Agosto 2012 Archivio articoli



La salute innanzi tutto.


Una frase fatta con la quale si è sempre d'accordo, a patto di non essere il presidente e l'assessore alla sanità della regione Piemonte.


I nostri amministratori citati sono infatti gli artefici di una furbata da togliere il fiato

.

Per chi non lo spesse ancora, dal primo di luglio 2012 gli elicotteri del 118 in Piemonte sono passati da 5 a 4. Astutissimo modo di far risparmiare alla regione e quindi alle nostre tasche il costo di una macchina volante, o così ci hanno raccontato.


Peccato però che i costi della gestione del servizio sono passati da 10milioni annui a 12milioni annui; ma ci avevano detto che si risparmiava !


Non sanno fare i conti o mentono?


In ogni caso, cosa stanno a fare al capo della regione amministratori che, o non sanno fare i conti o mentono?


I 4 fantastici elicotteri rimasti sono però più grandi e potenti! Vero, però necessitano di più attenzioni per la preparazione al volo e maggiore è anche il costo del carburante (consumano di più) e la maggior velocità in un territorio come il Piemonte è, di fatto, irrilevante. Hanno un costo di circa 2milioni a macchina contro gli 800mila €uro di quelle dismesse.


Ma bisognerà risparmiare qualcosina altrimenti magari se ne accorgono, devono aver pensato il gatto e la volpe ai vertici della regione Piemonte e così, ecco che il 118 ha orari d'ufficio!


Si cari cittadini piemontesi, del bacino del quadrante nord/est cioè Novara, Verbania e tutta la Valsesia in particolare: se vi ferite e avete bisogno dell'elisoccorso aspettate le otto e mi raccomando non dopo le 17 !!!


Ben lo sa una signora che ha aspettato un'ora, che appunto entrassero in servizio i piloti, per ricevere soccorso dal cielo !


Ma non è finita, l'elicottero soppresso, quello di Novara, agiva in sovrapposizione con Borgosesia ed Alessandria, a volte anche fuori regione quando, ad esempio, una macchina era impegnata.


Grazie, ma grazie veramente ! A questi astuti politicanti adesso se non è disponibile un'eliambulanza... bisogna aspettare.


A questo punto pregate di non essere in pericolo di vita.


Esempio: mi ferisco in una località sul lago d'Orta, viene chiamato il 118 e rispondono dal centralino che l'elisoccorso di Borgosesia, il più vicino, è impegnato quindi devono allertare Alessandria che si trova a un centinaio di km in linea d'aria e ci vorrà un po' di tempo.


Prima sarebbe arrivato da Novara, cioè trenta km massimo e in tempo brevissimo e anche fuori orario di ufficio: dall'alba al tramonto.


Questi episodi esemplificativi con anche tragiche conseguenze, sono già successi e siamo solo ad agosto, ovvero a due mesi dall'entrata in funzione di questo astuto piano per buttare soldi e vite dei cittadini.


Ma non sono stati eletti perché dovrebbero migliorare la vita ai cittadini che amministrano? Se ne saranno scordati?


Sarebbe interessante se qualche penalista ci mettesse in naso, perché secondo noi qui ci sono i presupposti di omissione di soccorso per scelte incaute e irresponsabili, con danno erariale palese, visto che con il cambio di servizio, da 5 a 4 eliambulanze, il costo è salito da 10 a 12milioni annui. O dovremo aspettare una sciagura?


Gabriele Sozzani

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Se ad agosto avete alzato lo sguardo verso i tetti di case e capannoni, avrete visto tanti montacarichi, cestelli elevatori, gru di ogni dimensione e molti omini in braghe corte sotto un sole implacabile con temperature sahariane, alcuni intenti a smontare tetti in eternit, ma di più intenti a montare pannelli blu.


Questa frenesia è stata provocata dall'ennesimo, o meglio dal premeditato stravolgimento della normativa riguardante l'incentivazione della produzione di energia elettrica da fotovoltaico>; nella frenesia l'illecito, per molti, è diventato una necessità. Carte false, cantieri non a norma, ci si può immaginare di tutto e di più dal cittadino medio Italiano.


Ma questa volta, per la serie "apoteosi dei paradossi", l'istigazione a delinquere è stata perpetrata dal Governo, che vuole risanare il paese, fare la guerra agli evasori e niente di meno "cambiare la mentalità agli Italiani".


Ma cosa è successo esattamente? Per capirlo dobbiamo fare un po' di storia del Conto Energia all'italiana, lo strumento legislativo, diffuso in molti stati dell'Unione Europea e non solo, per favorire la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, abbattere le emissioni di CO2 e di conseguenza favorire sviluppo dell'industria legata alle fonti rinnovabili.


27 settembre 2001


Viene emanata dall'Unione Europea la Direttiva 2001/77/CE impostata sulla pregressa esperienza tedesca.


29 dicembre 2003


Quasi 3 anni dopo, durante governo Berlusconi 2, la direttiva viene recepita con il Decreto Legislativo n. 387.


16 febbraio 2005


Entra in vigore il Protocollo di Kyoto (11 dicembre 1997), ma in Italia bisogna attendere il


19 settembre 2005


e alcuni milioni di euro pagati in multe, perche un impianto fotovoltaico venga incentivato. Da notare che la copertura finanziaria è disponibile dal 1991 (Legge 9 gennaio 1991, n. 9), perché è da allora che gli Italiani nelle bollette di energia elettrica, hanno un prelievo tariffario obbligatorio (cod. A3). Tale prelievo è utilizzato per finanziare gli impianti CIP6 (delibera 12 maggio 1992) nei quali confluiscono anche tutti gli impianti alimentati da fonti "assimilate" (inceneritori ,fumi di scarico, scarti di lavorazione e/o di processi industriali, fonti fossili prodotte da giacimenti minori isolati, cogenerazione, incenerimento rifiuti, fiaccole di raffinerie, gas di cockerie).


Fin qui è solo un tentativo del governo Berlusconi 2 di arginare le multe, comminate per il non rispetto di direttive e protocolli firmati.


15 febbraio 2006


Arriva il Decreto n. 38 o meglio il Primo Conto Energia è legge, tutti i cittadini che desiderano installare un impianto da fonti rinnovabili possono tentare l'avventura burocratica di accedere ad una tariffa che riconosce per 20 anni un incentivo sull'energia prodotta e consumata in loco.


19 febbraio 2007


Governo Prodi 2, entra in vigore il Decreto in "attuazione dell'articolo 7 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387." (dopo 4 anni, loro "attuano") è passato solo 1 anno, la scarsa affermazione del programma d'incentivazione, causata anche dalla difficoltà di calcolare l'incentivo sull'energia energia prodotta e consumata in loco, fa nascere il Secondo Conto Energia, uno strumento effettivamente migliorato.


Il settore fotovoltaico in Italia può decollare, grazie ad un programma triennale che trasforma un mercato di nicchia in mercato di massa, riuscendo ad innescare quel meccanismo per cui lo strumento d'incentivazione è stato inventato, abbassare i costi di materiali e realizzazione.


6 agosto 2010


Con un Decreto Ministeriale viene definito, l'aggiornamento del programma d'incentivazione nazionale al settore fotovoltaico, è il Terzo Conto Energia che dovrà entrare in vigore nel 2011; in pratica è partito il 1 febbraio 2011, perché fino a fine gennaio è bastata una perizia asseverata a garantire che l'impianto era stato completato il 31 dicembre 2010, un artifizio burocratico. Con sufficiente anticipo l'industria fotovoltaica Italiana aveva l'occasione per poter pianificare la propria crescita. La corsa ad accaparrarsi gli incentivi del vecchio Conto Energia permise anche di raggiungere a velocità record il secondo posto della classifica dei paesi Europei produttori di energia da fotovoltaico.


Questa boom inaspettato ha spaventato qualcuno, a tal punto da stroncare sul nascere il Terzo Conto Energia.


3 marzo 2011


Già anticipato a inizio febbraio, entra in vigore il Decreto Legislativo N. 28, meglio noto come "Decreto Romani", il mercato si blocca, il settore piomba nel caos, la pianificazione va a fare in c...o. Per capire di cosa si tratta basta legge il titolo che precede gli articoli no. 38 e 39 "SOSTENIBILITA' DI BIOCARBURANTI E BIOLIQUIDI".


5 maggio 2011


Forse l'aumento esponenziale delle richieste di cassa integrazione, forse un'operazione politica prima della fine del governo Berlusconi 4, nasce il Quarto Conto Energia, Decreto Interministeriale del 5 maggio 2011, un piano pluriennale per la "Produzione energia elettrica da impianti solari fotovoltaici, tecnologie innovative di conversione fotovoltaica", ma ormai la frittata è fatta direbbe qualcuno. In effetti molte aziende produttrici nostrane, entreranno in crisi, nei mesi successivi nonostante premi per l'uso di prodotti europei (quindi anche italiani, ma solo anche) e nonostante la ripresa dell'interesse da parte dei cittadini Italiani, arriveranno anche i primi fallimenti.


23 marzo 2012


Governo Monti 1 (nominato senatore a vita ed incaricato di formare un governo dalla sera alla mattina), inizia circolare la "bozza" del Quinto Conto Energia. Arriviamo a 2 mesi fa, dopo liti "interministeriali" fino all'ultimo giorno, con tutto il settore contrario, tutte le associazioni dei consumatori contrarie, tutti i sindacati e forse anche il Papa contro... è il


5 luglio 2012


Il Quinto Contro Energia è legge, ma questa volta entrerà in vigore "45 giorni dalla data di comunicazione, da parte dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas, del raggiungimento di un costo indicativo cumulato annuo degli incentivi di 6 miliardi di euro e mediante priorità di accesso al primo registro agli impianti che rispondono ai requisiti del DM 5 maggio 2011 e non del presente decreto". Queste sono le parole scritte nel decreto, dalla mente illuminata del servo di Monti, risultato: si vivrà nell'incertezza un altro mese per ottenere "ufficialmente" la data della cosiddetta "entrata in vigore", è il


27 Agosto 2012


In questa storia si vede tutta l'incapacità di una classe dirigente strapagata da noi, che incentiva caoticamente un settore strategico per la nazione, non in grado di pensare ad un futuro sostenibile.


Le tariffe si possono rivedere, ma non si devono stravolgere le regole, questo modus operandi incentiva solo la speculazione, brucia il settore produttivo, la ricerca e l'innovazione. Un'occasione distrutta metodicamente.


P.S. : Il Quinto Conto Energia se non fosse per l'incentivo omnicomprensivo applica la tariffa incentivante anche sull'energia prodotta e consumata in loco come nel 2005.


Giuseppe Andreoletti

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In estate tutti i governi di questi ultimi anni si sono raffinati sempre più nel far passare le peggio cose che poi in autunno ci troviamo a dover digerire per forza.


Questa volta e non è la sola e nemmeno la prima proprio a ridosso di ferragosto hanno aumentato i carburanti.


Simpatici vero?


Già abbiamo problemi economici spaventosi adesso il governo mette una tassa non dichiarata tale, naturalmente, ma di fatto farà sì che chi si muoverà adesso pagherà di più!


Semplicissimo.


Con un minimo di disincanto ci si accorge di altre scelte che sempre il governo fa passare in questo periodo, anche il governo della nostra città.


Avrete sicuramente saputo dell'idea di fare un parcheggio interrato in largo Bellini.


Noi ne abbiamo dibattuto e in tutti i modi ci siamo opposti, a partire dalla campagna elettorale in cui abbiamo dichiarato che il parcheggio per noi del Movimeto5Stelle non era semplicemente da fare elencando tutte le ragioni.


Sulla nostra lunghezza d'onda, a quanto pare a parole ed in campagna politica, ci sono stati SeL e anche il PD.


Addirittura a dimostrazione delle intenzioni di non volere un parcheggio sotto al conservatorio, l'allora candidato sindaco e poi eletto, si fece riprendere in atteggiamento di "piantumatore" di acero rosso, prontamente rimosso a foto scattata.


Da qualche settimana gira una inquietante dichiarazione sulla stampa locale dello stesso sindaco piantumatore di aceri rossi in largo Bellini, che il parcheggio si deve fare, un po' più piccolo e un po' più risparmioso, ma si deve fare.


E anche più spostato verso il centro!


Gentilmente ci viene ad informare che da tempo sta lavorando con la ditta appaltatrice per rimodulare il progetto...


Dato il periodo e lo spazio ci fermiamo qui.


Ricordiamo solo a Sindaco e Giunta Comunale che il programma elettorale è una cosa seria.


I cittadini vogliono vedere realizzato ciò che è stato loro proposto e
promesso in campagna elettorale.


Ne hanno il diritto e voi ne avete il dovere.


Se poi il Sindaco e/o la maggioranza, o solo qualche membro di essa, si giustificassero dicendo che la penale risulterebbe troppo elevata.


Ricordiamo che: il Sindaco Ballaré era revisore dei conti della precedente Giunta Comunale ed era cosciente della situazione economica del Comune, quindi tutti i membri eletti dell'attuale maggioranza.


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Caro signor Passera,

stavo per andare a dormire quando ho letto dei suoi folli deliri per l'Italia petrolizzata.

Ci sarebbe veramente da ridere al suo modo malato di pensare, ai suoi progetti stile anni '60 per aggiustare l'Italia, alla sua visione piccola piccola per il futuro.

Invece qui sono pianti amari, perche' non si tratta di un gioco o di un esperimento o di una scommessa.

Qui si tratta della vita delle persone, e del futuro di una nazione, o dovrei dire del suo regresso. Lei non e' stato eletto da nessuno e non puo' pensare di "risanare" l'Italia trivellando il bel paese in lungo ed in largo. Lei parla di questo paese come se qui non ci vivesse nessuno: metanodotti dall'Algeria, corridoio Sud dell'Adriatico, 4 rigassificatori, raddoppio delle estrazioni di idrocarburi.

E la gente dove deve andare a vivere di grazia? Ci dica. Dove e cosa vuole bucare? Ci dica.

I campi di riso di Carpignano Sesia? I sassi di Matera? I vigneti del Montepulciano d'Abruzzo? Le riserve marine di Pantelleria? I frutteti di Arborea? La laguna di Venezia? Il parco del delta del Po? Gli ospedali? I parchi? La Majella? Le zone terremotate dell'Emilia? Il lago di Bomba? La riviera del Salento? Otranto? Le Tremiti?

Ci dica.

Oppure dobbiamo aspettare un terremoto come in Emilia, o l'esplosione di tumori come all'Ilva per non farle fare certe cose, tentando la sorte e dopo che decine e decine di persone sono morte?

Vorrei tanto sapere dove vive lei.

Vorrei tanto che fosse lei ad avere mercurio in corpo, vorrei tanto che fosse lei a respirare idrogeno solforato dalla mattina alla sera, vorrei tanto che fosse lei ad avere perso la casa nel terremoto, vorrei tanto che fosse sua moglie ad avere partorito bambini deformi, vorrei tanto che fosse lei a dover emigrare perche' la sua regione -quella che ci dara' questo 20% della produzione nazionale - e' la piu' povera d'Italia.

Ma io lo so che dove vive lei tutto questo non c'e'.

Dove vive lei ci sono giardini fioriti, piscine, ville eleganti soldi e chissa', amici banchieri, petrolieri e lobbisti di ogni genere.

Lo so che e' facile far cassa sull'ambiente. I delfini e i fenicotteri non votano. Il cancro verra' domani, non oggi. I petrolieri sbavano per bucare, hanno soldi e l'Italia e' corrotta.

E' facile, lo so.

Ma qui non parliamo di soldi, tasse e dei tartassamenti iniqui di questo governo, parliamo della vita della gente. Non e' etico, non e' morale pensare di sistemare le cose avvelenando acqua, aria e pace mentale della gente, dopo averli lasciati in mutande perche' non si aveva il coraggio di attaccare il vero marciume dell'Italia.

E no, non e' possibile trivellare in rispetto dell'ambiente. Non e' successo mai. Da nessuna parte del mondo. Mai.

Ma non vede cosa succede a Taranto?

Che dopo 50 anni di industrializzazione selvaggia -all'italiana, senza protezione ambientale, senza controlli, senza multe, senza amore, senza l'idea di lasciare qualcosa di buono alla comunita' - la gente muore, i tumori sono alle stelle, la gente tira fuori piombo nelle urine?

E adesso noialtri dobbiamo pure pagare il ripristino ambientale?

E lei pensa che questo e' il futuro?

Dalla mia adorata California vorrei ridere, invece mi si aggrovigliano le budella.

Qui il limite trivelle e' di 160 km da riva, come ripetuto ad infinitum caro "giornalista" Luca Iezzi.

Ed e' dal 1969 che non ce le mettiamo piu' le trivelle in mare perche' non e' questo il futuro.

Qui il futuro si chiama high tech, biotech, nanotech, si chiamano Google, Facebook, Intel, Tesla, e una miriade di startup che tappezzano tutta la California.

Il futuro si chiama uno stato di 37 milioni di persone che produce il 20% della sua energia da fonti rinnovabili adesso, ogni giorno, e che gli incentivi non li taglia a beneficio delle lobby dei petrolieri.

Il futuro si chiamano programmi universitari per formare chi lavorera' nell'industria verde, si chiamano 220.000 posti di lavoro verde, si chiama programmi per rendere facile l'uso degli incentivi.

Ma non hanno figli questi?

E Clini, che razza di ministro dell'ambiente e'?

E gli italiani cosa faranno?

Non lo so.

So solo che occorre protestare, senza fine, ed esigere, esigere, ma esigere veramente e non su facebook che chiunque seguira' questo scandaloso personaggio e tutta la cricca che pensa che l'Italia sia una landa desolata si renda conto che queste sono le nostre vite e che le nostre vite sono sacre.

Maria Rita D'Orsogna Fisico, professore associato presso il dipartimento di matematica della California State University at Northridge Los Angeles

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"Le interpretazioni della crisi che è iniziata nella seconda metà del 2007 si basano su teorie economiche tradizionali.


Secondo tale lettura, un ottimismo ingiustificato sui titoli e sul rischio,
accompagnato da una troppo flebile regolazione, credito accordato senza adeguate garanzie, una politica monetaria troppo accomodante, ha condotto a livelli di indebitamento insostenibili per famiglie, imprese e banche. Il collasso inevitabile delle borse ha provocato diffuse bancarotte, effetti domino e bilanci in rosso.


Tutto ciò ha provocato un aumento del rischio di credito e di investimento e, di conseguenza, un forte declino dei consumi da parte delle famiglie, della produzione e degli investimenti delle imprese e dei prestiti bancari.


Così i bilanci delle imprese e delle famiglie si sono ripresi solo gradualmente nel tempo attraverso il ricorso ai risparmi precedentemente accumulati e una riduzione del debito che si è manifestata principalmente come declino degli investimenti, mentre le banche hanno goduto di massicce immissioni di liquidità da parte delle Banche Centrali.


Ci sono delle valide ragioni per credere che la crisi sia differente rispetto alle precedenti, sebbene non sia unica, visto il precedente della Grande Depressione.


Una teoria alternativa per una crisi senza precedenti.


La profondità e la durata dell'attuale crisi è al di fuori del range normale delle crisi succedutesi dopo la seconda guerra mondiale (nonostante il fatto che gli interventi in materia di politica fiscale e monetaria siano stati senza precedenti nella storia del capitalismo), e non si intravede ancora la fine della crisi.


Un lavoro [Delli Gatti, Gallegati,Greenwald, Russo e Stiglitz, Mobility Constraints, Productivity Trends, and Extended Crises, Journal of Economic Behavior and Organization, luglio 2012] propone invece una lettura diversa che enfatizza le relazioni tra fattori ciclici e strutturali, e spiega perché il sistema capitalistico genera, inevitabilmente, una grande crisi.


La causa causante della crisi attuale è stato un cambiamento strutturale dell'economia reale:


il declino dei redditi nell'industria si deve a ciò che di solito è un bene (l'aumento della produttività) e alla globalizzazione che ha prodotto una forte moderazione salariale.


In altri termini: il settore industriale è vittima del suo proprio successo.


Il trauma che stiamo vivendo in questo momento assomiglia al trauma che abbiamo vissuto 80 anni fa, durante la Grande Depressione, ed è stato causato da una serie di circostanze analoghe. Allora, come oggi, abbiamo affrontato un crollo del sistema bancario.


Ma allora, come oggi, il crollo del sistema bancario era in parte una conseguenza di problemi più profondi.


Anche se risponde correttamente al trauma (i fallimenti del settore finanziario) ci vorrà un decennio o più per raggiungere il pieno recupero.


Se noi rispondessimo in modo inappropriato o con gli stessi strumenti neoliberisti che hanno favorito la crisi, questa durerà ancora a lungo e il parallelo con la Grande Depressione assumerà una nuova dimensione tragica. [I macro-economisti mainstream sostengono che il vero spauracchio in una recessione non è caduta dei salari, ma la loro rigidità: se i salari fossero più flessibili (cioè bassi), la disoccupazione si sarebbe ridotta, auto correggendo il problema!


Di Mauro Gallegati e Joseph Stiglitz

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Un cittadino novarese ci scrive lamentando il fatto che un suo commento (critico) sul parcheggio di largo Bellini non viene pubblicato sul sito del sindaco. il commento è questo:

Egregio Sig. Sindaco... sono un cittadino di Novara che e' abbastanza attento alle cose che succedono e che non ama essere preso in giro... il fatto che Lei in campagna elettorale abbia usato come uno dei suoi "cavalli di battaglia" la sua contrarietà a questo ASSURDO progetto (parcheggio sotterraneo in L.go Bellini) voluto fortemente dagli scienziati della giunta precedente, ma che ora che è diventato Sindaco è favorevole a un parcheggino un po' più piccolino e un po' più in centro mi lascia al quanto perplesso...

Tecnicamente Lei non ha raccontato una bugia (a differenza,a mio avviso,del Sig. Marco Pagani di Sel che e' nel gruppo di maggioranza insieme a Lei e che in campagna elettorale era contro i parcheggi sotterranei in generale si guardi questo video dal 59-mo secondo ), però Sig. Sindaco non prendiamoci in giro... molte delle persone che l'hanno votata lo hanno fatto anche perché erano contrari alla costruzione di un parcheggio sotterraneo che era sì in L.go Bellini ma che se Lei decide di spostare un po' più in là è la stessa cosa....

Un parcheggio in pieno centro non farebbe che aumentare il traffico sia in centro sia nelle zone intorno al centro (queste auto al parcheggio come ci arriveranno? Col teletrasporto?) con gravi conseguenze che si ripercuoterebbero anche sulla qualità dell'aria per non parlare dei disagi sulla circolazione che per molto ma molto tempo (lì sotto c'è di tutto e lo sanno tutti...) a causa del cantiere metterebbero in ginocchio tutta quella zona e le zone limitrofe...

Qui sorge spontanea un'altra domanda: "Avete già un P.G.T.U. (Piano Generale del Traffico Urbano)? Restando sul tema delle auto che arriveranno fino quasi in centro per parcheggiare vorrei tirare in mezzo anche l'Architetto Giulio Rigotti che in passato si è battuto duramente e con molta determinazione contro la giunta precedente contro questo progetto che, parliamoci chiaro,gioverebbe solo alla Saba e per nulla o quasi al nostro comune, per sponsorizzare e incentivare l'uso della bicicletta ed ora mi tocca leggere su internet e sui giornali alcune sue dichiarazioni che la giunta sarebbe praticamente costretta in ogni caso a fare un parcheggio altrimenti dovrebbe pagare una penale troppo alta che, coi tempi che corrono, sarebbe fuori portata per le casse comunali...

Allora io devo rischiare di ammalarmi per le polveri sottili che sarò costretto a respirare per far sì che il mio comune non debba pagare una penale...?

Signori siamo fuori strada... qui si sta delirando... uno inizia una cavolata e poi arriva l'altro e la porta a termine...? Qui chi è l'incompetente...? E soprattutto in tutta questa vicenda (e non e' la sola purtroppo...) esiste uno competente...? Ora capisce perché Le ho risposto su Twitter che tra voi e gli scienziati della giunta precedente non vi erano molte differenze...?

Mi auguro di ricevere risposte in merito e auspico un ripensamento sulla realizzazione di un'opera inutile, sia che venga fatta in L.go Bellini sia che venga fatta 50 o 100 metri più in là...

Distinti saluti

Giacomo

PS: ho notato che su Twitter non riesco più nè a seguirla nè a vedere i suoi Tweet... voglio sperare che sia un problema tecnico momentaneo del social-network e non che sia stato bloccato volutamente da Lei perché non in linea con le sue idee...

Caro Ballarè, Sindaco protempore, la censura di chi la pensa diversamente non è un buon segno per gli elettori di un partito che si definisce DEMOCRATICO

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Una delle novità che i politici vogliono introdurre con il decreto sulla spending review è l'aumento delle tasse universitarie per gli studenti fuori corso.


Il commento che fa l'italiano medio quando apprende una notizia simile è: giusto !!!


L'università non è un parcheggio!!!


Se non studi o vai a lavorare o, quantomeno, paghi di più!!! Ma analizzando il fenomeno si scopre che:


Il fenomeno è rilevante e non può essere liquidato dando del somaro o del pelandrone allo studente.


Spesso si esce fuoricorso per problemi di famiglia o per carenza di servizi nelle università.


Rilevantissimo è il fenomeno degli studenti che escono fuoricorso perché costretti a lavorare per mantenersi agli studi.


Ma andando ancora più in profondità si scoprono dati che lasciano qualche dubbio sull'onestà dei proponenti della norma.


Una delle università con meno fuoricorso è la Bocconi.


La Bocconi è privata ed è una vera impresa che fattura decine di
milioni di euro annui.


Ultimamente si è vista costretta a farsi pubblicità (veniva pubblicizzata anche in stazione a Novara) forse, a causa di un calo del fatturato (legato sicuramente alla crisi e non alla qualità....).


Tutti sappiamo che uno dei rettori più famosi che l'università in questione abbia avuto è l'attuale presidente del consiglio Mario Monti che, tra l'altro ha più volte ribadito la sua intenzione di tornare in università una volta concluso il suo mandato.


FACCIO PECCATO SE AFFERMO CHE NON È ELEGANTE CHE L 'E X
RETTORE DELLA BOCCONI AUMENTI LE TASSE UNIVERSITARIE AGLI STUDENTI DELLE UNIVERSITÀ CONCORRENTI DELLA SUA?


Gli studenti fuoricorso, vedendosi aumentare le tasse, potrebbero decidere di ritirarsi e le loro università sarebbero costrette ad aumentare le tasse pure agli studenti in corso per recuperare i soldi persi.


A quel punto molti studenti potrebbero reputare più conveniente iscriversi alla Bocconi nvece che alle statali.


Se il politico in questione fosse stato basso, pelato e sofferente di Priapismo avremmo parlato di conflitto di interessi...


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Leggendo la notizia del deragliamento del treno merci sulla Torino-Milano, con conseguenti, pesantissimi disagi per i pendolari e la corsa ai ripari di Rfi per gestire l'emergenza, inevitabilmente sorge in noi una domanda:


Se a deragliare fosse stato, anzichè un "innocuo" merci, un treno che trasportava scorie radioattive (è di pochi giorni fa l'ultimo transito sulla stessa linea) quale emergenza si sarebbe dovuto affrontare ?


E con quali strumenti ?


Novanta minuti di blocco totale del traffico sembrerebbero a quel punto una bazzecola rispetto alla gestione di una situazione ad alto rischio per la salute e l'ambiente che troverebbe impreparata la popolazione, catapultata improvvisamente in una situazione di emergenza senza averne la consapevolezza (a causa della mancanza di informazione preventiva da parte degli enti preposti) e senza la possibilità di affrontarla con adeguati mezzi.


Fortunatamente, per questa volta, il treno deragliato era "soltanto" un treno merci. Ma la vicenda dovrebbe servire da monito: gli incidenti non sono così rari sulle linee ferroviarie e il transito delle scorie nucleari su linee che attraversano centri abitati senza adeguata informazione alle popolazioni e senza la predisposizione di un completo e coerente piano di emergenza somiglia sempre più ad una roulette russa.


E forse, se i cittadini ne fossero resi coscienti, come l'Europa impone, non accetterebbero di partecipare.


Questo intervento non venga colto semplicemente come rimprovero, ma bensì come stimolo ai governi nazionale e regionale ad essere sempre molto attenti alla collaborazione fattiva e attiva con i cittadini, a partire dalla redazione di atti legislativi ed amministrativi in linea con le direttive dell'Unione Europea.

Fabrizio Biolè
Consigliere Movimento 5 Stelle
Regione Piemonte

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Dopo la patacca PADANIA, la Lega ha inventato ieri una nuova patacca, fresca di giornata: l'INSUBRIA.

Maroni ha avuto un lampo di genio: è vitale creare una superprovincia, appunto l'Insubria, che comprenda ben sei nuove province, di cui due dislocate in Piemonte (Novara e VCO) e quattro in Lombardia (Varese, Como, Lecco e Sondrio).


Naturalmente questa proposta brillante ha visto subito accodarsi il leghista Costa e i pdellini Sozzani e Nobili, questi ultimi due ingolositi da sogni di potere.


Qualcuno ha detto che la Costituzione non permette questa soluzione di una provincia a cavallo di due regioni, se non altro per il motivo che questa nuova provincia dovrebbe sottostare a due diverse legislazioni regionali.


Niente paura, ha obiettato Maroni, cambieremo la Costituzione e formeremo una provincia a statuto speciale.


SIAMO AL RIDICOLO !


FERMIAMO QUESTI VANEGGIAMENTI FINCHE' SIAMO IN TEMPO !


F.T.

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Il Movimento 5 Stelle di Novara deve ancora rilevare l'atteggiamento sprezzante verso la cittadinanza intera da parte di questa amministrazione.


Giovedì 2 Agosto ci racconta, notizie dei giornali, che il parcheggio sotterraneo di largo Bellini non si farà! però dichiara contestualmente che: si sta valutando una diversa dislocazione dell'opera, che sarà ancora in largo Bellini!


Ma più verso il centro, con una sua variante progettuale.


Verso il centro ???


Tradotto non faremo più il parcheggio di largo Bellini ma faremo un parcheggio di largo Bellini più spostato verso il centro! Tutto ed il contrario di tutto. Trovate che ci sia della schizofrenia in questa dichiarazione ?


Anche noi !


Ma non finisce qua, tempo due giorni e l'assessore Rigotti, che evidentemente non parla né con il Sindaco, nè con la maggioranza che lo sostiene, dichiara che il parcheggio si farà proprio in Largo Bellini, forse "più corto e più profondo", ma al solito posto.


Grazie pre prenderci in giro con lo stipendio che vi paghiamo.


Hanno preso in giro, in campagna elettorale, una città intera dicendo che non si sarebbe fatto un parcheggio in Largo Bellini con tanto di farsa della piantumazione di un acero rosso, prontamente rimosso e riportato al leggittimo proprietario.


Unico dato concreto, l'annullamento della famigerata delibera 53, poi sempre a mezzo stampa si parla di aree "pedonali d'eccellenza" (cosa vuol dire?) di cui non c'è traccia nel Piano Generale del Traffico presentato a Giugno.


La disgiunzione tra gli annunci e gli atti concreti sono ormai palesi.


E' chiaro che questa amministrazione vuole, desidera, sogna un parcheggio interrato!!


No signor Sindaco siamo sulla strada della menzogna e della falsificazione delle intenzioni.


Lei si è assunto in campagna elettorale degli impegni e per questo è stato eletto, fare un parcheggio dopo aver pontificato il contrario è una bugia e le bugie le dicono i bugiardi.


È questo che desidera inserire nel suo curriculum di amministratore?


Senza la delibera n°53 la ditta costruttrice ha già ammesso di non farcela a sostenere economicamente l'opera; avete un'autostrada a 10 corsie per far si che si ritirino senza che il comune paghi delle penali.


Dovete solo FARLO.


FATELO !


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Chi ha fretta, con i documenti informatici, conosce benissimo questa definizione: copia e incolla.


Più sinteticamente CTRL+C CTRL+V che sono i tastini da utilizzare per l'operazione una volta che si è individuato e selezionato cosa copiare e dove incollare.


Meraviglie dell'informatica.


Copiare e riportare la fonte della copiatura è cosa buona e giusta, se la fonte è buona: perché reinventare la ruota?


Questo metodo è stato applicato dai nostri amministratori al nuovo
regolamento per la disciplina della concessione dei finanziamenti alle associazioni da parte del Comune.


Il problema sta nel fatto che il regolamento che è stato copiato è quello di Genova, comune di 600.000 abitanti contro i 100.000 di Novara, il che significa avere in proporzione molte più associazioni e quindi la necessità di un regolamento più complesso che prevede addirittura bandi per l'accesso ai finanziamenti.... ma Novara non è Genova, non c'è la reale necessità di indire un bando per ogni tipologia di attività!!


Questo metodo, applicato su Novara, porterà di sicuro una complessità nell'accesso ai finanziamenti che andrà a ricadere sia sugli uffici comunali che sulle associazioni.


Il Regolamento va rivisto, quantomeno semplificato per essere calato sulla realtà novarese.


E' stato presentato in prima commissione e la stessa commissione, dovrà farsi carico del lavoro che gli assessori NON HANNO FATTO.

Luca Zacchero
Consigliere Comunale del M5S di Novara

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Rimborsi 2010.
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Nuovi tetti massimi per i rimborsi dello Stato ai giornali.


L'articolo 2 del decreto sul riordino dei contributi all'editoria, approvato il giorno 11 Maggio 2012 dal Consiglio dei Ministri, stabilisce "nuovi criteri di calcolo e liquidazione del contributo" che vengono indicati con una "quota pari al 50 per cento esclusivamente dei costi sostenuti per il personale dipendente, calcolati in un importo massimo di 120mila euro annui e di 50.000 euro annui rispettivamente per ogni giornalista e per ogni poligrafico assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato, per l'acquisto della carta, per la stampa e per la distribuzione".


"I predetti costi - si legge nel decreto - devono essere direttamente connessi all'esercizio dell'attività editoriale per la produzione della testata per la quale si richiedono i contributi ed i relativi pagamenti devono essere effettuati tramite strumenti tracciabili".


QUOTIDIANI LOCALI:FINO A 1,3 MILIONI


L'importo complessivo di questa quota "non puo', comunque, essere superiore a 2milioni di euro per i quotidiani nazionali, a 1.3 mln di euro per i quotidiani locali, a 300.000 euro per i periodici e a 1.000.000 di euro per le imprese editrici di giornali quotidiani". E "una quota pari a 0,20 euro per ogni copia venduta per i quotidiani nazionali, a 0,15 euro per i quotidiani locali e a 0,35 euro per i periodici. Tale quota non può, comunque, essere superiore all'effettivo prezzo di vendita di ciascuna copia. L'importo complessivo di tale quota di contributo non puo' comunque essere superiore a 3, 5 mln di euro per i quotidiani e a 200mila euro per i periodici".


Nonostante un raccolta di firme di oltre 300.000 cittadini italiani (V-Day) in poche ore in tutta Italia, Monti come tutti i politicanti che lo hanno anteceduto fa morire di fame la popolazione mentre mantiene le caste di potere nel Paese


Se continua il Governo e Monti ad operare in questo modo squallido e vergognoso (il neo-medioevo italiano) ci ritroveremo in pochi anni al livello attuale dell'India, una nazione dove i cittadini sono divisi in caste, con una divisione netta tra i ricchi e tutti gli altri cittadini non esistendo completamente la classe media.


Figuratevi che in India esiste una casta definita degli intoccabili che non ha diritti e che è chiamata Dalit la casta degli intoccabili o anche detti i fuori casta.


Forse con l'idea di eliminare le festività vogliono far divenire la maggioranza degli italiani dei Dalit avvicinandoci prima agli indiani per prepararci all'attuale vita disgraziatissima che conducono i cinesi...


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