è ovvio"; anche se ci si mette in cento, non è possibile sovrapporre i ruoli sarebbe come prendere dieci persone per piantare un chiodo, azione priva di senso, ma...MA il punto è ritrovarsi a scrivere una manovra in QUATTRO GIORNI, cioè di fretta e furia, perché non si aveva la minima idea della situazione economica e finanziaria di un intero pianeta. Roba da eeg piatto. Ma dico, a cosa pensavate quando la crisi nata nel 2008 non si assorbiva? Quando la Grecia finiva al collasso? Quando le banche irlandesi agonizzavano? Quando i nostri titoli di stato assurgevano al rango di cartaccia? Avrete pensato a qualcosa, o siete semplicemente rimasti lì a godervi lo spettacolo?


Delle due l'una:

  1. Stavate facendo altro ed allora ve ne dovete andare subito, perché siete al governo per lavorare per i cittadini tutti

  2. Vedevate cosa accadeva e non sapevate cosa fare e allora ve ne dovete andare perché siete degli incompetenti

  3. Vedevate cosa accadeva e non volevate fare, ed allora ve ne dovete andare..in galera perché state volutamente affondando una nazione


Per di più nessun economista degno di questo nome penserebbe di risolvere tutto in poco tempo con una manovra buttata lì e poi avanti come prima. Persino uno studente del primo anno di economia vi direbbe che non si fanno manovre di fretta; si fanno manovre di struttura così fatte: "un provvedimento alla volta" e si da tempo alla nuova norma di entrare in azione, osservando gli effetti che essa genera. Tra l'altro, i mercati mondiali vedrebbero molto di buon occhio un simile atteggiamento, poiché in esso ci sarebbero i semi di un vero cambiamento. Lo capisco, è troppo al di là dei vostri pensieri.


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Cari Cittadini,
    come vi avevamo promesso pubblichiamo la diretta della seduta del Consiglio comunale di Novara del 30 Agosto 2011, in cui si è approvato di raddoppiare l'addizionale comunale sull'energia elettrica (al massimo permesso dalla legge).


I cosiddetti democratici PD e SeL si sono opposti alla lettura di una nostra dichiarazione di voto contrario.


L'unica cosa di democratico che hanno fatto sinora è stato raddoppiare l'addizionale sull'energia elettrica a tutti per intascare 1 MILIONE DI EURO in maniera democratica... Tutti allo stesso modo, indipendentemente dal numero di figli, dalle condizioni economico-sociali, dalla propria dichiarazione dei redditi.


Tanto loro sono talmente "democratici" che hanno la scritta DEMOCRATICO nel nome del partito (PD), forse per loro questo basta ed avanza.


Invece SeL, Sinistra e Libertà, sono talmente di "sinistra" che hanno imposto ai poveri la stessa "tassa" dei ricchi, senza minimamente preoccuparsi di chi ha diritto al bonus energia, quindi i cittadini più deboli che devono essere tutelati a livello economico-sociale -e che spesso non arrivano a fine mese.


Ma anche in SeL sono cosi "liberali" che non ci hanno permesso di fare una dichiarazione pubblica, ma solo di mettere agli atti la nostra dichiarazione, pur avendola concordata in anticipo con il Segretario Generale, che ce ne aveva garantito la lettura.


Certo che di DEMOCRATICI, LIBERALI e COMUNISTI, ci sono rimasti solo gli aggettivi; nei fatti sono ANTI-DEMOCRATICI, IL-LIBERALI e BEN POCO COMUNISTI. Se non credete a noi, chiedetelo ai vostri eletti guardandovi le tasche -già un po' più vuote in quanto la tassa è retroattiva da gennaio 2011 (sic!)...


Noi del M5S credevamo -e tuttora crediamo- di dover proporre soluzioni ai problemi e che loro (ovviamente PD e SeL) debbano avere almeno orecchie capaci di ascoltarle, dopo tanti anni passati all'opposizione. Ci rendiamo invece conto che l'unica cosa che hanno imparato è a non ascoltare e, a volte, a parlar troppo senza concludere nulla e senza riflettere sulle soluzioni proposte, economiche e che migliorino la qualità della vita per la cittadinanza.


Ora ci rivolgiamo direttamente alla maggioranza: per cortesia, evitate di dirci che non vi aspettavate di vincere. Se non ve lo aspettavate, perché vi siete candidati? Solo per mantenere una posizione politica (la famosa poltrona) e per non cambiare nulla?


Noi del Movimento 5 Stelle siamo sempre qui, attenti e vigili, con le nostre proposte. Vogliamo cambiare questa città migliorando i processi per ridurre le imposte ed aumentare la qualità dei servizi ai cittadini.


Le nostre porte sono sempre aperte, ma ogni volta che c'è un'occasione per ascoltarci e provare a cambiare le cose uscendo dalle solite logiche di partito, che troppo spesso significano logiche di interesse personale o di posizione o di lobby e non logiche a favore della cittadinanza, chiudete le vostre come se foste sotto assedio.


Vi chiediamo di essere più aperti alle soluzioni proposte e meno dipendenti dalle logiche dei vostri interessi personali o di partito. Vi chiediamo, in sostanza, di non cedere a quel modo di fare Politica, vecchio e superato, che si è affermato negli ultimi 30 anni e i cui effetti devastanti li stiamo pagando e li pagheremo maggiormente nei prossimi anni.


Le nostre idee possono cambiare anche la vita dei nostri e vostri figli, ma pensate mai che ogni azione che fate oggi ricadrà sui nostri e vostri figli domani?


Il potere non è un cavallo bianco o una grossa auto o un diamante grande come una mela, il potere è innanzitutto responsabilità, una responsabilità verso i cittadini di oggi e soprattutto quelli di domani.


Evitiamo a noi e ai nostri figli la degenerazione verso l'egoismo e l'indifferenza, chiediamo a chi deve prendere decisioni di governo, una migliore e più attenta considerazione delle vite degli altri. il tempo in cui i cittadini lasciavano correre è al tramonto...


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Come promesso dal Movimento Cinque Stelle di Novara,
il video della Riunione della 1° Commissione del Comune di Novara dove veniva dichiarata la volonta di raddoppiare la tassa sulle bollette dell'energia elettrica dei cittadini novaresi (approvato il 30 Agosto 2011) è ora disponibile per tutti i cittadini sul nostro sito.


Godetevi i neo-eletti come mettono le mani nelle tasche dei cittadini.


Nei prossimi giorni metteremo online le riprese della Giunta Comunale dove votano a maggioranza per il raddoppio di questa tassa non sapendo come verranno spesi questi soldi (dichiarazione ufficiale).


Pubblicheremo, nei prossimi giorni, anche la dichiarazione di Fonzo Duilio. La verità innanzi alle dichiarazioni giornalistiche deve prevalere. Sono i cittadini gli azionisti del Comune.


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