Legittima difesa: legge mal scritta, propaganda elettorale, e i cittadini aspettano

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Il dibattito sulla legittima difesa è stato basato solo sulla propaganda elettorale dimenticando la realtà, per questo motivo abbiamo votato contro. La sicurezza e la giustizia devono essere in primis assicurati dallo Stato. Ma diventa difficile se i governi precedenti e attuali non investono risorse sulle forze dell’ordine o su piani di prevenzione. Questo il punto cruciale sul perché i cittadini si sentono insicuri. Abbiamo fatto una proposta concreta in merito all’indennizzo dovuto alle vittime di reati violenti, perché ad oggi è un fondo assolutamente inutile per i tanti, troppi paletti messi per impedire che tutti i cittadini possano accedervi. Questa nostra proposta concreta è stata bocciata, così chi subisce un reato violento non ha assolutamente nessun sostegno da parte dello Stato, ed è una vergogna.

Le norme che sono state avanzate dai partiti sulla legittima difesa sono norme scritte con i piedi, ad oggi il cittadino ha il diritto e deve difendersi se la sua incolumità o quella della sua famiglia è in pericolo, restano delle zone d’ombra e di incertezza che il M5S voleva chiarire con la sua proposta, che non è altro quella del famoso professore di diritto penale Tullio Padovani, venuto in Commissione Giustizia dicendo che non doveva essere toccato l’articolo 52 c.p. ma gli articoli 55 e 59 che creano maggiore incertezza ai cittadini e giudici, e così abbiamo fatto.

Il Partito Democratico ha dimostrato ancora una volta come i compromessi con Alfano creano pasticci normativi, pressato per motivi elettorali, ha partorito nella miglior ipotesi il nulla e nella peggiore l’incertezza. Non possiamo che osservare come, ancora una volta, un’intera classe politica si sia agitata nei palazzi vanamente, dimenticando la realtà dei fatti.

Ma cosa è successo il giorno dopo la conclusione dell’iter della legge alla Camera?

David Ermini, avvocato e deputato del PD, relatore di maggioranza su legittima difesa, voleva già correggerla eliminando il termine “notte”, perché a suo avviso la legge non era stata compresa dai cittadini, spinto da Renzi (ormai il nuovo presidente del Consiglio in pectore al posto di Gentiloni) che afferma che non gli piace la nuova legge.

Una nuova legge che va cambiata il giorno dopo! Questa la follia del PD che governa l’Italia. Un PD che dimentica che in Italia c’è ancora democrazia.

Sono talmente sicuri e forti di quello che hanno appena fatto votare alla maggioranza in Parlamento che, invece di difendere e spiegare il testo scritto con i piedi, preferiscono cambiarlo, perdendo definitivamente la dignità.

Ermini ovviamente esegue gli ordini del suo capo. Per il PD la legge va cambiata al Senato, lo stesso Senato che Renzi voleva trasformare in un passacarte della Camera.

 

M5S Camera

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