
C'è una legittima curiosità da parte dell'opinione pubblica cittadina, sportiva e non, per capire le sorti dello Stadio Piola, curiosità alimentata dalla lettura in sede di bilancio preventivo 2012 (in approvazione in questi giorni) del piano triennale di alienazioni immobiliari. Ebbene, in esso vi si legge che entro il 2014 il Comune avrebbe intenzione di alienare lo stesso stadio, valutato in sede peritale circa 4 milioni di EURO
Una valutazione congrua? Mah, forse in un libro dei sogni visto che secondo voci ben informate una trattativa tra Comune di Novara e Novara Calcio era già stata avviata tra la vecchia giunta Giordano e il patron De Salvo qualche stagione or sono, per un importo largamente inferiore.
Abbiamo parlato di Novara Calcio... Eh, già perché l'acquirente unico della struttura parrebbe solamente la squadra professionistica della città che la prenderebbe in carico attraverso la formula dell'assegnazione diretta, come afferma lo stesso sindaco Andrea Ballarè in una nota rilasciata sulla sua pagina facebook. Anche lo stesso Novara Calcio ha indirettamente confermato queste indiscrezioni tramite il proprio direttore generale Luca Faccioli, intervenuto sull'argomento in una trasmissione televisiva nazionale (vedere video linkato dal minuto 13.30)
Tuttavia, per quale ragione nel 2014 De Salvo dovrebbe acquistare lo stadio cittadino? Sino ad ora il Comune è venuto ampiamente incontro alle esigenze della società: nel 2005 (era pre-De Salvo) l'amministrazione aveva proceduto a ristrutturare la curva Nord accendendo un mutuo di oltre 700.000 EURO che la cittadinanza sta attualmente pagando.
Nel 2010, poi, sempre a carico della pubblica amministrazione, ecco il rifacimento del tetto della tribuna con contestuale rimozione dell'eternit per altri 171.000 EURO
Senza contare che il Novara Calcio sino all'altro ieri ha goduto di condizioni di estremo vantaggio nell'utilizzo della struttura: il canone annuo era fissato in ben 100 EURO annui (Iva esclusa) , una cifra risibile ma che il Comune giustificava con il fatto che la manutenzione ordinaria e straordinaria della struttura era a cura della società. Per non parlare dei lavori di adeguamento delle curve e della parte sottostante la tribuna, necessari per la serie A, che la stessa società sportiva aveva sopportato in proprio.
Quest'anno, tuttavia, sembra che la cifra possa essere aumentata sensibilmente, ci si augura una cifra congrua rapportata a quelle che girano per l'affitto di impianti similari in altre realtà (leggasi ad esempio Udine ).
La delibera 161 della Giunta comunale ha infatti assegnato al dirigente dell'ufficio sport "il compito di stabilire un canone ricognitorio annuo valutato su perizia del Servizio Patrimonio sui correnti canoni di mercato che possa essere abbattuto attraverso lo scorporo fino a concorrenza totale del valore del piano degli interventi presentato dalla società concessionaria, fermo restando che plusvalenze non potranno avere alcun riconoscimento"; la società Novara Calcio, tuttavia, ha già fatto presente di voler accedere alle medesime condizioni praticate negli anni precedenti. Visti i presupposti, è difficile pensare a un braccio di ferro economico tra le due parti.
A fronte di queste condizioni di favore (praticate a vantaggio di una SpA, stessa storia che per l'Asystel), corrisponde una mancanza pressoché totale di tutela nei confronti di altre società sportive cittadine (prevalentemente dilettantistiche, cioè ASD) , in primis la ginnastica, che ha subito l'anno scorso lo sfratto da una delle due palestre poste sotto la tribuna (la Libertas ha dovuto adattarsi in una struttura presso l'ex-villaggio TAV) e poi quest'anno dall'altra, con la Pro Novara che, allo stato attuale, non sa ancora dove organizzare i propri corsi ma che verrà compensata con 10.000 EURO (vedi sempre la stessa delibera 161).
Va detto che non stiamo considerando i costi sociali che la città intera sostiene per una partita delle serie professionistiche di calcio (leggasi servizi integrativi di smaltimento rifiuti, trasporti, ordine pubblico), difficilmente computabili a livello finanziario (si parla comunque di circa 30.000 EURO per gli straordinari delle forze dell'ordine). Ci chiediamo quindi: per quale ragione De Salvo dovrebbe acquistare lo stadio Piola a un valore di mercato elevato, visto che gode di un trattamento di favore e di canoni di concessione al momento ancora modesti?
Forse una ragione c'è e forse altre società sportive cittadine stanno tremando al pensiero: non è che magari il Novara Calcio metterà sul piatto la possibilità di acquisire anche i terreni alle spalle dello Stadio con buona pace delle piccole e confinanti realtà calcistiche giovanili, per non parlare poi dei campi da baseball, hockey su prato e atletica, la cui vicinanza potrebbe essere ingombrante?
E poi c'è il piatto ricco dello Sporting, una struttura in mano a un gestore con cui l'amministrazione non ha rapporti idilliaci, di cui si pagano rilevanti rate di mutuo ogni anno e che lo stesso sindaco, in una serata pubblica, ha ventilato l'ipotesi possa ritornare in possesso del Comune a fronte di un esborso importante in fatto di penali da pagare. Con un bilancio fortemente negativo e ingessato, se anche lì si alzasse lo sguardo verso Granozzo, ecco che avremo il nuovo padrone dello sport cittadino.
Sono solo ipotesi, nulla di concreto, ma Novara è una città piccola e la gente mormora: e se a Palazzo Cabrino ci stessero già pensando?
Paolo Canazza






