Situazione campo TAV

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Il 22 marzo ci siamo recati al Campo TAV dove attualmente risiedono 312 persone. Il Campo è una realtà che non dovrebbe esistere in un paese che vuole definirsi civile, è una situazione al limite che si può tollerare solo durante emergenze quali un post-terremoto, ma che purtroppo a Novara esiste da una decina di anni. Tralasciamo qui di trattare la nostra idea di accoglienza in strutture di emergenza e di come il Campo secondo noi andrebbe dismesso, su questo abbiamo subito presentato un’interrogazione ed una mozione urgente, ma qui vogliamo invece raccontare dell’emergenza immediata che gli abitanti del Campo TAV stanno vivendo in queste ore.

La giunta comunale ha imposto loro di liberare entro il 20 marzo (con un preavviso di 20 giorni) i prefabbricati che sono usati come deposito di masserizie, mobili, effetti personali, tutto ciò che le persone hanno portato con sé al loro arrivo nel Campo. Chi ha perso una casa ha cercato di salvare qualche pezzo di arredamento nella speranza di poterlo riutilizzare in un’abitazione futura, quando l’incubo del campo Tav sarà terminato; nei prefabbricati ciascuno ha depositato pezzi della propria vita, ricordi, come facciamo tutti nelle nostre cantine: i primi giochi dei bambini, una lampada della nonna a cui siamo affezionati, qualche abito che potrebbe tornare comodo. Teniamo presente che i moduli abitativi sono talmente piccoli che non è possibile tenerci quasi nulla.

Ora l’amministrazione Canelli ha deciso che le “cantine” vanno svuotate e chi non lo farà perderà tutto. Quando ci siamo recati al Campo Tav il 22 marzo, alcuni operai stavano recintando la zona ed era un correre disperato a prendere quello che si poteva; senza auto ma solo con l’aiuto di qualche bicicletta o carrello della spesa, trasportavano fuori oggetti di uso quotidiano per ammassarli tra le vie del campo.

Ci chiediamo: dove mai potrebbero queste persone depositare i propri effetti personali, se non hanno sopra la propria testa un tetto che possa definirsi casa? E perché tutta questa urgenza di svuotare questa zona del Campo? Per farne cosa, dato che la data per la chiusura è stata fissata al 31 dicembre 2018???

Abbiamo toccato con mano la disperazione e la desolazione di persone verso cui ci sembra in atto un’operazione volta a togliere loro anche la dignità. Lasciando il campo abbiamo portato con noi tanta amarezza ma anche la consapevolezza che siamo i portavoce di tutti i cittadini, ma soprattutto degli ultimi, perché “nessuno deve rimanere indietro”.

Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle – Novara

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