La provincia di Novara come un nuovo Texas?

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di Davide Crippa M5S Camera

Dopo il Progetto CARISIO (che fra i vari comuni coinvolti vede come epicentro quello di Carpignano Sesia) ecco arrivare il Progetto di Ricerca Idrocarburi CASCINA ALBERTO, un nuovo potenziale scempio per il nostro territorio.

Apprendiamo infatti dalle testate locali e nazionali come SHELL sia pronta a organizzare molti incontri con enti coinvolti e cittadinanza per “dialogare” sul progetto stesso.

CASCINA ALBERTO, pur valicando i confini della Provincia di Novara (toccherebbe anche i territori delle province di Vercelli, Varese e Biella, per sconfinare oltre Ticino nella Provincia di Varese per un totale di 462,14 kmq) vede la stessa assolutamente protagonista considerando che l’area interessata va a comprendere anche i territori di almeno 36 degli 88 comuni di competenza di Palazzo Natta.

L’area interessata ricadrebbe almeno parzialmente all’interno di alcune aree protette come il Parco Naturale Valle del Ticino, Località Pian del Rosa, Baraggia di Rovasenda, Bosco Solivo e i Lagoni di Mercurago.

Come nel caso di Carpignano, andiamo a sottolineare il fatto che i piccoli pozzi necessari a portare a termine il progetto in questione potrebbero agevolare il contatto tra le falde superficiali maggiormente contaminate da sostanze inquinanti e le falde di alimentazione della rete idrica a servizio dei territori, una catastrofe per le realtà produttive novaresi.

Notiamo con piacere che diversi Sindaci dei Comuni coinvolti (citiamo Fontaneto, Ghemme, Carpignano e Sizzano) hanno già espresso la propria contrarietà al progetto per mezzo stampa. Attendiamo che anche tutti gli altri primi cittadini si pronuncino contro queste vere e proprie scorribande, negli anni pienamente sostenute da amministrazioni nazionali, regionali e locali di ogni colore, che non possono che alterare irrimediabilmente l’equilibrio ambientale su cui si basa una larga fetta dell’economia del novarese.

Ogni azione in questo senso riceverà dal Movimento Cinque Stelle il pieno sostegno.

Considerando poi che diversi dei Comuni coinvolti andranno al voto quest’anno, restiamo in attesa delle posizioni dei vari candidati Sindaci nel merito.

CARISIO insegna: non si piò aspettare!

P.s. ci auguriamo che l’azione degli esponenti del Partito Democratico novarese non si limiti, come con Capignano, all’organizzazione di inutili gite turistiche romane presso il Ministero dell’Ambiente o a proclami vuoti e ormai non più credibili per la cittadinanza ma che cerchi realmente di dare battaglia per impedire l’ennesimo scempio del territorio novarese.

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