RIMBORSOPOLI. IN PROCESSO D’APPELLO ACCUSE PESANTI SUGLI EX CONSIGLIERI REGIONALI. CITTADINI PIEMONTESI ANNOTINO LE PAROLE DELLA PROCURA PENSANDO AL FUTURO DELLA REGIONE

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Nel processo d’appello su “Rimborsopoli” la procura non usa mezze misure nella formulazione delle richieste di condanna verso i 24 ex consiglieri regionali coinvolti nell’inchiesta. Al centro delle accuse tornano anche i 14 consiglieri salvati in primo grado.

La requisitoria del PM è stata molto dura, con riferimenti agli scontrini, apparentemente recuperati a destra e manca, per giustificare spese di decine di migliaia di euro per spese personali o per spese dei partiti politici e non per far funzionare i gruppi consiliari. Troppi indizi: cene rimborsate in località di vacanza, acquisti incauti in luoghi e tempi quantomeno sospetti, gli Swarowski e le borse Borbonese dell’ex consigliera Augusta Montaruli che ora insieme ai colleghi Tiramani e Molinari, è stata provvidenzialmente mandata in Parlamento, dove godranno dell’immunità parlamentare.  Troppo comodo così.

Era il 2012 quando la Guardia di Finanza si presentava negli uffici dei gruppi consiliari, dopo mesi di nostre denunce sulla mancanza di trasparenza sull’utilizzo dei fondi dei gruppi consiliari. Circa 75.000 € l’anno a gruppo più 15.000 € l’anno a consigliere. Di cui nessuno conosceva il reale utilizzo.

All’epoca dei fatti il Presidente M5S Davide Bono ricevette la notifica dei decreti di archiviazione sulle verifiche avviate dalla Corte dei Conti e dalla Procura di Torino. Come noto il MoVimento 5 Stelle è stato l’unico gruppo consiliare a non avere consiglieri rinviati a giudizio per lo scandalo rimborsopoli.  I Piemontesi annotino dunque le parole del procuratore: potrebbe essere utile quando si tratterà di scegliere il futuro della nostra regione.

Gruppo Consiliare M5S Piemonte

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