Il papocchio delle Province

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A seguito del risultato del referendum del 4 dicembre u.s., le Province sono confermate, ma vengono immiserite finanziariamente e sottratte al voto dei cittadini. In Piemonte le Province dovrebbero addirittura assumersi a breve anche la gestione dei rifiuti, oggi svolta dai morituri Consorzi.

Molti sono i dubbi sui risparmi ottenibili da questo papocchio. Comunque sia, rimarrebbero in capo alle Province l’edilizia scolastica delle scuole superiori, la tutela dell’ambiente e la pianificazione dei trasporti, in soldoni la gestione di 5.100 scuole, di 130.000 km di strade e il contrasto al dissesto idrogeologico.

Secondo l’UPI (Unione Province Italiane) il Governo dovrebbe distribuire con urgenza 650 milioni €uro tra le Province e 250 milioni €uro  tra le città metropolitane, altrimenti le Province e le città metropolitane non potranno fare fronte ai servizi primari del riscaldamento nelle scuole medie superiori e dei piani neve, oltre a tutto il resto. Tutti questi elementi dovranno essere tenuti presenti il prossimo 8 gennaio, quando verranno nominati (non eletti) i nuovi Consigli Provinciali.

Bene ha fatto il M5S a votare contro questa falsa riforma delle Province, che invece di cancellarle e di trasferirne le funzioni alle Regioni e a Comuni, le ha ingarbugliate e impastoiate.

Gli studenti terranno  d’occhio il riscaldamento negli ambienti scolastici per non dovere stare in aula col cappotto, gli automobilisti staranno attenti alle buche e alle strisce bianche sulle strade provinciali. Per quanto riguarda il clima, speriamo che il padreterno sia clemente con le nevicate e gli acquazzoni!

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