L’EFFIMERA TELECAMERA

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L’abbiamo sempre percorso quel pigro anello intorno al centro storico. Da ragazzi era esaltante farne il giro, lo potevi abbracciare interamente. Poi gli anni ‘80.
I Partigiani in un senso, La Marmora nell’altro e non parliamo di Quintino Sella e fine del circuito.
È notizia di questi giorni di un nuovo cambiamento e il dibattito è roboante: ambientalisti, urbanisti, residenti, appassionati. Ora da Largo Costituente si potrà raggiungere Piazza Cavour, assecondando i bus cittadini nel loro percorso.
Precisiamo che già prima lo si poteva fare, ma solo per un tratto: fino a via Pier Lombardo e poi, obbligo di svolta e da quel momento l’approdo in stazione te lo scordavi, a meno che di fare uno scollinamento giù fino al mercato coperto. Dei “malvagi” osavano percorrere cento metri in più lungo la corsia gialla pur di approdare in via Antonelli o addirittura fino alla statua del Camillo Benso, ed evitarsi così il tour delle zone banche, della Basilica (fronte-retro), la via Dolores Bello, riapprodare sul Baluardo, e quindi far ritorno a casa.
Non si deve.
Ed ecco l’oggetto, annunciato da cartelli minatori e invettive: ci sarà la telecamera.
Basta furbetti che se ne approfittano: lei si staglia, nel cielo immobile, puntata dritta sulla tua targa.
Ma dura neanche il tempo di una farfalla.
Si cambia idea: quello per cui era stata concepita, solo pochi giorni prima, non vale più: liberi tutti, il Baluardo si può percorrere.
Lei, la telecamera che visse di meno, giace spenta. Si dice “sperimentazione, direzione dei flussi del traffico, decongestione”.
Ci chiediamo quale sia stato allora il senso di mettere in atto, peraltro in fase sperimentale, un procedimento oneroso per il Comune per poi rimangiarselo dopo poche settimane.

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