Il #ProgrammaAgricoltura del MoVimento 5 Stelle

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di MoVimento 5 Stelle

Oggi iniziamo a parlare del Programma Agricoltura del MoVimento 5 Stelle. A partire da domani sul blog si alterneranno esperti per affrontare le tematiche più importanti e urgenti. La votazione si terrà la prossima settimana.

L’agricoltura rappresenta uno dei settori più promettenti dell’economia italiana con un contributo del 2.1% al Pil nazionale. Il suo peso si è ridotto rispetto a qualche decennio fa, ma rileviamo un dato interessante: le imprese agricole aperte nel 2016 rappresentano il 10% del totale delle aziende del settore. Nell’ultimo anno l’agricoltura si è collocata al secondo posto, dopo il commercio al dettaglio, nella top five dei settori preferiti dai giovani imprenditori.

Per dare slancio al comparto agricolo il MoVimento 5 stelle propone una serie di strategie che vanno dalla promozione di prezzi equi per i prodotti primari, a piani strategici per le produzioni cruciali dell’agricoltura italiana. Negli ultimi decenni si è verificato, nell’agroalimentare, un preoccupante aumento di intermediari tra il produttore e il consumatore, ricordiamo che solo un quarto del prezzo del prodotto finale va all’agricoltore. Per la promozione di prezzi equi abbiamo individuato quattro passaggi fondamentali: aggregazione tra i soggetti interessati; promozione di filiere trasparenti; limitazione dell’importazione selvaggia e promozione della filiera corta.

L’agricoltura non può prescindere dal rilancio dei settori d’eccellenza della produzione primaria, con piani strategici per il settore cerealicolo proteico ed olivicolo; strategie di rilancio sostenibile degli allevamenti del comparto ittico, di quello vitivinicolo e lattiero caseario; nonché di cura e manutenzione del grande patrimonio di boschi e foreste.

Per tutelare l’agricoltura non possiamo esimerci dal considerare l’etichettatura d’origine, la PAC e i trattati di libero scambio. Sono ambiti dove l’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea ha causato degli svantaggi palesi: basti pensare all’etichettatura dei prodotti alimentari. La UE identifica come origine del prodotto lo stabilimento dell’ultima trasformazione sostanziale. L’etichetta invece potrebbe indicare lo stabilimento di produzione e confezionamento o l‘allevamento di provenienza.

Un altro ambito importante è quello della PAC. La politica agricola comune, la principale fonte finanziaria a sostegno dell’agricoltura, ha dei limiti: dal sottostare alle regole del WTO (Organizzazione mondiale del Commercio), alla squilibrata distribuzione degli aiuti, al favoreggiamento di monocolture e allevamenti intensivi.

I trattati di libero scambio mettono in difficoltà interi comparti produttivi nazionali (dall’ortofrutticolo all’ittico). Oggi trattati come TTIP e CETA sono negoziati dall’Unione Europea. Se fossero di competenza mista dovrebbero passare attraverso la ratifica dei Parlamenti nazionali. Cosi ogni singolo Stato avrebbe potere di veto e potrebbe incidere sulla stipula del trattato.

L’agricoltura del futuro si gioca sul piano della tutela, della semplificazione e del sostegno. Tutela per i lavoratori del comparto agricolo attraverso una concreta lotta alle agromafie e al caporalato. Una produzione di qualità va di pari passo con il rispetto dei diritti delle persone, dei contratti collettivi nazionali e delle leggi vigenti. Tutelare il consumatore, perciò, significa anche garantire prodotti sani e sicuri che non siano il risultato di sfruttamento e criminalità. La via della semplificazione passa attraverso una terra finalmente detassata, una riduzione della pressione fiscale e la promozione dell’accesso al credito. E infine il sostegno alle politiche giovanili e ai piccoli imprenditori, con produzioni ad alta intensità di lavoro e bassa capitalizzazione. Il nostro modello contadino, si basa sulla vendita diretta, su tecniche agronomiche conservative a basso o nullo impatto ambientale, sulla riproduzione e la conservazione delle sementi e delle razze autoctone.

L’agricoltura del futuro passa anche dalla valorizzazione di alcune filiere, fino ad oggi considerate “minori”, ma che ricoprono invece, una notevole importanza ecologica, ambientale e sociale.

Il settore brassicolo, ovvero la produzione delle birre artigianali, negli ultimi anni si è dimostrato particolarmente vivace, attirando molti giovani imprenditori che hanno occupato interessanti nicchie di mercato. Per questa realtà, la normativa attuale è lacunosa e va aggiornata. Un’altra filiera che rappresenta una indiscussa eccellenza del nostro “made in Italy” è quella dei tartufi e dei funghi. Riteniamo necessario garantire un’adeguata etichettatura e controlli alle frontiere, allo scopo di prevenire le frodi alimentari e le contaminazioni ambientali.

L’apicoltura è un elemento imprescindibile per uno sviluppo sostenibile del settore primario e per il mantenimento della biodiversità. Per questo è importante promuovere in ambito nazionale ed europeo norme per un’etichettatura di tutti i prodotti apistici, in modo da aiutare il consumatore a fare scelte consapevoli.

Infine per il settore ippico, chiediamo che venga garantito il benessere dei cavalli, la tutela pubblica del settore la costituzione di una consulta tecnica per il rilancio del settore stesso. La visione del MoVimento 5 Stelle mira verso l’agro-ecologia, vale a dire quel sistema di agricoltura associato al rispetto e alla salvaguardia dell’ambiente e della salute. L’unico sistema resiliente ai cambiamenti climatici in atto. Questo vuol dire riconvertire l’agricoltura convenzionale o di sintesi con quella biologica.

Per raggiungere questo importante obiettivo sarà necessaria una riduzione programmatica dell’uso della chimica in agricoltura e il controllo delle malattie delle piante o dei parassiti mediante la lotta biologica, portata avanti anche grazie all’aiuto delle nuove tecnologie con la cosiddetta “agricoltura di precisione“. La tutela della biodiversità animale e vegetale potrà essere effettuata attraverso i piani di conservazione di fauna e flora, e ovviamente continuando a vietare la semina di qualsiasi OGM sui nostri territori. Questo è il futuro per il settore primario al quale il MoVimento 5 stelle vuole ispirarsi.

 

http://www.beppegrillo.it/2017/04/il_programmaagricoltura_del_movimento_5_stelle.html

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