Gennaio 2012 Archivio articoli



Il bilancio 2011 del Comune si chiude in chiaro-scuro, visto che non appaiono più di 500 mila euro di oneri di estrazione (royalties) pagati dall'ENI per le attività estrattive nel Comune di Trecate.


Per tali attività, l'azienda ENI paga ogni anno oneri di estrazione che "dovrebbero" compensare lo sfruttamento del territorio. La somma percepita dal Comune dovrebbe essere spesa per migliorare le condizioni di vita dei cittadini trecatesi, ma una volta entrata nelle casse comunali, ci si dimentica di ciò.


Come se non bastasse l'aria pessima che si respira, densa ormai da settimane di polveri sottili, ed il carburante che ogni giorno tende al rialzo, l'Amministrazione comunale ci mette del suo nei dati forniti che riguardano le entrate a bilancio del 2011.


Insomma, oltre al danno, anche la beffa!


La cifra in questione è davvero ingente, tanto più in questo momento di crisi che attanaglia l'Italia e non da meno Trecate: ma come mai non risultano più di 500.000 € nel bilancio 2011?

Siamo felici di aggiungere una coda al nostro articolo. Il sindaco di Trecate conferma la presenza degli oneri di estrazione, seppur non indicati in bilancio con tale denominazione. Pur rimanendo dell'idea che un elargizione di denaro non può compensare un danno alla salute o all'ambiente, rileviamo positivamente il fatto che l'uso territorio non sia stato, ancora una volta, regalato alle "major" del petrolio.

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Sono oramai giorni che mi faccio questa domanda: "Cosa succede a Galliate dalle 20 alle 2 di notte?", la stessa l'ho posta a chi nella Zona a Traffico Limitato (ZTL) ci lavora e ci vive.


Via Mazzini, via Caduti, via Matteotti, via Manzoni, via Mameli, viale B. Quagliotti, queste sono le vie del perimetro entro cui, per chi volesse entrarci, è necessaria l'autorizzazione (previa registrazione), pena: multa per divieto d'accesso. I varchi che delimitano la ZTL sono dotati di telecamere per visualizzare le targhe delle vetture, quindi dal nuovo anno non ce n'è per nessuno, a parte gli autorizzati, la sanzione amministrativa è assicurata per i trasgressori.


A ben vedere, l'onere più grosso l'Amministrazione comunale lo ha accollato alle due farmacie presenti nella ZTL (Cusaro e Mantellino), che dovranno distribuire il "foglio giustificativo" agli sbadati autisti che dovessero passare i varchi senza autorizzazione, in orario off-limits. Oltre alla salute, quindi, bisogna affidarsi ai farmacisti per non essere multati.


Certo, nella ZTL circoleranno meno auto e ciò migliorerà la qualità dell'aria e la circolazione delle biciclette, ma ho davvero difficoltà a pensare decine, se non centinaia di ciclisti pedalanti nella ZTL dalle 20 alle 2 di notte!

Benedetto Castaldo

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Siamo al delirio, al Teatro dell'Assurdo, a Ionesco, dove le parole hanno perso qualsiasi senso.


Proviamo a mettere in fila alcuni fatti:


  1. la Provincia di Novara lancia l'idea delle targhe alterne;

  2. di fronte al rifiuto di molti Comuni, la Provincia fa marcia indietro;

  3. il Sindaco di Novara Ballarè dice che applicherà le targhe alterne a Novara soltanto se la Provincia glielo imporrà;

  4. l'Assessore alla Mobilità di Novara Rigotti dice invece che forse le applicherà se l'inquinamento dell'aria peggiorerà nei prossimi giorni;

  5. l'Assessore Rigotti aggiunge che gli automobilisti dovranno usare i parcheggi d'interscambio (sì, ma quali??);

  6. l'Assessore Rigotti aggiunge che sarà "potenziato il trasporto pubblico" compatibilmente con i tagli della Regione" (!?!?);

  7. Rigotti aggiunge ancora che saranno messi a pagamento 900 posti auto in centro oggi gratuiti; saranno aumentate le tariffe in tutti i posti auto del centro; verranno cancellati i 300 posti auto in viale Verdi; verranno FORSE creati posti auto presso la caserma Passalacqua;

  8. viceversa nessun accenno al parcheggio sotterraneo in Largo Bellini.



C'è di che farsi venire il mal di testa.


Invece, parlando seriamente, quando verranno approvati il PIANO GENERALE DEL TRAFFICO URBANO (PGTU) e il PIANO URBANO DEI PARCHEGGI?


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Ci siamo! Fra qualche giorno scade il termine per pagare il canone Rai. Quest'anno (come sempre, del resto!) è aumentato di 1,5 €. Credere che la tassa tv finanzi il servizio pubblico significa autorizzare i nostri "dipendenti" a prenderci per i fondelli... Ormai lo sanno anche gli asini che la Rai è un "poltronificio" a uso e consumo dei partiti! E quest'anno usare la figura di Giovanni Paolo II come testimonial, nello spot per sollecitare il pagamento del balzello, ci sembra francamente di cattivo gusto. I cattolici non hanno nulla da dire in questo caso?


Il Movimento 5 Stelle di Novara dichiara pubblicamente che l'odiato tributo (di squisito sapore fascista) dev'essere pagato nei termini richiesti, ma fin d'ora annuncia che si batterà in Parlamento per la sua abolizione, qualora il M5S si presentasse alle elezioni nazionali.


Basta con questa tassa desueta e anacronistica! La Rai ha dimostrato negli anni di essere "prona" ai potenti di turno e di svolgere una perenne campagna elettorale a favore dei partiti, i quali, non soddisfatti del "lauto pasto" fornito dal rimborso elettorale, si insediano con figli, mariti, mogli, parenti nei corridoi della tv di Stato.


Le vicende del palinsesto nella stagione 2011-'12 non solo costituiscono la riprova di quanto si è affermato in precedenza, ma mostrano anche in modo evidente gli interessi partitocratici, esercitati su ciò che dovrebbe essere servizio pubblico di informazione.


L'evasione del pagamento di questa gabella è mostruosa e questo dimostra che il bene dell'informazione non è visto come un valore, ma come un tributo al quale sottrarsi (se possibile). Probabilmente la "fuga" dal canone, da parte dei contribuenti, è prodotta anche dalla cattiva qualità e dalla malafede di chi informa.


Noi sosteniamo che l'informazione la paga chi vuol essere informato: nessuno, se non lo desidera, dev'essere obbligato a foraggiare una casta di giornalisti prezzolati, il cui mantenimento è molto oneroso. La libertà dev'essere il sommo principio cui s'ispira la democrazia. Il resto è solo retorica e oppressione.


Vogliamo inoltre ricordare, coerentemente con quanto si è enunciato in campagna elettorale, che il Movimento 5 Stelle di Novara ha votato contro il raddoppio dell'addizionale comunale sull'elettricità e ha presentato un ordine del giorno in cui si chiede l'abolizione di questo iniquo balzello, che in modo oscuro alleggerisce le provate tasche dei cittadini novaresi.


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EVVIVA !


Finalmente, dopo venti e più anni, il Nord non è più contro il Sud Italia !


E' avvenuta la grande pacificazione: la Lega e la camorra napoletana, dopo lo storico accordo in Parlamento, collaboreranno per il rilancio dell' economia italiana.


Sono previsti fiumi di cemento armato, per eliminare le rimanenti stupide e inutili aree verdi, oggi sottratte all' attività dei supermercati !


Saranno cancellati lacci e lacciuoli nel business dei rifiuti, che torneranno ad oliare i meccanismi dell' economia !


Saranno messi a posto i sovversivi, che si rifiutano di lavorare per due Euro all' ora !


Saranno tagliate le unghie ai magistrati, che perseguono ingiustamente uomini d' onore e picciotti !


Sarà messo finalmente il bavaglio ai rompiscatole, che, ad ogni piè sospinto, denunciano gli oltraggi alla democrazia in Italia !


BRINDIAMO ALLA RINASCITA DELL' ITALIA nella data storica del 12 gennaio 2012 !!




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Diego Sozzani - Presidente della Provincia di Novara

Diego Sozzani - Presidente della Provincia di Novara

La Provincia di Novara si conferma, giorno dopo giorno, di essere una istituzione, oltre che inutile e costosa, anche socialmente pericolosa.


Non contenta della brutta figura di pochi giorni, quando ha dovuto ritirare in fretta e furia il provvedimento delle targhe alterne a seguito del rifiuto compatto di applicarlo da parte di molti Comuni del Novarese,la Provincia di Novara il 13 Gennaio 2011 ha riconfermato cocciutamente, che intende riproporre il provvedimento.


Forse non si rende conto delle conseguenze sociali dell' applicazione delle targhe alterne: in assenza di adeguati trasporti pubblici tra Novara e le cittadine della provincia (Cerano, Trecate, Galliate, ecc.), capiterà inevitabilmente che gran parte dei cittadini di questi centri, che lavorano a Novara, a giorni alterni non potranno recarsi sul posto di lavoro.


La stessa cosa capiterà ai cittadini di Novara, che lavorano nei centri vicini.


Davanti a questo atteggiamento caparbio e insensato della Provincia di Novara, il M5S invita l' opposizione in Consiglio Comunale (PD, IDV e altri), di rimettere da domani i propri incarichi provinciali,con la motivazione che, non intendono avallare in alcun modo una gestione così disastrosa del territorio e del danaro pubblico.


F.T.

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Pochi mesi fa, il Movimento 5 Stelle propose la riduzione del 10 per cento degli "stipendi" di tutti gli amministratori della nostra città.


Si scatenò il putiferio contro di noi! Dai nostri "dipendenti" fummo accusati di essere populisti, qualunquisti, demagoghi... addirittura fascisti!


Ovviamente i loro caustici e immotivati commenti non ci scalfirono!


Da allora, sono state fatte tante manovre "lacrime e sangue", ma la casta resta esente da ogni sacrificio: un misero sette per cento per rispettare la legge... Invece i cittadini ricevono numerose "bastonate" sui loro redditi (per esempio, l'IMU sulla prima casa!).


Però esiste una piccola speranza: a Biella, visto il forte deficit del Comune, il Sindaco e l'assessore al Bilancio hanno proposto di tagliare le indennità degli assessori del TRENTA per cento (dagli attuali 2300 € ai 1600 € lordi).


Poniamo questa domanda ai nostri "dipendenti": qualora le casse del nostro Comune fossero disastrate, sarebbero pronti a sacrificare una cospicua parte della loro indennità?


Essere fiduciosi non costa nulla, essere realisti purtroppo sì...


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Le liberalizzazioni viste dai partiti politici

Ecco qua uno dei tanti "provvedimenti per la crescita (servirà crescere?) del governo Monti. A suo dire (ed a dire della classe politica che lo sostiene), è uno di quei processi di liberalizzazione che dovrebbe cambiare le sorti della Nazione. Ancora una volta un provvedimento classista che aumenterà la disparità tra deboli, cioè i piccoli dettaglianti, ed i forti, cioè la grande distribuzione.


Allargando l'orario di apertura dei negozi, secondo il governo, il numero dei clienti e dei relativi acquisti aumenterebbe perché si darebbe la possibilità di andare per negozi a chi oggi non può farlo per motivi di lavoro o altro.
Ma è vero che aumentare l'orario di apertura degli esercizi commerciali ne fa aumentare gli incassi ed è vero per tutti i settori commerciali?


Per quel che riguarda il settore alimentare già oggi i centri commerciali rimangono aperti fino a tardi e dare la possibilità di andare a fare la spesa alle 23 piuttosto che alle 21, visto che già oggi i cittadini fanno regolarmente la spesa a causa del 'brutto vizio' di consumare tre pasti al giorno, finirebbe per distribuire i clienti su un orario più vasto senza aumentare l'entità dei loro acquisti.


Per quel che riguarda i negozi che vendono beni più costosi come computer e automobili non si capisce come l'allungamento dell'orario di apertura possa incidere su un processo d'acquisto complesso, che prevede il reperimento di informazioni da amici e tramite internet, che solo in ultima analisi comporta il faccia a faccia con il venditore in un momento in cui, spesso, il consumatore ha già le idee chiare e non ha bisogno di più tempo per fare chissà quali giri e operare chissà quali complicate comparazioni tra prodotti, prezzi e punti vendita.


Sicuramente, invece, l'aumento dell'orario di apertura comporta un aumento dei costi di gestione degli esercizi commerciali quali il consumo di corrente elettrica e il riscaldamento. I centri commerciali e i supermercati saranno costretti a rivoluzionare l'orario di lavoro dei loro dipendenti obbligandoli a lavorare di notte e su turni spezzati più di quanto già non facciano.


I commercianti al minuto saranno in difficoltà sia per la politica dei prezzi della grande distribuzione, sia per l'operazione cartello che mettono in atto, sia per l'impossibilità di replicare l'apertura lunga. I piccoli negozianti che non hanno dipendenti saranno costretti a lavorare il doppio per non perdere quei pochi clienti che permettono loro di avere un incasso in grado di coprire i costi.


Questo situazione non potrà non tradursi in un aumento dei prezzi per il povero cliente che verrà fatto fesso e contento.


Ma allora chi ci guadagna?


Ma i centri commerciali che abbasseranno la paga oraria dei propri dipendenti con la complicità dei sindacati gialli e approfitteranno del fallimento dei piccoli commercianti che non reggeranno all'aumento dei costi e alla pur minima riduzione dei clienti che subiranno.


Sempre di più il nostro sembra un percorso su un binario morto! Stiamo tornando al Medioevo, dove i pochi forti e potenti tenevano sottomessi interi popoli, il caporalato è solo l'inizio. Una volta accettato quello si potrà sempre ridurre la paga ed aumentare l'orario riducendo i diritti.Consigliamo a tutti di vedere/rivedere appena possibile il film Novecento di Bernardo Bertolucci...


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Debito pubblico greco e futuri tagli

Eccoci di nuovo a parlar della Grecia, la culla della democrazia , ora finita in un gorgo dal quale tutti ci chiediamo come uscirà.


Ancora una volta saranno i cittadini a pagare per colpe non loro, ma per scelte dei loro governanti.


Vi abbiamo già diffusamente raccontato dello stato in cui versi la Grecia dal punto di vista economico, ma soprattuttosociale. I nostri precedenti post:


C'è un appendice a questa agonia, datata 12 dicembre 2011;


Il FMI e la UE hanno alzato il tiro ricattando apertamente il governo fantoccio presieduto da Papademos (quello che ha sostituito Papandreou quando si è azzardato a dire che, forse, era il caso di chiedere alla gente cosa ne pensasse degli "aiuti" che la comunità europea voleva elargir loro) nel seguente modo: In Grecia la troika chiede altri 150.000 licenziamenti


Se vuoi il pacchetto di aiuti che ti abbiamo promesso, ma non ancora concesso, DEVI fare anche questo: licenziare altri 150.000 dipendenti . Avete letto bene, centocinquantamila.


Sono tantissimi? Di più, perché la Grecia non ha 60 milioni di abitanti come l'Italia, ne ha poco più di 11 milioni. Per rapportare la portata della richiesta alla nostra nazione, sarebbe come licenziare, qua, 800.000 persone. Una cifra colossale eppure va bene anche questo, si continua. Quale sarà il prossimo passo?


Dovrebbe importarci, molto, perché ci fa vedere una cosa ben precisa. Quelli che hanno i soldi, o ne gestiscono, come le banche, se ne fregano di noi, di voi, di un'intera nazione. Per loro i greci sono sono "quelli che gli devono dei soldi" e glie li devono dare a qualunque costo. Ma anche "noi" gli dobbiamo dei soldi, grazie alla lungimiranza dei nostri governi passati e presenti, dunque anche noi siamo solo dei poveracci che devono lavorare per pagare loro.


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L'Aula di Montecitorio a scrutinio segreto si esprime contro l'arresto di Nicola Cosentino: i no sono stati 309 e i si' 298. Nessuno potra' mai dire con certezza chi siano, ma Nicola Cosentino ha potuto contare oggi sul sostegno di una cinquantina di deputati piu' di quelli che sulla carta avrebbero dovuto votare contro l'arresto, visto che i no sono stati 309 e i si' 298. Sulla carta, nel segreto dell'urna dovrebbero essersi espressi contro la richiesta dei magistrati napoletani tutti e 204 i parlamentari del Popolo della liberta', cosi' come i 21 di Popolo e territorio, i 6 Radicali e almeno 24 del Gruppo Misto vicini al Pdl. E si arriva a 255, con uno scarto di 54 voti.Nei giorni scorsi e' circolata, senza che fosse smentita, la voce che anche i tre esponenti delle minoranze linguistiche avrebbero votato contro l'arresto. Conti alla mano, il risultato sono quei 51 no senza paternita'. Sempre sulla carta, sembra apparentemente avere tenuto il fronte del si' dichiarato. Se tutti hanno seguito la disciplina di partito, dovrebbero avere votato per l'arresto i 204 deputati del Pd in Aula, i 22 di Fli, i 21 dell'Idv e i 36 dell'Udc cosi' come i 7 dell'Api, i 2 dell'Mpa, i 3 liberal-democratici e altri due deputati del misto vicini al centrosinistra, per un totale di 297 si'.


Nicola Cosentino è un politico italiano, coordinatore regionale de Il Popolo della Libertà in Campania.Le prime accuse di collusione con la camorra arrivano dopo la pubblicazione su L'Espresso di una dichiarazione del boss pentito Carmine Schiavone, che confermerebbe un patto elettorale siglato con Cosentino:

"Io ero amico di Nicola Cosentino...Io intervenni anche per far votare Cosentino...Pero il Riccardi mi sembra che si candidò anche lui quindi furono divisi questi voti tra il Riccardi e Cosentino.Ma ci andò solo Cosentino" (Carmine Schiavone)


Tali affermazioni sono state successivamente giudicate false dal pm Raffaele Cantone, ragione per cui le indagini sono state archiviate.
Nel settembre 2008 venne pubblicamente accusato di aver avuto un ruolo di primo piano nell'ambito del riciclaggio abusivo di rifiuti tossici attraverso la società per lo smaltimento dei rifiuti Eco4, come emerse dalle rivelazioni di Gaetano Vassallo, un imprenditore reo confesso di aver smaltito abusivamente rifiuti tossici in Campania attraverso la corruzione di politici e funzionari.
Nel novembre 2009, dai magistrati inquirenti fu inviata alla Camera dei deputati una richiesta di autorizzazione a procedere per l'esecuzione della custodia cautelare per il reato di concorso esterno in associazione camorristica. Il testo del mandato di arresto riportava le seguenti motivazioni:


"Cosentino contribuiva con continuità e stabilità, sin dagli anni '90, a rafforzare vertici e attività del gruppo camorrista che faceva capo alle famiglie Bidognetti e Schiavone, dal quale sodalizio riceveva puntuale sostegno elettorale [...] creando e co-gestendo monopoli d'impresa in attività controllate dalle famiglie mafiose, quali l'Eco4 spa, e nella quale Cosentino esercitava il reale potere direttivo e di gestione, consentendo lo stabile reimpiego dei proventi illeciti, sfruttando dette attività di impresa per scopi elettorali"


Tuttavia la richiesta fu respinta dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera.


Il nome di Nicola Cosentino è comparso in un'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia DDA di Napoli sulla camorra. Il tribunale emette una seconda ordinanza di custodia cautelare in carcere nei suoi confronti, soggetta ad approvazione della Camera. Il giudice delle indagini preliminari Egle Pilla lo definisce «il referente nazionale» delle cosche casalesi.


Oggi la Camera dei Deputati ha negato l'autorizzazione all'arresto con 309 deputati contrari e 298 favorevoli.

Credete che sia cambiato qualcosa in Italia nonostante il rischio di default dello Stato ? Assolutamente no, l'unica differenza è che perlomeno i politici cercano di non farsi vedere in TV !


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La presenza di elevati livelli inquinanti nei bassi strati dell'atmosfera della pianura padana è uno di quegli eventi ciclici (in due periodi dell'anno, estate ed inverno) con i quali ci ritroviamo a convivere ormai da parecchio tempo, cioè da quando abbiamo iniziato ad usare combustibili fossili (carbone e petrolio prima, poi metano, gasolio e benzine) per sostituire la forza del vento, dell'acqua e dei muscoli (nostri e di buoi, cavalli…) per azionare le macchine e per costruirle. Questo è vero da secoli, ma siamo a conoscenza della cosa da una manciata di anni, cioè da quando giornali e televisioni hanno deciso che la cosa "fa notizia". E' un po' come per l' effetto serra ; la comunità scientifica ha confermato della cosa già dalla fine degli anni '60, ma i mezzi di informazione hanno deciso che ciò è diventato rilevante circa 25 anni dopo, negli anni '90!


Da quando l'inquinamento atmosferico è diventato un argomento di dominio pubblico, prima con termini quali " biossido di zolfo ", "ossidi di azoto" e poi con "particolato " e infine "PM10, PM2,5 ed affini", i nostri amministratori, sollecitati anche da alcune direttive europee (per altro prive di potere sanzionatorio, cioè se gli amministratori se ne fregano, nulla capita loro), hanno deciso che era il caso di "fare qualcosa".


A tutti era parso - e pare tutt'ora - come unico pacchetto soluzioni, di


  1. Dare la colpa a qualcun altro/qualcosa d'altro, per esempio la mancanza di precipitazioni, la catena alpina, l'anticiclone delle Azzorre

  2. Fare riti propiziatori per l'arrivo della pioggia o della neve (la pioggia o la neve, ma solo se intense e durature, fanno precipitare al suolo le polveri in sospensione, anzi, la presenza di tali polveri, in quota, favorisce le precipitazioni), in modo da poter continuare a non fare nulla

  3. Imporre la circolazione a targhe alterne e vietarle in qualche domenica, con larghe eccezioni


Tutto questo continuando a dire che "il modo per risolvere le cose non era quello" (che stavano facendo ndr.),MA continuando a NON fare nulla.


Allora, fissiamo alcuni paletti e poi traiamo degli insegnamenti



  1. La presenza di inquinanti dannosi sospesi negli strati bassi dell'atmosfera (uno strato di circa 100-200 metri dal suolo) è ESCLUSIVAMENTE CAUSATA dalle attività umane, cioè traffico veicolare, impianti di riscaldamento, centrali termoelettriche e fabbriche. Nelle città, sono prevalenti le prime due cause. NON facciamoci prendere per il culo da chi dice che alcuni dei sopracitati inquinanti hanno anche fonti naturali, quali incendi, erosione del suolo ed eruzioni vulcaniche. Incendi ed erosione del suolo sono eventi sempre presenti, l'uomo si è evoluto con essi, quindi abbiamo in noi i sistemi di depurazione e filtraggio adatti, le loro emissioni non vanno calcolate perché fanno parte del "pacchetto pianeta Terra"; le eruzioni vulcaniche sono invece fortemente dannose, MA sono eventi rari (e sfido chiunque a dirci che l'aria sporca di Novara è causata dall'eruzione di un vulcano in Islanda).

  2. Avere aria pulita, oltre che un diritto ed un dovere, è una condizione che si ottiene SOLO rimuovendo le cause dell'inquinamento, che sono quelle indicate prima

  3. Le condizioni geografiche (barriera alpina, ristagno d'aria dovuto ad un campo di alta pressione, ridotte precipitazioni) sono solo aggravanti di un fenomeno la cui causa non è nell'orografia

  4. Detto questo, il problema si affronta e si risolve in due fasi.



    Fase 1: presa di coscienza che sono i nostri comportamenti la causa del problema.
    Fase 2: è solo cambiando i nostri comportamenti che possiamo risolvere il problema.


    Quando andiamo in giro in automobile, magari da soli ed in città (una tonnellata e mezzo di ferraglia, plastiche e vetro) viaggiando ad una media di 6 Kilometri orari, oppure quando vogliamo 24 gradi in casa d'inverno (bruciando tanto metano da gonfiarci un dirigibile), o ne vogliamo 24 d'estate, friggendo il contatore per il consumo di energia e ci chiediamo perché l'aria sia sporca e perché nessuno faccia nulla, tiriamo giù l'aletta parasole e diamo un'occhiata nello specchio, oppure facciamo lo stesso nello specchio di casa; vedremo la causa del problema. Bisogna acquisire la consapevolezza che non possiamo chiedere aria pulita e poi contribuire a sporcarla. Dobbiamo anche diventare adulti ed acquisire la consapevolezza che non c'è Aladino con lampada al seguito che possa pulire l'aria di colpo. Ma anche se ciò accadesse, provvederemmo a sporcarla subito dopo.


    Dobbiamo anche fare un ulteriore passo, più delicato, ma cruciale: smetterla di usare il verbo "rinunciare". Nel momento in cui diciamo "rinunciare in parte all'uso del mezzo privato" (auto/moto/scooter) stiamo già sbagliando. Non si "rinuncia", si cambia in meglio. Si passa da un comportamento errato ad uno, se non corretto, sicuramente meno sbagliato di quello precedente.


    E' come con le sigarette (per i fumatori, gli altri possono andare oltre), non si "rinuncia", si smette e poi si sta meglio. Eventualmente ci si butta sui cioccolatini, che, è vero, fanno ingrassare, ma sono buoni e fanno incomparabilmente meno male del tabacco 8con le sue 4000 sostanze cancerogene ndr.).


    Di solito, a questo punto, c'è la sollevazione; un gran numero di persone dice che "usa il mezzo per lavoro". Non è questo il punto. Non è se usiamo il mezzo privato per lavoro, è se abbiamo deciso che vogliamo usarlo e basta. Non ci si pone alcuna alternativa.


    E' come una dipendenza (tabacco o altro). Non ci credete? Siamo così dipendenti che siamo disposti a stare ciecamente nel traffico urbano per ore, siamo disposti a gironzolare per un parcheggio per manciate di minuti pur di continuare nella nostra dipendenza. Ci inventiamo gli alibi:


    1. Sui mezzi pubblici è sempre pieno di extracomunitari

    2. Sui mezzi pubblici e spesso sui treni si viaggia in piedi

    3. I treni sono sempre in ritardo

    4. Prendo la macchina sotto casa e arrivo dove devo senza fare un passo


    Continua a piacere
    Morale, chi non vuol fare una cosa ha sempre un sacco pieno di buone scuse.
    Però dalle dipendenze si può e si deve uscire, ma lo si fa SOLO QUANDO LO SI VUOLE. Allora si cercano le alternative; si scopre che è vero, usando i mezzi pubblici ci si deve svegliare quei 15 minuti prima e si arriva a casa quei 15 minuti dopo; fossero anche 30+30, ma chiediamoci: "quei 60 minuti sono vitali?" la risposta è sempre NO.


    Detto questo, torniamo un po' indietro. Vogliamo aria pulita? Dipende da noi.


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L'Italia è in seria difficoltà economica, inutile continuare a ricordarlo.
Non è però il caso di dimenticare che i politici italiani e una certa parte di società sono corresponsabili di questo sfacelo.


Per meglio riflettere sullo stato delle cose e come poterne magari uscire, pensiamo sia necessario ricostruire la filiera che va dal falso in bilancio al default.


Utile a questo scopo è il libro di Nunzia Penelope: "Soldi Rubati", e in particolare il cap. XI (il senso degli imprenditori per la legalità):


  1. FALSO IN BILANCIO.
    Depenalizzato con una legge del 2002.Per falso in bilancio non si va più in galera, ma al massimo si paga una multa (ammesso che ti becchino)

  2. EVASIONE FISCALE.
    Falsando il bilancio di un' azienda, è facile evadere le tasse

  3. FONDI NERI.
    Con le tasse evase, o con una parte di queste, si costituiscono i fondi neri

  4. CORRUZIONE.
    Con i fondi neri hai disponibile la materia prima per corrompere i politici

  5. GRANDI OPERE INUTILI.
    Le grandi opere inutili interessano le aziende, perché consentono grandi utili ( tanto movimento terra, tanto cemento e tondino, bassa tecnologia, manodopera con bassi salari).
    Le grandi aziende, tramite la corruzione, convincono i politici, affinchè questi a loro volta, con l' aiuto di falsi esperti e dei media, convincano i cittadini che l' opera in questione è indispensabile, anche usando il miraggio dei nuovi posti di lavoro.

  6. DEBITO PUBBLICO.
    Poichè le casse pubbliche sono vuote, i politici ricorrono alle banche internazionali per accendere mutui, che permettono di spalmare il debito pubblico su trenta-quaranta anni, quindi su un paio di generazioni.

  7. SPECULAZIONE INTERNAZIONALE.
    A questo punto le banche internazionali cominciano a giocare col debito pubblico, allo scopo di trarne il massimo profitto, spremendo i poveri cittadini caduti nella trappola di questa spirale negativa.

  8. DEFAULT.
    Il default è l'ultimo atto dello sfortunato paese caduto in questa trappola, salvo che IL PAESE RIFIUTI DI PAGARE IL DEBITO, come hanno fatto recentemente l' Islanda e dieci anni fa hanno fatto l' Argentina e la Malesia, e trovi vie alternative per uscire da questa spirale negativa.



Pensiamoci ! IL DEBITORE E' FORTE ED E' IN CONDIZIONE DI CONTRATTARE.


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Equitalia è la società pubblica italiana incaricata della riscossione nazionale dei tributi. Il Gruppo Equitalia esercita la riscossione dei tributi sull'intero territorio nazionale, esclusa la Sicilia. In particolare, Equitalia esercita ad esempio la riscossione dell'I.C.I. oggi I.M.U., le entrate pagate con modello F23, sia la riscossione a mezzo ruolo, che è effettuata sulla base della notifica di una cartella di pagamento. Equitalia nel 2010 ha ottenuto 1.29 miliardi di euro di ricavi, di cui 1.22 miliardi derivanti dall'incasso di commissioni sull'attività di riscossione conto terzi. Ha ottenuto un Margine operativo lordo di 248.65 milioni di Euro e utili per 28.24 milioni. In questo periodo ha riscosso crediti per 8.87 miliardi di euro, 4.61 per conto dello Stato, 2.83 per conto Inps/Inail, 1.42 per conto Enti non statali (Regioni, Comuni, Consorzi ecc.).


Equitalia è stata molto criticata per la sua lentezza amministrativa (che a sua volta fa aumentare gli interessi), per i tassi di interesse molto elevati (che molti definiscono "da usura") che fanno lievitare i costi, e per la facilità con la quale ricorre al pignoramento di beni (inclusi immobili) a fronte di debiti relativamente modesti.L'inefficienza amministrativa di Equitalia è tale che molto spesso il debitore non sa neanche di avere la casa ipotecata a causa di un debito inizialmente modesto.(fonte wikipedia).


Accade che ogni imposta non pagata lievita con sanzioni del 30% e dopo 60 giorni dalla notifica si aggiungono gli interessi di mora del 6% all'anno. Poi c'è sempre la commissione di equitalia: il 9%. L'esempio del professor Revelli rende chiarissima l'idea: il professore manca dall'Italia, nel frattempo gli arriva una cartella da 700 euro che in un anno e mezzo lievita a circa 1100 euro. Gli viene a questo punto ipotecata la casa a sua insaputa e il debito diventa di 1903 euro. (guarda il video del servizio di Report)


Ora la cassazione si è espressa che non si puo' ipotecare sotto gli 8.000 euro, ma se cercate in rete trovate centinaia di casi umani come quello del professor Revelli; scoprirete anche casi di rinvii a giudizio di funzionari e impiegati per abuso d'ufficio che sospendevano o cancellavano cartelle esattoriali di aziende, amici e parenti. Infine, scoprirete anche che, mentre un grande evasore può scegliere di rateizzare comodamente il proprio debito o godere di condoni come lo scudo fiscale, un piccolo contribuente, per un semplice errore amministrativo rischia di dover vendere la propria casa o di chiudere la propria piccola impresa.


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Ebbene si, bisogna arrivare al 2 Gennaio 2012, cioè a ieri, forse per la minaccia dell'adeguamento degli stipendi alla media europea, forse per qualche post sbornia post cenone, che alcuni nostri dipendenti o portavoce di partiti defunti, quali:


Ignazio Marino (PD meno L, la penisola che non c'è), Nichi Vendola (Don Verzè & Friends), Angelo Bonelli (Verdi Pro Tasca), addirittura Enzo Raisi (ex dirigente nazionale del Fronte della Gioventù, ex componente del Comitato centrale del MSI, ex AN, ex PDL e ora FLI) e per finire anche un lungimirante leader di partito.


Si sono accorti che spendere 15.000.000.000 € (Quindicimiliardi/00, di cui due miliardi di € già spesi) per comprare 131 caccia bombardieri F-35 dalla multinazionale statunitense Lockheed Martin, al prezzo di circa 120 milioni di Euro per aereo , forse è un po' troppo per uno stato in bancarotta. Magari se le lenticchie non gli fossero andate per traverso dopo le maledizioni dei cittadini, avrebbero aspettato ancora qualche giorno, ma in questo modo si sono liberati. I loro portavoce di partito, pagati anch'essi con i soldi pubblici, i giornali, ieri sera hanno propagandato la notizia e ora tutti insieme appassionatamente, sono pronti per sfruttarla in vista della prossima campagna elettorale.


È proprio vero che non è mai troppo tardi, pazienza per i DUE MILIARDI già buttati(avremmo potuto salvare la metà della manovra sulle pensioni), al massimo si mettevano in sicurezza tutte le scuole d'Italia, ma chi se ne frega, adesso ce la faremo, l'ha detto anche Morfeo Napolitano, viva i parassiti e abbasso gli F-35.


Chissà se il 7 gennaio non sia la volta della TAV???


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