L’art. 21 della Costituzione dice:

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«Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili. »

La Costituzione, come hanno dimostrato, non li intimidisce e nemmeno li guida in scelte politiche. Anzi sembra proprio che sia andare contro la carta costituzionale il programma in auge nei governi nominati (e siamo a quattro).

Giornali e telegiornali cercano di indirizzare le opinioni dei cittadini e per molto tempo è andata così. Però ultimamente le cose sono cambiate: dal referendum sulla brexit dove tutta la stampa era per restare e i cittadini hanno deciso il contrario. Negli Stati Uniti tutti erano per la Clinton e ha vinto Trump. Da noi nell’ultimo referendum sulla costituzione da cambiare, stampa e televisioni a favore del sì e zak! gli elettori hanno detto no.

Ma nonostante queste tre solenni batoste recenti, come detto, ancora troppo spesso la stampa e la televisione cercano di insistere nel loro ruolo di orientare il pensiero comune ma si rendono conto che ci riescono sempre meno.

Ecco che allora arriva la politica (e non è la prima volta) che propone il controllo,  ma solo di internet. Quando internet si autoregola da se stesso: se scrivi una balla ti sgamano in un minuto e poi se vuoi rilanciarla e crederci… beh sono fatti tuoi.
Torniamo da capo. Nella costituzione è sancito: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.

Più chiaro di così non so proprio come avrebbero potuto scriverlo.

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