Il Jobs Act di Renzi è una disgrazia, ecco la conferma dell’Inps

Condividi:

di MoVimento 5 Stelle

È arrivata dall’Inps una pessima pagella per Matteo Renzi. I dati definitivi sul mondo del lavoro nel 2016 sono da mani nei capelli e confermano il fallimento della sua riforma principale, il Jobs Act.

Il paradosso è che lo scorso anno non solo sono crollati i nuovi contratti a tempo indeterminato rispetto al 2015 (-37,6%, da oltre 2 milioni a 1.264.865) ma il livello degli stessi è stato ancora più basso del 2014 (1.271.398) prima cioè che entrasse in vigore il Jobs Act. Questo significa che senza la droga degli incentivi pubblici il Jobs Act è il nulla assoluto: non crea posti di lavoro e non favorisce i contratti stabili. Renzi ha quindi stanziato quasi 20 miliardi di incentivi pubblici per nascondere l’inconsistenza della sua riforma e appena ha dovuto ridurli dal 100% al 40% la bolla occupazionale si è sgonfiata. Lo abbiamo sempre detto, ma adesso arriva la conferma ufficiale dei tecnici.

Fa rabbia pensare che con quei 20 miliardi si poteva finanziare il reddito di cittadinanza, il salvataggio dei risparmiatori senza ulteriore debito pubblico o un piano di investimenti pubblici infrastrutturali (magari anche per la prevenzione sismica e del rischio idrogeologico).

Nel complesso il saldo dei contratti a tempo indeterminato nel 2016 è positivo di sole 82.000 unità (-91% sul 2015) e considera anche le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti (teoricamente) stabili. Senza esse, che pure sono diminuite del 35%, il saldo sarebbe addirittura negativo.

A far la parte dei leoni, oltre ai voucher, sono i nuovi contratti a tempo determinato (in aumento dai 3,4 del 2015 ai 3,7 milioni del 2016). Come dire che per tre anni Renzi ci ha tenuti prigionieri di un bluff! Ora che l’illusionista bugiardo se ne è andato la realtà torna a prendere il sopravvento sulla propaganda: il precariato dilaga e l’occupazione ristagna.
Come era ovvio a pagare questo fallimento sono stati innanzitutto i salari dei nuovi lavoratori a tempo determinato, i più numerosi. In un anno sono calati dello 0,3% e la discesa è destinata a continuare.

La ricetta per creare lavoro rimane una e una sola: aumentare gli investimenti pubblici e privati. Per i primi serve la sovranità monetaria e fiscale che l’Unione Europea ci nega, i secondi sono innescati dalla crescita della domanda interna, cioè da misure di sostegno al reddito e dagli stessi investimenti pubblici.

BOCCIATA la riforma costituzionale dal popolo italiano, 

BOCCIATO l’Italicum dalla Corte Costituzionale e 

BOCCIATO il Jobs Act dai dati Inps, 

cosa rimane del Governo Renzi? Parole, parole, parole…

Condividi: