Emergenza siccità: metropoli senz’acqua ma il Piemonte non tutela le proprie falde

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Mentre dieci regioni italiane sono in procinto di chiedere lo stato di calamità e l’intera penisola raziona l’acqua potabile il Piemonte rinuncia a tutelare le proprie falde acquifere.

E’ il caso delle norme di tutela delle aree di ricarica delle falde acquifere profonde, una fascia di territorio tra i rilievi montuosi e la pianura padana che garantisce l’afflusso delle acque alle falde profonde

A “soli” 10 anni dall’approvazione del Piano di Tutela delle Acque (PTA) in Piemonte si provvede a dare attuazione alle norme specifiche per la tutela delle aree di ricarica.

Il risultato è che nessuna tutela verrà attuata e in tali aree e, addirittura, potranno essere realizzate nuove discariche. Unica eccezione viene fatta per la Valle Dora, area in cui lo scempio è stato perpetrato con la localizzazione di discariche (spesso fuori controllo) per decenni.
Inutile o quantomeno sterile intervenire a danno compiuto. Soprattutto se si giunge a compromettere aree attualmente strategiche dal punto di vista idropotabile. E’ il caso del campo pozzi di Predosa (AL) e dell’attigua area di Sezzadio dove sono previsti una discarica (proposta da una ditta privata) e un maxi deposito di raccolta dei detriti del Terzo Valico.
Il campo Pozzi di Predosa, per dare qualche ulteriore dato, ha la capacità di alimentare in rete circa 50 mila persone e potrebbe, con un investimento strutturale, arrivare a circa 200 mila. Un bacino enorme, pari alla metà della popolazione della provincia di Alessandria, che viene indegnamente posto sullo stesso piatto della bilancia degli interessi speculativi del COCIV (il General Contractor del Terzo Valico) e di Riccoboni SPA (la società che ha interessa a realizzare la discarica di Sezzadio).

Il fatto che tutte le amministrazioni regionali e provinciali degli ultimi dieci anni siano riuscite a far pesare di più gli interessi privati degli inquinatori rispetto a quelli collettivi del diritto all’acqua risulta quantomeno ripugnante. Si è assistito ad un decennio in cui centro destra e centro sinistra si sono rimpallati colpe e responsabilità ma l’immobilismo e gli scarica barili stanno pesando su tutto il “sistema acqua” della Regione e in particolare dell’Alessandrino.

Ora il Movimento 5 Stelle vuole provvedimenti urgenti dello Stato per bloccare progetti pericolosi per le falde e tutelare l’acqua che sgorga dai nostri rubinetti.

Lo Stato italiano riconosca la priorità e per una volta anziché impegnare enormi capitali in opere inutili o dannose per il territorio, si prodighi per aumentare la tutela di un bene primario e strategico come l’acqua. L’emergenza di questi giorni deve essere un monito per il futuro.

 

 

Tiziana Beghin, Europarlamentare M5S
Mirko Busto, Deputato M5S
Paolo Mighetti, Consigliere Regionale M5S Piemonte
Gianpaolo Andrissi, Consigliere Regionale M5S Piemonte

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