Cementificazione di Agognate

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Non riusciamo a comprendere la polemica innescata a posteriori dall’ex-Sindaco di Novara Andrea Ballarè sulla cementificazione del verde agricolo di Agognate.

A Ballarè vorremmo chiedere che cosa c’entra lo stabilimento di Amazon a Vercelli con la sua proposta di cementificare 1.000.000 di metri quadri ad Agognate.

Le due cose sono assolutamente non comparabili, è come confrontare le pere con le mele. In primo luogo chi ha mai visto una qualsiasi azienda industriale presentare a Novara il progetto di un suo stabilimento?

Nessuno, mentre invece si è visto a più riprese, anche in Consiglio Comunale, un distinto signore, proprietario del suddetto milione di metri quadrati, chiedere al Sindaco di Novara la trasformazione di questa vasta area verde in area edificabile, da parte sua per ovvi motivi di interesse personale, che vanno sotto il nome tecnico di “speculazione immobiliare”.

In secondo luogo l’area verde di Agognate è dieci volte più ampia dell’area di Vercelli, e sebbene più tardi il milione di metri quadri di Agognate sia sceso inopinatamente a 600.000, restava tuttavia costante l’assenza di un qualsiasi progetto industriale degno di questo nome.

L’ex-Sindaco Ballarè ha continuato per almeno tre anni a vantare inesistenti investitori e a promettere migliaia di fantomatici posti di lavoro, senza mai presentare in Consiglio Comunale uno straccio di progetto industriale preciso, un interlocutore identificabile, un quadro convincente di costi- benefici, ed evitando accuratamente di prendere in considerazione le aree industriali già disponibili a San Pietro Mosezzo o a Sant’Agabio.

Questi sono stati gli errori imperdonabili commessi da Ballarè ed ora non gli rimane che fare l’ autocritica e recitare il mea culpa.

F.T.

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