Verso le consultazioni con il Presidente della Repubblica

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di Luigi Di Maio

Ciao a tutti, è stata una settimana importante e molto intensa. Siamo al lavoro su due fronti decisivi per il futuro del Paese.

In questi giorni infatti abbiamo eletto i Presidenti e gli uffici di presidenza della Camera e del Senato. Come sapete è stato eletto Presidente della Camera Roberto Fico con oltre i 2/3 dei voti dell’Aula. Un risultato di cui siamo molto orgogliosi anche perchè il primo gesto di Roberto da Presidente, come aveva promesso nel suo discorso di insediamento, è stato di rinunciare alla sua indennità di oltre 4.000 euro al meseuna cosa che nessuno prima di lui aveva mai fatto. Il Parlamento grazie a questa iniziativa non è più il simbolo della Casta, ma è diventato finalmente il segno tangibile dell’inizio della Terza Repubblica, la Repubblica dei Cittadini.

Nel Consiglio di Presidenza del Senato abbiamo Paola Taverna che è ora Vicepresidente del Senato della Repubblica, Laura Bottici è stata riconfermata questore e abbiamo eletto quattro segretari: Gianluca Castaldi, Michela Montevecchi, Sergio Puglia e Giuseppe Pisani. Nell’Ufficio di Presidenza alla Camera, oltre al Presidente Fico, abbiamo eletto Maria Edera Spadoni vicepresidente della Camera dei Deputati, Riccardo Fraccaro Questore Anzianoe quattro segretari: Azzurra Cancelleri, Carlo Sibilia, Mirella Liuzzi e Vincenzo Spadafora.

Questi incarichi istituzionali per noi non rappresentano poltrone visto che tutti i nostri rinunceranno al doppio stipendio, all’auto blu, alle spese di rappresentanza, al vitalizio e a tutti i privilegi che derivano da queste cariche. Per noi rappresentano la componente decisiva di parlamentari che, all’interno degli uffici di Presidenza, ci permetterà di abolire i vitalizi ed eliminare gli sprechi. Pensate per esempio che il questore è colui che vigila sulle spese dei due rami del Parlamento, in pratica è colui che tiene i cordoni della borsa. Pensate che solo la Camera dei deputati ci costa ogni anno circa un miliardo di euro! In questi cinque anni io come vicepresidente insieme a Riccardo Fraccaro, abbiamo lavorato tantissimo sui tagli agli sprechi ottenendo i primi risultati, come il taglio degli affitti d’oro, delle spese viaggio agli ex parlamentari e dela polizza assicurativa dei parlamentari dalle punture di insetto e isolazioni. Pensate abbiamo raggiunto questi risultati quando eravamo solo io e Riccardo, ora in Ufficio di Presidenza alla Camera abbiamo 6 componenti più il Presidente Roberto Fico. Per questo sono più che sicuro che in questa legislatura raccoglieremo i frutti del lavoro di questi anni e completeremo l’opera. Voglio fare quindi gli auguri di buon lavoro a tutti i nostri parlamentati che saranno chiamati a questo compito. E vi aggiorneranno passo passo su quello che succede.

Parallelamente ci stiamo preparando alle consultazioni con il Presidente della Repubblicache si terranno la settimana prossima a partire da mercoledì. Noi prima di presentarci dal Presidente Mattarella abbiamo invitato i capigruppo delle altre forze politiche al confronto, per sapere prima di tutto se ci sono convergenze sui temi importanti del Paese e posso dirvi che ci sono, sia a destra sia a sinistra. Ce lo aspettavamo. Perchè le idee che portiamo avanti sono di buon senso e non hanno etichette ideologiche. L’unico gruppo politico che finora si è sottratto completamente al confronto sui temi è stato quello del Pd, che sta ancora portando avanti la linea di porsi come freno al cambiamento, quello che i cittadini hanno chiesto con il loro voto del 4 marzo. Noi continueremo a dimostrare maturità e responsabilità, come abbiamo fatto con la scelta di riunciare ad eleggere due vicepresidenti (uno alla Camera e uno Senato) che sono quindi andati al Partito Democratico e anche a loro auguro buon lavoro. Non ci interessano le poltrone, ma le soluzioni che aspettiamo da 30 anni e che possono cambiare la vita degli italiani.

Le soluzioni, i temi sono la nostra priorità. Poi, come ho sempre detto, della composizione del governo, e quindi dei ministri si parlerà direttamente con il Presidente Mattarella, come è giusto che sia. Negli ultimi giorni si è parlato anche di chi vuol fare il premier, di chi non vuole farlo, di chi tira fuori premier dal cilindro (pensate che si è fatto pure il nome del direttore del TgLa7 Mentana, ma sono sicuro che rifiuterà perchè in conflitto d’interesse con le sue epiche maratone). Scherzi a parte la mia posizione è molto semplice: basta premier non votati da nessuno o ancora peggio premier che hanno perso. Per il resto parlano i numeri. Il MoVimento, la Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, il Pd hanno tutti proposto agli italiani un candidato premier. Quello del MoVimento, ossia il sottoscritto, è stato votato da 11 milioni di italiani, quasi il doppio del secondo più votato con oltre il 32% dei consensi. Per cui il mio obbiettivo è garantire che la volontà popolare venga rispettata.

La strada è tracciata. La settimana prossima sarà importantissima e vi prego di continuare a sostenerci e a starci vicino. Ne approfitto anche per fare a tutti voi e alle vostre famiglie i miei più sinceri auguri di Buona Pasqua.

A presto, ciao a tutti!

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Camera e Senato – Uffici di Presidenza

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Si ribaltano gli equilibri negli Uffici di presidenza di Montecitorio e Palazzo Madama, dove il Movimento 5 Stelle, da minoranza della passata legislatura, diventa ora maggioranza relativa molto vicina a quella assoluta.

 

Congratulazioni a Paola TAVERNA e a Laura BOTTICI elette vicepresidente e questore del Senato. Tantissimi auguri e buon lavoro anche a Gianluca Castaldi, Michela Montevecchi, Sergio Puglia e Giuseppe Pisani eletti Segretari d’Aula.

 

Congratulazioni a Maria Edera SPADONI e a Riccardo FRACCARO eletti rispettivamente vicepresidente e questore della Camera e un grande in bocca al lupo e un augurio di Buon lavoro a Carlo Sibilia, Mirella Liuzzi  Azzurra Cancelleri e Vincenzo Spadafora eletti Segretari dell’ufficio di Presidenza.

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Andiamo al governo per cambiare il Paese!

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di Giulia Grillo e Danilo Toninelli

Ciao a tutti, innanzitutto ci teniamo a dirvi una cosa: stiamo lavorando per voi!

L’elezione di Roberto Fico a Presidente della Camera è solo il primo e potentissimo segnale di cambiamento che arriva da questa legislatura. La scelta di rinunciare a oltre 4.000 euro di indennità al mese è solo il preludio degli importanti obbiettivi che ci siamo prefissati di portare a casa. La prima questione che porranno i nostri all’Ufficio di Presidenza è l’abolizione dei vitalizi e l’eliminazione degli sprechi, una partita che inizierà a giocarsi già nelle prossime settimane e su cui vi terremo costantemente aggiornati.

Dall’altro lato noi due in prima persona stiamo lavorando per porre al centro dei lavori del Parlamento quelle problematiche che sono in cima all’agenda dei cittadini, delle famiglie, dei lavoratori, degli imprenditori, dei commercianti, degli artigiani, dei disoccupati, degli insegnanti, dei pensionati, dei risparmiatori. Insomma di tutto quel mondo che ha bisogno di risposte concrete e immediate e che per troppo tempo è stato lasciato ai margini perché qui dentro si sono messi in primo piano gli interessi dei partiti. Quell’epoca è finita. I cittadini saranno finalmente al centro dei processi decisionali.

Noi stiamo portando in Parlamento prima di tutto un metodo, che è quello della massima trasparenza. Lo abbiamo fatto con l’elezione dei presidenti delle Camere e abbiamo intenzione di farlo anche per quanto riguarda la creazione di un governo per questo Paese, un governo che sia di vero cambiamento, come i cittadini hanno preteso con il voto del 4 marzo.

Per noi le basi dell’attività di governo sono i temi, i progetti, le idee per risolvere i problemi degli italiani. Su questo, come Luigi ha ripetuto ogni giorno della campagna elettorale, siamo disposti a confrontarci con tutte le forze politiche. Per fare questo abbiamo invitato i capigruppo di tutti i gruppi parlamentari ad incontrarsi con noi per un confronto sui temi da porre al centro dell’attività parlamentare. Per noi il punto di partenza è il nostro programma e l’obbiettivo è trovare le convergenze con i programmi degli altri e la disponibilità a lavorare insieme sui punti comuni. Non è un esercizio di stile, perché al di là della composizione del governo questi temi saranno comunque portati avanti in sede parlamentare. Invitiamo anche chi ha già deciso di autocollocarsi all’opposizione, come freno del cambiamento chiesto dagli italiani. Per ora loro hanno rifiutato il nostro invito anteponendo l’interesse per le poltrone al trovare soluzioni per gli italiani.

L’appuntamento è per domani alle ore 9.30 alla Camera dei deputati. Chiameremo tutti gli altri capigruppo per conoscere la disponibilità di ciascun gruppo. Auspichiamo che dimostrino tutti la massima responsabilità in questa delicata fase prima delle consultazioni del Presidente della Repubblica. Continueremo a tenervi aggiornati sugli sviluppi. Andiamo al governo per cambiare il Paese!

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BILANCIO, APPROVATI 9 ORDINI DEL GIORNO DEL MOVIMENTO 5 STELLE SU TEMI IMPORTANTI

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Approvati dal Consiglio regionale del Piemonte 9 atti d’indirizzo del Movimento 5 Stelle collegati al Bilancio di previsione regionale 2018-2020.

Voto favorevole alla mozione “Accesso alle strutture per disabili ed anziani” a prima firma Davide Bono. D’ora in poi anche le rappresentanze delle associazioni di familiari di anziani e disabili avranno libero accesso alle strutture che li ospitano, per controllare il rispetto delle norme di sicurezza, personale e igiene. Approvato inoltre l’ordine del giorno, sempre di Davide Bono, per valutare l’incremento dei fondi per la lotta integrata alle zanzare.

Tre gli ordini del giorno a prima firma Federico Valetti approvati dall’aula riguardanti veicoli elettrici, Forte di Fenestrelle e studi ARPA. I documenti impegnano la Giunta a: reperire le risorse per creare un fondo di cofinanziamento per l’istallazione di colonnine di ricarica elettrica per veicoli sulle principali strade del Piemonte; prevedere fondi per la messa in sicurezza del Forte di Fenestrelle, la sistemazione della strada di collegamento tra S. R 23 e il complesso di Pra Catinat, il finanziamento di uno studio sull’impianto di risalita verso il Forte e destinare risorse ad ARPA Piemonte per sviluppare modelli di analisi in grado di misurare il particolato ultrafine PM 2.5 e identificare le fonti emissive e gli impatti sulla salute.

Approvato l’ordine del giorno di Francesca Frediani per aumentare le risorse finanziarie per il supporto socio-assistenziale, informativo e legale all’attività di accoglienza e tutela dei migranti che cercano di raggiungere la Francia tramite la Valle di Susa. Il documento impegna la Giunta a costituire un gruppo di lavoro dedicato con operatori socio sanitari e mediatori culturali per un miglioramento della gestione ed a reperire maggiori risorse sia regionali che in ambito europeo e regionale per affrontare le criticità riscontrate. Via libera anche all’ordine del giorno a firma Frediani mirato a prevedere forme di contributi economici, come l’indennità di partecipazione, negli ambiti di progetti formativi rivolti a persone disoccupate o in condizioni economiche disagiate. Un intervento necessario per ridurre gli abbandoni dei corsi di formazione causati da esigenze di natura economica.

Due gli ordini del giorno a firma Gianpaolo Andrissi votati dall’aula. Il primo prevede l’attivazione di un gruppo regionale di lavoro sulla SACAL di Carisio (VC) al fine di valutare la possibilità di realizzare un biomonitoraggio sugli eventuali effetti sulla salute dei residenti nei pressi del sito. Il secondo è mirato a valutare la possibilità di aumentare i fondi per il miglioramento della raccolta differenziata dopo che la finanziaria 2018 del Governo ha ridotto gli incassi della ecotassa.

Gruppo regionale M5S Piemonte

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Il discorso di insediamento di Roberto Fico alla Presidenza della Camera dei Deputati

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di Roberto Fico

 

Signore deputate, signori deputati! Sono emozionato nel rivolgermi oggi, in quest’Aula, a tutti voi e a tutti i cittadini. Vi ringrazio per la fiducia che mi avete accordato con un incarico di così alta responsabilità. Onorerò il mio impegno con la massima imparzialità e il massimo rigore. Desidero innanzitutto rivolgere il saluto mio e di quest’Aula al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, garante degli equilibri e dei valori costituzionali. Valori che per essere affermati nella nostra Carta costituzionale hanno richiesto il sacrificio di tanti uomini e tante donne nella lotta contro il nazifascismo. Vogliamo ricordare quel sacrificio con particolare commozione oggi, nell’anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Rivolgo inoltre il mio saluto alla Presidente Laura Boldrini, che mi ha preceduto in questo importante incarico, al Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e al Presidente della Corte Costituzionale. Mi perdonerete se cercherò di esprimere con un breve cenno personale l’emozione di rivolgermi oggi a questa Assemblea. Il mio impegno di cittadino nella vita pubblica, condiviso con tante altre persone, ha avuto inizio dalla difesa del territorio e dei beni comuni. Negli anni, l’impegno è andato oltre la dimensione locale, e ha raggiunto una dimensione nazionale, rendendomi portavoce di tutti i cittadini, e oggi, ad avere la responsabilità di rappresentare quest’Assemblea.

Non vi nascondo che, se ripenso a questo percorso, a come è nato e mi ha condotto su una strada inaspettata, la giornata di oggi assume un significato che mi tocca umanamente nel profondo. Ci troviamo nel luogo in cui si esprime la sovranità popolare. Il luogo della proposta, dell’ascolto e dell’analisi di scelte destinate a incidere sulle vite di milioni di persone. Sento personalmente questa grande responsabilità. Questo è il luogo dove il futuro può prendere forma e intendiamo costruirlo insieme, a partire da oggi, con l’unico interesse del bene collettivo, perché abbiamo il compito di servire un’intera nazione. Dobbiamo far sì che in quest’Aula i cittadini possano sentirsi rappresentati, vedendola come un punto di riferimento in cui tornare a riporre la propria fiducia. Ed è proprio ai cittadini che penso, quando invito tutti noi a riflettere sulla necessità che il Parlamento ritrovi la centralità che gli è garantita dalla Costituzione. Obiettivo determinante per affrontare non soltanto le sfide interne, ma anche per dare nuovo valore all’idea stessa di Europa e affrontare le grandi sfide globali della nostra epoca.

La questione della centralità del Parlamento ha attraversato la storia costituzionale del nostro Paese con declinazioni e sfumature diverse. Vorrei provare a dirvi cos’è, per me, oggi, la centralità del Parlamento e come possiamo contribuire a riaffermarla ai nostri giorni, in un contesto in cui il rapporto tra potere legislativo e potere esecutivo continua a essere caratterizzato dall’abuso di strumenti che dovrebbero essere residuali, in cui poteri e competenze sono spesso trasferiti in altre sedi decisionali, in cui gli interessi sono frammentati e le leggi sono sempre più settoriali e tecniche. Dobbiamo impegnarci a difendere il Parlamento da chi cerca di influenzarne i tempi e le scelte a proprio vantaggio personale.

Abbiamo provato tante volte la sensazione amara di essere esposti a pressioni esterne inaccettabili. La massima apertura e la costruzione di rapporti, anche all’esterno del Parlamento, sono un contributo fondamentale al processo democratico, ma voglio affermare con forza che le decisioni finali devono maturare solo e soltanto nelle Commissioni e nell’Aula, perché soltanto un lavoro indipendente può dare vita a leggi di qualità. Per questo motivo voglio affermare con decisione che non consentirò scorciatoie né forzature del dibattito. Un Parlamento centrale, per me, è un Parlamento di cui i cittadini possano fidarsi, e possono farlo perché sanno che qui è perseguito esclusivamente l’interesse generale, qui sono esaminate le loro proposte di legge, qui si realizza la volontà espressa attraverso i referendum, qui si deve intercettare lo spirito di cambiamento che anima l’Italia del 2018 e che i cittadini hanno espresso così chiaramente con il voto del 4 marzo. Le istituzioni sono assolutamente tenute a farsi carico della richiesta di cambiamento, se non vogliono diventare vuote e inaridirsi. L’intento di rinnovamento deve essere la linfa vitale di questa legislatura. Il rinnovamento ha un significato molto chiaro: cominciare a fare scelte che guardino al bene di tutti, e non solo di una piccola parte.

Gli squilibri che in questi anni si sono creati, vanno riequilibrati. Per questo, è ora prioritario andare verso il superamento definitivo dei privilegi. Il taglio ai costi della politica dev’essere uno dei principali obiettivi di questa legislatura. Sono profondamente convinto che si debbano e si possano razionalizzare i costi della Camera dei deputati, senza per questo tagliare i costi della democrazia. Qualcosa è stato fatto, ma c’è ancora tantissimo da fare. Occorre andare avanti, perché certi interventi, che ancora oggi qualcuno riduce a una mera questione di bilancio dello Stato, toccano in realtà due temi cruciali della nostra democrazia: – il rispetto per la cosa pubblica e – il rapporto di fiducia tra i cittadini e la più alta istituzione rappresentativa. Questa fiducia non si costruisce con proclami o dichiarazioni d’intento, ma solo attraverso l’esempio, le azioni concrete, le nostre scelte quotidiane, i voti che quest’Aula esprimerà. Dobbiamo aprire ancora di più quest’Aula ai cittadini, sia in senso fisico sia valorizzando gli istituti di democrazia diretta previsti dalla Costituzione. Per esempio, attraverso la previsione di tempi certi per l’esame delle proposte di legge di iniziativa popolare. Ma non solo. Penso a come le Camere – condividendo una riflessione avviata in altri ordinamenti – possano anche diventare luoghi per utilizzare le nuove tecnologie digitali a supporto del processo legislativo, per coinvolgere maggiormente le persone. Quello dell’innovazione è un tema su cui in questi anni si è fatto un lavoro significativo. A questo proposito, voglio esprimere un ringraziamento a tutto il personale dell’Amministrazione della Camera dei deputati, che è un modello di qualità nel panorama europeo. Bisogna continuare su questa strada.

Le innovazioni devono andare di pari passo con altri importanti interventi che potrebbero essere realizzati nell’ambito di una riforma del Regolamento della Camera dei deputati. Perché è anche da qui che passa il miglioramento della qualità della vita di tutti. Si tratta di interventi a cui non possiamo sottrarci, anche alla luce delle recenti novità introdotte al Senato della Repubblica. In questo senso il mio impegno come Presidente della Camera sarà ispirato a tre princìpi: – garantire un alto livello qualitativo della discussione parlamentare; – garantire il rispetto di tutte le componenti, sia di maggioranza sia di opposizione; – interpretare lo spirito di cambiamento che i cittadini ci hanno espresso nelle ultime consultazioni elettorali. Consentitemi ora una riflessione di carattere più generale. Se il Parlamento deve essere luogo di analisi e di visione di lungo periodo, deve dare una risposta alle domande: Quale legislazione vogliamo produrre? Quali strumenti adottare e come usarli per governare i processi economici e sociali? È necessario porre fine a un modo di legiferare confuso, fatto di aggiustamenti continui, deroghe, estensioni, perché questo modo crea incertezza e diventa un danno per i cittadini e per la crescita del Paese.

Mi piace immaginare il Parlamento come istituzione pensante, come istituzione culturale che si interroga su che cosa deve fare. Un Parlamento capace di esprimere una visione di Paese è un Parlamento che rispetta i cittadini e ispira così in loro il senso di appartenenza e di fiducia, nel futuro e nella classe politica. E quando i cittadini sentono che le loro richieste sono ascoltate, che è data una risposta ai loro bisogni, allora consolidano il loro essere comunità ed è in quel momento che si crea unione e coesione. Una comunità unita non può tollerare nessuna forma di illegalità, e non si rassegna di fronte alle ingiustizie, anzi, è capace di rispondere con determinazione, perché ha la forza che gli deriva dal sentirsi pienamente rappresentata e rispettata dalle istituzioni. Così, ogni richiesta di pizzo a un imprenditore non sarà più un attacco al singolo, ma a tutta la collettività. Ogni ragazzo che abbandona la scuola e sceglie la via dello spaccio o della violenza, sarà una sconfitta per tutti noi. Ogni individuo che non riesce a vivere un’esistenza dignitosa, sarà una vergogna e una responsabilità per tutti. È solo ritrovando lo spirito di essere comunità di cittadini, che possiamo recuperare il senso di Stato che vogliamo incarnare: portare equilibrio laddove ci sono squilibri, in modo che nessuno debba più sentirsi ai margini e tutti riescano a esprimere le proprie potenzialità. È dall’individuo che bisogna ripartire.

Per questo motivo, voglio concludere con l’auspicio che in quest’Aula ciascuno di noi porti avanti il proprio impegno con la continua tensione al miglioramento, andando a superare persino l’espressione migliore di sé stesso. Perché sono fermamente convinto che la bontà di ciò che possiamo realizzare sia sempre frutto del valore umano che mettiamo nelle nostre azioni. Auguri di buon lavoro a tutti noi.

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Roberto Fico Presidente della Camera!

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di Luigi Di Maio

Come sapete ieri abbiamo posto molti veti, e gli altri partiti hanno posto il veto su Riccardo Fraccaro. Io non volevo accettare alcun veto, ma Riccardo ha fatto un passo indietro, dicendo che «la presidenza della Camera per il MoVimento è più importante di qualsiasi cosa». Con Riccardo tutti noia abbiamo tutti un debito. È una persona che lavora per il progetto e non per se stesso. E sarà il miglior ministro per i Rapporti col Parlamento che il MoVimento 5 Stelle porterà al governo di questo Paese.

Il nuovo nome che proponiamo è Roberto Fico, che è la storia del MoVimento 5 Stelle e che è già stato votato da altre forze politiche per precedenti cariche istituzionali. Mi sono sentito con Matteo Salvini e mi ha comunicato che voteranno Roberto Fico alla presidenza della Camera.

Al Senato, invece, voteremo il nome che ha fatto Salvini, e cioè la senatrice Casellati.

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Il valzer delle poltrone in salsa novarese.

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Le elezioni politiche dello scorso 4 marzo produrranno molti avvicendamenti nelle istituzioni: nuovi eletti lasceranno il proprio posto nei consigli comunali e regionali per entrare in Parlamento, in poche parole il valzer delle poltrone tanto caro alla vecchia politica! Vogliamo innanzitutto prendere le distanze da questa consuetudine purtroppo lecita ma, a nostro parere immorale, che permette a chi riveste una carica elettiva di candidarsi per essere eletto altrove, lasciando a metà un incarico per intraprenderne un altro oppure (è il caso dei sindaci eletti in Parlamento) tenendo il piede in due scarpe!

Il Movimento 5 Stelle non permette che un eletto si possa candidare durante il proprio mandato: se sei un consigliere comunale, terminato il tuo mandato eventualmente ti candidi alla prima occasione, per un massimo di due mandati! È questione di correttezza nei confronti degli elettori, di rispetto e di coerenza. Invece questi politicanti attaccati alle poltrone e ai super stipendi non esitano a lasciare a metà un mandato per assicurarsi un posto sicuro e ben retribuito, dai comuni alle regioni, dalle regioni a Roma! Come si può lavorare proficuamente e nell’ interesse dei cittadini se ogni due o tre anni lasci una carica per passare ad un’altra? Come possiamo fidarci di un sindaco part time che farà il pendolare tra Roma e la propria città?

A Novara i posti vacanti non sono in Consiglio Comunale ma ai vertici di Assa Spa e Sun Spa: due società partecipate dal Comune; Marzio Liuni lascia la presidenza di Sun per la Camera e Giuseppe Policaro lascia la presidenza di Assa per entrare in Consiglio Regionale al posto di Diego Sozzani, eletto in Parlamento tra le fila di Forza Italia.

Speriamo che questa volta la scelta dei nuovi Presidenti delle nostre partecipate avvenga in modo davvero trasparente!

 

Gruppo Consiliare M5S Novara

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CORSI DI NUOTO PER MIGRANTI TRA BUROCRAZIA E DISCRIMINAZIONE

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Quanto avvenuto venerdì scorso allo Sporting, quando il Comune ha impedito che si svolgesse il corso di nuoto per migranti con un pretesto burocratico, è un episodio gravissimo e a nostro parere inqualificabile.
Il Movimento 5 Stelle esprime indignazione e condanna per questo gesto discriminatorio, aggravato dall’alibi dell’impedimento burocratico, (il corso sarebbe in contrasto col nuovo regolamento comunale sui corsi di nuoto).

I regolamenti devono sempre essere fatti rispettare, non solo quando torna comodo. E se ci sono ostacoli procedurali che impediscono ad una società sportiva di operare, è dovere di chi amministra superarli e trovare una soluzione.

Ricordiamo ai cittadini che il complesso sportivo del Terdoppio ospita molte associazioni e società sportive non in regola con i pagamenti dei canoni, né con le concessioni d’uso. Secondo i dati che sono stati forniti in commissione bilancio dall’ufficio competente, alla data del 31 dicembre 2016 il Comune di Novara vanta crediti per canoni di locazione ed uso degli spazi del complesso del Terdoppio per circa 350.000 euro, esclusa la Club House.

Parlando di palesi violazioni a regolamenti e norme, la situazione al 17 novembre 2017 era:

 

– 1 associazione che utilizza gli spazi dell’Arena con concessione scaduta al 31.12.2015.
– 1 associazione che utilizza gli spazi dell’Arena con concessione scaduta al 31.12.2016.
– 3 associazioni che utilizzano la piscina in stato di insolvenza con piani di rientro per alcune  migliaia di euro.

– 3 associazioni sportive che vi hanno stabilito la sede senza atti di assegnazione né richiesta di canoni.
Attendiamo dati recenti richiesti con un nuovo accesso agli atti.

Ora diteci se non sia più discriminante verso gli italiani che amministrazioni comunali di qualunque colore permettano che le strutture costate tasse e sacrifici dei cittadini vengano usate senza controllo e vengano trascurate fino a deteriorarsi, diventando un pozzo senza fondo per le spese di gestione e manutenzione! Del resto cosa possiamo aspettarci da un partito che ha ancora una volta candidato al senato Umberto Bossi, concedendogli l’immunità parlamentare dopo la condanna per truffa ai danni dello stato per 49 milioni di rimborsi elettorali? E che è da sempre alleato con Berlusconi, condannato per frode fiscale ed ineleggibile a norma di legge?
Noi vogliamo una città solidale ed inclusiva, dove nessuno debba rimanere indietro!
Ricordiamo che scatenare la guerra tra poveri non paga, soprattutto se chi la sobilla è esso stesso responsabile dei tagli alle spese per il sociale!

 

Gruppo Consiliare M5S Novara

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No alla Riforma dell’ordinamento penitenziario approvata dal governo, sì alla certezza della pena!

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di Alfonso Bonafede

Oggi il governo, fuori da ogni possibile controllo parlamentare, ha approvato il principale decreto della Riforma dell’ordinamento penitenziario. E’ un provvedimento pericoloso che mina alla base, dopo gli innumerevoli “svuotacarceri” di questi anni, il principio della certezza della pena.

In sintesi, il governo insiste sull’estensione dei benefici penitenziari (permessi premio, lavoro all’esterno, misure alternative alla detenzione) a favore dei condannati, anche per reati gravi. Il sovraffollamento carcerario è un problema serio, ma non può essere affrontato in questo modo: elargire irragionevolmente benefici penitenziari ad un numero sempre maggiore di detenuti – ergastolani inclusi – è molto grave, soprattutto considerando tutti gli svuotacarceri di questi anni.

Inoltre, è fondamentale attuare con urgenza un piano-carceri serio che porti alla realizzazione di nuovi istituti penitenziari e al miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti, investendo risorse sul controllo e la qualità delle misure alternative e sulla rieducazione della pena.
Con questo decreto, la detenzione diventa definitivamente l’extrema ratio e la certezza della pena un miraggio, con buona pace dei cittadini onesti che, anche su questo tema, si sono espressi chiaramente lo scorso 4 marzo.

Il governo è consapevole che i cittadini non vogliono una norma di questo tipo e, proprio per questo, lo ha approvato con una strategia sconcertante per il modo in cui calpesta le prerogative parlamentari. Il decreto è stato ritirato prima delle elezioni dando l’illusione di un passo indietro; adesso, nella distrazione generale, viene ripreso e approvato dal Consiglio dei Ministri nella fase di passaggio tra una legislatura e l’altra. Teoricamente, entro 10 giorni, la commissione competente dovrebbe esprimere un parere sul decreto ma, visto che la nuova legislatura deve ancora iniziare, è quasi certo che il termine scadrà invano.

E’ un affronto che non può essere accettato: nella diciottesima legislatura, il Parlamento dovrà intervenire in materia di giustizia rassicurando i cittadini sull’importanza della legalità e della certezza della pena.

 

da www.ilblogdellestelle.it

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Per un Parlamento al servizio dei cittadini

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Di Luigi Di Maio

In questi giorni ci vedete impegnati in un dialogo non semplice per proporre i Presidenti del Senato e della Camera. La scelta delle persone che ricopriranno questi incarichi è cruciale. Stiamo parlando della seconda e della terza carica dello Stato, e soprattutto stiamo parlando degli arbitri che dovranno dirigere la partita dell’approvazione di buone leggi. Come sapete, al MoVimento 5 Stelle non interessa il gioco della poltrona: quello che ci preme è che il Parlamento funzioni al meglio, perché è lì che si decidono le leggi che possono migliorare o peggiorare la qualità della vita di tutti, è lì che le forze politiche devono dimostrare il proprio valore e la propria coerenza. Per questo agiamo nella massima trasparenza e anche in queste ore vi stiamo raccontando passo passo come ci muoviamo. E’ la prima volta nella storia della Repubblica che la forza politica con la maggioranza relativa di seggi nelle due Camere condivide con i suoi elettori e con tutti i cittadini questo percorso. Non abbiamo nulla da nascondere, e nulla che non possa essere detto.

Il nostro primo obiettivo è che Camera e Senato lavorino nelle migliori condizioni possibili: maggiore è la qualità del lavoro del Parlamento, migliori saranno le leggi. C’è un esempio che, in negativo, ci dà perfettamente la misura di questo: ricordate il decreto IMU-Bankitalia, in cui il governo regalò 7,5 miliardi alle banche? Era il 2014. Applicando la cosiddetta “ghigliottina“, si impedì alle opposizioni, per la prima volta nella storia della Camera dei deputati, di fare sentire la propria voce. Il decreto passò direttamente al voto e fu approvato senza discussione. Al Senato non si contano le volte in cui sono stati letteralmente cancellati con un colpo di spugna (la cosiddetta “tagliola“) emendamenti che avrebbero potuto migliorare un provvedimento. Questa volta andremo al governo, saremo maggioranza ma vogliamo tutelare anche le opposizioni. Questo significa rispettare il lavoro del Parlamento.

Il prossimo obiettivo è abolire i vitalizi. Qualche mese fa siamo arrivati a un passo dall’eliminarli, e ora vogliamo andare fino in fondo. Gli uffici di Presidenza regolano la vita dei parlamentari. Possiamo agire direttamente sul bilancio della Camera, e un Presidente del MoVimento 5 Stelle spianerebbe la strada a questo traguardo.

Per questo abbiamo bisogno di figure serie e responsabili, che garantiscano imparzialità e vicinanza ai bisogni dei cittadini. Non si tratta solo di applicare il diritto parlamentare. Si tratta dei vostri soldi, dei vostri diritti, di semplificare o complicare la vita ai cittadini. Seguiteci in questa battaglia.

 

da www.ilblogdellestelle.it

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