I soldi per i terremotati? Se ne parla (forse) nel 2018

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di M5S Camera

 

Eravamo stati persino ottimisti: appena una settimana fa, sospettavamo che la lentezza con cui il Parlamento stava esaminando il DL Terremoto, nascondesse la volontà di un’approvazione finale in fretta e furia per evitare emendamenti e discussioni.

Invece è andata a finire molto peggio. La lentezza non celava altro che… altra lentezza: il M5S alla Camera è venuto a sapere, infatti, che le questioni relative a detassazione e defiscalizzazione non saranno discusse durante questo provvedimento, ma saranno oggetto di un apposito decreto che sarà varato nelle prossime settimane.

La decisione del governo è dovuta certamente al fatto che i saldi del 2017 evidentemente non bastano e, dunque, c’è bisogno di mettere questo decreto sul prossimo Def 2018-2020. In sostanza, questa decisione dimostra che la legge di Bilancio 2017, targata Renzi, è stata fatta talmente male che non solo l’Europa ci chiede di risanare gli errori in essa contenuti, ma che non ci sono più soldi. Le risorse adesso non ci sono, però i 20 miliardi di debito pubblico per le banche erano riusciti a trovarli eccome.

Per le zone franche all’interno del cratere, insomma, tutto è rimandato a data da destinarsi. Imprese e i lavoratori delle zone colpite dal terremoto dovranno ancora aspettare i comodi di un governo che fa confusione sui conti pubblici e che non sa battere i pugni in Europa per ottenere quello che serve per quei territori. I cittadini colpiti dai disastri, insomma, sono sempre più soli: né per l’Italia, né per l’Europa, sono una priorità.

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