Reddito di cittadinanza

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Il governo Gentiloni/fotocopia riproduce con la consueta precisione le posizioni e le idee dell’originale, ovvero il governo Renzi. Dalla priorità alle banche al servilismo verso le lobby, fino all’abitudine a trattare i cittadini come miserabili a cui elargire elemosine.

Come quella del fasullo “reddito di cittadinanza” in salsa piddina, su cui oggi torna anche il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina: poche risorse, distribuite a caso, e senza nessuna attenzione reale per gli oltre 17.5 milioni di cittadini a rischio povertà. Stiamo parlando di quasi un terzo del Paese!

Aspettiamo forse di ritrovarci come in Grecia, dove secondo le ultime drammatiche notizie non si riesce più a salvare neppure i malati curabili?

Il reddito di cittadinanza non è e non deve essere una momentanea boccata d’ossigeno per chi affonda, o un contentino per far tirare avanti i disoccupati, o peggio un’elargizione per tenere buoni gli scontenti e magari convincerli al voto. E’ un provvedimento strutturale, come ricorda anche la Commissione

Lavoro del M5S che attende da 2 anni la discussione al Senato della sua proposta, è una misura che non solo serve ad azzerare la povertà più grave, ma serve anche a reintrodurre i beneficiari nel mondo del lavoro e nel contesto sociale, e a far ripartire l’economia attraverso i consumi, essendo, altresì, una vera e propria manovra economica.

Se il governo, una volta tanto, avesse intenzione di fare sul serio e di intervenire in modo responsabile, la nostra proposta sul Reddito di Cittadinanza è pronta ed in grado di contrastare fortemente il fenomeno della povertà in Italia: la dignità dei cittadini non può più aspettare.

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Regalare 20 miliardi €uro alle banche italiane

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Il Governo Renzi-bis si appresta a regalare 20 miliardi €uro alle banche italiane in difficoltà per ripianare i loro buchi di bilancio. Il comune cittadino si può chiedere il perché.

Risposta del Renzi-bis: “Per tutelare i risparmiatori”. Ora, c’è risparmiatore e risparmiatore. C’è il risparmiatore che ha messo in quella banca milioni di €uro, magari frutto di speculazioni, e quello che ci ha messo soltanto qualche migliaia o decine di migliaia di €uro, frutto dei sudati risparmi di tutta una vita di lavoro. Innanzitutto, sembra doveroso fare una distinzione tra queste due categorie di risparmiatori.
Ma si pone un’altra questione: è possibile suonare qualcosa di diverso dalla solita musica: “Privatizzare i profitti e socializzare le perdite”?

Non si comprende proprio perché le perdite delle banche, dovute in gran parte ad errori di gestione delle direzioni di quelle stesse banche, debbano essere pagate dall’intera comunità nazionale, nel caso specifico circa 300 €uro ad italiano, lattanti e centenari compresi.

Non è possibile immaginare la seguente semplice soluzione: le perdite vengano ripagate dai clienti e dai direttori delle banche in perdita, aventi un’esposizione totale (sia in obbligazioni, che in azioni o conti correnti) superiore ognuno ai 100.000 €uro, mentre i piccoli risparmiatori con meno di 100.000 €uro vengano esentati dal ripianamento delle perdite.

Questa sembrerebbe una soluzione equa che salverebbe i piccoli risparmiatori e non caricherebbe la comunità nazionale di oneri impropri.

Ma si sa, in Italia le cose semplici e di buonsenso sono difficilissime a farsi!

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Sperimentazione della tariffa puntuale

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Il gruppo consiliare Movimento 5 Stelle di Novara esprime forte preoccupazione  per la gestione della fase iniziale e sperimentale della tariffa puntale nella frazione di Pernate.
Pretendiamo da parte dell’amministrazione molto più rispetto e maggior trasparenza nei confronti dei Pernatesi,  venuti a conoscenza dell’iniziativa solo tramite mezzo stampa o social network.

La fase sperimentale che sta per iniziare riguarda un metodo di raccolta e di tariffazione dei rifiuti domestici da sempre condiviso ed auspicato dal Movimento 5 Stelle e per essere attuata al meglio amministrazione comunale e  comunità Pernatese saranno chiamate a collaborare in tempi rapidi per raggiungere insieme gli obbiettivi prefissati.

In questa fase iniziale è fondamentale istruire il Cittadino su quali saranno doveri e sforzi da sostenere, sulle modalità e le azioni da intraprendere per ridurre l’ indifferenziato, sui tempi di attuazione e soprattutto informare adeguatamente sulla quantificazione dei risparmi, in termini ambientali ed economici, che incentiveranno comportamenti virtuosi.

Il cittadino deve essere reso partecipe, sensibilizzato e motivato attraverso una serie di incontri pubblici con Sindaco Assessore e personale specializzato Assa, deve essere informato con azioni di promozione di opuscoli e video esplicativi che permetteranno ad ogni singolo di acquisire consapevolezza sull’importanza e sulla portata di questa sperimentazione.

Il Movimento cinque stelle ha presentato un interrogazione al Sindaco e alla giunta, interrogazione con cui chiede tutte le informazioni necessarie, tra le quali il metodo di contrasto all’abbandono abusivo dei rifiuti, per poi valutare se la modalità di attuazione della tariffa puntuale nella frazione di Pernate abbia basi solide per ottenere il successo che tutti noi auspichiamo.

Appena ricevute le dovute risposte informeremo ogni singolo Cittadino.
Siamo sicuri che i Pernatesi saranno disponibili a collaborare e prendere coscienza che per contribuire al meglio dovranno modificare comportamento ed abitudini, affinché il progetto venga poi esteso a tutta la Città.

Auspichiamo infine un cambiamento nell’atteggiamento di questi amministratori Novaresi che con arroganza propongono profondi cambiamenti senza le dovute informazioni e istruzioni su come agire nella maniera più virtuosa possibile.

M5S Novara

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L’art. 21 della Costituzione dice:

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«Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili. »

La Costituzione, come hanno dimostrato, non li intimidisce e nemmeno li guida in scelte politiche. Anzi sembra proprio che sia andare contro la carta costituzionale il programma in auge nei governi nominati (e siamo a quattro).

Giornali e telegiornali cercano di indirizzare le opinioni dei cittadini e per molto tempo è andata così. Però ultimamente le cose sono cambiate: dal referendum sulla brexit dove tutta la stampa era per restare e i cittadini hanno deciso il contrario. Negli Stati Uniti tutti erano per la Clinton e ha vinto Trump. Da noi nell’ultimo referendum sulla costituzione da cambiare, stampa e televisioni a favore del sì e zak! gli elettori hanno detto no.

Ma nonostante queste tre solenni batoste recenti, come detto, ancora troppo spesso la stampa e la televisione cercano di insistere nel loro ruolo di orientare il pensiero comune ma si rendono conto che ci riescono sempre meno.

Ecco che allora arriva la politica (e non è la prima volta) che propone il controllo,  ma solo di internet. Quando internet si autoregola da se stesso: se scrivi una balla ti sgamano in un minuto e poi se vuoi rilanciarla e crederci… beh sono fatti tuoi.
Torniamo da capo. Nella costituzione è sancito: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.

Più chiaro di così non so proprio come avrebbero potuto scriverlo.

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L’ Imperatore del Piemonte e il Nulla

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A fine anno l’ Imperatore del Piemonte, ex- banchiere, dalla sua residenza subalpina ha rilasciato una lunga intervista al giornalone locale. Si tratta di un’ intera pagina di giornale. Chiunque si sarebbe aspettato da parte dell’Imperatore una valutazione della grave situazione sociale regionale e nazionale dopo il referendum del 4 dicembre u.s. e dopo lo schiaffone inferto dal popolo italiano al suo partito, il PD (Partito Democratico).

Molti attendevano un suo esame di coscienza ed un’autocritica sugli errori del suo partito riguardo l’ economia, la disoccupazione, il lavoro, la sanità, la scuola, l’ambiente.

Invece nulla di tutto questo. Nell’intervista l’Imperatore si è limitato a lanciare segnali e ammiccamenti ai suoi compari di partito, ai mandarini della burocrazia statale, segnali finalizzati evidentemente ad un rimescolamento delle posizioni di potere e delle poltrone all’interno del PD e dello Stato.

Il PD, ex- partito dei lavoratori e dei disoccupati, é oggi agli ordini delle grandi banche. Quando si rivolge ai cittadini, la sua filosofia è ormai da tempo quella di “non disturbate il manovratore”, oppure ” al contadino non far sapere…”.

E’ possibile andare avanti così? Evidentemente no, e allora è tempo che gli italiani vadano al più presto alle elezioni nazionali!

F.T.

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Quattro impresentabili

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Nell’ineffabile Renzi- bis o Governo Fotocopia figurano quattro improbabili ministri. Si tratta dell’ ex- ministro della riforma costituzionale, riforma bocciata a furor di popolo il 4 dicembre u.s.

Eppure questo ministro è ancora nel Governo a sfidare il voto popolare. Poi c’è l’ex-ministro del lavoro, famoso nel recente passato per avere affermato pubblicamente, lui che laureato non è, che la laurea in Italia non serve a niente. Ora, recidivo, afferma di essere contento che si tolgano dai piedi i ricercatori italiani costretti ad emigrare all’estero per potere lavorare. Sulla stessa linea si pone il nuovo ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Un ministro che non ha mai conseguito nessun dottorato di ricerca, e quindi è assai improbabile che sappia che cosa sia la ricerca. Di più, questo ministro ha visto sì l’Università, ma col binocolo, non essendoci mai stata, perché non ha mai conseguito una laurea. Infine Miss Fertility, ministro della salute, la quale ha aggiunto ai giovani italiani, già gravati in precedenza da altri ministri degli appellativi di bamboccioni e choosy (schizzinosi), la qualifica di rammolliti, che non sanno come comportarsi a letto.

Con ciò Miss Fertility ha dimostrato di soffrire di un singolare strabismo nell’individuare le cause del problema. Ebbene, i cittadini italiani hanno il diritto di pretendere dai loro ministri, come anche dagli assessori comunali e regionali e dai funzionari pubblici, la competenza necessaria a svolgere al meglio le loro funzioni pubbliche. Questo fa parte del patto sociale, in base al quale i cittadini pagano le tasse!

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Una vittoria per gli ambulanti

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Roma, 29 dicembre 2016 – «Finalmente, dopo anni di dura lotta e di pressioni nei confronti prima di Letta, poi di Renzi e quindi di Gentiloni, il Movimento Cinque Stelle ha ottenuto una grande vittoria: l’applicazione della direttiva Bolkestein nei confronti degli operatori del commercio ambulante è rimandata al 2020″.

È il commento dei deputati del M5S in Commissione Attività produttive.
«Questo è ciò che apprendiamo leggendo il testo del decreto milleproroghe appena approvato dal Consiglio dei Ministri. Ci auguriamo che nel corso dell’iter parlamentare nessuna forza politica chieda un passo indietro, mantenendo una linea a tutela dei piccoli commercianti e delle loro attività.

Chiaramente la situazione non è definita ma solo sospesa: il M5S è felice di celebrare questo importante risultato ma continua a schierarsi in prima linea per cancellare del tutto l’estensione della direttiva nei confronti di questa categoria entro il 2020. Ed è quello che faremo quando saremo al governo», sottolinea il portavoce M5S in Commissione Attività Produttive Ivan Della Valle.

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Pericoli del jobs act

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“La precarizzazione spinta favorisce quella che in America chiamano la ‘job insecurity’. Le esternalizzazioni, il lavoro intermittente, i contratti brevi e brevissimi, il dilagare dei voucher: è difficile in queste condizioni attuare le pratiche virtuose che garantiscono maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro. E il governo del Jobs act è chiamato in correità con i fenomeni di globalizzazione”. Lo denunciano i deputati M5S che oggi hanno chiesto conto all’esecutivo in aula con una interpellanza a prima firma Tiziana Ciprini.

“Organizzazione, mansioni, ambienti e pratiche lavorative estremamente variabili non favoriscono la giusta profilassi per la sicurezza propria e dei colleghi – insiste Ciprini – Non a caso, l’Inail nella sua relazione annuale 2016 ha registrato nel 2015 quasi 100 morti in più in seguito a infortuni a causa dell’occupazione. E il Jobs act non fa che assecondare l’onda lunga della globalizzazione: massimizzare i profitti e ridurre i costi fissi, a scapito delle tutele”.

“Turni, orari, paga: nulla è ormai certo per lavoratori sotto ricatto che accettano ogni cosa. Nel caso degli intermittenti, la riforma di Renzi non contiene nulla sulla formazione in materia di sicurezza. Circa il tempo determinato, invece, la brevità di rapporti aumenta il rischio. E il governo non ha aggiunto obblighi di formazione specifica circa i rischi dei contratti a termine”, rincara la portavoce M5S.

“Abbiamo portato le testimonianze delle dipendenti di Easycoop che gestisce un magazzino a Casalpusterlengo per conto della XpoLogistics, a sua volta incaricata di curare la logistica per il noto marchio di abbigliamento H&M. E che dire dei fattorini torinesi in bicicletta pagati a cottimo da Foodora? Sono storie che ci riportano a un secolo fa. Ai tempi in cui vuole precipitarci il governo con riforme che hanno sdoganato i voucher e legalizzato il mobbing attraverso il demansionamento. Ecco perché bisogna votare No il prossimo 4 dicembre – chiude Ciprini – per fermare l’arretramento cui ci sta condannando questo esecutivo”.

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