Lorenzin l’inossidabile

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Paolo Gentiloni ha appena diramato i nomi del governo Renzi bis (o governo copia-incolla). Nell’elenco compare anche quello che è, a tutti gli effetti, un ministro per tutte le stagioni del consociativismo. Beatrice Lorenzin è “l’highlander” della XVII Legislatura: cambiano i governi (Renzi, Letta, Gentiloni) ma lei, inossidabile, resta piantata sullo scranno del ministro della Salute .

Evidentemente oltre a garantire equilibri politici, Lorenzin è anche il soggetto più indicato per realizzare la progressiva e sotterranea operazione di smantellamento del nostro Servizio Sanitario Nazionale e di negazione del diritto alla salute.

Breve excursus degli oltre tre anni e mezzo di Lorenzin al dicastero di Lungotevere a Ripa: 4,3 miliardi di euro di tagli nel solo biennio 2015-2016 e diversi altri miliardi di tagli programmati per gli anni che verranno, 11 milioni di italiani che rinunciano alle cure, un Patto per la Salute (quello 2014-2016) mai nato, il tragicomico caso del fertility day. Ancora: i nuovi Lea sembra stiano finalmente per vedere la luce dopo un parto lunghissimo mentre per l’aggiornamento del nomenclatore tariffario siamo ancora in attesa di date certe. I risparmi derivanti dalla digitalizzazione della sanità restano una promessa reiterata.

Tra gli elementi di continuità delle politiche messe in campo da Lorenzin ricordiamo la farmaceutica: la tutela degli interessi delle aziende del comparto è stata decisamente maggiore rispetto a quella nei confronti dei cittadini e delle casse dello Stato. In tal senso esemplare è il caso della cura dei soggetti affetti da epatite C: il prezzo altissimo del farmaco non consente l’accesso al trattamento di tutti i cittadini che ne avrebbero bisogno.

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