Dicembre 2011 Archivio articoli



Se per conflitto di interesse ci si volesse riferire «al fatto che i miei risparmi sono concentrati in azioni di Intesa Sanpaolo», prosegue Passera, «non ho infatti mai venduto le azioni che negli anni ho via via acquistato, ho immediatamente attivato la predisposizione di una soluzione molto lineare, che elimini ogni possibilità di strumentalizzazione e che sto finalizzando proprio in questi giorni. In questo modo non potrà esserci dubbio sulla trasparenza delle scelte che sarò chiamato a fare» (vedi video).


Conflitto di interessi. Ricordate questa espressione? E' la situazione che si crea quando una stessa persona (direttamente o tramite un amministratore designato dall'interessato, come il caso di Mr b, che ha intestato "il giornale" al fratello in modo da poter dire che lui non è proprietario e quindi non viola la legge Mammì) occupa posizioni di rilievo, in campo economico e politico. In questa situazione, è possibile usare lo strumento politico per indirizzare le scelte di governo anche allo scopo di favorire i propri interessi privati. Per lungo tempo è stata un'espressione "vietata"; ancora una volta sinistra e destra unite non diciamo nell'impedirlo per via legislativa, ma addirittura per non nominarlo proprio.


Dunque il conflitto di interessi, quando c'è, è il conflitto tra gli interessi della collettività (che può solo subire) e quelli dell'affarista politico, che usa il parlamento per fare i prorpi affari (vi ricorda niente?)


Lo stesso Mr b., interrogato sulla questione, ebbe a dire che non c'era conflitto di interessi tra la sua posizione di fratello dell'editore de "il giornale" e controllante la finivest, che possiede il pacchetto di maggioranza di mediaset. La scusa era ed è che


  1. Mediaset è quotata in borsa

  2. Non è lui l'amministratore delegato (che è Confalonieri), dimenticando di dirci che l'amministratore delegato è espressione dell'azionista di riferimento...

  3. Lui non vedeva e non vede alcun conflitto di interessi, ma che, se lo vedesse (lui) si dimetterebbe


Bella sequenza di c****** direte voi... ecco, bravi, ridete. Alla sinistra è sempre stato bene, così come alla destra, ma anche al centro.


Ovviamente, se non si risolve il nodo dei conflitti di interessi, altri ne potranno avvenire.


Godiamoci allora un neoministro; esaminiamo alcuni passi della manovra finanziaria preparata dal governo del quale fa parte e poi traiamo le conclusioni.


Nessun conflitto di interesse tra l'attuale incarico governativo e i precedenti incarichi in tanti settori, pubblici e privati, come quello di amministratore delegato di IntesaSanPaolo, ultimo in ordine di tempo. A voler sgombrare il campo da ogni dubbio è il neoministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera.


In altre parole è Passera che stabilisce che Passera non è in conflitto di interessi (perché, forse ci aspettavamo il contrario? Fosse vero, certo non lo ammetterebbe).


Se per conflitto di interesse ci si volesse riferire «al fatto che i miei risparmi sono concentrati in azioni di Intesa Sanpaolo», prosegue Passera, «non ho infatti mai venduto le azioni che negli anni ho via via acquistato, ho immediatamente attivato la predisposizione di una soluzione molto lineare, che elimini ogni possibilità di strumentalizzazione e che sto finalizzando proprio in questi giorni (a porta a porta ha detto che ci sta pensando, ma che per lui non c'è conflitto di interessi). In questo modo non potrà esserci dubbio sulla trasparenza delle scelte che sarò chiamato a fare».


Quindi, senza che nessuno glie lo chieda, cita il consistente pacchetto di azioni intesa (8 milioni di azioni) che possiede e si vanta di non aver venduto. Di certo non peseranno mica quegli 8 milioni di azioni ed il fatto che i consiglieri di amministrazione sono anche una sua scelta, sui destini della banca.


Oggi le mie decisioni guarderanno esclusivamente all'interesse generale e alle norme che regolano i dicasteri che ho la responsabilità di guidare.
Che sono le stesse cose che disse Mr b. fino allo sfiancamento ( e tutt'ora le dice).


Poi, nella manovra, troviamo:


  1. Il Ministro dell'economia e delle finanze, fino al 30 giugno 2012, è autorizzato a concedere la garanzia dello Stato sulle passività delle banche italiane, con scadenza da tre mesi fino a cinque anni o, a partire dal 1 gennaio 2012, a sette anni per le obbligazioni bancarie...La concessione della garanzia è effettuata sulla base della valutazione da parte della Banca d'Italia dell'adeguatezza della patrimonializzazione della banca richiedente e della sua capacità di fare fronte alle obbligazioni assunte... La garanzia dello Stato è incondizionata, irrevocabile e a prima richiesta. Garanzie illimitate alle banche.

  2. A decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2012 è ammesso in deduzione ... un importo pari all'imposta regionale sulle attività produttive relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato al netto delle deduzioni spettanti ai sensi ... 2. All'articolo 11, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, sono apportate le seguenti modificazioni:

    a) al numero 2), dopo le parole "periodo di imposta" sono aggiunte le seguenti: ", aumentato a 10.600 euro per i lavoratori di sesso femminile nonché per quelli di età inferiore ai 35 anni";

    b) al numero 3), dopo le parole "Sardegna e Sicilia" sono aggiunte le seguenti:", aumentato a 15.200 euro per i lavoratori di sesso femminile nonché per quelli di età inferiore ai 35 anni".Cioè più deduzioni "se stai facendo lavorare qualcuno".


  3. Pagamento delle pensioni solo per via elettronica. Morale, ti devi fare un conto bancario o uno postale.


Vediamo un po' se le banche faranno conti correnti perennemente esenti da qualunque spesa... Infatti sembrava che le banche si fossero trasformate in normali enti para statali invece ci hanno ricordate che a salvarle siamo noi con le nostre tasse mentre a fare profitto sono solo loro!


Tra l'altro, in questo modo, aumenterà la liquidità a disposizione delle banche (che ora come ora non ne hanno) perché ogni conto (e saranno milioni) avrà sempre una giacenza)


Dite voi se questi provvedimenti non siano un aiutino alle banche.


Passera, ex amministratore delegato di intesasanpaolo e possessore di 8 milioni di azioni.

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Novara è sport 2 ?

Novara calcio è in serie A, stenta, ma fornisce una vetrina importante per l'intero sport cittadino. Le altre realtà godono buona salute, anche se sono un po' cannibalizzate dal fenomeno calcistico. Asystel, Hockey Novara, Baseball Novara, le polisportive Pro Novara e Libertas e molte altre società stanno facendo bene nei propri settori di competenza, ma a livello di impiantistica come siamo messi? Le convenzioni di utilizzo delle strutture, date tutte qualche anno in gestione ai privati, stanno generando qualche perplessità sia all'amministrazione che ai cittadini utilizzatori o meno.


La struttura è molto grande, bella ma anche costosissima e viene realizzata grazie alle sovvenzioni pubbliche erogate per le Olimpiadi di Torino 2006. Come è risaputo, il contributo è importante ma non sufficiente a completare i lavori (chissà come mai in Italia si sbaglia sempre il business plan...) e quindi il Comune si deve indebitare pesantemente per finirli accendendo mutui onerosi con il sistema bancario (la quota annuale di interessi passivi la si può trovare nel bilancio comunale). La gara per la progettazione, gestione e costruzione della struttura era stata vinta nel novembre 2004, come è anche qui notorio, da un pool di società che farà poi capo a una newco, ora chiamata Sporting Novara SSD a r.l. Nel marzo 2009, a seguito di una perizia di parte, il Comune decide che è il caso di accogliere le richieste del gestore per una ridefinizione degli accordi e così la durata della convenzione passa da 29 a 43 anni e il canone economico è rimodulato anche in virtù dei pacchetti che il Comune acquista dallo stesso gestore per sé e per le altre società che, nel frattempo, vengono a forza sfrattate dalla piscina del Dal Lago la quale dovrà diventare la casa della ginnastica novarese (ma a oggi non lo è ancora). Il gestore, nel corso degli anni, fa ulteriori interventi migliorativi della struttura stessa, costruendo un'area benessere e provvedendo alla manutenzione ordinaria della piscina, mentre dimostra sempre più scarso interesse nei confronti della palestra (il cosiddetto Poli).


Ma prendiamo un altro caso, di entità minore ma che fotografa altrettanto bene la situazione. Con un'altra gara d'appalto, nel dicembre 2008 il campo di atletica leggera di viale Kennedy viene assegnato alla società ASD Atletica Trinacria, unica a presentare domanda per una struttura poco appetibile e a cui il Comune chiede, negli accordi, di pagare il 60% delle spese relative alla gestione ordinaria (luce, acqua, riscaldamento e taglio erba). Il regolamento d'utilizzo dell'impianto, stilato congiuntamente dalle parti, è oggetto di molte contestazioni in quanto estremamente peggiorativo rispetto al passato e anche la gestione è soggetta a molte critiche: ciononostante il Comune, con recentissime delibere di Giunta, consentirà allo stesso gestore di effettuare lavori sulla struttura stessa, posizionando sia una piastra polivalente che una copertura fotovoltaica sulla tettoia degli spogliatoi, permettendogli di fruire economicamente (in forma parziale) dei servigi di queste due strutture e godendo di un allungamento dei termini della Convenzione sino al 2031 (cioè altri 20 anni). Il Comune avrà il vantaggio del miglioramento della struttura, di una compartecipazione agli utili nella vendita dell'esubero energetico a Enel, dati entrambi significativi, e qualche altro piccolo (ma inutile) benefit per la collettività relativo all'abbattimento della cauzione da versare da parte delle scuole per l'utilizzo mattutino della struttura (ma non era più semplice prevedere questa esenzione a monte in convenzione?) e dell'apertura all'utenza al sabato, giorno in cui la struttura è attualmente chiusa ma che in passato era frequentata da poche persone.


Vuoi vedere che... No, non è possibile, sono sicuramente coincidenze.


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Novara è sport ?

L'espressione è tutt'altro che elegante, politicamente scorretta, ma non me ne viene un'altra che sintetizzi al meglio un particolare atteggiamento di molta imprenditoria italiana: in romanesco si dice "fare il frocio col culo degli altri".


Nel fantastico mondo del no-profit e dell'intrattenimento sportivo è la regola, solo che, more solito, il fondoschiena è quello dei cittadini che si trovano a pagare, spesso inconsapevolmente, per godere di servizi non richiesti (quando va bene) e per far divertire e guadagnare privati cittadini senza scrupoli (nella semi-totalità dei casi).


Nel corso degli ultimi anni, molti Comuni hanno deciso, in buona o mala fede (tertium non datur), di dismettere buona parte del patrimonio infrastrutturale in loro possesso, cercando di trovare dei gestori ai quali affidare i propri beni tramite bando di assegnazione o gara d'appalto.

Facendo tuttavia delle ipotesi peregrine, tutt'altro che comprovate da fatti, poniamo che una amministrazione decida di cedere la gestione della totalità dei propri impianti sportivi tramite bando di gara e che gli stessi bandi siano redatti in maniera rigida, con condizioni capestro che farebbero allontanare chicchessia dalla gestione, salvo, ohibò, un solo nome per ciascun impianto.Costui magicamente risulta quindi aggiudicatario delle concessioni. Ebbene, questo vincitore verrà salutato dai più come un benefattore perché, grazie a lui, l'impianto sportivo e la disciplina che vi si pratica sono salvi. Bene, bravo, bis!


Però... eh sì, c'è un però: sempre per rimanere nel campo delle ipotesi, mettiamo che succeda che nel corso degli anni (magari dopo 1 o 2, un tempo ampio visto che le concessioni sono decennali...) le cose improvvisamente mutino.


Certo, non succede mai, ma, toh, dovesse succedere, cosa mai potrebbe fare l'aggiudicatario se non chiedere giustamente e legittimamente al Comune in questione di cambiare le regole del gioco, magari allungando le convenzioni di utilizzo e rimodulandone i dettagli finanziari a fronte delle mutate condizioni economiche, di presunte migliorie operate sulle strutture date in concessione (purchè ne possa trarre anch'egli un utile ovviamente) oppure di vantaggi, sempre presunti, per la cittadinanza. Per la cittadinanza ma non per i concorrenti che, a seguito della ridefinizione degli accordi, corrono il rischio di essere spazzati via a ogni alito di vento oppure simpaticamente tollerati per non peggiorare l'immagine del benefattore di fronte alla folla plaudente.


Ma orsù, che diamine, con quel che ha fatto e dovuto sopportare il brav'uomo che ha raccolto il grido di dolore di tutta la popolazione sportiva cittadina! Un po' di riconoscenza, suvvia!


Certo, poco importa che, magari, anche altri avrebbero potuto partecipare ai bandi se le condizioni fossero state queste dall'inizio ma, che volete, sono sottigliezze.


E conta ancora meno che la modifica degli accordi finanziari pesi economicamente sulle spalle dei cittadini, che si trovano a pagare tasse più salate a causa del continuo modificarsi delle condizioni di utilizzo.


Il cavallo di troia per raggiungere l'obiettivo sperato si chiama "project financing", un sistema attraverso il quale dei soggetti promotori propongono alla Pubblica amministrazione di finanziare, eseguire e/o gestire un'opera pubblica, in cambio degli utili che deriveranno dai flussi di cassa da un'efficiente gestione dell'opera stessa. Detto così, nulla di male, il problema sta, more solito, nei presupposti che lo generano e negli obiettivi finali che si prefiggono.


Riprendendo quindi l'assunto dell'inizio e prendendo tali ipotesi per verosimili, non vi parrebbe che fare l'imprenditore così risulterebbe un po' più semplice? Soprattutto se poi utilizzaste anche società di comodo o dilettantistiche con contabilità semplificate, fiscalmente più difficili da controllare.


Non datevi delle risposte, non è richiesto.


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Sono un lavoratore dipendente, ho letto il Vs articolo sulle pensioni sul vostro sito. Ma possibile che nessuno capisca che ci vogliono portare alla consumazione attraverso la forzata permanenza sul posto di lavoro?


Ma perché da tutte le forze politiche il ritornello è sempre il solito: "Bisogna aumentare l'età pensionabile", e mai che si senta dire "Bisogna colpire e recuperare l'evasione fiscale, il nero e tagliare le spese inutili per fare in modo che si possano fornire servizi efficienti e pagare le pensioni , in modo tale che la gente vada in pensione da giovane".


Mi chiedo: ma sanno che il pensionato giovane è un soggetto che consuma, quindi fa girare l'economia, mentre quello che va in pensione da vecchio non ha più voglia di consumare, anzi si consuma lui, non esce la sera, se ne sta a casa a rimbambire di tv, peggiora la sua salute e diventa un costo ulteriore. Senza contare che se non si liberano posti non se ne creano per i giovani. Certo che sanno tutte queste cose, ma non le dicono.


La loro idea vincente è mettere paura , imporre il dogma che bisogna sacrificarsi per salvare la situazione . E' ora veramente di cambiare la classe politica che è sempre la stessa o quasi da troppi anni, e formare un parlamento fatto da persone normali , che rispecchi la società , che non è costituita da avvocati, giornalisti, imprenditori e professionisti vari della politica, ma da operai, impiegati, artigiani e donne che devono semplicemente tirare avanti la baracca.


Ed è anche ora di smetterla con gli odiosi concetti della "crescita" e dello "sviluppo" portati avanti a tutti i costi, in maniera parossistica, incontrollabile, senza curarsi degli effetti deleteri che si causano, nel medio e nel lungo periodo. Spero che alle prossime elezioni, quali che esse siano (ammesso che si faranno e venga cambiata la legge elettorale...) ci siano candidati del M5S , e che siano persone normali , coscienti che basta fare cose normali per rimediare al disastro, economico e sociale. Mi farete sapere cosa ne pensate ?

LETTERA FIRMATA



Noi del M5S di Novara siamo d'accordo con te e con molti altri cittadini che ci scrivono. Queste email ci confermano la nostra/vostra idea che la maggioranza dei cittadini sono persone per bene.


Vorremmo che i cittadini ci aiutino partecipando direttamente alla nuova ricostruzione del Paese, evitando che le solite lobbies riprendano il controllo della ricostruzione e del Paese.


Assieme possiamo, dobbiamo ma soprattutto vogliamo ricostruire il Paese e mandare a casa coloro che ci hanno portato a questo punto solo per cupidigia. Coloro che ora non si fanno sentire/vedere sui media con le loro ricette, ma delegano ad una marionetta, che con tutta la sua buona volontà non solleverà mai la mano senza che i soliti non tirino il filo...


Noi ci continuiamo a riunire ogni giovedì (dopo le feste) in Via Cagliari, 3A a Novara.

VI ASPETTIAMO...


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Emilio Billi e Antonella Rubicco

Articolo su Tribuna novarese(aggiornato scusate era illegibile)

Nasce in italia "ronnie" un cluster di interconnessione ad alte performance ideato dalla brillante mente di Emilio Billi un ricercatore novarese che con la compagna Antonella Rubicco e altri 6 "folli" in un appartemento in affitto a Romentino generano soluzioni tecnologiche di altissimo profilo per multinazionali che sono i principali player del mercato tecnologico mondiale.


Negli stati uniti "ronnie" (che è il nome del progetto, ma anche il nome del loro fido cagnolino) è classificato tra le tecnologie di svolta quelle che potrebbero cambiare le sorti del futuro del'informatica e mentre un azienda che lavora per la difesa negli Stati Uniti ha comprato 4 prototipi ed e' disposta a rilevare l'intera azienda, in Italia si fa fatica a trovare qualcuno che creda nel progetto.


"ronnie" consente di abbattere il consumo energetico del 400% e di migliorare le performance del 30% assicurando alle aziende un risparmio notevole. "ronnie" è un gioiellino tecnologico che vale 1500 dollari il pezzo se prodotti in serie , mentre oggi un prototipo costa 300.000 euro.


Emilio Billi sostiene che questo potrebbe essere anche una svolta per il lavoro a Novara in quanto gli Stati Uniti apprezzano molto i lavori che vengono dal nostro paese, sopratutto per i bassi costi, basti pensare che un ingegnere italiano prende uno stipendio di 1/5 rispetto ad un americano. A gennaio Emilio Billi dovra' fare una scelta se aprire una societa' in America ed esportare il suo know-how oppure restare in Italia con tutte le difficolta' annesse, se in America sono disposti a finanziarci in Italia diventa difficile anche solo depositare il brevetto a proprie spese.


Noi vogliamo restare qui dice Billi, usateci siamo pronti a fare la nostra parte.


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Foto di Carlo Pisano consigliere PD del Comune di Novara

Leggiamo sul " Corriere di Novara" di giovedì 8 dicembre la lettera del Consigliere Comunale di Novara Carlo Pisano a proposito del progetto F 35.
E' stupefacente !


A proposito del progetto F 35 i Consiglieri PD hanno assunto le seguenti posizioni :

  1. Carlo Pisano è favorevole al progetto F 35 ! Lui è per il SI, anche se lunedì scorso, in occasione della discussione delle tre mozioni sull' F 35, non era presente in aula. Buon per lui, avrebbe avuto qualche problema ! O forse era un' assenza diplomatica. Il Direttivo PD accetterà di tenerlo ancora in Consiglio Comunale ?
  2. come tutti sanno, i 19 Consiglieri del PD hanno votato compatti a proposito della loro mozione, che possiamo battezzare NO MA
  3. la mozione M5S, che possiamo battezzare NO, è stata votata anche da 7 Consiglieri del PD. Il Sindaco Ballarè e il Capogruppo Pirovano hanno votato contro. I restanti Consiglieri del PD hanno assunto la posizione NI in quanto si sono astenuti o non l' hanno votata. Sorprende che il Sindaco e il Capogruppo PD abbiano assunto una posizione difforme dalla maggioranza dei Consiglieri PD. Sorge spontanea una domanda: che cosa rappresenta il Capogruppo PD ?

RIASSUMIAMO
Sul progetto F 35 la posizione del PD è granitica e cristallina: va dal NO al NO MA, al NI e al SI, abbraccia quindi tutte le possibili e immaginabili opzioni. Però non dobbiamo sorprenderci troppo: l' ambiguità è una regola ferrea del PD, applicata pressoché a tutti i temi :

inceneritori rifiuti, privatizzazione dei servizi pubblici, TAV, ma anche testamento biologico, diritti sindacali, ecc. ecc. ecc.

Tuttavia questa girandola di posizioni non è frutto di schizofrenia ma è strettamente funzionale ad un obiettivo ben chiaro e definito: IL RAGGIUNGIMENTO E IL MANTENIMENTO DEL POTERE.



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Il progetto EQUAL, ovvero il progetto sulle pari opportunità del Movimento 5 Stelle Piemonte va avanti, in questo momento si sta occupando delle tematiche relative a lesbiche, gay, transessuali e bisessuali (GLBTQ).


Ci sono due aspetti che stiamo seguendo (leggete più avanti come partecipare):


  • Un corso su queste tematiche.

  • Un questionario per conoscere meglio queste tematiche.



Vi chiediamo di compilare il seguente questionario La diversità nelle organizzazioni: l'identità basata sull'orientamento sessuale, per fare uno studio sulla popolazione piemontese in merito a queste tematiche. Questo aiuterà noi e le associazioni a comprendere meglio le problematiche sul territorio piemontese e in particolare nella realtà novarese.


Inoltre per tutti coloro che fossero interessati a partecipare, sul territorio piemontese, ad un corso su IN-FORMAZIONE sulle tematiche GLBTQ che verrà tenuto dal gruppo Torino Pride vi chiediamo di iscrivervi all'evento attraverso la seguente scheda SCHEDA DI ISCRIZIONE ALL'INCONTRO DI IN-FORMAZIONE SU TEMATICHE GLBTQ e verrete ricontattati per comunicarvi l'evento dove e quando si terrà. Cercheremo di creare un evento per ogni provincia, ma questo dipenderà dal numero di iscritti (almeno 15 persone).


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Dalle 21 va in onda in streaming l'ottava puntata di Servizio Pubblico intitolata "LE BUONE REGOLE"


Cosa ci aspetta nel nuovo anno? E il nuovo esecutivo cosa farà? Sarà davvero realizzata la riforma del lavoro? Se ne parlerà questa sera nel programma di Michele Santoro. Ospiti Di Pietro, Polillo, Gino Strada. Collegamenti da Milano e Bari.

Finisce il 2011, segnato dalle dimissioni di Silvio Berlusconi, dalla crisi finanziaria e dalla nascita del governo tecnico guidato da Mario Monti. Cosa ci aspetta nel nuovo anno? E il nuovo esecutivo cosa farà? Sarà davvero realizzata la riforma del lavoro e gli italiani dovranno aspettarsi le liberalizzazioni? Se ne parlerà questa sera dalle 21 nel corso dell'ottava e ultima puntata del 2011 di Servizio Pubblico, dal titolo "Le buone regole". Il programma di Michele Santoro. Come ogni giovedì, si potrà seguire il programma sulla pagina Facebook animata dai sondaggi proposti da Giulia Innocenzi.


Questa sera saranno ospiti in studio Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, insieme a Gianfranco Polillo, sottosegretario al ministero dell'Economia e Gino Strada, fondatore di Emergency. In collegamento da Milano, dalla torre della Stazione centrale, i lavoratori dei vagoni letto e il sindaco di Bari Michele Emiliano. Tra i servizi che verranno trasmessi nel corso della puntata, un'intervista al ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera.


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Siamo oltre metà dicembre. Tra pochi giorni si chiuderà l'anno 2011 e anche quest'anno Novara risulta tra le città in pianura Padana con la maglia nera per lo smog.



Le polveri PM10 presenti nell'atmosfera in forma di particelle microscopiche, sono senza dubbio le polveri che indicano quanto la nostra aria sia sporca o pulita.



Per legge (direttiva 99/30/CE, recepita in Italia dal Decreto Ministeriale 2 aprile 2002, n. 60) i giorni di superamento consentiti all'anno sono 7.



A Novara questi sono stati i giorni di superamento:



  1. viale Verdi (26 superamenti)

  2. viale Roma (77 superamenti)


  3. Ci chiediamo per quanto tempo ancora dovremo respirare questo schifo, dovuto in buona parte ai riscaldamenti delle nostre case e alle emissioni delle nostre automobili.


    Bisognerebbe trovare una strategia comune per tutte le città della pianura Padana. La strategia dovrebbe prevedere il divieto di costruire parcheggi sotterranei a ridosso del centro oppure evitare le famose domeniche a piedi che fanno solo folklore e non abbassano i livelli delle polveri (ampiamente documentato).


    Basterebbe realizzare nuovi Piani Generali del Traffico Urbano (PGTU), che incentivino l'utilizzo di mezzi pubblici e dei mezzi ecologici (biciclette, furgoni elettrici). Sarebbe ora di realizzare parcheggi d'interscambio nelle periferie intorno ai centri storici, opportunamente collegati con mezzi pubblici. Alleggerire il carico/scarico delle merci nei negozi dei centri storici con piattaforme logistiche, ovvero centri di raccolta e smistamento merci al di fuori dei nuclei storici.



    Invitiamo tutti coloro che non credono a queste parole a spostarsi di poco da Novara. Basta raggiungere qualche rilievo della nostra provincia (Mottarone ecc.) oppure andare sulle colline del Monferrato (Crea vicino a Casale Monferrato) per guardare verso la pianura ed accorgersi della cappa di smog blu/violastro che ci sovrasta e che noi non vediamo neanche più.

    Nel nostro sito, sulla barra a destra, troverete i grafici relativi alle polveri prese dal sito dell'ARPA. "Qua trovate il link" relativo al sito della Provincia dove i dati vengono registrati.

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"Buongiorno, sono un'insegnante… che dal 1979 al 1983 ha insegnato (in alcune ndr) scuole medie. Quest'estate mi è stato diagnosticato un mesotelioma pleurico. Vorrei sapere a chi mi posso rivolgere per sapere se in tali istituti scolastici ci fossero, all'epoca, coperture di amianto".


Questa lettera è giunta presso i nostri riferimenti qualche giorno or sono e ripropone la gravità di un problema che da parte nostra è sempre stato sollevato come urgente e prioritario da risolvere, ovvero la rimozione e lo smaltimento dell'amianto nelle nostre città.


La malattia di cui parla la persona della lettera è il terribile mesotelioma, "una neoplasia che origina dal mesotelio, lo strato di cellule che riveste le cavità sierose del corpo: pleura, peritoneo, pericardio, cavità vaginale dei testicoli. La quasi totalità dei casi attualmente rilevati del tumore si riferisce a mesotelioma pleurico, ed è correlata all'esposizione alle fibre aerodisperse dell'amianto (asbesto), con una latenza temporale particolarmente elevata - 15-45 anni - e un decorso di 1-2 anni" (fonte wikipedia).
Gli auspici sono naturalmente di due tipi: il primo è quello che l'estensore della lettera (che abbiamo volutamente lasciato nell'anonimato) abbia contratto una forma più leggera di questa malattia e che sia in grado di superarla, il secondo è che essa non sia stata effettivamente causata dalle pessime condizioni strutturali degli istituti scolastici coinvolti nella denuncia e che, per non diffondere inutile panico, abbiamo deciso di non divulgare.
Certo è che denunce di questo tipo lanciano un allarme da non sottovalutare e a cui i nostri amministratori e noi cittadini dobbiamo prestare la massima attenzione: i pericoli dell'amianto non si vedono nell'immediato, ma non per questo sono meno letali. Preoccupiamocene subito, prima che sia troppo tardi.

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Il meccanismo di finanziamento del sistema pensionistico è abbastanza semplice: lo stato obbliga ogni lavoratore ad accantonare periodicamente una somma proporzionale al suo reddito in cambio della promessa dell'elargizione di una pensione futura.


Se la somma dei soldi che ogni lavoratore accantona durante la vita lavorativa è uguale a quella che riceverà quando andrà in pensione, non si pone nessun problema di equità. Ma l'attuale sistema pensionistico prevede l'equilibrio tra i contributi versati durante la vita lavorativa dal singolo lavoratore e la pensione che percepirà in futuro? La risposta è no.


Le riforme che sono state approntate a partire dal 1995 fino ad oggi prevedono per i lavoratori attualmente in servizio 42 anni di versamenti di contributi e 63 anni di età anagrafica. Se un operaio percepisce uno stipendio di 1400 euro al mese l'azienda in cui lavora versa per lui circa 7000 euro annui di contributi allo Stato. Immaginiamo ora che non ci siano crisi economiche, crisi aziendali e crisi di salute del suddetto operaio e che questi riesca a lavorare per 42 anni di fila senza interruzioni; alla fine dei 42 anni lo Stato avrà incassato circa 300.000 euro sotto forma di contributi e il nostro lavoratore avrà circa 63 anni d'età. La pensione che spetterà al nostro eroe, in base alle nuove regole, sarà pari al 60% dell'ultimo stipendio; cioè 900 euro mensili circa.


In base alle statistiche odierne il nostro lavoratore, ormai 63 enne al momento del pensionamento, camperà altri 14 anni se uomo e altri 18 se donna e percepirà una somma complessiva di 180.000 euro massimi sotto forma di pensione. IN SOSTANZA CHI LAVORA VERSA 300.000 EURO DI CONTRIBUTI ED INTASCA PENSIONI PER UN TOTALE DI 180.000 EURO. PERDE DI FATTO 120.000 EURO.


Se il nuovo sistema prevede l'impossibilità di percepire una pensione proporzionale ai contributi versati, i contributi stessi NON POSSONO PIU' ESSERE CONSIDERATI TALI ma VANNO CONSIDERATI COME imposte sul reddito. Il datore di lavoro spende 2500 euro per il nostro eroe, MA IL NOSTRO EROE NE INCASSA SOLO 1400, il resto va allo Stato. Arriviamo, dunque, al paradosso che i lavoratori dipendenti pagano un totale, tra imposte e contributi (CHE NON SONO ALTRO CHE TASSE), pari a circa il 45% di quanto spendono per loro i propri datori di lavoro. I lavoratori dipendenti pagano, dunque, in proporzione, molto di più degli imprenditori e la cosa trasforma il sistema pensionistico in sistema fiscale regressivo (chi meno ha più paga) 'mascherato'.


Sarebbe più equo, quindi, un sistema che preveda l'abolizione dei contributi pensionistici compensato da un aumento delle aliquote irpef a partire dai redditi più elevati. Inevitabilmente l'aumento delle imposte finirebbe per ridurre gli importi delle pensioni più alte, ma questa è un'altra storia.

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Riempire il vuoto


Il governo ha presentato i correttivi alla manovra. "Adesso è più equa", come sostiene il premier Monti? Gli sforzi continuano a essere chiesti agli stessi? In questa che sembra una paralisi della politica, si sente bisogno della sinistra? E chi sono i ricchi e chi sono i poveri?
Ospiti di Michele Santoro: il leader di Sinistra Ecologia Libertà Nichi Vendola, l'ex vicepresidente di Confindustria Guidalberto Guidi, i giornalisti Franco Bechis e Luisella Costamagna.
In collegamento da Milano, dalla torre della Stazione centrale, la protesta dei lavoratori dei vagoni letto.


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Playlist composta da due video in sequenza

Quando diciamo che i politici sono tutti uguali, molti (politici) si indignano e anche si incazzano. "Non siamo tutti uguali" è una frase ripetuta fino alla noia ai banchetti o nei consigli comunali, ma come sempre dobbiamo smentirli, anzi, sono i fatti a smentirli.


Mai come in questi giorni I POLITICI sono tutti uniti; sono oltre le loro apparenti divisioni, hanno lasciato alle spalle le loro diversità , hanno lasciato alle spalle destra, sinistra, centro, fascismo, comunismo, come nei più bei film da lieto fine si sono uniti tutti contro il taglio alle indennità e contro l'abolizione dei vitalizi.


A noi chiedono lacrime e sangue e loro che dovrebbero dare l'esempio sono intoccabili, a noi chiedono sacrifici immediati e per loro è sempre dalla prossima legislatura, con te parlano sempre al presente e loro parlano sempre al futuro, ma la cosa che lascia ancora più sbigottiti è la velocità con cui si ricostruiscono una verginità politica.


Ti dicono che è assurdo che vengano solo tassati dell' 1,5% i soldi rientrati con lo scudo fiscale, quasi volessero farci credere che non sono stati loro a votarlo, ma poi ci ricordiamo che solo due anni fa il governo uscente fece una legge con la quale tutti i soldi "illecitamente" detenuti all'estero potessero rientrare anonimamente in Italia con una tassazione del 5%, - una cosa che nessun cittadino sano di mente avrebbe concesso, in quanto si mettevano gli evasori nelle condizioni di ripulire il denaro pagandoci sopra solo il 5 - ma loro hanno deciso che questo fosse il bene dell' Italia e i primi di ottobre del 2009 con 270 sì e 250 no è passato lo scudo fiscale.


A sentirli parlare adesso, pare che nessuno abbia votato a favore. La cosa assurda è che pesarono le assenze dell'opposizione 22 assenti del PD, 6 dell'UDC e 1 dell'IDV. Ma quello era un caso, si disse.


Poi ci "fu" la rottura con Fini; credevamo davvero di dover chiedere scusa a molti e credevamo che il Governo non avesse più i numeri, milioni di italiani a seguire la diretta del voto di fiducia chi in Tv e chi su internet; i numeri non c'erano più, ma con una bacchetta magica spuntano CALEARO (EX PD), SCILIPOTI (EX IDV), CESARIO (EX PD) il governo è salvo 311 contro 314 a favore.


Da qui iniziamo davvero a pensare che siamo di fronte a un teatrino di commedianti che sono lì solo per fare i propri interessi; non possiamo credere che davvero aveva ragione GRILLO, ma poi gli episodi dubbi aumentano...


Per non farci mancare niente, veniamo a tempi più recenti. Marzo 2011: il PD aveva presentato una mozione per accorpare i referendum alle elezioni , in questa maniera si sarebbero risparmiati 300 milioni di euro, tutto faceva credere che quella volta avrebbe prevalso il buon senso e invece con 275 sì e 276 no non ci sarà l'accorpamento. Pesa il voto contrario di BELTRANDI (RADICALI) e le assenze di 2 del PD e 2 dell'IDV.


Allora cari politici, un paio di cose le abbiamo capite

  1. Voi siete l'antipolitica, voi siete "anti-cittadini", voi siete demagoghi (cioè fate promesse che poi non manterrete, anzi, che sapete già che non manterrete); voi siete populisti, cioè parlate al solo scopo di accrescere il vostro consenso anche se poi, come accade anche in consiglio comunale, votate in modo opposto a quanto avete dichiarato, poi ci tenete a far sapere quello che avete detto, ma non a come avete votato, anche se TUTTI sappiamo che quello che conta è il voto espresso

  2. Voi siete uguali. Al di là delle parole, che non contano, nei fatti siete indistinguibili. Non dovete dire di essere diversi, dovete dimostrarlo e non lo fate.


Ricordiamocele queste cose! Non facciamoci prendere per il c*** dalle parole, ma andiamo a vedere invece come hanno votato, che il voto è l'unica cosa che conta.


Arriviamo ad oggi , lo scandalo di questi giorni , il deputato che in aula non sapendo di essere ripreso dice: " vedete di non rompere il cXXXo , meno di 1 anno e abbiamo tutti diritto al vitalizio, sopportiamo ancora un pochino questi sono tutti delinquenti" (invece lui sarebbe l'onesto...).


Non so voi , ma a questo punto devo davvero credere che sono tutti uguali, devo credere che ci abbiano convinti che esiste una destra e una sinistra, ma in realtà ci sono politici e Cittadini, perché il Vitalizio non è né di destra né di sinistra, perché le indennità di 11.000 euro non sono né comuniste né fasciste (pecunia non olet), perché gli sprechi non sono né del Nord né del Sud , perché i soldi sono i nostri, di tutti noi cittadini del nord, del sud, immigrati, gay, lesbiche, poliziotti, anarchici, capelloni, rasati, bianchi, neri, e colorati, siamo noi tutti noi che ci dobbiamo incazzare, siamo la Politica contro quella che fanno loro, cioè l'antipolitica.


ALESSANDRA MUSSOLINI in questi giorni ha detto:" "Toglierci il vitalizio? E' come mandarci in giro nudi per strada poi è ovvio che uno si ammala, prende l'influenza, si aggrava, arriva la polmonite e quindi è istigazione al suicidio". Non hanno vergogna neppure a dire queste cose.


State pur certi che in caso di suicidio di massa non ci sarà nessuno a fermarvi.

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"Evitare la catastrofe" con la manovra Monti?


Stasera Servizio pubblico chiederà se è possibile "Evitare la catastrofe" con la manovra Monti, il decreto Salva Italia che sta facendo discutere e costringerà ai "sacrifici" che hanno fatto piangere Elsa Fornero tutti gli italiani. Da non perdere l'appuntamento odiermo con il talk politico condotto da Michele Santoro. La puntata sarà ricca di spunti perchè Michele Santoro porterà ospiti e pubblico nei meandri della manovra Monti. Su Facebook, all'attivissima pagina del programma, sono annunciati coloro che stasera interverranno a Servizio Pubblico, in primis il presidente dell'Istituto Bruno Trentin, Guglielmo Epifani, Maurizio Gasparri del Popolo della Libertà, il leader di Alleanza per l'Italia Francesco Rutelli, Paolo Ferrero segretario del Partito dei Comunisti Italiani. Non mancheranno i giornalisti e gli economisti, tra cui Irene Tinagli e Christian Marazzi. Nel corso della puntata si parlerà anche di cronaca e di criminalità. Sandro Ruotolo ripercorrerà le tappe che hanno portato all'arresto di Michele Zagaria, l'ultimo superlatitante del clan camorristico dei casalesi, un vero e proprio vincente attacco al cuore della criminalità organizzata da parte dello Stato. Ma è la difficile situazione economica dell'Italia il vero fulcro della puntata. Ecco alcune domande che Michele Santoro farà ai suoi ospiti, interrogativi che sono stati lanciati su Facebook, nella pagina ufficiale del programma e sui quali stanno già animatamente discutendo a poche ore dalla diretta tanti iscritti alla pagina: prima i sacrifici, poi lo sviluppo. Ma il "decreto salva-Italia", appena approvato dal governo Monti, ha davvero evitato la "catastrofe", come ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano? L'Italia tornerà a crescere? E su chi peserà questo "compito duro e necessario"? Le risposte stasera a Servizio Pubblico.


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Considerazioni sul governo Monti e sulla maggioranza che lo sostiene.


Anche qua, diremo delle cose che non vi piaceranno.



  1. Siamo di nuovo ricaduti nello stesso errore: tutti o quasi a sbracarsi per il messia Mario Monti, come molti si sono sbracati per il cavalier banana dal 1994 fino a tre anni or sono (e fanno 14 anni, quattordici).
    Abbiamo così deciso che il problema era un uomo solo (il banana) (dimenticando tutta la claque dei suoi parlamentari) e la soluzione è un uomo solo ancora una volta
    (con la stessa claque di parlamentari di prima!) veramente dei geni!

  2. Il parlamento è lo stesso di prima; 630 deputati e 315 senatori, più i senatori a vita tra i quali Monti appunto; abbiamo appena deciso che lo stesso parlamento che ha fatto il casino, sarà quello che lo sistema; qualunque provvedimento partorisca l'esecutivo, dovrà passare alle camere e sarà la politica a decidere cosa andrà bene e cosa no

  3. Monti, come già detto, è un guardiano dell'ortodossia, cioè ha una posizione dogmatica e immutabile su euro, debito, gestione dello stato e non concepisce nulla di diverso dallo status quo. Le persone che ha indicato come ministri, sono a loro volta la reincarnazione conservazione. Ricordo che banchieri, rettori e medici appartengono a quelle categorie che hanno originato il termine "baronati"

  4. Monti è qua per applicare decisioni politiche (se metti le mani sulle pensioni, per fare un esempio, fai una scelta politica e sociale, prima che economica) prese da gente non eletta né in Italia, né altrove, inoltre è espressione della casta finanziario-industriale,

in altre parole, Monti è il curatore fallimentare italiano nominato da istituzione estere; egli accontenterà le banche straniere con i loro azionisti, le banche italiane con i loro azionisti; il conto lo pagheranno operai, impiegati, insegnanti e pensionati, unitamente alle loro discendenze. Non lo vogliamo capire/vedere/accettare? Noi no. Non c'è bisogno "di vedere che cosa farà"; per quel che mi riguarda, non ho bisogno di prenderlo in c*** per scoprire che farà male.

Non a caso, tutti a parte la lega (con furbizia) si sono messi a scodinzolare; Dipietro che ha provato a dire no, è stato subito accorciato in statura di 20 cm

per cui Monti è il capro espiatorio anche del sistema dei partiti; farà ciò che altri (e nessuno sarà mai colpevole, giacché siamo in Italia) per ragioni di consenso, non hanno voluto fare. Infine, se Monti vuol durare (e se quel che abbiamo scritto sopra sarà stato poi vero), non toccherà la legge elettorale, il conflitto di interessi, insomma, tutto ciò che farebbe mettere il pdl di traverso.

Questo per dire che non è un problema di esecutivo, è un problema di interessi. Un governo è solo la ciliegina su una torta che deve essere venuta bene e pure buona. La torta è un parlamento diverso.

Invece, rendiamocene conto, siamo di fronte ad una sorta di restaurazione dell'aristocrazia, solo che ora è quella del denaro e non quella del sangue.

Abbiamo al potere portatori diretti e indiretti degli interessi di costruttori, editori, industriali, banchieri, clero

sostanzialmente, quelli che, con una brutta espressione sono chiamati "poteri forti",si sono resi conto che è inutile parlare con i ragazzi di bottega, cioè i politici e, seguendo le orme del banana, hanno deciso di trattare i loro interessi in modo più efficiente, facendolo in prima persona, qua come in altre nazioni con somma gioia dei detentori del nostro debito il tutto lodato sia dal piddì che dal pdl, come è ovvio che sia

ed il povero cittadino è contento.

Una guerra dei ricchi contro i poveri vinta senza combattere. I poveri sono felici di avere perso.


Un esempio fresco di giornata? L'aumento dell'I.V.A. Quando il banana e la sua maggioranza hanno portato l'aliquota dal 20% al 21% c'è stata una sollevazione; "provvedimento recessivo (colpisce i consumi), iniquo (è uguale per tutti), inflazionistico...adesso Monti parla di portarla dal 21% al 23% (un raddoppio rispetto all'incremento di b.) e nessuno parla, va tutto bene. Ma siamo ipnotizzati? Ci hanno fatto un lavaggio del cervello così efficiente che in pochi mesi la nostra opinione è divenuta contraria? Sembriamo posseduti! SVEGLIA!


Una battaglia per la salvezza del debito=dei creditori, dove i ricchi useranno i poveri cittadini come carne da macello e questi ultimi si illuderanno di fare sacrifici per la nazione!


Mavaffanculo


CHE FARE? tante sono le cose che possono essere fatte nel breve periodo ma nel lungo periodo solo una cosa per provare a salvare il salvabile: AUMENTARE I SALARI A DISCAPITO DEI PROFITTI

Detto chiaramente, Monti ed il suo governo sono l'illusione ciò che ci è stata messa davanti agli occhi affinché possiamo meglio ignorare quello che ci farà. Tutti i partiti, TUTTI, hanno ancora una volta dimostrato la loro inadeguatezza; non hanno saputo proporre nulla e tutt'ora non sanno cosa proporre. Al di là di surreali affermazioni del tipo: bisogna incentivare le imprese se vogliamo aumentare l'occupazione, nessuno ha ancora capito che il modello di "sviluppo" attuale è finito. NON si può continuare a pensare il lavoro come sottoprodotto dell'arricchimento degli industriali. Questa festa è finita, mandiamo a casa l'orchestra, che francamente ha un po' rotto, ripuliamo l'ambiente e riprendiamoci ciò che è nostro: il futuro.

Sappiamo che quando leggerete questo articolo i contenuti della manovra saranno noti; valutate se saremo stati buoni preveggenti (non che ci volessero dei geni, sia chiaro)

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Il banana si dimette e subito abbiamo la nomina di Mario Monti a senatore a vita; passano due giorni dalle dimissioni e gli viene conferito l'incarico di formare un governo (di solito si fa un primo giro di consultazioni e si stabilisce se ci sia una possibile maggioranza unitamente al vaglio delle candidature che i vari partiti portano e poi si conferisce un incarico), la cosa va bene immediatamente a tutti i partiti (come se fossero già d'accordo, direbbe la vicina maligna dentro ciascuno di noi?), subito c'è la lista dei ministri e la fiducia scatta immediatamente e con numeri "bulgari".


Tutto secondo un copione che era evidentemente già pronto. Cosa dice Monti? Che partirà dalla lettera intimidatoria della UE, e v********* a quello che potrebbero volere i cittadini italiani.


Considerazioni:


sulla "crisi"


Ormai l'hanno capito anche i sassi, questa crisi è una crisi finanziaria che si innesta su una crisi economica di sistema.


Negli ultimi 30 anni abbiamo assistito in occidente ad un travaso di ricchezza pari all'11% del pil dai salari ai profitti In Italia abbiamo fatto meglio: 1l 18% in 15 anni). In proporzione i ricchi sono diventati più ricchi e i poveri più poveri. Per nascondere la risorgente povertà delle classi meno abbienti in America si sono inventati strumenti finanziari, CON I SOLDI DEI RICCHI, che avessero l'obiettivo di finanziare prestiti fatti a persone che non avrebbero mai potuto, in quanto poveri, rimborsarli. Il gioco è durato a lungo e le famiglie Americane si sono indebitate fino al collo per comperare, case, auto, università per i figli, polizze sanitarie etc. Quattro anni fa le banche hanno cominciato a registrare un aumento del numero dei crediti insoluti e, nel giro di qualche mese, è scoppiata la bolla immobiliare prodotta dai prestiti facili e di conseguenza.....l'economia di tutto l'occidente. Per salvare le banche è intervenuto lo stato che ha speso una cifra tale da portare il debito pubblico americano dal 60% al 100% sul pil. Il problema si è quindi spostato dalle banche agli stati: salvate le banche gli stati hanno scoperto di avere un debito pubblico stratosferico e i paesi più deboli faticano a piazzare i titoli del proprio debito sul mercato.

Chiariamo che cosa voglia dire crisi finanziaria.

Per semplificare, la finanza è quella parte dell'economia che traduce ogni attività, un oggetto, un'ora di lavoro di Giulio o Cesare, un viaggio alle Bermuda, un immobile in soldi e usa questi soldi virtuali per produrre case, oggetti, viaggi alle Bermuda, acquistare titoli di debito (che sono la virtualizzazione dei soldi che un soggetto ha, ma che non vuole usare) e tutti i c**** che ve se fregano (citando Alberto Sordi). Non solo, usa questi soldi per fare delle "assicurazioni" sui soldi, chiamate familiarmente strumenti finanziari derivati. In questo modo il denaro virtuale è molto più di quello reale e ci va di culo che nessuno lo voglia in mano tutto, questo denaro, altrimenti il mondo farebbe bancarotta e la cosa, diciamocelo, è un bel paradosso.

Invece una crisi economica è quel passaggio evolutivo che segna il fine vita di un modo di vivere e quindi di un modo di produrre; quando abbiamo smesso di usare il carbone per produrre ogni tipo di energia, le nazioni/regioni pesantemente basate sul carbone hanno avuto pesanti crisi economiche (Galles, Belgio, Sardegna).

La domanda delle domande è sempre la stessa: a chi si fa pagare la "crisi"? La risposta è altrettanto semplice e poco gradita, ma equa. A chi l'ha determinata. Che cosa l'ha determinata? L'hanno determinata gli istituti finanziari cioè banche, assicurazioni e fondi di investimento. Perché l'hanno creata? Per due motivi che non vi piaceranno

  1. Perché dovevano gestire i risparmi, cioè le eccedenze di denaro (il risparmio è un'eccedenza, ricordiamolo) NOSTRE
  2. Perché a loro volta volevano la loro fetta, quindi volevano guadagnare sul nostro guadagno

Quindi la verità di fondo è una ed una soltanto: per alimentare il rendimento del risparmio, la strategia degli stati (ed in questo Monti non ha dato alcun segnale contrario) è sempre la stessa: strangoliamo i risparmiatori stessi (ed anche questo è un bel paradosso), ma facciamo di peggio, strangoliamo anche chi non ha risparmio, ma deve lavorare per pagare gli interessi ad altri. Ricordiamolo: quando investiamo i nostri risparmi, posto che li abbiamo, alimentiamo la fatica di chi non ne ha.

Ma se "pagano le istituzioni finanziarie", in ultima analisi, chi paga? Semplice, gli azionisti delle istituzioni finanziarie ed i risparmiatori; si chiama rischio d'investimento.

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Salvare l'euro


La quinta puntata di Servizio Pubblico.
Le banche lanciano l'allarme: non c'è più liquidità e, mentre le casse sono sempre più vuote, la Bce spinge sull'acquisto di Bot e Btp. Perché il valore delle banche sembra sempre più precipitare? È davvero possibile la fine della moneta unica? E chi pagherà il conto? Quanto conta, in questo, la politica di Francia e Germania? E cosa potrà fare il governo Monti?
Ospiti di Michele Santoro: l'onorevole Renato Brunetta e l'europarlamentare Sergio Cofferati, il banchiere Claudio Costamagna, Massimo Giannini, vicedirettore di Repubblica, e la giornalista Nunzia Penelope.
Tra i servizi, un'intervista esclusiva all'economista francese Jean-Paul Fitoussi e un'inchiesta su Unicredit e la galassia Ligresti.


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