LA GIOSTRA DEI GIUDICI AL TRIBUNALE DI NOVARA

Condividi:

NOVARA – E’ stata depositata ieri, giovedì, dal deputato Davide Crippa del MoVimento 5 stelle una interrogazione ai ministri della Giustizia, a quello della Semplificazione, della Pubblica amministrazione e dell’Interno, sulla situazione del tribunale di Novara.
«Come spiegato dai mezzi di informazione, il processo di voto di scambio alle elezioni comunali 2011 sarebbe stato “azzerato”, e di fatto da rifare – spiega Crippa -, a causa di movimenti “interni ed esterni” dei giudici della sezione penale. Nel dettaglio, tutti i tre Giudici per le Indagini preliminari sarebbero stati trasferiti ad altra sede, due dei magistrati di dibattimento sarebbero stati costretti quindi a “coprire il buco” e un terzo è arrivato da Brescia ed è stato trasferito dopo soli tre mesi a Verona».
Il processo in oggetto vede imputati Raimondo Giuliano, ex assessore all’Istruzione della città di Novara nella giunta Giordano e consigliere di minoranza durante la giunta Ballaré. e altri 24 novaresi accusati di aver “promesso” il proprio voto a Giuliano.
«Si tratta dell’ultimo caso in ordine di tempo – prosegue Crippa -, testimonianza di una situazione di estrema precarietà dei giudici, un problema che attanaglia Novara».
Il nuovo giudice arriverà a metà maggio e il processo voto di scambio riprenderà il 15 maggio per riascoltare i teste dell’accusa. Una situazione ingestibile anche secondo il Presidente dell’Ordine degli avvocati di Novara, Remigio Belcredi: in una lettera indirizzata a CSM, Ministero della Giustizia, Presidente e Procuratore generale della Corte d’Appello di Torino, specifica come non sia tollerabile che il terzo tribunale in Italia per efficienza nel civile possa essere ostaggio della precarietà dei giudici.
«Si tratta di un problema che sta attanagliando il tribunale di Novara – conclude Crippa -. La mia interrogazione chiede quali soluzioni si intendano mettere in campo al fine di ridurre ai minimi tollerabili la mobilità dei giudici presso il Tribunale di Novara. Una mobilità che causa inefficienza del tribunale e rende evidente la necessità di un suo potenziamento, per risolvere ed evitare situazioni come queste».

Condividi: