Luglio 2012 Archivio articoli



Caro cittadino italiano, simpatizzante ed eventuale futuro elettore (ma anche no) del Movimento, vorrei farti alcune domande e proporti alcune riflessioni.


prima le domande: chiediti che cosa vuoi veramente dai tuoi rappresentanti in parlamento; chiediti se

  1. vuoi che migliorino le TUE condizioni di vita, in primis, ma chiediti anche che cosa significa "miglioramento delle tue condizioni di vita", ma sii ben sicuro che quello che tu vuoi andrà ad essere un vero miglioramento ed assicurati di aver ben compreso che anche il tuo vicino potrebbe pensare la stessa cosa e magari il miglioramento che intende lui, sia un peggioramento per te

  2. oppure vuoi che migliori il livello complessivo di vita di tutti gli italiani, a partire da quelli che hanno meno di te

  3. vuoi che i tuoi rappresentanti facciano funzionare questo sistema di società oppure vuoi che facciano partire un cambiamento che porti ad un'altra concezione della società (magari che metta al centro delle sue priorità LE PERSONE E NON I SOLDI)

  4. sia nel caso tu voglia QUESTA società, o ne voglia UN'ALTRA, chiediti chi secondo te potrebbe o vorrebbe fare quello che tu chiedi


Hai riflettuto bene? Aggiungo anche questo. Il massimo benessere del singolo NON è il massimo benessere collettivo. Il fatto che viviamo in una società, prevede (è ovvio, ma è bene ribadirlo) che non possiamo pensare al solo soddisfacimento dei nostri bisogni individuali. A questo punto dovresti avere tutte le carte.


Ora riflettiamo insieme. Riflettiamo sul chi e sul come. Il come è più facile e dovrebbe essere il punto di partenza per arrivare al chi. Questo è l'unico percorso che abbia senso, perché ha un approccio positivo alla questione.


Invece, farò come fanno (quasi) tutti i politici attuali, partirò dal chi. Nel panorama attuale, vi sono due grandi raggruppamenti di politici. Quelli che, sotto nomi diversi, sono stati in parlamento, o al governo, o hanno fatto alleanze con loro (tutti tranne uno) e quelli che NON hanno fatto questo.


Nel caso tu pensi che il chi stia nel secondo gruppo, goditi il prosieguo con tranquillità, troverai solo conferme, viceversa, procediamo in modo logico.


Le persone del primo gruppo, sono al potere in Italia, sotto vari nomi, da quando c'è la repubblica, cioè dalla fine della guerra. Il loro operato, il loro modo di agire, è sotto ai tuoi occhi da sempre. Se pensi che il sistema attuale sia un grumo marcio ed al collasso, dove conta solo il profitto dei ricchi, dove il 99% è condannato a fare lo schiavo per oltre 40 anni per arricchire l'1%, dove le persone non contano nulla, dove vincono corruzione, clientelismo, disonestà, se pensi che i politici facciano schifo (e siccome i politici sono quelli che gli italiani non astenuti hanno votato), hai due strade:

  1. fidarti di chi ha fatto questo, ma ti sta dicendo quello che vuoi sentirti dire ora (cioè ti sta tranquillizzando), oppure ti sta spaventando, minacciandoti delle conseguenze che ci sarebbero votando qualcuno fuori dallo schieramento

  2. oppure smetterla di dare ascolto a chi ha fatto questo disastro


Se decidi di fidarti, sei consapevole e quindi consenziente. Dopo non venire qua a lamentarti perché il vaffa sarà assicurato.


Se decidi di cambiare, avrai fatto qualcosa di positivo. Avrai deciso che anche un salto nel buio è preferibile ad un disastro certo


P.S. nel caso pensi che questa società sia un'ottima cosa, fai una retrospettiva. Al di là di tutti i cazzilli elettronici di cui la tua casa è piena, vivi realmente meglio? Hai più tempo libero di quello che tu o i tuoi genitori avevano 20, 30, 40 anni or sono, oppure il tuo tempo libero è sempre più sacrificato al lavoro? Per quanto tempo ti costringono a lavorare ora e 30 anni fa? Le città sono più vivibili adesso o lo erano quando c'erano metà delle automobili attuali? Aver coperto la terra di case, strade, capannoni, ha migliorato la vita delle persone? La democrazia ha portato il cittadino a contare di più? La parola libertà, di cui tutti si sono riempiti la bocca, che cosa è stata? Siamo forse più liberi da costrizioni sociali? Io credo di no


Carlo Martelli

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Ci siamo; dopo aver pensato a come tagliare ulteriormente le spese dello Stato, c'è un documento che verrà portato in aula.


Ancora una volta il centro dell'attenzione è il denaro. Non le persone, con i loro bisogni e le loro necessità, ma il denaro cioè, in ultima istanza, il centro dei bisogni e delle necessità di quell'1% di popolazione che, a ben pensarci, non ha proprio preoccupazioni finanziarie. Allora ci si pone una prima domanda: ma il denaro ossessiona di più chi ne ha tanto, o chi ne ha poco? Incredibile! Chi ne ha tanto.
Ma vediamo rapidamente dove toglieranno soldi:



  1. Sanità

  2. università e ricerca

  3. giustizia

  4. pubblico impiego (anche nel settore difesa)

Guarda caso, sono tutti servizi che mettono l'uomo al centro. Cosa c'è di più importante della salute e dell'assistenza? O dell'assicurare che ci sia giustizia? Ricerca scientifica per migliorare le cure mediche e migliorare le condizioni di vita e la nostra conoscenza? Anche "licenziare" è un'azione contro la persona. Licenzio la persona per risparmiare soldi. Perché? Per dare soldi a chi i soldi li ha già.


Invece, dove non si toglierà? Non si toglierà dai soldi. Le opere come tav e tangenziali varie? Si fanno. I cacciabombardieri f35? Si continuano a comprare. I progetti delle città della salute? Si mantengono. Ma da quando i malati si curano con le colate di calcestruzzo?


C'è gente che sta in pensione con 516€ al mese, 4 milioni di precari a 850€ al mese, si sono appena stangati i lavoratori spostando l'età della pensione di due anni, poi il ministro in parlamento dice che le pensioni non si possono limitare perché non si possono toccare i diritti acquisiti. Quali? Solo quelli dei 9 ministri che sono pensionati d'ora? Com'è che i diritti acquisiti degli altri si possono toccare ed i loro no? Forse che uno che ha lavorato 39 anni e dovrebbe andare in pensione a 40 e tu gli dici "ora sono 42", non aveva acquisito in 39 anni il diritto ad andare in pensione a 40?


E' sempre la stessa cosa. Il denaro conta, l'uomo non conta un c...o non è solo colpa del governo, che non è stato eletto, è colpa di qualche centinaio di parlamentari che lo sostengono e che voi, in massima parte, continuerete a votare. Sapete perché? Perché anche voi stessi, per voi, non contate un c...o


Carlo Martelli

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Signor mercato, ci aiuta a capire bene la complicata situazione attuale? Grazie per la sua disponibilità.

Che significa uscire dall'Euro?

Uscire dall'Euro significa decidere di battere moneta propria con la quale sostituire l'Euro negli scambi interni e negli scambi con l'estero.

Come si può uscire dall'Euro?

Le strade sono sostanzialmente due:

  • con l'accordo degli altri paesi che partecipano all'Euro
  • con una scelta unilaterale.
La prima via è molto improbabile che venga seguita perché un accordo che preveda il mantenimento dell'euro sarebbe più vantaggioso di un accordo che preveda il ritorno alle vecchie monete e, quindi, accordo per accordo si sceglierebbe di mantenere l'Euro. Necessariamente un'eventuale decisione di ritorno alla lira verrebbe presa in CONTRASTO con la volontà degli altri paesi.

Quali vantaggi economici immediati porterebbe l'uscita dall'Euro?

Il giorno dopo del ritorno alla lira assisteremmo ad una svalutazione della stessa diciamo del 50% rispetto a dollaro ed euro. Questo significherebbe che le nostre merci costerebbero la metà e, di conseguenza, aumenterebbero tantissimo le esportazioni. Allo stesso momento le merci straniere, in Italia, costerebbero di più e quindi si ridurrebbero le importazioni. Il risultato immediato, quindi, sarebbe un consistente aumento della produzione e dell'occupazione in Italia.

Cosa succederebbe nel lungo periodo?

Già dopodomani verremmo a pagare il doppio le merci e le materie prime straniere. Soprattutto per quel che riguarda il petrolio e il gas, che non produciamo e di cui non possiamo fare a meno e assisteremmo ad un aumento del loro prezzo che si ripercuoterebbe su tutti gli altri prodotti facendo aumentare di molto l'inflazione. L'Italia ha svalutato molte volte la sua moneta nel corso degli ultimi 50 anni e la cosa, in passato, ha contribuito a fare arrivare l'inflazione al 20%.

Cosa succederebbe al debito pubblico nel breve periodo ?

Nel breve periodo il debito pubblico rispetto al PIL diminuirebbe. Immaginate, per esempio, di avere una rata di mutuo di 600 euro e uno stipendio di 2000 euro al mese. La vostra rata è pari al 30% dello stipendio. Se domani i prezzi raddoppiassero e il vostro stipendio raddoppiasse arrivereste ad avere uno stipendio di 4000 euro ma la rata rimarrebbe di 600 euro che sarebbe pari al 15% dello stipendio.

E nel lungo periodo ?

Senza variare la politica economica probabilmente il debito riprenderebbe a crescere perché i tassi d'interesse su titoli del debito pubblico aumentano quando l'inflazione aumenta.

L'Italia potrebbe rimanere in Europa se uscisse dall'Euro ?

Se la scelta di ritorno all'euro fosse unilaterale ne dubito. Gli altri paesi vedrebbero le proprie imprese travolte dalla concorrenza delle imprese italiane che, nonostante tutto, rimangono campioni mondiali della manifattura. L'uscita unilaterale dell'Italia dall'euro spingerebbe i paesi dell'unione eruropea a innalzare dazi doganali sulle merci italiane che azzarerebbero i vantaggi della svalutazione. Ci toccherebbe esportare in America e in Asia.

Cosa succederebbe alla Germania e agli altri paesi se l'Italia uscisse dall'Euro ?

È difficile rispondere a questa domanda. Ipotizzando che l'Euro continui ad esistere e ne fuoriesca solo l'Italia la Germania perderebbe un grosso mercato e si troverebbe a dover competere sugli altri mercati con le nostre aziende per i motivi esposti prima. Probabilmente alla Germania converrebbe "sostenere" le economie del mediterraneo come da 100 anni a questa parte l'Italia del nord sta facendo con l'Italia del sud. I soldi che la Germania destinerebbe al sud Europa ritornerebbero in patria sotto forma di consumi e di acquisti di titoli del debito pubblico tedesco.

Perchè la Germania allora si ostina in questo atteggiamento di "terrore" economico-finanziario ?

I motivi sono tanti. Anzitutto perché a livello elettorale non sarebbe vincente una politica tesa all'aiuto del meridione d'Europa. La Merkel sta giocando il ruolo che giocherebbe Bossi se vincesse le elezioni in Italia. Sarebbe, infatti, impossibile per la lega rivincere le elezioni in presenza di un aumento di trasferimenti al Sud Italia. Poi ci sono motivi storici legati al 'terrore' che i banchieri tedeschi hanno maturato nei confronti dell'inflazione dagli anni venti in poi. Un acquisto dei titoli del debito italiano direttamente dalla banca centrale, infatti, potrebbe provocare inflazione e questo la Germania non è disponibile a sopportarlo. Infine ci sono motivi 'tecnici'. L'uscita dall'euro produrrebbe una situazione economica che non è facile prevedere se sarà migliore di quella attuale. Giocando sui timori delle classi più agiate dei paesi periferici i tedeschi stanno riuscendo ad impedire che ipotesi di fuoriuscita dall'euro diventino opzioni politiche attuabili.

Cosa potrebbe succedere di tanto terrificante ai paesi che uscissero dall'euro ?

Anzitutto, per rappresaglia, potrebbero essere sbattuti fuori dall'unione. In un primo momento sarebbe difficile controllare gli euro in circolazione che, inevitabilmente, finirebbero all'estero con conseguente depauperazione delle riserve delle banche. A livello legale si aprirebbe un contenzioso infinito perché i contratti attualmente in vigore sono stati stipulati in euro mentre ora si vorrebbe convertire nella nuova moneta. Pensiamo ai debiti sovrani: rimarrebbero in euro o verrebbero convertiti nella nuova moneta? E se non si trovasse una soluzione cosa succederebbe? Per quel che riguarda le imprese succederebbe la stessa cosa, gli stranieri vorrebbero che i loro crediti venissero onorati in euro e, se vincessero le cause presso i tribunali internazionali, tutte le imprese avrebbero debiti pregressi in euro e profitti nella nuova moneta svalutata. Inevitabilmente ci sarebbero fallimenti a catena

Allora perchè si parla di uscire dall' Euro ?

L'uscita dall'Euro rappresenta uno schiaffo alla Germania. Se la Germania insiste nella sua politica del "rigore vi renderà liberi" tutta l'Europa rischia il fallimento e, a default consumato, converrebbe uscire dalla moneta unica.

Lucio Guerrazzi

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Uno dei pochissimi punti di merito dell' Italia a livello internazionale (forse l' unico) è, come tutti sanno, il servizio sanitario nazionale gratuito per tutti, istituito nel 1978.

Ebbene, è notizia recentissima che il Governo Monti ha deciso di tagliare 18.000 posti letto negli ospedali italiani, una notizia che giunge paradossalmente a pochi giorni di distanza dalla decisione della Corte Suprema U.S.A.

La Corte Suprema ha confermato la riforma in senso democratico di Obama del servizio sanitario di quel Paese, dove 30 milioni di cittadini, finora esclusi dal servizio sanitario, potranno finalmente curarsi.

L'Italia di Monti invece corre gamberescamente a tutta velocità all' indietro. Complici di ciò anche i partiti di sinistra alleati con ciò che resta della democrazia cristiana e con il business degli ospedali privati convenzionati con il S.S.N. (con le nostre tasse).

Tutti i partiti, appassionatamente uniti a sostegno di Monti, stanno portando l'Italia verso la recessione e la miseria allo scopo di garantire guadagni usurari alle banche internazionali.

F. T.

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Casa Rognoni Salvaneschi è un edificio quattrocentesco sito a Novara in via Canobio 14: Tale edificio, appartenuto fino al 1983 ad Alessandra Rognoni Salvaneschi, fu lasciato al Comune di Novara insieme agli oggetti e le collezioni d'arte applicata conservati negli appartamenti abitati da Alessandra Rognoni (oggi Museo) fino alla sua morte. Essi sono il frutto della costante e condivisa passione sua e del marito che raccolsero, nelle stanze della raffinata abitazione cittadina e nei locali di servizio, il maggior numero possibile di documenti di cultura materiale che poterono raccogliere nell'ambiente novarese.

Nel 2010 la Giunta Giordano la inserì nel piano delle alienazioni 2010/2012 escludendone il Museo, come da testamento della proprietaria. L'unico neo fu che un appartamento sito al piano terra era abitato da una famiglia con diritto di abitazione, sempre da disposizione testamentaria.

Con delibera di giunta 182 del 2010, la giunta decise di accordarsi con la famiglia riconoscendole come indennizzo per rinunciare al diritto di abitazione 260.000 EURO. Da allora la Casa è in vendita, ma nessuno ha mai offerto la cifra richiesta dal comune che è di 1.858.800 EURO per una struttura di 1480 mq.

Delle domande sorgono spontanee:

  1. che senso ha avuto spendere 260.000 Euro per liquidare una signora che comunque alla sua scomparsa avrebbe perso il diritto di abitazione? Forse perché nessuno avrebbe acquistato un immobile occupato e comunque il suo prezzo sarebbe stato comunque più basso, magari proprio di 260.000 Euro?
  2. che senso ha avuto farlo se non c'erano manifestazioni di interesse da parte di qualcuno per acquistarla? Se il Comune vuole sapere se vi siano manifestazioni di interesse per un suo immobile deve chiederlo con apposito bando, come ha fatto per le case nuove nei confronti dei costruttori. Diversamente, stimi l'immobile e provi ad alienarlo.
  3. che senso ha alienare un immobile così grande che, ristrutturato, potrebbe accorpare alcuni uffici comunali o potrebbe far fronte all'emergenza abitativa per circa 10 famiglie? Se consideriamo che per mettere casa Rognoni a norma di legge per poter ospitare famiglie o essere usato in altro modo, la casa deve essere ristrutturata seguendo le indicazioni delle varie Soprintendenze, di certo i costi di ristrutturazione sarebbero talmente poco competitivi che non comprare nuovo da qualche parte, senza contare che se non sei la dama del castello non ti fanno fare la torre dell'outlet...

Non è che poi, magari, a qualcuno viene la brillante idea di fare come con casa Matteotti... oops, l'han tirata giù...

Elia Bruno

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Domandona: è più conveniente prendere una multa da un vigile o dagli ausiliari del traffico e della sosta? O, se permettete, formulo un'altra domanda che consente di fare il medesimo ragionamento: gli ausiliari del traffico e della sosta possono stilare un verbale? La risposta a quest'ultima domanda è no: gli ausiliari del traffico NON possono verbalizzare una contravvenzione. La risposta alla prima domanda la darete voi stessi.

Ci sono due casistiche: o al momento in cui mi fanno la multa sono assente e mi ritrovo con un semplice "preavviso di contravvenzione" gentilmente "pinzato" sotto al tergicristallo, oppure sono presente e posso chiedere all'agente di verbalizzarmi subito la contravvenzione. La differenza tra un "preavviso di contravvenzione" e un verbale è che con il preavviso ho solo 5 giorni di tempo per pagare la multa ed evitare così le spese di accertamento e notifica, con il verbale invece io ho 60 giorni di tempo per pagare SENZA incorrere in ulteriori sanzioni.

Se non sono presente, quindi, essere multati da un ausiliare o da un vigile è la stessa cosa. Però, poiché gli ausiliari del traffico e della sosta non possono fare verbali (o non sono autorizzati a farlo oppure non hanno specifiche indicazioni per poterlo fare) accade che se, mentre mi stanno multando, io arrivo e chiedo che mi venga fatto il verbale, come previsto dall'art.200 C.d.S. , gli ausiliari a questo punto cosa fanno ??? Procedono o si ritirano??? Incredibile ma vero si ritirano !!!!

Per concludere massimo rispetto per gli ausiliari che comunque svolgono il loro dovere e per le regole del codice della strada, però questa anomalia dovrebbe essere sanata al più presto.

Mi permetto di farne ancora una: ma il nostro sindaco, durante la campagna elettorale, non aveva dichiarato di volere eliminare gli ausiliari del sosta ?

Felici di essere smentiti!!!!!

Massimiliano Fabbri

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Le recenti elezioni messicane hanno confermato la vittoria del PARTITO RIVOLUZIONARIO ISTITUZIONALE, una contraddizione in termini e un carrozzone, che però governa il Messico SENZA INTERRUZIONE da ben 71 anni e continuerà a governarlo ancora per chissà quanto tempo.

Una continuità, che fa impallidire il monopolio di potere in Italia da parte della DEMOCRAZIA CRISTIANA dal 1945 al 1992, cioè PER SOLTANTO 47 anni.

NIENTE PAURA ! E' in preparazione un blocco di potere di centro-destra-sinistra, che sotto il nome di UNIONE PER LA SALVEZZA DELLA PATRIA, o qualcosa di simile, riprenderà la luminosa tradizione della Democrazia Cristiana. Nelle intenzioni di questo blocco, si profilano ALTRI VENT' ANNI DI IMMOBILISMO GARANTITO al servizio delle banche e della finanza internazionale !

All' opposizione ci sarà soltanto il Movimento 5 Stelle.

Questo almeno è il programma dei padroni, che si realizzerà, salvo che...

CORAGGIO !

F. T.

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Siamo stanchi, abbiamo passato molte ore a studiare il bilancio del Comune di Novara e ad ascoltare i cittadini per sottoporre delle proposte concrete alla Giunta.


E l'abbiamo fatto con spirito costruttivo, non polemico, nonostante l'atteggiamento indisponente della Giunta e della maggioranza che ha sempre rifiutato il confronto con il nostro Movimento e le ridicole accuse di populismo rivolte nei nostri confronti.


Ebbene, abbiamo presentato 7 emendamenti (che potete leggere qua sotto) mirati al risparmio di circa 175.000 EURO, una cifra risibile visto il bilancio del Comune ma che andavano nell'ottica di un messaggio di apertura alla società civile con cui costantemente ci rapportiamo e di cui raccogliamo le istanze.


Avevamo infatti consigliato di indirizzarli in un fondo rivolto alle famiglie che, a fronte della perdita del posto di lavoro, potessero ottenere un contributo economico finalizzato al sostegno delle spese arretrate di locazione in edilizia privata ovvero per la stipula di un nuovo contratto di locazione

Di fronte alle nostre proposte si è elevato un muro ostruzionistico e di pregiudizio. Ma è un muro che ancora una volta si alza nei confronti dei cittadini e non solamente verso di noi.

Questa Giunta e questa maggioranza non si rendono conto di allontanarsi sempre di più dalle istanze della gente e le sprezzanti risposte ai nostri emendamenti non offendono tanto noi ma i cittadini novaresi.

In questo consiglio comunale si è visto il vero volto dell'attuale Giunta: bilanci partecipati e incontri pubblici sono solo fumo negli occhi per chi spera ancora che questa politica voglia riformarsi. Ci spiace ma è inutile illudersi.

Ecco i nostri emendamenti:

1° Emendamento: chiediamo di rinunciare alla spesa di 20.000 euro per lo studio fattibilità intervento di riqualificazione Mercato Ortofrutticolo all'Ingrosso e destinare questo risparmio per diminuire il mutuo per l'ampliamento del cimitero. L'amministrazione vuole trasferire i commercianti del Mercato all'ingrosso perdendo circa 250.000 euro di affitti annui, più le entrate dalla tassa rifiuti e dalla accisa sulla corrente utilizzata dai commercianti stessi, per creare un polo fieristico all'interno del Mercato Ortofrutticolo sotto il Cavalcavia San Martino. In un momento di crisi economica come questo trasferire i commercianti vuol dire fargli sostenere delle spese insostenibili per la rimozione delle enormi celle frigorifere, alcune delle quali costruite a misura e quindi impossibili da recuperare in un nuovo magazzino che gli verrà assegnato. Inoltre questo magazzino sarà di un privato e il comune medierà il prezzo tra i commercianti e il privato stesso perdendo così i 250.000 euro di concessione delle piazzole.

2° Emendamento: chiediamo di ridurre l'investimento da 80.000 euro a 20.000 euro per la realizzazione di un orto sociale urbano e l'avanzo così ottenuto di utilizzarlo per diminuire il mutuo per l'ampliamento del cimitero. La realizzazione degli orti sociali urbani era un punto del nostro programma, quello che però vogliamo chiedere all'amministrazione è di andare avanti con il progetto, ma di ridurne l'investimento. Realizzare gli orti sociali urbani è fantastico , ma investire 80.000 euro , quando l'amministrazione dall'inizio dell'anno ha un passivo di 66.000 euro al giorno a cui accede tramite Anticipazione di cassa è un paradosso. Per questo chiediamo di contenere l'investimento e ridurre il mutuo per l'ampliamento del cimitero, l'altra cosa che chiediamo è una maggiore trasparenza sull'assegnazione della gestione dell'orto stesso, infatti voci di corridoio lo danno già destinato ad una Onlus di Olengo alla faccia della trasparenza.

3° Emendamento alla spesa corrente: chiediamo di ridurre l'indennità di Sindaco, Vice Sindaco, Giunta e Presidente del consiglio del 10% per un totale di 41.328 euro all'anno e di investire questi soldi nel fondo rivolto alle famiglie che a fronte della perdita del posto di lavoro possono ottenere un contributo economico finalizzato al sostegno delle spese arretrate di locazione in edilizia privata ovvero per la stipula di un nuovo contratto di locazione.

4° Emendamento alla spesa corrente: chiediamo di ridurre del 10% il valore dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali per una cifra di circa 10.000 euro all'anno e di investire questi soldi nel fondo rivolto alle famiglie che a fronte della perdita del posto di lavoro possono ottenere un contributo economico finalizzato al sostegno delle spese arretrate di locazione in edilizia privata ovvero per la stipula di un nuovo contratto di locazione.

5° Emendamento: alla spesa corrente: l'art.90 del T.U. sull'ordinamento degli Enti Locali - Decreto Legislativo n267 del 18/08/2000 consente la costituzione di uffici posti alle dirette dipendenze del sindaco, avvalendosi di tale possibilità con delibera 160 del 2011 la giunta ha nominato un istruttore amministrativo alle dipendenze dirette del Sindaco , scelto senza curriculum o competenze , ma con nomina diretta. Al fine di recuperare 15.000 euro per i 6 mesi restanti del 2012 , chiediamo di rimuovere tale nomina e investire questi soldi nel fondo rivolto alle famiglie che a fronte della perdita del posto di lavoro possono ottenere un contributo economico finalizzato al sostegno delle spese arretrate di locazione in edilizia privata ovvero per la stipula di un nuovo contratto di locazione.

6° Emendamento alla spesa corrente: la legge n.150/2000 , all'art 9 consente agli Enti Locali di assumere professionisti con l'incarico di Capo Ufficio Stampa, il Sindaco ha evidenziato la necessità di avere nello staff del Sindaco una persona di fiducia che lo affianchi nella durata del suo mandato, in un momento di grave crisi economica , possiamo rinunciare alla figura dell'addetto stampa per poter impegnare 33.861 euro per 6 mesi e investire questi soldi nel fondo rivolto alle famiglie che a fronte della perdita del posto di lavoro possono ottenere un contributo economico finalizzato al sostegno delle spese arretrate di locazione in edilizia privata ovvero per la stipula di un nuovo contratto di locazione.

7° Emendamento alla spesa corrente: Visto l'art.4 del regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi approvato con atto della Giunta n. 91 del 30/03/2011 che attribuisce al sindaco la scelta del Direttore Generale,che ritiene necessario al fine di raggiungere gli obiettivi di programma, avvalersi di una figura professionale che si impegni nella collaborazione con il Sindaco e la Giunta coordinando l'attività di programma dei diversi Settori. Tale figura costa al comune di Novara 57.452 per 6 mesi e tale incarico può essere svolto dal Segretario Generale come avveniva a Genova fino a pochi mesi fa dall'attuale segretaria generale del comune di Novara. Abbiamo chiesto di rinunciare alla figura del direttore generale e di assegnare tale incarico al segretario generale riconoscendogli una maggiore retribuzione di 15.000 euro e investire i restanti 42.452 euro nel fondo rivolto alle famiglie che a fronte della perdita del posto di lavoro possono ottenere un contributo economico finalizzato al sostegno delle spese arretrate di locazione in edilizia privata ovvero per la stipula di un nuovo contratto di locazione

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