EMBRACO, LICENZIAMENTI, decisione grave della proprietà. Inaccettabile immobilismo di regione e governo

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E’ gravissima la decisione della dirigenza Embraco di ricorrere al licenziamento collettivo dei lavoratori dello stabilimento di Riva presso Chieri (TO). Una scelta inaccettabile frutto anche dell’immobilismo di Regione e Governo incapaci di coinvolgere Whirlpool nelle trattative ma abili a raccontare, nel clima da campagna elettorale in cui ci troviamo, chissà quali traguardi raggiunti nell’occupazione. Nel frattempo 500 persone rischiano di restare senza lavoro da un giorno all’altro.

L’assessorato regionale al Lavoro ha pesanti responsabilità, solo pochi giorni fa l’assessore Pentenero sosteneva ci fosse tempo per risolvere positivamente la vicenda. Evidentemente non ce n’è più, occorre intervenire subito convocando i rappresentanti di Whirlpool.

Con la procedura avviata oggi emerge chiaramente come sia mancato totalmente da parte dell’azienda il rispetto nei confronti di queste 500 famiglie, un rispetto invocato invano anche dal Vescovo di Torino Nosiglia.

Esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie, con l’impegno di non consentire che si spengano i riflettori sul loro destino.

 

Francesca Frediani, Capogruppo regionale M5S Piemonte

 

da www.piemonte5stelle.it

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TRASPORTO FERROVIARIO PIEMONTESE in condizioni allarmanti. Approvato all’unanimità odg M5S per tavolo permanente fra regione e Rfi su problemi rete e sanzioni per i disservizi

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Tutti d’accordo. Maggioranza e opposizione convergono sulla problematica sollevata dal Movimento 5 Stelle sul trasporto ferroviario piemontese: linee da manutenere, convogli fermi per il freddo e il maltempo, ore d’attesa per i pendolari, linee chiuse e programmazione assente meritano soluzioni urgenti.

Tali gravi problemi, ormai noti a tutti i pendolari piemontesi, sono emersi oggi in Consiglio Regionale straordinario convocato sempre dal M5S per discutere dei  continui disservizi del trasporto su ferro.

La linea comune viene confermata dall’approvazione di un importante Ordine del Giorno del Movimento 5 Stelle a prima firma Federico Valetti che impegna la giunta Chiamparino ad intervenire affinché Ministero e Autorità dei Trasporti regolino la trasparenza sulla gestione della rete ferroviaria.

E’ stata accolta quindi la richiesta di istituire un tavolo di lavoro permanente tra Regione Piemonte e RFI per analizzare le criticità della rete piemontese e verificare quali azioni intraprendere per garantirne la fruibilità e migliorare il servizio per i numerosissimi pendolari, in particolare coloro che non possono usufruire del Servizio Ferroviario Metropolitano.

La posizione unanime non ha colto di sorpresa la giunta: anche l’assessore Balocco conferma che “nonostante il grande lavoro svolto” occorre un maggiore sforzo soprattutto da parte di RFI. Oggi si è compiuto un primo passo importante per le nostre ferrovie, che non è solo un successo del M5S ma di tutto il Piemonte.

 

Federico Valetti, Consigliere Regionale M5S Piemonte

Vicepresidente Commissione Trasporti


da www.piemonte5stelle.it

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Vuoi fidarti ancora dei professionisti della promessa e della poltrona?

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di Luigi Di Maio

 

In campagna elettorale i professionisti della poltrona danno il peggio e si trasformano in professionisti della promessa rigorosamente pre-elezioni.

Dopo aver fatto per anni i loro interessi in Parlamento, a pochi mesi dalle votazioni sono pronti a rimangiarsi tutto quello che hanno fatto e a sparare incredibili promesse, che puntualmente disattenderanno quando raggiungeranno il loro vero obbiettivo: la poltrona parlamentare con mega stipendio e annessi privilegi. In questi giorni si stanno scatenando da tutte le parti. Il Pd, che ancora governa il Paese, dopo aver infilato il canone RAI nella tua bolletta della luce, ora vuole farti credere che lo abolirà del tutto introducendo un finanziamento pubblico alla RAI, che poi sono sempre soldi tuoi. Che credibilità ha questa gente? Se questa era davvero “da sempre proposta del Pd” perché non l’hanno fatta quando erano al governo, anziché mettere il canone in bolletta? Promesse per poltrone.

Dall’altra parte c’è la coalizione del centrodestra, una clamorosa ammucchiata che vedrà insieme non solo Salvini (che ha passato gli ultimi 5 anni a mentire dicendo che non si sarebbe mai più alleato con Berlusconi), Meloni e Berlusconi, ma anche dinosauri della politica come Mastella, Cirino Pomicino, Miccichè e chi più ne ha più ne metta. Ieri si sono riuniti e hanno sparato la loro promessa: cancellare la legge Fornero. Ma chi l’ha votata questa legge? Proprio Berlusconi e la Meloni che ora promettono di abolirla. Qui trovate tutti i nomi di chi ha votato la legge Fornero, tra cui tanti degli stessi che oggi ti raccontano che la vogliono abolire. Vuoi fidarti ancora di queste persone che oggi ti dicono una cosa, ma che sai già che domani ne faranno un’altra? Promesse per poltrone.

Il popolo italiano merita rispetto. Il MoVimento 5 Stelle non porta promesse, ma una visione di Paese. Abbiamo un programma con tutte le coperture finanziarie. Sappiamo cosa andare a toccare e quali sprechi tagliare. Sappiamo che i cittadini non possono essere lasciati sotto la soglia di povertà, sappiamo che si possono creare posti di lavoro se si ha la volontà politica di farlo, sappiamo che alle aziende va semplificata la vita, sappiamo che l’immigrazione deve essere regolamentata e deve smettere di essere un business, sappiamo che spendere per la sicurezza è un investimento, sappiamo che scuola e sanità non possono più sopportare tagli. Proprio perché siamo consapevoli di tutto quello che è urgente fare, stiamo mettendo a punto una squadra di governo eccellente che conoscerete prima del voto e una squadra di parlamentari competenti che conoscerete entro fine mese. Alcuni li avete conosciuti, e ce ne sono tanti altri pronti a dare battaglia in ogni collegio uninominale e i partiti che oggi già cantano vittoria presto capiranno di aver fatto i conti senza l’oste.

L’era delle promesse per garantirsi la poltrona è finita. Il tempo in cui i politici possono dire qualsiasi cosa e poi permettersi di fare l’opposto è tramontato. Adesso c’è spazio solo per chi ha la libertà di dire le cose come stanno. E’ il momento di pensare in grande.

 

da www.beppegrillo.it

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Voto all’estero: è tempo di attivarsi. Ecco come fare

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di Manlio Di Stefano

Come sapete il prossimo 4 marzo si terranno le elezioni politiche italiane per il rinnovo del Parlamento. Un impegno importante e di grande responsabilità per ogni cittadino, anche all’estero, dove troppo spesso abbiamo visto sottovalutare quest’opportunità lasciando campo, quindi, ai vari “compratori di voti”.

È comprensibile il senso di distacco dall’Italia di chi si è sentito tradito dalla politica che l’ha governata ma altrettanto va ricordato che, proprio grazie al voto all’estero, nel 2013 il Partito Democratico ottenne lo scarto di voti che gli fu utile a vedersi riconosciuto l’incarico di Governo.

È quindi il momento di attivarsi per esercitare questo diritto, ecco come fare.

ISCRITTI ALL’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero)

Non dovete fare altro che aggiornare i vostri dati comunicando tempestivamente all’ufficio consolare il trasferimento della vostra residenza o abitazione qualora l’abbiate cambiata.

NON ISCRITTI ALL’AIRE CHE VIVONO ALL’ESTERO DA OLTRE 12 MESI
La legge italiana impone l’obbligo di iscrizione all’AIRE a chiunque risieda all’estero da oltre 12 mesi, in ogni caso, nessun problema. Siete ancora in tempo per registrarvi, è gratuito e potrete farlo online a questo indirizzo goo.gl/G7s2K2. Affrettatevi.

STUDENTI, LAVORATORI E CHIUNQUE RISIEDA ALL’ESTERO TRA I 3 E I 12 MESI
Gli elettori temporaneamente all’estero per almeno 3 mesi per motivi di lavoro, studio o cure mediche possono votare a patto che presentino l’opzione per il voto all’estero direttamente al proprio Comune entro il 31 gennaio 2018. Niente di complicato, si può fare anche a mezzo fax o email come descritto, ad esempio, in questa pagina del Comune di Milano goo.gl/JN33m7(ognuno cerchi sul sito del suo comune italiano di residenza).

Se farete i passaggi elencati, entro il prossimo 14.02.2018 l’Ufficio consolare vi invierà per posta al domicilio un plico contenente il certificato elettorale, la scheda o le schede elettorali (a seconda che abbiate i requisiti per votare solo per la Camera dei Deputati o anche per il Senato della Repubblica), una busta piccola, una busta di formato più grande – preaffrancata – recante l’indirizzo del competente Ufficio consolare, un foglio informativo con le istruzioni per esercitare il diritto di voto e le liste dei candidati della circoscrizione Estero.

In caso di mancata ricezione del plico a domicilio, a partire dal 18.02.2018, potrete rivolgervi al Consolato italiano della vostra città estera di residenza per chiedere la verifica della vostra posizione elettorale e l’eventuale rilascio del duplicato.

Il termine per la restituzione al consolato delle buste votate è fissato alle ore 16:00 del 1° marzo 2018 (art. 12, comma 7 della Legge 459/2001).

 

Come vedete è tutto molto semplice. 

Ci tengo a ribadire alcune precauzioni anti-frode che dipendono soprattutto da voi:

– È importantissimo che i vecchi iscritti AIRE verifichino che l’indirizzo di corrispondenza indicato sia quello dove attualmente risiedono onde evitare plichi sparsi per il globo e, quindi, facilmente intercettabili da malintenzionati.
– È necessario comunicare anche le modifiche dello stato civile (anche per l’eventuale trascrizione in Italia degli atti di matrimonio, nascita, divorzio, morte, ecc.), il rientro definitivo in Italia o la perdita della cittadinanza italiana. Anche questo per evitare plichi superflui.
– È fondamentale che segnaliate alle autorità competenti qualsiasi violazione della libertà e segretezza del voto nonché la mancata custodia del materiale elettorale ricevuto. Se notate atteggiamenti lesivi di questi principi non temete di denunciare.

Fonti per approfondimenti:

http://www.esteri.it/mae/it/servizi/italiani-all-estero/aire_0.html
http://www.esteri.it/mae/it/servizi/italiani-all-estero/votoestero
https://serviziconsolarionline.esteri.it/ScoFE/services/service-info.sco?serviceId=92

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Con il M5S al governo una legge nazionale per contrastare il gioco d’azzardo ed evitare il fenomeno dei frontalieri del gioco

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La Regione Piemonte, con il supporto attivo e costruttivo  del Movimento 5 Stelle, ha approvato un’ottima legge contro il gioco d’azzardo; tuttavia senza un una strategia nazionale non potremo evitare applicazioni disordinate dei provvedimenti e fenomeni del tutto controproducenti come il pendolarismo dei giocatori.

C’è bisogno di una legge di rango nazionale che uniformi i provvedimenti sullo schema di quella piemontese, e che intervenga su ambiti che non rientrano tra le competenze delle Regioni, ad esempio il gioco online. Se il Movimento 5 Stelle andrà al governo del paese si prenderà carico di questo impegno.

Il gioco d’azzardo patologico è un cancro che brucia l’economia Piemontese e nazionale. Nel 2016 la cifra giocata dai cittadini piemontesi alle slot machines e nei giochi d’azzardo legali si aggira intorno ai 6 miliardi e mezzo di euro. Secondo quanto riportato dalla Stampa, a Moncalieri, la “Las Vegas” del Piemonte, vengono spesi 2112 euro pro capite nel gioco d’azzardo. Un dato allarmante, una tassa sui poveri che ha costi sanitari enormi che si riversano sulla collettività. Chi nega queste evidenze concentrandosi esclusivamente sul mancato guadagno di pochi a spese di molti non può che essere in malafede.

La lotta severa all’azzardopatia deve restare un caposaldo della comunità. Per queste ragioni continueremo la nostra lotta al gioco d’azzardo patologico sia a  livello regionale che nazionale.

 

Giorgio Bertola, Consigliere Regionale M5S Piemonte

Davide Bono, Consigliere Regionale M5S Piemonte

 

 

Da www.piemonte5stelle.it

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Salute e ambiente al primo posto

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di MoVimento 5 Stelle

 

Nell’Italia che vogliamo costruire insieme la tutela dell’ambiente e quindi della salute sono al primo posto. Diremo no alle grandi opere inutili, sì alle bonifiche e alla messa in sicurezza del territorio, che è la prima e più importante opera pubblica del Paese. Chiuderemo gli inceneritori: abolendo gli incentivi, affamandoli con la raccolta differenziata spinta e di qualità, riciclando il più possibile e riducendo a monte la produzione dei rifiuti. L’acqua tornerà pubblica. E pubblica sarà la sua gestione.

Non è un libro dei sogni: è il programma del MoVimento 5 Stelle, dettagliato, preciso e soprattutto realizzabile. Siamo entrati nel dettaglio, studiando e revisionando il sistema di tariffazione dei rifiuti urbani, ad esempio. Abbiamo trovato il modo per poter far risparmiare le casse comunali e i cittadini. Abbiamo già presentato proposte di legge in tal senso come ad esempio quella per la gestione del compostaggio domestico e di prossimità.

Ci chiedono: e i soldi per realizzare il vostro programma? I soldi attualmente vengono sperperati per finanziare inceneritori, sussidi alle fossili, opere inutili. Noi faremo scelte politiche completamente diverse.

Useremo la leva fiscale per spingere un’altra economia, sostenibile e circolare. E marciare verso gli obiettivi degli accordi internazionali per mitigare i cambiamenti climatici e per l’attuazione delle direttive Ue, uscendo da procedimenti di infrazione che ci costano ogni anno milioni di euro di penali. Non sono forse anche quelli soldi dello Stato e quindi di tutti noi? Da dati del Gse (il gestore per i servizi elettrici) relativi al solo 2015 sappiamo che gli incentivi all’incenerimento sono costati per le nostre tasche ben585 milioni di euro. Soldi che potrebbero ben essere spesi meglio.

Ad esempio il Cresme ci ha raccontato in un’audizione alla Camera che un miliardo di euro investito in energie rinnovabili ed efficientamento energetico può produrre fino a 17 mila posti di lavoro. Gli stessi soldi in grandi opere pubbliche producono 700 posti di lavoro. Se foste degli investitori, dove mettereste i vostri soldi? In un Paese dove il consumo procapite di acqua minerale nel 2015 ha raggiunto i 203 litri\anno per persona, ed è stato disatteso il referendum del 2011 che aveva sancito un risultato ben preciso, è indifferibile e non più procrastinabile rendere l’acqua e la sua gestione pubbliche. Quella attuale è una situazione insostenibile, sia per l’impatto ambientale che economico. Il governo e la tutela del ciclo naturale dell’acqua dovrà essere affidato al ministero dell’Ambiente: si deve urgentemente avviare una fase di transizione verso la ripubbliciazzazione della gestione del servizio idrico.

Siamo per lo stop alle trivellazioni, per il ripopolamento dei piccoli comuni attraverso anche agevolazioni e forme di telelavoro, per consentire alle famiglie di poter vivere in questi veri e propri gioielli italiani. Siamo per le bonifiche, subito, prioritarie. Far ripartire la macchina delle bonifiche significa interrompere la catena malata di inquinamento e danni alla salute, significa investire per il benessere del territorio, significa creare posti di lavoro e speranza per gli abitanti dei Sin, dei siti di interesse nazionale, quei buchi neri sparsi per l’Italia dove sembra un miraggio anche progettare di poter sopravvivere. Siamo per far pagare i costi delle bonifiche a chi ha inquinato, e per punire chi è scappato senza rimediare ai danni fatti, abbiamo lottato e ottenuto una legge per gli ecoreati che infatti porta la nostra firma e sappiamo che non basta.

Tutto questo, e come realizzarlo, con concretezza e nel dettaglio, è contenuto nel Programma ambiente del MoVimento 5 Stelle. Realizzato dai portavoce al Parlamento nelle commissioni Ambiente di Camera e Senato, con l’aiuto di esperti, legislativi, l’abbiamo sottoposto agli iscritti che l’hanno votato sul blog e ora è on line a disposizione di tutti.

Ne parleremo con le parti sociali e con i cittadini venerdì 12 gennaio in un evento pubblico a Ercolano, il cuore del parco Nazionale del Vesuvio. Un luogo meraviglioso ma devastato dalle fiamme la scorsa estate, dove la macchina dei soccorsi ha mostrato tutte le sue falle dopo la disastrosa riforma che ha abolito il Corpo forestale, una zona interessata da problemi di presidio del territorio, di discariche abusive, roghi tossici. Saremo con i cittadini, le associazioni, i comitati e illustreremo il nostro programma per un Ambiente a 5 Stelle.

Vi aspettiamo!

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In memoria di Ferdinando Imposimato

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I funerali saranno celebrati giovedì 4 gennaio, alle ore 14,00 a Roma, presso la Chiesa Santa Maria Mater Ecclesiae, Via Shangai, n.10.

di Elio Lannutti (fondatore Adusbef, giornalista e scrittore)

“La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare”

La triste notizia della morte improvvisa del giudice Ferdinando Imposimato, un fratello maggiore conosciuto negli anni novanta, compagno di tante battaglie nella tutela dei diritti, della legalità e dei valori inalienabili della Costituzione, candidato dal M5S alla presidenza della Repubblica nel gennaio 2015, mi ha sconvolto.

Giudice istruttore di importanti processi che hanno segnato la storia ed i misteri irrisolti della Repubblica negli anni del terrorismo, come la morte di Aldo Moro ucciso dalle Brigate Rosse, l’attentato a Papa Giovanni Paolo II, l’omicidio del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Vittorio Bachelet, la strage di piazza Nicosia. Magistrato integerrimo, negli ultimi anni era impegnato come avvocato nella difesa delle vittime di ingiustizia; dei risparmiatori traditi da Bankitalia e dallo Stato col Bail-in (esproprio criminale del risparmio); di Chico Forti, il velista italiano condannato all’ergastolo da un tribunale della Florida nel 2000, che si è dichiarato vittima di un errore giudiziario.

Ferdinando Imposimato, nella prefazione al libro La sporca guerra di Habib Souiada (gennaio 2001), aveva previsto l’offensiva di Al Qaeda e del terrorismo islamico contro l’occidente: “Il terrorismo va combattuto senza mezzi termini e senza incertezze, ma anche smascherando coloro che si giovano del terrorismo con il pretesto di combatterlo. L’Europa e gli Stati Uniti non si illudano. Fingendo di non vedere e di non capire, prima o poi dovranno pagare un conto molto salato. L’islamismo sta dilagando a vista d’occhio in tutto il mondo come il nuovo alfiere della libertà e della giustizia dei popoli oppressi. I segnali sono numerosi e non si possono ignorare. Basta vedere quello che oggi sta accadendo in Italia e in Europa”.

La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare”- ripeteva come un mantra la lezione di Pietro Calamandrei, nell’autunno 2016, nei viaggi comuni in treno in lungo ed in largo per l’Italia nei numerosi comizi, nelle piazze e nelle Università, per spiegare ai giovani il valore della Costituzione nata dalle lotte partigiane, che il governo Renzi voleva riformare in ossequio ai desiderata della Banca di affari Jp Morgan, che in un documento del 28 maggio 2013, indicava la ricetta alla crisi economica provocata dal neo liberismo dittatoriale e dall’egemonia delle banche e della finanza sulla politica, indicando l’intralcio all’agire economico nelle “Costituzioni troppe socialiste dei paesi periferici” (come l’Italia), nella “debolezza dei governi rispetto al Parlamento”, nelle “proteste contro ogni cambiamento”, vizi congeniti del sistema italiano”, replicando il Piano di Rinascita Nazionale evocato dalla P2 di Licio Gelli.

Questa riforma – ripeteva negli incontri pubblici- è un attentato alla democrazia, come ben disse Calamandrei qualunque riforma la può fare solo il parlamento, non il governo, il governo non può stare nemmeno nei banchi del parlamento quando si fa la riforma, ed infatti è tutto il contrario la riforma l’ha fatta il governo e non il parlamento”.

Pietro Calamandrei (il grande giurista che aveva partecipato ai lavori della Costituente),davanti agli studenti universitari milanesi nel 1955, aveva definito la Costituzione “un testamento di centomila morti”.

Ferdinando, che non si era risparmiato nonostante l’età avanzata nelle decine di manifestazioni pubbliche in giro per l’Italia, arrivando a tenere anche 4 incontri in una sola giornata per difendere la Costituzione, che anche grazie al suo impegno ed a quello del M5S e dei suoi portavoce, è stata preservata dal disegno eversivo delle banche di affari e della finanza criminale che volevano stravolgerla, con gli italiani (specie i giovani ai quali la politica ha rubato speranza e futuro ai quali parlava nelle aule gremite delle Università per ascoltarlo), che hanno respinto con il 60% dei NO il Referendum Renzi, Boschi, Napolitano del 4 dicembre 2016, concludeva gli interventi con il discorso di Calamandrei: “Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione.”. “Dietro ogni articolo della Costituzione o giovani, voi dovete vedere giovani come voi che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta”.

Una delle ultime battaglie comuni con Ferdinando, una guida sicura ed un grande italiano che mi onorava della sua amicizia, a tutela delle 500.000 famiglie espropriate da Bankitalia e dallo Stato dei loro risparmi, con la sua partecipazione attiva perfino nei sit in e nelle manifestazioni pubbliche a fianco dei truffati di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti, CariFerrara, Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza. Da magistrato e giurista insigne, non si rassegnava alla violazione dell’articolo.47 della Costituzione, con “La Repubblica che incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”, ai decreti ‘salva banche’ dei Governi Renzi e Gentiloni, che oltre a regalare 20 mld di euro alle banche, impedisce ai risparmiatori di potersi rivalere sia con le banche fallite che con le nuove. Riteneva scandaloso ed in violazione della Costituzione l’ultimo decreto del Governo Gentiloni che regala ad Intesa San Paolo le due banche venete, con una dotazione di 5 miliardi di euro ed una garanzia statale di 12 miliardi di euro, contro il quale dovevamo predisporre insieme un ricorso giudiziario per tentare di scardinarlo. Ferdinando mi mandava le sue riflessioni ed i suoi appunti, sia sul M5S al quale era profondamente legato come progetto per far rinascere su basi nuove un Paese divorato dalla illegalità, ai primi posti per corruzione tra gli ultimi per libertà di stampa, le due facce della stessa medaglia, che sulla politica, bene comune.

Vogliamo che sia risolto il conflitto di interessi impedendo ai titolari di una o varie concessioni TV la elezione in Parlamento, che siano garantiti pluralismo della informazione e libertà di stampa, cardini della democrazia, siano attuate l’ eguaglianza dei diritti sociali riducendo le enormi diseguaglianze tra una piccola classe di privilegiati e enorme massa di cittadini; la tutela del lavoro dignitoso riconoscendo meno lavoro a tutti e più lavoro a tutti, riducendo la settimana lavorativa a 35 ore, la tutela delle pari opportunità dei cittadini all’accesso delle cariche elettive, tutela della scuola pubblica come presidio di libertà e garanzia di sviluppo, riconoscendo agli insegnanti stipendi dignitosi, il reddito sociale per i portatori di handicap e disoccupati involontari, che sia realizzata una società che non abbia settori marginali, zone d’ombra alle quali , quasi per una congenita e insuperabile diversità , sia riservata una sorte meno fortunata, una partecipazione meno intensa al valore della vita sociale , una diseguaglianza di posizione, un incolmabile dislivello sotto ogni riguardo. Occorre rimuovere questi settori marginali

Vogliamo che i giovani, spesso assenti dalla vita sociale e politica, indifferenti, privi di ideali, in preda a precoce scetticismo, siano protagonisti. L’ assenza dei giovani significa l’esaurirsi della speranza di avvenire della nostra società.Tutto questo porta a considerare che occorre sventare il pericolo dell’omicidio della democrazia e della rappresentanza popolare’.

Diceva Calamandrei: “Per fare buona politica non c’è bisogno di grandi uomini, ma basta che ci siano persone oneste, che sappiano fare modestamente il loro mestiere. Sono necessarie la buona fede, la serietà e l’impegno morale. In politica, la sincerità e la coerenza, che a prima vista possono sembrare ingenuità, finiscono alla lunga per diventare un buon affare”.

Non aveva voluto che lo andassimo a trovare in clinica prima di Natale io, ed i portavoce del M5S Riccardo Fraccaro e Daniele Pesco, mandandoci un messaggio affettuoso. Ci eravamo proposti di vederci a gennaio. L’ultimo messaggio venerdì 29 dicembre alle ore 15,00: ‘Caro Elio, grazie per quello che stai facendo con intelligenza e prudenza”.

Ferdinando Imposimato, segnato dal grave lutto del fratello Franco ucciso dalla camorra nel 1983, impegnato nella difesa dei diritti umani, scelto dall’Onu per il riconoscimento come simbolo della giustizia in occasione dell’anno della gioventù, autore di numerosi libri sullo stragismo, l’assassinio di Aldo Moro, i delitti impuniti, lascia un grande vuoto, non soltanto ai suoi cari, all’amato moglie ed alle due figlie, ma all’intero Paese che si riconosce nei valori e negli ideali di giustizia e legalità.

Il testamento di Ferdinando Imposimato e di Pietro Calamandrei, pietre miliari del diritto, devono illuminare il cammino da percorrere insieme ad uomini e donne traditi dalla partitocrazia avida e corrotta, soprattutto ai giovani senza futuro ed agli anziani costretti ad espatriare, alle famiglie taglieggiate perseguitate dal fisco e dalle banche, ai quali deve essere restituita la speranza ed il coraggio per far prevalere i valori di onesta’, trasparenza, dignità umana, con la politica al servizio del bene comune e degli interessi generali del Paese.

Addio Ferdinando ! Un grande abbraccio da noi tutti

 

da www.beppegrillo.it

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Un altro anno pieno di stelle si è concluso.

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Dodici mesi di banchetti, gazebo, eventi, incontri, riunioni, consigli comunali, mozioni, interrogazioni, commissioni, comunicati stampa, chat, discussioni…

Ma anche pieno di obiettivi, risultati, risate, pacche sulle spalle, strette di mano, abbracci, condivisione, amicizia.

Il Movimento 5 Stelle di Novara non si ferma, augura a tutti un meraviglioso 2018 e ricorda a tutti che “non riusciranno a liberarsi di noi perché è difficile vincere con chi non si arrende mai”

 

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