Onestà e disonestà intellettuale

Condividi:

Cos’è l’onestà intellettuale? La capacità di dare informazioni onestamente, di riportare vicende della vita quotidiana, che siano di cronaca o di politica, in modo neutrale, corretto, il più possibile obiettivo, documentato, imparziale, di riportare la realtà, la verità, attenendosi a ciò che effettivamente si conosce e si è verificato.
Cos’è la disonestà intellettuale? La capacità di dare una propria interpretazione dei fatti, di esprimere un giudizio, di additare, di distorcere la realtà, di raccontare ciò si vuole o “si deve” raccontare (per volontà di una forza politica cui si è vicini), la capacità di offendere a tutti i costi, di scendere talmente in basso che più in basso non si può!
Sono innumerevoli gli esempi di disonestà intellettuale, ogni giorno ne siamo bombardati ma ci siamo talmente abituati che la cosa finisce per non stupire più o per passare quasi del tutto inosservata! A volte i giornalisti riescono ad essere “politically incorrect” come un recente articolo di un noto quotidiano che ha inflitto un vergognoso e inammissibile colpo basso alla sindaca di Roma. Un articolo che denota gretto maschilismo, mancanza di sensibilità e di rispetto, quello per una donna che ha rotto gli schemi e che disturba politicamente. Olimpiadi docet! È un attacco sessista offensivo che denigra la dignità non solo di Virginia Raggi ma di tutte le donne che continuano a subire ancora oggi, nel 2017 ogni sorta di violenza verbale, non solo fisica (perché le parole feriscono e feriscono più di tutto).
Questa è l’ultima punta di iceberg contro la prima cittadina di Roma. Da mesi non si parla di altro! Il massacro mediatico e il crescente accanimento contro Virginia Raggi e il M5S hanno raggiunto livelli inauditi!

L’informazione tutta e i mass media sono corresponsabili con i politici della deriva di questo Paese! Quando non fanno una corretta informazione, quando usano due pesi e due misure, quando credono di manipolare il pensiero dei cittadini secondo lo schema gradito ai “potenti”, quando si fanno mettere il guinzaglio da un sistema che detta le leggi e che a tutto è interessato, tranne che alla verità.

Il 77° posto dell’Italia nel mondo per NON libertà di stampa, allora, è del tutto meritato!
Pensate che ci precedono Paesi come Tonga, Burkina Faso e Botswana. Allucinante, ma è così! Visto, quindi, che l’onestà intellettuale è in via d’estinzione, chiediamoci: il giornalismo ha ancora senso?

B. I.

Condividi: