Energia: si può risparmiare ma le famiglie non lo sanno. Rendere automatico meccanismo per accedere al bonus.

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di M5S Camera

 

Roma, 10 maggio 2017 – Ci sono 3,5 milioni di famiglie che avrebbero diritto al bonus sulla bolletta elettrica e 2,5 milioni per il gas, eppure solo 34% e 27% rispettivamente vi accedono, e di questi il 30% non hanno rinnovato la richiesta del bonus per l’anno in corso. Poca informazione e troppa burocrazia sono i nemici di questo strumento che potrebbe aiutare milioni di famiglie che vivono situazioni di disagio. È quanto emerso oggi dalla conferenza stampa organizzata dai deputati Davide Crippa e Carlo Sibilia del MoVimento 5 Stelle che ha visto la partecipazione di numerose associazioni dei consumatori e l’intervento di Tiziana Toto, di Cittadinanzattiva, capofila della campagna Bonus a sapersi per offrire informazione su questo strumento di sostegno economico.

«C’è un’enorme difficoltà di accesso, dobbiamo rendere automatico l’accesso al bonus da parte delle famiglie – ha dichiarato Davide Crippa, primo firmatario di una risoluzione che domani inizierà l’iter in commissione Attività produttive – Situazione che si è aggravata a gennaio con la riforma delle tariffe. Noi del M5S proponiamo di slegare il meccanismo di accesso al reddito ISEE. Nella nostra risoluzione proponiamo delle alternative. Tra l’altro chi non accede al bonus avendone diritto contribuisce comunque ».

«Le famiglie potrebbero risparmiare da 112 a 165 euro per le bollette elettriche e da 31 a 266 euro per il gas – ha spiegato Tiziana Toto di Cittadinanzattiva presentando i dati di una ricerca delle associazioni dei consumatori – E il 47% delle persone interpellate afferma che non ci sono informazioni sul bonus mentre il 39% sostiene che accedervi è complesso o molto complesso».
«In Italia o non c’è un diritto o quando c’è esistono mille ostacoli per poterne usufruire – ha detto Carlo Sibilia, M5S – Sono stati già fatti degli esperimenti su come automatizzare questa procedura. È’ impensabile che chi ha un disagio economico debba anche entrare nel girone infernale della burocrazia. Sarebbe possibile ad esempio utilizzare lo stesso meccanismo della social card: quando il bonus energetico è stato legato all’automatismo della social card si è avuto incremento dell’11% di erogazioni del bonus. Si potrebbe, ad esempio, inserire nella dichiarazione dei redditi una semplice voce da barrare se si vuole accedere al bonus. Poi l’agenzia delle entrate ha tutte le informazioni per incrociare i dati e far scattare il bonus».
«È un intervento semplice, che deve essere realizzato già in questa legislatura. È impensabile che soldi stanziati e pronti, che darebbero una mano a milioni di famiglie, vengano persi per un eccesso di burocrazia e una scarsità di informazioni», concludono i deputati.

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