#5giornia5stelle 136° puntata, 29 settembre 2017

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Il nostro resoconto settimanale parte da Italia5stelle, la tre giorni di Rimini che ha visto l’incoronazione del nuovo capo politico eletto dal MoVimento 5 Stelle in vista delle prossime elezioni politiche del 2018Luigi Di Maio.
Dalle sue parole passiamo a quelle di un’altra portavoce campana, si tratta di Vilma Moronese che ha dichiarato il voto favorevole del gruppo di senatori pentastellati al disegno di legge che promuove il ritorno dei giovani nei piccoli comuni e nei borghi italiani. Approfondisce il tema Patrizia Terzoni, la deputata del MoVimento firmataria con Ermete Realacci di questo significativo provvedimento che pur destinando risorse insufficienti rispetto a quelle chieste dal gruppo cinquestelle rappresenta un importante passo in avanti per ripopolare luoghi storici, di grande bellezza e di importanza fondamentale per il tessuto sociale del nostro Paese.

Ci spostiamo a palazzo San Macuto ed agli uffici della Presidenza della Commissione di vigilanza della Rai dove Roberto Fico ci spiega come una risoluzione votata all’unanimità dalla commissione da lui presieduta cambierà i rapporti di forza e contrasterà concretamente i conflitti di interesse nell’azienda pubblica del servizio radiotelevisivo.
La commissione d’inchiesta sulle banche ha eletto l’ufficio di presidenza: escluso grazie alle solite trame oscure tra partiti il MoVimento 5 Stelle, il Partito Democratico ha scelto per il ruolo di presidente il chiacchieratissimo (anche proprio per aver espresso opinioni critiche in merito alla nascita di questa commissione), Pierferdinando Casini. Ce ne parlano Alessio Villarosa, Carlo Sibilia e Carla Ruocco.

Concludono il nostro notiziario il no alla Camera, dichiarato per conto del MoVimento 5 Stelle da Alfonso Bonafede, al nuovo codice antimafia, il punto sulla legge elettorale di Luigi Di Maio, l’ultimo appuntamento con i seminari di filosofia politica curati da Dalila Nesci ed il NO al Ceta che parte dal question time di Filippo Gallinella al ministro Galletti alla Camera e proseguirà nelle prossime settimane con una battaglia a palazzo Madama fatta insieme ai comitati no ttip.

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Chi avresti messo alla Presidenza della Commissione d’inchiesta sulle Banche?

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Nell’aprile 2013 (avete capito bene, 2013), presentai il disegno di legge per istituire una commissione parlamentare d’inchiesta che facesse luce sul dissesto della banca Monte dei Paschi di Siena. Sono passati quattro anni e mezzo e nel frattempo la banca, virtualmente fallita, ha avuto bisogno dell’intervento dello Stato. Per quattro anni è stata lasciata nelle mani di chi l’ha distrutta e spolpata, quando un tempestivo avvio della commissione d’inchiesta avrebbe potuto fare la differenza. Ora, estesa anche alle altre banche in dissesto, è iniziato il percorso di questa tanto sospirata commissione.

È iniziata come previsto, con una completa estromissione del Movimento 5 Stelle dall’ufficio di presidenza. È iniziata morta, perché presumibilmente non ci sarà neppure il tempo per discutere in aula, davanti al Popolo italiano, data la relazione semestrale sulle attività della commissione. Hanno persino messo Casini alla presidenza, che aveva votato anche contro l’istituzione della commissione. Non importa. Avremo tempo per studiare parti importanti del mondo bancario e finanziario e NESSUN SEGRETO BANCARIO potrà essere opposto alla nostra azione.

Il mio impegno e quello dei colleghi Carla RuoccoAlessio VillarosaCarlo Sibilia e Gianni Girotto – Cittadino Portavoce M5S Senato sarà totale.

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Rai: inizia una nuova epoca

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di Roberto Fico

La Commissione di Vigilanza Rai ha approvato all’unanimità la risoluzione che porrà fine ai conflitti d’interessi degli agenti di artisti e conduttori. È una delle questioni fondamentali che come presidente della Vigilanza Rai ho posto fin dal primo giorno e su cui la Commissione ha lavorato in questi anni.

Finalmente le cose in Rai cambieranno, perché regolamentando l’attività dei manager dello spettacolo ci sarà più trasparenza nelle trattative e apertura nell’ambito delle produzioni e dell’ideazione dei palinsesti. Verrà così superato il blocco di potere che in questi anni ha fatto il bello e il cattivo tempo. Sappiamo bene che quando ci sono opacità e conflitti d’interessi, si avvantaggiano sempre le stesse persone, mortificando i talenti e la crescita anche di tanti giovani.

Con questa delibera, che la Rai ora è chiamata a tradurre in pratica, si pongono al centro valori imprescindibili del servizio pubblico, anche sul piano produttivo e organizzativo. Voglio ringraziare tutti i commissari e il relatore per il raggiungimento di questo storico traguardo.

Questi sono i punti principali della risoluzione:

1) STOP AI CONFLITTI DI INTERESSI: non si potrà affidare la produzione di programmi a società controllate o collegate ad agenti che rappresentino artisti presenti negli stessi programmi. Il divieto vale anche nel caso che la società di produzione faccia capo allo stesso artista. Non si potranno, inoltre, contrattualizzare nello stesso programma più di tre artisti rappresentati dallo stesso manager.

2) TRASPARENZA NEI RAPPORTI RAI/AGENTI:
 la Rai renderà noto sul proprio sito l’ammontare delle parcelle degli agenti.

3) CONFLITTI DI INTERESSI E PRODUZIONI CINEMATOGRAFICHE: la Rai non potrà co-produrre film con società di cui siano titolari agenti che rappresentino artisti legati alla tv pubblica da rapporti contrattuali in essere.

4) SOSTEGNO AI PRODUTTORI INDIPENDENTI E GIOVANI AUTORI: la Rai dovrà riservare una quota di investimenti alle produzioni cinematografiche indipendenti e dedicare maggiore attenzione ai giovani autori attraverso una apposita struttura aziendale.

5) FORMAT: la Rai dovrà individuare criteri per accertare l’originalità dei format, impedendo che i format esterni vengano utilizzati in modo surrettizio per incrementare i compensi di artisti, conduttori e giornalisti.

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CSI PIEMONTE, il pd vota un condannato ai vertici del CSI. Scelta inopportuna ed imbarazzante

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Il Pd vota un condannato ai vertici Csi

Il PD in Regione ha piazzato Claudio Artusi nel Consiglio d’amministrazione di Csi Piemonte, con buone probabilità di diventarne presidente. Una scelta inopportuna e imbarazzante. Infatti l’ex manager Anas, Ansaldo, Westinghouse e Fiera Milano nell’83 è stato arrestato e successivamente condannato ad un anno in via definitiva, confermato nel 2000 dalla Cassazione, nell’ambito dello scandalo Zampini. Una vicenda in cui emerse un giro di corruzione per favorire l’acquisto di uno stabile da parte di Comune di Torino e Regione Piemonte in cambio di finanziamenti elettorali. Ai tempi Artusi ricopriva l’incarico di segretario della Democrazia Cristiana torinese.

Gli stessi esponenti dei Democratici di Sinistra, partito del presidente Chiamparino, nel 2006 contestarono duramente la nomina di Artusi ai vertici ANAS da parte dell’ex ministro Lunardi del Governo Berlusconi. Ora il PD vuol farci credere che Artusi non andava bene per l’ANAS ma può andar bene per amministrare il CSI Piemonte? Pare di assistere alla solita “questione morale” a targhe alterne, specialità della casa nel PD.

In un momento in cui alla guida del CSI servirebbe una personalità di specchiata indipendenza politica, il PD preferisce ricorrere a vecchi esponenti della prima repubblica peraltro incappati in reati contro la pubblica amministrazione.

A rendere la nomina ancora più imbarazzante si aggiunge un’ulteriore circostanza: nel corso dell’istruttoria relativa alla scandalo Zampini, in cui fu implicato e condannato Artusi, il CSI Piemonte fornì supporto al Comune ed alla Procura della Repubblica. Mettere un condannato a capo di un’azienda che con il proprio lavoro ha contribuito a farlo condannare ci sembra assurdo e possibile fonte di ulteriore conflittualità.

Artusi è stato riabilitato dalla giustizia ma è inaccettabile la riabilitazione politica messa in campo dal PD.

Gruppo regionale M5S Piemonte

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Ludopatia

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Guardate e ascoltate con quanta arroganza e mancanza di educazione, ma soprattutto di rispetto per le Istituzioni, alcuni membri dell’attuale maggioranza a guida Canelli (Lega) commentano la nostra mozione su un problema che riguarda centinaia di famiglie novaresi: la ludopatia e l’accesso alle slot.

Gruppo Consiliare M5S Novara

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#MICROCREDITO

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UNA VITTORIA PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE NOVARESI

In Consiglio Comunale approvata la mozione del M5S che impegna l’amministrazione a promuovere e pubblicizzare mediante i propri mezzi di comunicazione istituzionale (sito web, social network e periodici) questa opportunità e le modalità di accesso al fondo. Il microcredito è uno strumento di sviluppo economico che permette l’accesso ai servizi finanziari alle persone in condizioni di povertà ed emarginazione. In particolare il fondo per il microcredito, messo a disposizione dal Ministero per lo sviluppo economico ed incrementato dai 20 milioni di euro di stipendi restituiti dagli eletti nel M5stelle, sostiene la nascita e l’avvio di piccole realtà imprenditoriali.

La principale caratteristica del Microcredito sono i servizi di assistenza (supporto e formazione all’attività imprenditoriale) un aiuto concreto alle nostre imprese, perché i soldi da soli non bastano.

È importante farlo conoscere il più possibile, dato che sono già state finanziate più di 6.000 imprese, generando oltre 14.000 posti di lavoro. Il microcredito si avvale ormai di quasi 10mila sportelli in tutta Italia.

 

Gruppo Consiliare M5S Novara

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#Italia5Stelle: 50.000 grazie!

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di MoVimento 5 Stelle

Italia 5 Stelle a Rimini si è conclusa. Uno straordinario successo di partecipazione con oltre 50.000 persone che hanno varcato i cancelli e hanno vissuto per tre giorni all’interno degli stand, delle agorà, del Villaggio Rousseau, dell’area sportiva.

Siamo stati tutti vicini per confrontarci, parlare, giocare e scherzare. Abbiamo vissuto momenti indimenticabili che si vanno ad aggiungere a quelli degli scorsi anni. Questo momento è stato fondamentale perchè da qui parte la rincorsa per andare al governo del Paese.

Grazie a tutti coloro che sono venuti, grazie alle milioni di persone che ci hanno seguito da casa sui social (anche quest’anno numeri da record: più di 3.500.000 di persone raggiunte nei tre giorni solo su Facebook!), grazie ai volontari che hanno reso possibile, grazie a chi è intervenuto sul palco, grazie a David Borrelli e Max Bugani che hanno curato l’organizzazione e infine grazie ai riminesi che ci hanno ospitato

I prossimi mesi saranno decisivi per noi e per il Paese. State pronti perché ci organizzeremo al meglio per la battaglia. Non molliamo! Alla riscossa!

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#BIKEPATROL

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ADESSO NO, DOMANI CHISSÀ…
Bocciata la nostra proposta di varare un progetto di sperimentazione di una pattuglia della polizia municipale in mountain bike.

Un progetto, già da tempo presente in realtà a noi vicine come Alessandria e Vercelli, il cui principale vantaggio è la capacità di attraversare, con questo mezzo, aree delimitate come parchi e giardini pubblici e avere quindi un contatto più diretto con l’ambiente circostante, permettendo azioni di pronto intervento per garantire la sicurezza della nostra città. Le bici utilizzate per questo innovativo servizio sono dotate di sirena, luci e luci stroboscopiche. Gli operatori sono dotati di un abbigliamento tecnico con caschi, magliette traspiranti e pantaloni adeguati, oltre a tablet e smartphone per operare alla stregua delle altre pattuglie.
Scopo della nostra mozione era quello di fornire alla Polizia locale un nuovo strumento per garantire una presenza capillare sul territorio, con un mezzo di trasporto ecologico e più maneggevole soprattutto nel centro città.

 

Gruppo Consiliare M5S Novara

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A Torino i cittadini parte attiva nel consiglio comunale

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di Chiara Appendino, sindaco M5s Torino

Avevamo detto che avremmo aperto le porte della Sala Rossa ai cittadini e ora possiamo dire che lo abbiamo fatto. Letteralmente. Con una piccola rivoluzione. Ieri mattina insieme al Presidente del Consiglio, Fabio Versaci, all’Assessora all’Innovazione, Paola Pisano e alla Capogruppo del Movimento 5 stelle in Consiglio Comunale, Chiara Giacosa abbiamo presentato la Delibera di Consiglio per la modifica del regolamento che dà il via alle interpellanze dei cittadini.

In buona sostanza, i cittadini potranno porre le loro domande all’Amministrazione direttamente in Consiglio Comunale senza intermediazioni. Chiaramente c’è un regolamento che definisce il perimetro degli interventi ma ritengo che questa sia una vera e propria innovazione in quello che è il rapporto tra le Istituzioni, la Politica e i cittadini.
Presto troverete sul sito della Città di Torino tutti i dettagli per partecipare, nel frattempo ci tengo a ringraziare tutte e tutti coloro che si sono spesi per questa iniziativa.
L’obiettivo è quello.

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#VIDEOSORVEGLIANZA #INTEGRATA

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PIU’ SICUREZZA IN CITTA’ CON LE PROPOSTE DEL M5S
In alcune zone della città esistono telecamere a circuito chiuso che sono utilizzate come deterrente per alcuni reati (furti, rapine, atti vandalici, aggressioni, spaccio di sostanze stupefacenti) in quanto utilizzabili per individuare e identificare chi trasgredisce la legge.
Abbiamo richiesto e ottenuto l’estensione del “PROGETTO DI VIDEOSORVEGLIANZA URBANA E ANAGRAFE DELLE TELECAMERE PUBBLICHE E PRIVATE “ che impegna l’amministrazione a realizzare l’anagrafe e la messa in rete delle telecamere pubbliche e private presenti nella città che legittimamente insistono su aree pubbliche.
L’anagrafe dovrà essere resa disponibile su una piattaforma elettronica interattiva georeferenziata e fornirà la mappatura completa e immediata della dislocazione delle telecamere censite.

L’accesso sarà concesso esclusivamente a rappresentanti delle Forze di Polizia, identificati attraverso adeguate procedure di autenticazione, i quali dovranno attenersi scrupolosamente alle istruzioni del Responsabile del trattamento dei dati personali. Il progetto, che non avrà alcun costo per l’Amministrazione Comunale in quanto realizzato con risorse interne alla stessa Amministrazione e fondi statali, porrà a disposizione delle forze dell’ordine un valido strumento per le attività investigative, focalizzando gli obiettivi e riducendo i tempi di acquisizione delle immagini quando si verifica un evento criminoso.

L’iniziativa proposta da M5S persegue, quindi, una rilevante finalità di pubblica sicurezza, ben integrandosi con altre proposte di contrasto della criminalità diffusa sul territorio in una logica partecipativa avanzata, adottando un trattamento di dati personali molto ridotto, in quanto si limita a segnalare le telecamere e le relative informazioni utili al controllo.

Il M5S ha inoltre chiesto di presentare il progetto in commissione comunale per poter usufruire dei fondi statali messi a disposizione dalle nuove leggi in vigore, fondi che permetteranno anche di applicare riduzioni dei tributi comunali ai soggetti privati che aderiranno al progetto di videosorveglianza urbana.

 

Gruppo consiliare M5S Novara

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