IL POZZO DI CARPIGNANO SESIA E UN PD BICEFALO

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E’ stata presentata martedì, al ministro dello Sviluppo economico, al quello dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare un’interrogazione a mia firma per sapere
quali criteri e strumenti i Ministri interrogati andranno a modificare il principio di intesa e i poteri delle Regioni in tutti i casi di titolo concessorio non unificato, come il caso del pozzo esplorativo “Carpignano Sesia 1 dir” nell’ambito del permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi denominato “Carisio”, cioè tutti i casi non previsti dal Decreto ministeriale 9 agosto 2017.
La questione ha inizio da un evidente principio di intesa debole o comunque potenzialmente sfavorevole alle Regioni (se non si trovasse un intesa fra Stato e Regione, sarebbe il primo ad avere comunque l’ultima parola), che ora si vede ulteriormente minata e depotenziata. Con il Decreto del 9 agosto 2017 “Adeguamento del decreto 7 dicembre 2016, recante: disciplinare tipo per il rilascio e l’esercizio dei titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale, alla sentenza della Corte costituzionale n. 170 del 2017”; infatti le Regioni parrebbero essere del tutto ignorate, limitando il loro coinvolgimento nella definizione delle modalità di assegnazione di un eventuale titolo concessorio unico, procedimento di cui al momento non si hanno evidenze di rilascio da parte dei Ministri interrogati.
Il problema di fondo è il futuro del pozzo, viste le diverse informazioni che giungono dai partiti al governo in Regione.
E’ strano che due esponenti del Pd quali Domenico Rossi e l’assessore regionale Augusto Ferrari dicano due cose diametralmente opposte. Forse dovrebbero per lo meno parlarsi ed accordarsi su una versione comune da dare ai cittadini. Secondo Rossi, infatti, in una dichiarazione di inizio agosto, il pozzo non si farà mai, spiegando che le concessioni vengono date dal Ministero per lo Sviluppo economico in accordo con le Regioni; senza l’accordo tra i due il gioco salta perché incostituzionale. Di parere opposto, la dichiarazione risale a sabato scorso, invece Ferrari, e Chiamparino che non ha voluto fare ricorso, secondo cui il pozzo si potrebbe fare, indipendentemente dalla volontà o meno della Regione, qualora lo Stato reputasse il pozzo di Carpignano Sesia strategico per la politica energetica nazionale. Speriamo che i due abbiano presto un incontro all’interno del Pd e si mettano d’accordo su una versione comune da dare, perché sono incompatibili tra di loro: da una parte Rossi sostiene il primato decisionale della Regione, senza il cui bene placido non si può trivellare, dall’altro Ferrari e Chiamparino, pur dichiarandosi contrari al pozzo di Carpignano, sostengono che comunque l’ultima decisione spetta allo Stato, indipendentemente dal parere regionale… Ferrari interviene anche sulla questione, che avevamo già evidenziato come MoVimento 5 stelle, della “strana” cancellazione della falda acquifera della zona di Carpignano dalla mappatura regionale delle sorgenti, spiegando che si tratta di un semplice “errore materiale” e che verrà corretto.

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