Incontro pubblico. Cibo e animali: il grande caos

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L’alimentazione, la salute e la sostenibilità ambientale sono strettamente correlate fra loro e interconnesse con il nostro stile di vita. Da più parti emerge sempre più chiaramente l’esigenza di ampliare le scelte alimentari, sia per motivi di salute, sia per motivi legati alla varietà dei cibi che vogliamo consumare. Molte persone consumano troppi alimenti di origine animale: carne, pesce latte e derivati e uova e questo ha conseguenze gravi sia dal punto di vista della salute, sia dal punto di vista ambientale.
Scegliere come alimentarsi è scegliere di tutelare la nostra salute e quella dei nostri figli, ma anche quella del pianeta.
Interverranno:
Lello Ciampolillo – portavoce M5S Senato
Mirko busto – portavoce M5S Camera
Carlo Martelli – portavoce M5S Senato
A seguire aperitivo con buffet presso il Bar La Caffettiera in Cso Torino 8/b.

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OLEGGIO E IL RADDOPPIO DEI BINARI CHE RISCHIA DI DIVENTARE UN PROBLEMA INVECE CHE UN’OPPORTUNITÀ

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di Davide Crippa

 

«Secondo il progetto – spiega il deputato Davide Crippa – l’area verrà interessata da raddoppio dei binari e conseguenti espropri lungo tutto il tratto Novara-Oleggio. I comuni dovranno adeguare i loro piani regolatori, visto che cambieranno le fasce di rispetto dall’infrastruttura ferroviaria. Questo quanto dicono i documenti, una versione ben diversa da quella fornita a mezzo stampa dall’amministrazione oleggese, che ha tacciato Ia minoranza di fare inutile allarmismo. Non si tratta di allarmismo, ma semplicemente di informare i cittadini su quello che accadrà loro. Il Comune non è stato formalmente contattato per un parere iniziale semplicemente perché lo faranno a progettazione definita».

Il vicesindaco di Oleggio, Andrea Baldassini ha smentito categoricamente il possibile raddoppio della ferrovia di Oleggio (per un investimento di oltre 400 milioni di euro), che quindi esclude del tutto l’investimento. Non è di questa opinione il MoVimento 5 stelle locale, come spiega il consigliere comunale Stefano Riva: «Il progetto del raddoppio delle linee risale a vecchi progetti del 2003-2004 della cosiddetta Legge Obbiettivo, e fu approvato con alcune modifiche sostanziali. L’opera non fu eseguita solo perché non fu mai coperta da un punto di vista finanziario, ed inoltre oggi sono cambiate anche alcune esigenze progettuali, tali che il progetto 2004 venisse accantonato, ma non cancellato. Oggi nel contratto di programma RFI del quinquennio 2017-2021 troviamo un finanziamento di 250 milioni di euro per il tratto Novara-Oleggio e di 160 mln euro, che certamente saranno meno, per il tratto Oleggio Arona. Il progetto definitivo verrà probabilmente redatto entro i primi mesi del 2018 e l’opera sarà completata e funzionante dal 2026».

Oleggio si trova allo snodo di 2 direttrici importanti: una va verso Sesto Calende e può quindi seguire la rotta transportistica del Gottardo, passando da Luino e scegliendo se andare verso Milano o verso Novara andando quindi verso i grandi porti

 

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Tagliate i vitalizi, non la democrazia. Tutti al Senato il 25 Ottobre

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di MoVimento 5 Stelle

Segnatevi questa data: mercoledì 25 ottobre tutti al Senato con una benda bianca. Siamo in piena emergenza democratica e dobbiamo reagire! Renzi, Berlusconi e Salvini ormai stanno sfidando i cittadini a viso aperto e stanno attaccando pesantemente la volontà del popolo italiano. Con una mano stanno affossando la legge sull’abolizione dei vitalizi, con l’altra impediscono agli italiani di eleggersi i propri rappresentanti. Si tengono il malloppo e si nominano anche il prossimo Parlamento.

Mercoledì prossimo dobbiamo essere in migliaia – cittadini, portavoce comunali, regionali, nazionali, europarlamentari, attivisti – ad ‘accerchiare’ il Senato, a partire dalle ore 14,00. Pacificamente e civilmente ma senza sconti, tutti con una benda bianca con cui ci copriremo gli occhi per denunciare che con questa legge elettorale è come se votassimo alla cieca, perché non sai a chi stai dando il tuo voto, pensi di votare una lista ma rischi che il tuo voto vada ad un’altra, voti un candidato ma il tuo voto potrebbe farne eleggere un altro.

In nessun Paese al mondo il cittadino viene calpestato e disprezzato come in Italia. In nessun Paese democratico al mondo i cittadini permetterebbero ai propri rappresentanti di farla cosi sporca, di far uso dei soldi pubblici e delle istituzioni dello Stato come fossero cosa loro e non dei cittadini.

Dopo due leggi elettorali (Porcellum e Italicum) incostituzionali, adesso senza alcuna vergogna e in spregio alla Costituzione, si riscrivono a tre mesi dal voto la terza legge incostituzionale. In tutti i Paesi del mondo si fanno leggi elettorali per penalizzare i piccoli partiti in favore della governabilità. In Italia, invece, siamo al paradosso: si fa una legge per penalizzare la prima forza politica del Paese.

A preoccuparci non è che in modo immorale a sei mesi dal voto fanno una legge contro il MoVimento 5 Stelle, ma che facciano una legge che penalizza gli oltre 9 milioni di elettori del MoVimento 5 Stelle il cui voto conterà meno degli altri.

Il MoVimento 5 Stelle da tutto ciò ne trarrà più forza. Ma dobbiamo dare battaglia sia dentro che fuori dal Parlamento. Diciamo basta a privilegi e leggi contro i cittadini, diciamo ai partiti: tagliatevi i vitalizi, non la democrazia.

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#5giornia5stelle 139° puntata, 20 ottobre 2017

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Tagliate i vitalizi non la democrazia. Questo lo slogan che il MoVimento 5 Stelle ha voluto gridare con forza in Senato a proposito della mancata calendarizzazione della legge Richetti sui vitalizi appannaggio della legge elettorale che arriverà invece immediatamente in aula al Senato. Prevista anche questa volta la protesta dei cittadini che si raduneranno di fronte palazzo Madama il prossimo 25 ottobre.

Ha fatto parecchio scalpore sui media tradizionali la mozione contro Viscopresentata ed approvata dal Partito Democratico e difesa da Renzi. Una mozione che non ha trovato l’appoggio del MoVimento 5 Stelle che ha chiesto maggiore chiarezza in sala stampa attraverso i microfoni dei telegiornali con Carlo Sibilia e con l’intervento nell’aula di Montecitorio di Daniele Pesco.
Si rivede Gentiloni alle Camere (in vista del prossimo consiglio d’Europa) ed è l’occasione per Alessandro di Battista e Giovanni Endrizzi di rinfacciargli le responsabilità che si è preso nel mettere la fiducia sulla nuova legge elettorale.

Sempre a proposito di prossime elezioni, Emanuele Scagliusi ed Alessandro Di Battista chiedono la supervisione dell’OSCE (organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) per le elezioni regionali siciliane al Ministro degli Interni Minniti.

Al Senato viene approvato finalmente il whistleblowing, la legge che tutelerà se venisse approvata anche alla Camera chi denuncerà i casi di corruzione. Una legge targata MoVimento 5 Stelle, come ribadisce dagli scranni di Palazzo Madama Vito Crimi, ma che porta idealmente le firme di tante associazioni e tanti cittadini.

Torniamo negli uffici della Camera dei Deputati per ascoltare la denuncia di Riccardo Fraccaro che ha scoperto due provvedimenti governativi scandalosi che mirano ad agevolare l’assunzione e la proroga di contratti dei dirigenti presso le agenzie fiscali di persone indagate.
Il caso Emanuela Orlandi e la richiesta di apertura di una commissione di inchiesta parlamentare da parte del senatore Santangelo chiude questa edizione del nostro notiziario settimanale.

Appuntamento a venerdì prossimo. Buon finesettimana.

 

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Legge elettorale: la stampa estera insegna giornalismo a quella italiana

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di MoVimento 5 Stelle

In questi giorni sui media internazionali sono comparse decine e decine di analisi che criticano il Rosatellum Bis. Quello che leggete sotto è un editoriale de El Pais, che definendo la nuova legge elettorale una classica “riforma all’italiana” ci tiene a sottolineare come sia stato un errore escludere il M5S dal dialogo.

“Non si può lasciare fuori quella che può diventare la principale forza politica in Italia”, scrive il principale quotidiano spagnolo. Ebbene, El Pais non è l’unico giornale ad aver dato una valutazione negativa della legge. Hanno fatto lo stesso – e citiamo solo alcuni esempi – Euractiv(“La nuova legge elettorale penalizza il Movimento 5 Stelle”), la piattaforma The Local (che parla di “controversa legge elettorale), l’agenzia Reuters (secondo cui il Rosatellum bis “darà al Paese l’illusione di una stabilità politica”), nonché lo stesso Financial Times (è convinto che questa legge “potrebbe penalizzare il Movimento 5 Stelle”). Questo per completare il quadro.

Certo sorprende che la stampa italiana, sempre così attenta a rilanciare e a strumentalizzare le valutazioni dei quotidiani internazionali sul M5S, oggi se ne stia in silenzio senza batter penna. Fanno i provincialotti quando i giornali esteri ci attaccano, però quando ci danno ragione nessuno ne parla…

Una riforma all’italiana (El Pais, 14/10/2017)

La nuova legge elettorale italiana sarebbe dovuta essere negoziata anche con il Movimento 5 Stelle

La riforma elettorale italiana approvata parzialmente questa settimana dopo che è stata ratificata dalla Camera dei Deputati —ancora manca il passaggio al Senato — è un passo positivo, almeno nelle sue intenzioni, peché cerca di porre fine, sebbene parzialmente, ad un caotico sistema di ripartizione dei seggi che durante gli ultimi decenni hanno contribuito ad una quasi cronica instabilità politica dei differenti Governi.

Nonostante tutto, le circostanze in cui nasce —con i populisti del Movimento 5 Stelle a margine di un’ipotetica vittoria elettorale secondo i sondaggi — gettano un’ombra di sospetto su una riforma aspettata a lungo, che però potrebbe sembrare approvata precisamente per evitare, o almeno limitare considerevolmente, il credito elettorale populista.

La necessità di una riforma elettorale in Italia è incontestabile, e vari progetti, più o meno concreti, sono stati avanzati negli ultimi anni da Governi di differente segno politico senza che sia necessariamente significato che le intenzioni riformiste siano sempre state giuste.

Il testo approvato consacra un rivoluzionario sistema misto che mescola il sistema uninominale brittanico con quello proporzionale tedesco o spagnolo che favorisce i partiti che si presenteranno in coalizione. Questo è frutto dell’accordo tra i due principali partiti di destra e sinistra italiani —ovvero Silvio Berlusconi e Matteo Renzi—, che però lascia fuori una terza parte molto importante che è il Movimento 5 Stelle. Non si può lasciare fuori da una riforma di questa importanza chi può diventare la principale forza politica dell’Italia.

A tutto ciò bisogna aggiungere che neanche i modi di approvazione di questa riforma sono stati i migliori. Per la approvazione si è optato per una formula che ha impedito di discutere gli emendamenti. Il fatto che una persona lontana dal populismo e di reputazione come l’ex Presidente Giorgio Napolitano abbia criticato questo aspetto, dovrebbe far riflettere chi ha sostenuto questa nuova legge.

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Il whistleblowing per combattere la corruzione

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di MoVimento 5 Stelle

Il Senato dice sì alla legge del MoVimento 5 Stelle sul whistleblowing a prima firma Francesca Businarolo. E’ una legge che tutela chi denuncia corruzione e malaffare nella pubblica amministrazione e nel settore privato, una legge di cui il Paese ha estremamente bisogno, per questo è fondamentale che la Camera la approvi definitivamente il prima possibile.

Se approvata, questa legge fa sì che chi denuncia non subisca ritorsioni e non venga demansionato, come invece molto spesso avviene oggi. Insomma, la nostra legge è un’arma in più per combattere il cancro della corruzione, strumento e volto delle mafie.

La legge è stata richiesta a gran voce anche dalle associazioni come Riparte il Futuro e Transparency International. A favore della norma si è schierata anche l’Autorità Nazionale Anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone.

Rispetto alla versione approvata in prima lettura alla Camera nel gennaio 2016, il testo che esce dal Senato è stato ulteriormente migliorato ed ora è pienamente applicabile. Con le modifiche apportate chi segnala verrà sempre tutelato. Se infatti la segnalazione, effettuata tramite i canali di legge, dovesse risultare infondata, non verranno presi provvedimenti nei confronti del segnalante.

Per andare verso una rapida e definitiva approvazione il Movimento 5 Stelle alla Camera non presenterà emendamenti. Ci auguriamo che la legge non diventi merce di scambio con la legge elettorale che si stanno approvando proprio in questi giorni. E’ sintomatico che oggi Forza Italia e Lega non abbiano approvato il provvedimento. Per questo chiediamo al Presidente del Senato Pietro Grasso, che si è speso per approvare questa legge, di farsi garante della sua rapida approvazione. Altrimenti sapremo che il voto di oggi è stato solo una foglia di fico per ingannare i cittadini.

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Sui vaccini sempre maggiore confusione. Regione rifila ai dirigenti scolastici il ruolo di verifica delle documentazioni?

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Il decreto Lorenzin continua a creare confusione nelle scuole. La circolare ministeriale del primo settembre chiariva in modo piuttosto preciso che non fosse responsabilità dei dirigenti scolastici verificare la conformità  e la correttezza della documentazione fornita dai genitori sullo stato vaccinale dei figli.

Eppure stanno arrivando le prime segnalazioni che testimoniano l’esatto contrario. L’ufficio scolastico regionale, in contraddizione con quanto espresso dal ministero, fa sapere, non senza lasciare qualche dubbio, che il ruolo di verifica spetta alle scuole e non all’ASL e che le scuole stesse non devono esclusivamente svolgere il ruolo di passacarte.

La Giunta regionale, in risposta alla nostra interrogazione, non chiarisce ma anzi confonde le carte in tavola e lascia intendere che la grana che implica il controllo e la verifica delle documentazioni sia stata rifilata, ma solo a posteriori, ai dirigenti scolastici.

A questo punto ci chiediamo se il ruolo di verifica accollato ai dirigenti scolastici sia il frutto di un confronto fra le parti o sia caduto dall’alto, a testimonianza di un pasticcio ormai incontrollabile che riguarda tutta l’attuazione del decreto Lorenzin.

 

Francesca Frediani, Capogruppo M5S Piemonte

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Discarica di Ghemme: piano B?

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Veniamo a conoscenza dalla stampa locale di una sorta di “Piano B” di Provincia di Novara e Consorzio medio novarese riguardante l’annosa situazione della discarica di Ghemme.

Stando proprio a queste ultime notizie, parrebbe che la Provincia abbia ricevuto dal Consorzio un piano preliminare che prevederebbe la ricerca di soluzioni per la chiusura con l’obiettivo di <<tutela ambientale e minimo impatto sui bilanci pubblici>>.

Non possiamo in alcun modo condividere l’entusiasmo con cui il vicepresidente della Provincia Giuseppe Cremona va ad introdurre questo scenario, specie se si considera il fatto che si andrebbe a concretizzare “ripescando” una vecchia idea proprio della Daneco Impianti (la società che avrebbe dovuto chiudere l’impianto) e cioè l’incredibile paradosso di avviare il conferimento di nuovi rifiuti presso il sito di Ghemme (circa 190 mila metri cubi) al fine di coprire, pare, i costi di chiusura dell’impianto stimati in 7-8 milioni di euro.

Una soluzione inaccettabile, specie se si considera che, da quando per primi sollevammo i dubbi sulle famose fidejussioni fasulle più di un anno fa, nessuna conferma o specifica è stata fornita a noi o alla stampa riguardo le azioni legali che la Provincia avrebbe intrapreso al fine di recuperare quanto più possibile da Daneco.

Al tavolo tenutosi presso la Prefettura di Novara nel febbraio 2017 infatti, la Provincia dichiaro come avesse <<[…] conferito mandato ad un legale per l’avvio delle azioni ritenute opportune nei confronti di Daneco per mancata prestazione della garanzia cui la Società era tenuta.>>. Da allora non abbiamo di fatto avuto alcuna notizia riguardo a quali sarebbero le azioni che sarebbero state opportune da legali e Provincia stessa. Non vorremmo che la valutazione sia stata così lunga per cui oggi Daneco, che risulta dalle ultime visure in liquidazione volontaria, risulti “intoccabile”.

Diciamo chiaramente quindi che ci aspettiamo che i responsabili della situazione che hanno causato l’attuale stato di immobilismo riguardante il sito di Ghemme vengano quantomeno si facciano avanti, prendano coraggio e rispondano una volta per tutte alle seguenti domande:

1) quali azioni legali sono state intraprese dalla Provincia di Novara nei confronti di Daneco Impianti al fine di recuperare quanto dovuto e investire tali risorse in una reale chiusura dell’impianto di Ghemme senza compromessi e senza mettere le mani dei portafogli dei cittadini?

2) considerando le difficoltà denunciate dallo stesso Consorzio negli ultimi mesi riguardanti la gestione e manutenzione del sito della Solaria, come si può anche solo pensare di dichiarare che il “nuovo” piano presentato possa essere messo in pratica mettendo al centro la salvaguardia ambientale visto che si prevede il conferimento di una grossa quantità di nuovi rifiuti?

di Davide Crippa Portavoce alla Camera M5S
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