CDS (Centro-destra-sinistra) a Novara

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L’ultima vicenda della “valorizzazione delle caserme” di Novara è la dimostrazione che esiste un CDS (centro-destra-sinistra) a Novara, che, al di là delle apparenze e delle finte alternanze, governa da decenni con assoluta continuità la nostra città nel segno della mala amministrazione, della finanza allegra e dello spreco di danaro pubblico.

Per comodità limitiamoci ad esaminare i lavori pubblici o pubblico-privati degli ultimi dieci anni.
Primo esempio, il progetto del teleriscaldamento, discusso per anni e infine cancellato. Il vantaggio per i cittadini non è mai stato provato. Se realizzato, gli scavi avrebbero sconvolto per anni il traffico di Novara, senza reali risparmi energetici. Secondo esempio, lo Sporting, impianto megalomane per Novara, oggi sottoutilizzato, che ci ha lasciato una scia di debiti.
Terzo esempio, la rotonda di largo go Don Minzoni, inutile e costoso rifacimento di una rotonda già esistente.
Quarto esempio, il parcheggio sotterraneo di largo Bellini, grande impianto inutile con tariffa due €uro all’ora. Discussioni lunghissime, molti rifacimenti del progetto e infine cancellazione con perdita secca per le casse comunali.
Quarto esempio, il Musa, pura tassa aggiuntiva senza che abbia risolto i problemi del traffico e dell’inquinamento dell’aria.
Quinto esempio, il PISU, costosa scatola vuota sorta sulle spoglie di un’aria verde a Sant’Agabio.
Sesto esempio, la ristrutturazione del Castello, durata 15 anni, altra costosissima scatola vuota.
Settimo esempio, Agognate, il tentativo, fortunatamente abortito, di cementificare un milione di metri quadri di verde agricolo alle porte di Novara. Oggi tocca alla “valorizzazione delle caserme”, che potrebbe essere interessante, ma il Comune la presenta senza un progetto e senza la fattibilità economico- finanziaria, quindi foriera di nuovi disastri finanziari per le casse pubbliche.

Tutti questi esempi presentano caratteristi che comuni: assenza di interesse pubblico e viceversa predominanza di interessi particolari, assenza di analisi di fattibilità economico- finanziaria, indebitamento della finanza pubblica per lunghi o lunghissimi periodi, trasversalità dei progetti attraverso due, a volte tre Giunte Comunali di diverso colore politico, come nel presente caso delle caserme.

Quando sono stati realizzati, questi progetti non hanno raggiunto gli obiettivi prefissati, inoltre  hanno procurato rilevanti perdite economiche alle casse comunali. A fronte dei suddetti progetti, poco o nulla è stato fatto per i reali problemi dei cittadini novaresi, ad esempio per la bonifica dell’amianto nell’ex-Macello, per riqualificare il rione di Sant’Agabio, per migliorare la qualità dell’aria e il traffico, per l’ampliamento della rete delle piste ciclabili, per la sicurezza degli edifici scolastici, per il rilancio economico della città e per la lotta contro la disoccupazione.

Alla luce di tutte queste esperienze, onde evitare analoghi guai per il futuro, conviene che i cittadini novaresi tengano gli occhi bene aperti sulla “valorizzazione delle caserme” e anche sul progetto del nuovo ospedale!

F.T.

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