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    <title>Movimento Cinque Stelle di Novara</title>
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    <subtitle>Lista Civica di Novara</subtitle>
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    <title>VIGLIACCHI</title>
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    <published>2012-05-19T11:39:47Z</published>
    <updated>2012-05-19T13:47:16Z</updated>

    <summary>Il Movimento 5 Stelle di Novara è indignato e condanna fermamente l&apos;attentato compiuto oggi a Brindisi ed esprime il suo dolore alle famiglie, toccate così da vicino da questo gesto criminale e odioso. Il luogo in cui è avvenuto il...</summary>
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        <name>Luca Zacchero</name>
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        <![CDATA[<p><font face="Verdana"><p align="justify"><strong ><font size="+3"><b>I</b></font>l Movimento 5 Stelle di Novara è indignato e condanna fermamente l'attentato compiuto oggi a Brindisi ed esprime il suo dolore alle famiglie, toccate così da vicino da questo gesto criminale e odioso.</strong></p><br />
<p align="justify"><strong>Il luogo in cui è avvenuto il crudele disegno delittuoso dimostra che l'educazione ai valori civili e democratici è considerata da questi assassini un pericolo reale e temibile per le loro sciagurate imprese.</strong></p> <br />
<p align="justify">La formazione culturale e professionale dei giovani è vista non come uno strumento certo e fecondo per la piena realizzazione della convivenza civile, ma come ostacolo a un modello di cittadino libero e attivo nella società.</p> <br />
<p align="justify"><strong>Questi principi vitali e liberali, che non possono trovare spazio in un'organizzazione criminale basata sulla sudditanza e sull'omertà, devono essere proclamati con vigore e fermezza da tutti i nostri concittadini, specialmente dalle nuove generazioni, oggi duramente colpiti da un vigliacco attentato.</strong></p> <br />
<p align="justify"><font size="+1" color="#FF0000"><strong >Il Movimento 5 Stelle rinnova il cordoglio per questa giovane vittima ed esprime i più sentiti auguri di guarigione ai numerosi feriti.</strong></font></p></font></p>]]>
        
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    <title>Bersani, Vendola: l&apos;antipolitica, il vuoto, la Paura</title>
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    <published>2012-05-18T07:00:00Z</published>
    <updated>2012-05-18T08:39:32Z</updated>

    <summary>L&apos;attento osservatore direbbe che sono come i cani di Pavlov; esce un sondaggio nel quale il moVimento 5 stelle va sopra il 7% e supera la lega (forse è questo quello che li ha fatti maggiormente strizzare) ed ecco che...</summary>
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        <![CDATA[<p><font face="Verdana"><p align="justify"><font size="+3"><b>L'</b></font>attento osservatore direbbe che sono come i <a href=" http://it.wikipedia.org/wiki/Ivan_Pavlov " target="_blank" title=" riflesso condizionato"> <font color="blue">cani di Pavlov</font></a>; esce un <strong>sondaggio nel quale il mo<font color="#FF0000">V</font>imento 5 stelle va sopra il 7% e supera la lega</strong> (forse è questo quello che li ha fatti maggiormente strizzare) ed ecco che proliferano articoli (stampa, repubblica, corriere della sera solo per citare quelli "meno parziali"), dichiarazioni "autorevoli" e importanti <strong>esponenti politici che attaccano duramente Grillo ed il mo<font color="#FF0000">V</font>imento</strong>.</p> <br />
<p align="justify">Questa cosa è singolare, ma interessante e va analizzata. In primo luogo per gli attacchi in sé. <strong>Gli attacchi vengono da soggetti che, prima dei risultati elettorali delle regionali 2010, simpatizzavano, anche apertamente (vedi Vendola) per il mo<font color="#FF0000">V</font>imento, salvo poi attaccarci (avete fatto perdere la Bresso, togliete voti alla sinistra).</strong> Unica interpretazione possibile? Venivamo trattati amichevolmente perché si sperava che <strong>dirottassimo i voti in uscita dal centrodestra, non è accaduto e siamo diventati un nemico</strong>; i sondaggi ci davano, a livello nazionale, attorno al 2,5-3% e, con una soglia di sbarramento per l'accesso alla camera del 4%, si poteva pensare che saremmo rimasti fuori.</p> <br />
<p align="justify">Poi abbiamo cominciato a salire nei sondaggi, ed ecco che il terzetto <strong>Alfano, Casini, Bersani se ne esce con una proposta di riforma elettorale con sbarramento più alto (si diceva 7%) e, per salvaguardare una parvenza di democrazia, si introduce la "mascotte"</strong>: quelli che restano fuori, hanno diritto ad un rappresentante, così se ne stanno <b><u>zitti e non rompono più il c****</u></b>. Rendiamoci conto che il 7% è molto, ma, del resto, se il movimento è dato al 4,5%, non è che puoi mettere uno sbarramento al 5%, di solito siamo sottostimati, quindi ci vuole una "soglia di sicurezza"per di più la soglia non deve essere così alta da lasciar fuori troppi soggetti, quindi con il 7% dovrebbe entrare la lega, udc+fli ed anche un'eventuale sodalizio tra IdV e sinistre (dopo approfondiamo). </p> <br />
<p align="justify"><strong>Ma che peccato! i sondaggi più recenti ci danno tra il 7 e l'8%</strong>, per cui comincia ad apparire chiaro che il 7% non possa bastare, ma neppure l'8% perché, a 'sto punto, ci vuole: "almeno il 40-50% in più del valore attribuito dai sondaggi, quindi (7%+il 40-50%% del 7%) 10-11%. Il 105 non appare sicuro, ma l'11% è ridicolo. Finché sono numeri bassi, si può essere fini ed aumentare di un punto alla volta, ma quando si arriva al 10%, il passo successivo dovrebbe essere 15%, altrimenti una cosa del tipo 11% o 13% suonerebbe sospetta. <strong>Ma restiamo a 10%. E' proponibile? NO. E' questo che hanno capito: il 10 è troppo.</strong> Vediamo perché:</p><br />
<p align="justify">Chi potrebbe restare fuori? Udc+fli quasi certamente, la lega certamente, idv certamente, il movimento FORSE, sel certamente, ma anche sel+idv+federazione delle sinistre, perché i soggetti politici sono così diversi che non possiamo sommare gli elettorati potenziali, inoltre, se lo sbarramento per un partito singolo è 10%, non è possibile mantenere anche quello di coalizione al 10, lo DEVI portare al 15% ed ecco che in parlamento ci andrebbero in due, pd e pdl,con circa il 40% dei voti espressi (che sono il 75% del totale, cioè il 30% che sta in parlamento ed il 70% che non ci sta e, per di più, il rischio che con il 22% dei votanti (16,5% degli elettori) si governi. Chiamala democrazia! </p><br />
<p align="justify"><strong>Capito questo, i nostri cari rappresentanti, hanno dovuto cambiare la strategia.</strong></p><br />
<p align="justify">Eccolo il cambio: attacco personale diretto. Il mo<font color="#FF0000">V</font>imento in realtà non esiste, strillano come la lega, fanno antipolitica, sono demagoghi, sono pericolosi ed è meglio che la gente non li voti (questo l'han detto Bersani e Vendola, mica il "fruttarolo" sotto casa) perché chissà cosa possono combinare...</p><br />
<p align="justify"><b><u>Fantastico; abbiamo scoperto che potremmo essere una rovina.</b></u> Per chi? Per cosa? Ma soprattutto, <strong>con che faccia chi ha mandato la Nazione a pezzi ci viene a dire che il problema è in un soggetto politico che non è mai stato in parlamento? Stai a vedere un po' che la colpa è di chi non ha mai governato.</strong></p> <br />
<p align="justify">E quando ce lo vengono a dire? Quando si scopre che <strong><u>hanno rubato</u></strong>, cioè <strong>usato i soldi del finanziamento pubblico (quello che noi avevamo abolito) per farsi i cazzi loro, quando si scopre che il mo<font color="#FF0000">V</font>imento non prende il finanziamento pubblico, ma pretende che venga tolto.</strong> </p><br />
<p align="justify">Allora che cosa stanno facendo le due mummie? Stanno <b><u>difendendo i loro privilegi</u></b>, se va bene e <b><u>la loro sopravvivenza politica</u></b>, se va male. </p> <br />
<p align="justify">Ci hanno continuato a dire che non è vero che sono tutti uguali; fino ad ora l'argomentazione principe era che loro non erano uguali al pdlega perché gli altri erano peggio (e loro il meno peggio), ora che fanno gli incontri a tre (Casini, Bersani, Alfano) per mantenere il finanziamento ai partiti e per alzare la soglia di sbarramento per accedere al parlamento, ora che Vendola resta doppiamente invischiato in fatti giudiziari, ora che <strong>la gestione dei bilanci non è diversa tra lega e piddì</strong>, è dura dire che sono meno peggio, allora bisogna trovare un "peggio" al quale rapportarci. Questo peggio è <strong>il moVimento</strong>, che non ruba, non prende finanziamenti, non ha portato  l'Italia al baratro (né mantenuto le leggi vergogna fatte da mr.b).</p> <br />
<p align="justify"><font size="+1", color="#FF00FF ">Bene, facciamolo questo confronto, perché è vero: il moVimento 5 Stelle è diverso; <strong>è meglio</strong></font></p><br />
<p align="justify">Carlo Martelli</p></font></p>]]>
        
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    <title>Fuori i nomi</title>
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    <published>2012-05-16T07:00:00Z</published>
    <updated>2012-05-14T14:12:38Z</updated>

    <summary>Ormai le dichiarazioni pubbliche contro una non ben definita &quot;onda antipolitica&quot; hanno coinvolto tutti. Dopo vari esponenti delle segreterie di partito, dopo che gli stessi leader di pd, sel terzo e quarto polo, pdl, che hanno duramente attaccato la ventata...</summary>
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        <![CDATA[<p><font face="Verdana"><p align="justify"><font size="+3"><b>O</b></font>rmai le dichiarazioni pubbliche contro una non ben definita "onda antipolitica" hanno coinvolto tutti. </p><br />
<p align="justify">Dopo vari esponenti delle segreterie di partito, dopo che gli stessi leader di pd, sel terzo e quarto polo, pdl, che hanno duramente attaccato la ventata di antipolitica, facendo anche il nome di Grillo, dimenticando che Grillo è tutto fuorché uno solo. </p></p>

<p align="justify">Sono arrivate anche personalità che hanno il dovere di  essere al di sopra delle parti, come il presidente della Repubblica, oppure dovrebbero ben misurare le ingerenze nel potere temporale. Ecco allora anche il  cardinal Bagnasco, presidente della CEI. </p>

<p align="justify">Ora sembra di essere tornati alle elezioni del 1948, quando la chiesa fece una  pesantissima  campagna elettorale contro l'allora partito comunista. </p>

<p align="justify">A differenza dei "leaders" di partito, però, il presidente della CEI ed il presidente della Repubblica, hanno citato "l'antipolitica" il primo e "antipolitica, l'antipartitismo ed il demagogo di turno" il secondo: </p>

<p align="justify">Allora, <strong>noi, cittadini tra i cittadini</strong>, chiediamo a voi due, cari presidente della Repubblica e della CEI: </p>

<p align="justify"> <strong>Abbiate la decenza di fare i nomi; </strong></p>

<p align="justify">vogliamo sapere i nomi di coloro che accusate di essere antipolitici, antipartitici e che ritenete colpevoli della crisi di sfiducia che c'è attorno ai partiti tradizionali. </p>

<p align="justify">Come urlò il giornalista Andrea Purgatori, fuori dall'aula dove la commissione stragi accertò per la prima volta, dopo oltre 10 anni, che c'erano stati depistaggi organizzati nell'inchiesta sulla strage di Ustica, all'indirizzo dei generali dell'aeronautica che avevano sempre negato, ora noi vi urliamo: </p>

<p align="justify"><strong>FUORI I NOMI</strong></p>
<p align="justify">Carlo Martelli</p></font>
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    <title>L&apos;amministrazione colpisce ancora: con la TARSU</title>
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    <published>2012-05-15T08:56:28Z</published>
    <updated>2012-05-15T08:58:55Z</updated>

    <summary>Il Sindaco ci dice: &quot;i cittadini ci hanno chiesto durante la grande assemblea di &quot;Insieme per decidere&quot;, che vogliono salvaguardare i servizi sociali, per non aggravare le difficoltà delle famiglie che già vivono problemi seri&quot;. La traduzione fatta è: adeguiamo...</summary>
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        <![CDATA[<p align="justify"><font face="Verdana">Il Sindaco ci dice: "i cittadini ci hanno chiesto durante la grande assemblea di "Insieme per decidere", che vogliono salvaguardare i servizi sociali, per non aggravare le difficoltà delle famiglie che già vivono problemi seri". </p>
<p align="justify">La traduzione fatta è: adeguiamo una tassa generale come la TARSU e così risolviamo il problema; spalmando in generale i costi che altrimenti sarebbero a carico di poche persone. </p>
<p align="justify">Sembra sensato e lo sarebbe, se si fossero messe in atto tutte le strategie per fronteggiare il momento attuale di disperazione economica, sia dei cittadini, sia delle istituzioni a cui i cittadini si appoggiano. </p>
<p align="justify">Invece, tanto per rimanere nell'ambito della tassa sui rifiuti (TARSU), attualmente il conteggio è sui metri quadrati di ogni abitazione e NON sul "prodotto", in forma di spazzatura, da ogni cittadino. </p>
<p align="justify"><strong>Le precedenti amministrazione comunali, e anche quella provinciale, si sono mostrate assolutamente impermeabili alle proposte formulate, di "tassa puntuale sul rifiuto prodotto", e assolutamente sorde alle rendicontazioni positive, portate ad esempio dai comuni virtuosi, Ponte nelle Alpi (Belluno) ad esempio.</strong> 
In concreto ecco di cosa si tratta. </p>
<p align="justify">Il costo di smaltimento dei rifiuti è oneroso. Le discariche costano e gli inceneritori pure. 
Bisogna quindi ridurre la quantità di rifiuto prodotto introducendo la <strong>"tassa puntuale" ovvero basata su quanto produco di rifiuto io cittadino. </strong>
Naturalmente cercherò di produrre meno rifiuto possibile per pagare meno tasse possibili. Cosa buona e giusta. 
In questo modo il costo che l'amministrazione comunale deve sostenere per lo smaltimento, diminuisce nella stessa percentuale. </p>
<p align="justify"><strong>Esempio di Invorio (Novara) : introdotta la tassa, la produzione pro capite si è dimezzata e così i costi di smaltimento. Quindi, in una città civile, non sono necessari aumenti alle tasse, per mantenere calmierati i prezzi dei servizi fondamentali.</strong> </p>
<p align="justify">Riteniamo che servano idee e la volontà di applicazione.
In sintesi quindi, la strategia del Riciclo totale si articola nelle seguenti 3 azioni, tra loro interconnesse : </p>
<ol>
<li> riduzione del rifiuto a monte </li>
<li> aumento della raccolta differenziata porta a porta </li>
<li> riciclo totale del rifiuto residuo (trattamento dei rifiuti a freddo)</li>
</ol>
<p align="justify"><font color="#FF00FF "><strong>Un noto scienziato diceva: C'è una forza motrice più forte del vapore, dell'elettricità e dell'energia atomica: la volontà.</strong></font>(Albert Einstein)</p>
<p align="justify"><strong>Gabriele Sozzani (Gabor)</strong></p></font>
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    <title>Immobili fantasma ed IMU: vogliamo far pagare gli evasori, almeno una volta?</title>
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    <published>2012-05-14T07:00:00Z</published>
    <updated>2012-05-14T14:54:18Z</updated>

    <summary>Allora ci siamo: finalmente è stata attribuita la rendita presunta alle case fantasma. Bene, era ora! Adesso passiamo all&apos;incasso: questi immobili dovranno pagare l&apos;IMU e gli arretrati ICI e IRPEF. La data da cui far partire il pallottoliere per riscuotere...</summary>
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        <![CDATA[<p><font face="Verdana"><p align "justify"><font size="+3"><b>A</b></font>llora ci siamo: finalmente è stata attribuita la rendita presunta alle case fantasma. Bene, era ora! Adesso passiamo all'incasso: questi immobili dovranno pagare l'IMU e gli arretrati ICI e IRPEF. La data da cui far partire il pallottoliere per riscuotere è il 1° gennaio 2007. Il comune è autorizzato a chiedere ai proprietari gli arretrati dei cinque anni precedenti, con sanzioni e interessi. Oltre a questo, il Comune deve controllare la regolarità edilizia di questi immobili, cioè che non siano ABUSIVI, e questi accertamenti sono obbligatori da parte dell'ente. </p><br />
<p align "justify">Qualora i proprietari facessero spallucce per l'accatastamento, si applicherebbero le nuove sanzioni (quadruplicate dall'Art. 2 del <strong>Dlgs 23/2011</strong>): si tratta di parecchie migliaia di euro (da 1.032 a 8.264), che rientrerebbero nella misura del 75 % nelle casse comunali. </p><br />
<p align "justify">Dall'albo pretorio comunale abbiamo compreso che si tratta di parecchie unità immobiliari. </p><br />
<p align "justify">Che cosa facciamo, cari Sindaco e Assessore Dulio? Li andiamo a prendere e chiediamo il dovuto oppure ci rivolgiamo ai soliti pagatori, che compiono sempre il proprio dovere di contribuenti? </p><br />
<p align "justify">A quando un puntuale controllo sugli affitti in nero e sui mancati cambiamenti sulle destinazioni d'uso (da abitazioni a uffici)? </p><br />
<p align "justify">Altri soldini per non tagliare lo stato sociale a voi tanto caro e usato come ritornello per giustificare l'esagerata pressione fiscale. </p><br />
<p align "justify"><strong>Il Movimento 5 Stelle lo dice apertamente e senza tentennamenti: PRIMA si recupera il dovuto dagli evasori e POI si chiede un sacrificio ai contribuenti, fatte salve le fasce più disagiate. Non il contrario.</strong> </p><br />
<p align "justify">E per piacere, cari amministratori, evitate di dirci che ora non fate in tempo ad andare a prendere le tasse non pagate, che intanto pagano le case accatastate e poi andrete alla caccia dell'evasione, perché ancora una volta, avrete deciso che è più comodo far pagare sempre gli stessi, quelli che pagano. </p><br />
<strong>Starete dimostrando che chi rispetta le regole è un deficiente.</strong> <br />
<p align "justify">Allora, visto che è chiaro che non farete in tempo a portare molti evasori a pagare, date almeno un segnale che lo volete fare, in modo che non pensiamo che vogliate sempre favorire chi fa il furbo. </p></p>

<p align "justify"> <font size="+1", color="#FF00FF ">Tito Livio diceva "saldo è lo stato dove si obbedisce con piacere", voi mantenete uno stato dove non si obbedisce volentieri, dunque, ditecelo voi, è uno stato saldo? </font></p>
<p align "justify"><strong>Lorenzo Rolla</strong></p></font>
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    <title>Dopo l&apos;Argentina, anche la Bolivia ci dà una lezione</title>
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    <published>2012-05-11T07:00:00Z</published>
    <updated>2012-05-14T14:09:43Z</updated>

    <summary>Dopo l&apos;annuncio del governo argentino di una rinazionalizzazione della quota di YPF (la petrolifera argentina) in mano alla compagnia privata europea repsol, di cui vi abbiamo dato notizia in un recente articolo, anche dalla Bolivia di Evo Morales arriva una...</summary>
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        <![CDATA[<p><font face="Verdana"><p align="justify"><font size="+3"><b>D</b></font>opo l'annuncio del governo argentino di una rinazionalizzazione della quota di YPF (la petrolifera argentina) in mano alla compagnia privata europea repsol, di cui vi abbiamo dato notizia in un <a href=" http://www.novara5stelle.it/2012/05/la-rinazionalizzazione-di-ypf-largentina-ci-da-unaltra-lezione.html " target="_blank" title=" articolo sull'Argentina"> <font color="blue"> recente articolo</font></a>, <strong>anche dalla Bolivia di Evo Morales arriva una lezione</strong> che somiglia di più ad un sonoro schiaffone. </p><br />
<p align="justify">Ecco la notizia: </p><br />
<p align="justify"><font  color="#FF00FF "><strong>La Paz, 02-05-2012</strong></font></p><br />
<p align="justify">"Il decreto ha per oggetto quello di nazionalizzare a favore della Empresa Nacional de Electrificacion, il pacchetto azionario della società Rete elettrica internazionale (filiale internazionale di una compagnia spagnola) nell'Impresa Transportadora de Electricidad. </p><br />
<p align="justify">In altre parole, <strong>il popolo Boliviano rientra in possesso della sua rete di distribuzione dell'energia elettrica, rete in precedenza controllata da una società privata spagnola. </strong> </p><br />
<p align="justify">In una successiva nota, Evo Morales ha precisato che <strong>non si tratta di un esproprio</strong>, ma <a href=" http://www.atlasweb.it/2012/05/05/bolivia-morales-negoziera-%E2%80%9Cun-giusto-prezzo%E2%80%9D-con-red-electrica-579.html" target="_blank" title=" nazionalizzazione della rete elettrica"> <font color="blue"> verrà pagato il giusto</font></a> (e soprattutto qua per <a href=" http://it.finance.yahoo.com/notizie/morales-annuncia-nazionalizzazione-rete-elettrica-della-bolivia-171236626.html" target="_blank" title=" nazionalizzazione e non esproprio"> <font color="blue"> maggiori dettagli</font></a>). Ulteriori notizie possono essere reperite <a href=" http://it.finance.yahoo.com/notizie/la-bolivia-nazionalizza-la-rete-elettrica-100004266.html" target="_blank" title=" ancora sulla nazionalizzazione boliviana"> <font color="blue"> qua</font></a>.</p><br />
<p align="justify">Inutile dire che, ancora una volta, <a href=" http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2012-05-03/sgambetto-boliviano-disinteresse-064026.shtml?uuid=AbaDRtWF" target="_blank" title=" finanza contro Bolivia"> <font color="blue"> le istituzioni finanziare si sono apertamente schierate contro Morales</font></a>, del resto, hanno i loro privilegi e li vogliono mantenere, no? <strong>Sembra la lotta ottocentesca e novecentesca per il mantenimento delle colonie. </strong></p><br />
<p align="justify">Ma c'è anche un terzo episodio, passato in maggior sordina perché è stato letto più come una questione interna sudamericana (cioè un affare tra poveri) ed è l'annullamento dei contratti con la brasiliana Oas per la  realizzazione di un'autostrada in amazzonia boliviana; i detrattori dicono che le questioni ambientali sollevate da Morales siano un pretesto; <a href=" http://www.lettera22.it/showart.php?id=12167&rubrica=46" target="_blank" title=" Morales sull'autostrada in Amazzonia"> <font color="blue"> giudicate e leggete da voi</font></a> e portate contributi.</p><br />
<p align="justify">Ricordiamo infine che <strong>non si tratta di fatti isolati, infatti non è la prima volta che il governo boliviano nazionalizza compagnie controllate da paesi occidentali</strong>. Nel 2008 Morales aveva nazionalizzato tre compagnie petrolifere (Compania Logistica de Hidrocarburos, Chaco, Andina), un rete di trasporto di idrocarburi (Transredes) e la compagnia telefonica Entel, filiale di Telecom Italia. Nel 2009 toccò invece alla compagnia aerea Air BP e nel 2010 fu il turno di 4 imprese elettriche. </p><br />
<p align="justify"> <font size="+1", color="#FF00FF "><strong>Amministratori che curino gli interessi della collettività, è questo  che  vorremmo, no?</font></strong></p><br />
<p align= "justify"><strong>Carlo Martelli</strong></p></font></p>]]>
        
    </content>
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    <title>La rinazionalizzazione di YPF: l&apos;Argentina ci dà un&apos;altra lezione</title>
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    <published>2012-05-09T07:00:00Z</published>
    <updated>2012-05-14T14:09:23Z</updated>

    <summary>YPF=Yacimientos petroliferos fiscales Era il 1992, l&apos;Argentina se la passava economicamente male (un po&apos; peggio di come stiamo noi oggi, ma non molto) a causa di una pessima idea: agganciare la moneta nazionale (il peso) al dollaro con cambio 1...</summary>
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        <![CDATA[<p align "justify"><strong><font size="+3">Y</font>PF=Yacimientos petroliferos fiscales</strong></p>
<p align="justify"><font face="Verdana">Era il 1992, l'Argentina se la passava economicamente male (un po' peggio di come stiamo noi oggi, ma non molto) a causa di una <strong>pessima idea: agganciare la moneta nazionale</strong> (il peso) al dollaro con cambio 1 a 1 e <strong>perdita di sovranità monetaria</strong>, potendo battere moneta solo proporzionalmente alla riserva federale americana (per continuare il paragone, anche noi abbiamo agganciato la nostra ex moneta al marco per tramite dell'euro, con cambio fisso 1marco=989,99lire e perdita della sovranità sulla moneta, dato che è la BCE a batterla). </p>
<p align "justify">La crisi finanziaria e di liquidità che ne derivò, unita ad un'esplosione del debito, portò la nazione alla bancarotta. Come sempre, invece di intervenire sul problema (cioè il motivo per il quale la nazione finiva strangolata), si intervenne sui sintomi fino a quando fu possibile. <strong>Invece di sganciare il peso dal dollaro, lo si mantenne, invece di ridurre gli sprechi, si aumentarono le entrate</strong>; come? Svendendo le aziende di stato, le aziende dei cittadini, con il risultato di impoverire ancora di più l'Argentina. Eh già perché - ma che caso - gli stati si privano delle aziende che fanno utile, mica di quelle che perdono soldi. <strong>Si privatizzano i profitti e si socializzano le perdite. L'abbiamo già ribadito. SE vendo un'azienda che fa utile, è vero che porto a casa del contante SUBITO, ma mi privo degli utili PER SEMPRE; alzi la mano chi pensa che sia un buon affare</strong>.
<p align "justify">Una delle aziende, un vero gioiellino, era YPF, la petrolifera argentina, titolare di impianti, riserve accertate, sistema di distribuzione e diritti di estrazione in aree di futura prospezione. YPF, grazie a <a href=" url http://it.wikipedia.org/wiki/Carlos_Sa%C3%BAl_Menem" target="_blank" title=" Menem svende YPF"> <font color="blue"> Carlos Menem</font></a>, finì nelle mani della spagnola repsol per 15 miliardi di dollari (vedi il link precedente) e ha generato, da allora,  profitti per: 46,65 miliardi di dollari (<a href=" www.ypf.com" target="_blank" title=" bilancio YPF"> <font color="blue"> qua la fonte</font></a>
 e tassi medi di cambio calcolati annualmente reperiti su yahoo finance) (il 25% della società è tornata ad investitori privati argentini nel 2007 per cui da 24,3 miliardi bisogna tenere conto che le corrispondenti tasse rientrano in Argentina). FINO AD ORA.</p> <p align "justify">Nonostante vere e proprie <a href=" http://it.reuters.com/article/itEuroRpt/idITL6E8FK9O620120420" target="_blank" title=" testo che compare al passaggio del la finanza contro l?argentina"> <font color="blue"> minacce</font></a> (e anche <a href=" http://temi.repubblica.it/limes/la-scommessa-argentina-su-repsol-ypf/34431 " target="_blank" title=" finanza contro Argentina"> <font color="blue"> "qua".</font></a>, alcune delle quali,  molto velatamente, prospettavano un possibile coinvolgimento militare (cosa non fanno le multinazionali per continuare a fare soldi a nostre spese...arrivano addirittura a convincere i governi a minacciare o effettuare interventi militari) della Spagna (che non possiede repsol, che è un gruppo privato), il governo della Kirchner ha deciso di riprendere la quota di controllo di YPF, il 51%; di questa quota, il 51% sarà in mano al governo federale ed il resto in mano ai governi regionali argentini.</p> 
<p align "justify">Ovviamente la notizia, ove riportata, lasciava intendere che si trattasse di un esproprio, cioè mi prendo ciò che è tuo e basta.; falso, <strong>le quote saranno remunerate</strong> e quando il prezzo per azione verrà quantificato, vi aggiorneremo, ma, evidentemente, anche pagando ai prezzi di borsa, l'incasso attuale non remunererebbe la perdita di utile futuro; <strong>chissà perché gli stati non se lo ricordano quando vendono la roba nostra</strong></p>. 
<p align "justify">Motivo? L'Argentina si è ritrovata a dover acquistare dall'estero il petrolio (avendolo in casa) ed a pagare una compagnia straniera per acquistare il petrolio argentino (se l'azienda petrolifera è proprietà repsol, l'Argentina sta comprando da repsol, cioè da un gruppo privato spagnolo, il petrolio argentino; bella cazzata vero?). <strong>Per la prima volta dal 1987, comunque, l'Argentina si è ritrovata con un saldo netto negativo sulla bilancia dell'energia primaria per 3 miliardi di dollari</strong>.</p> 
<p align "justify">Vi è  anche da dire che è stato recentemente scoperto un giacimento (vaca muerta) corrispondente a 900 milioni di barili equivalenti di petrolio, una "ricchezza" che gli argentini hanno ritenuto fosse loro e non di investitori stranieri (e come dar loro torto?).</p> 
<p align "justify">Infine la Kirchner ha affermato che il costante calo nella produzione di idrocarburi in Argentina è dipeso dalla mancanza di investimenti della repsol, interessata unicamente ad una politica di alti dividendi. Ovviamente questo è stato duramente contestato, ma sono stati gli stessi dirigenti repsol ad affermare che "la loro controllata sudamericana non investiva" (<a href=" http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/04/proposta-indecente-repsol-cristina/218405/ " target="_blank" title=" dirigenti repsol"> <font color="blue"> dichiarazioni repsol</font></a>) </p>.
<p align "justify">Finalmente, nonostante la reiterata minaccia internazionale di tagliare investimenti, prestiti, finanziamenti (come sempre c'è la paura che la festa finisca per tutti e non solo in Argentina), uno stato si decide a fare gli interessi dei cittadini (ma guarda un po', e noi cretini che pensiamo che è esattamente ciò che uno  stato dovrebbe fare). </p>
<p align "justify"><strong>Ancora una volta, dopo la dichiarazione di fallimento del 2001, l'Argentina ci mostra come spezzare le catene di una finanza internazionale che bada solo al profitto e tiene alla catena governanti fantoccio. </strong></p>
<p align "justify"><font  color="#FF00FF "><strong>Pensiamo che ciò non ci riguardi? Errore! Monti è qua per fare proprio le stesse cose.</font></strong> </p>
<p align "justify><strong>Carlo Martelli</strong></p></font>
]]>
        
    </content>
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    <title>IMU: anziani lungodegenti</title>
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    <published>2012-05-06T07:00:00Z</published>
    <updated>2012-05-10T18:10:23Z</updated>

    <summary> Come i politici di professione in Italia vedono i cittadini che pagano le tasse Lo Stato non fa sconti sull&apos;IMU per gli anziani in casa di riposo... e la casta (forse ma alzi la mano chi ci crede!) si...</summary>
    <author>
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        <![CDATA[<p><font face="Verdana,Garamond,Arial"><br />
<center><img src="http://www.novara5stelle.it/IMU.jpg" title="Come i politici di professione in Italia vedono i cittadini che pagano le tasse." rel="follow"><br />
<font size="0.65em" color="#FF0000"><b>Come i politici di professione in Italia vedono i cittadini che pagano le tasse</b></font></center><br />
<p align="justify"><font size="+3"><b>L</b></font>o Stato non fa sconti sull'<strong>IMU</strong> per gli <strong>anziani in casa di riposo</strong>... e la <strong>casta</strong> (forse ma alzi la mano chi ci crede!) si dimezzerà i <strong>rimborsi elettorali</strong>... <br />
Non ci sono parole...</p><br />
<p align="justify">Che schifo !!!</p><br />
<p align="justify">Da fonte autorevole apprendiamo che i <strong>Comuni</strong> potranno considerare, come <strong>abitazione principale</strong>, le <strong>case NON affittate degli anziani che si trovano nelle case di riposo</strong>.</p><br />
<p align="justify"> Ma questa "concessione" dello Stato dovrà pesare sulle spalle dei<br />
Comuni, perché il <strong>Governo dei professori</strong> non rinuncerà alla sua quota (si chiama "<strong>quota erariale</strong>", l'IMU girata interamente allo Stato).</p><br />
<p align="justify">La farsa: prima sì, poi forse, OGGI NO !!!</p><br />
<p align="justify">Si chiude definitivamente e in modo <strong>deplorevole</strong>: ora i <strong>familiari dei lungodegenti</strong> dovranno appellarsi alla bontà dei Comuni, i quali, a loro volta, saranno costretti a fare i salti mortali al fine di concedere questa <strong>agevolazione</strong>.</p><br />
<p align="justify">I sindaci, per garantire la <strong>quota riservata allo Stato</strong>, chiederanno ad altri cittadini di contribuire in misura maggiore per "salvare" dalla<br />
mannaia dell'aliquota seconda casa i nostri anziani residenti all'<strong>ospizio</strong>.</p><br />
<p align="justify">Complimenti a questo <strong>Governo dei tecnici</strong>...(con tecnici così non abbiamo bisogno di <strong>strozzini</strong>)</p><br />
<p align="justify">Non bisogna neanche immaginare che il <strong>Movimento 5 Stelle di Novara</strong> si presti a una <strong>porcata</strong> di questo genere!</p><br />
<p align="justify">ll nostro eletto, <strong>Luca Zacchero</strong>, si batterà in ogni modo, in <strong>Consiglio Comunale</strong> affinché, nel <strong>regolamento cittadino sull'IMU, l'alloggio NON affittato di un/una novarese in casa di riposo sia equiparato all'abitazione "principale" e quindi goda dell'aliquota e della detrazione più favorevoli.</strong></p><br />
<p align="justify">Nella versione finale del testo, successiva agli ultimi sub-emendamenti, è stata però tolta la previsione che disapplicava la quota erariale su questi immobili (si veda Il Sole 24 Ore di ieri).</p><br />
<p align="justify">In questo modo, come spiega l'articolo 13, comma 11 del D1201/2011, la quota erariale risparmia solo l'abitazione principale indicata dalla legge statale, e riportata al comma 7 dello stesso articolo, e non quelle "assimilabili" dai Comuni (previste al comma 10).</p><br />
<p align="justify">Di conseguenza, <strong>i sindaci che vorranno riservare il trattamento di favore agli anziani ricoverati, dovranno versare soldi aggiuntivi allo Stato: l'Erario, infatti, chiede il 3,8 per mille lordo, senza detrazioni, mentre l'assimilazione all'abitazione principale paga di norma il 4 per mille con la detrazione da 200 euro.</strong></p><br />
<p align="justify">E il quadro è anche peggiore nei Comuni che ipotizzeranno aliquote più basse sulla prima casa.</p><br />
<p align="center"><font size="+2" color="#FF0000"><b>Il Movimento 5 Stelle chiede:</b></font></p><br />
<p align="justify"><font size="+2" color="#FF0000"><b><u>la fine dei rimborsi elettorali</u>... BASTA mantenere la casta sulle spalle della povera gente!</b></font></p><br />
<p align="center"><font size="8.00em" color="#FF0000"><b><u>F I N I T E L A  !!!</u></b></font></p><br />
</font></p>]]>
        
    </content>
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    <title>Riscaldamento globale antropogenico e dintorni?</title>
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    <published>2012-05-05T07:00:00Z</published>
    <updated>2012-05-14T14:09:04Z</updated>

    <summary> Grafico dell&apos;andamento dello scioglimento dei ghiaccia artici - Rilevazione satellitare del 22/04/2012. Fedeli all&apos;idea che la cultura, la conoscenza e l&apos;informazione siano fondamentali per &quot;creare una cittadinanza consapevole, informata e quindi veramente &quot;libera&quot; (e così sdoganiamo questa bellissima parola,...</summary>
    <author>
        <name>Vincenzo Mazzotta</name>
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        <![CDATA[<p><font face="Verdana,Garamond,Arial"><br />
<p align="center"><img src="http://www.novara5stelle.it/Ghiacci_Artici.png" width="560" height="455" title="Ghiacci artici" rel="follow" /><br />
<font size="0.65em" color="#FF0000"><b>Grafico dell'andamento dello scioglimento dei ghiaccia artici - Rilevazione satellitare del 22/04/2012.</b></font></p><br />
<p align="justify"><font size="+3"><b>F</b></font>edeli all'idea che <strong>la cultura, la conoscenza e l'informazione siano fondamentali per "creare una cittadinanza consapevole, informata e quindi veramente "libera"</strong> (e così sdoganiamo questa bellissima parola, usata ed abusata per quasi due decadi da gente che neppure sa che cosa voglia dire), ecco qua un'altra notizia.</p><br />
<p align="justify">E' del 22 aprile 2012 la <strong>rilevazione satellitare</strong> sul polo Nord che vi proponiamo.</p><br />
<p align="justify">Per la seconda volta negli ultimi dieci anni, l'area dei ghiacci marini artici è pressoché uguale alla media degli ultimi 30 anni (cioè  da quando si fanno le rilevazioni satellitari); l'altra volta fu nel marzo del 2010.</p><br />
<p align="justify">Precisiamo che l'area ghiacciata (<strong>ice area</strong>) è diversa dall'estensione ghiacciata (<strong>ice extent</strong>), infatti:<br />
<ol><li><strong>Estensione ghiacciata</strong> = superficie marina occupata per almeno il 15% da ghiaccio.<li><br />
</li><strong>Area ghiacciata</strong> = superficie marina ghiacciata al  100%.</li></ol></p><br />
<p align="justify"><u>Nota metodologica</u>: se abbiamo 5 chilometri quadrati occupati per il 20% da ghiaccio, avremo 5 chilometri quadrati di estensione ghiacciata e 1 chilometro quadrato di area ghiacciata (5x20:100)</p><br />
<p align="justify">Si tratta di un <strong>dato puntuale</strong>, evidentemente, ma è comunque <strong>una notizia</strong>, unita al  fatto che, come <strong>dalla parte bassa del grafico si deduce, i ghiacci artici hanno fatto un discreto recupero rispetto alla media, nell'ultimo anno</strong>.</p><br />
<p align="justify">Nel 2010 la cosa non ebbe seguito, anzi, la <strong>crisi estiva</strong> fu accentuata e portò  al <strong>solito disastro di settembre</strong> (2 milioni di chilometri quadrati di deficit), <font size="+1" color="#FF0000"><b>quindi teniamo d'occhio la situazione</b></font>.</p><br />
<p align="justify">Dobbiamo anche dire, in conclusione, che <strong>nel recente recupero hanno  influito svariate variabili climatiche favorevoli, fra le quali una Nina forte (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/El_Ni%C3%B1o" title="approfondisci" target="_blank" rel="follow">periodico raffreddamento  superficiale delle acque del pacifico sud-orientale</a>) ed un'attività solare debole</strong>, ma di questo avremo modo di parlare in altri articoli...</p><br />
<p><font size="+1" color="#0000FF"><b><i>Carlo Martelli</i></b></font></p><br />
</font></p>]]>
        
    </content>
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    <title>Italia: Tasso di occupazione in picchiata</title>
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    <published>2012-05-04T07:00:00Z</published>
    <updated>2012-05-04T08:42:00Z</updated>

    <summary> Giovane disoccupato che vive nella disperazione della sopravvivenza giornaliera. Come hanno già illustrato i miei colleghi il tasso di occupazione è il numero dei lavoratori più il numero dei disoccupati fratto il numero delle persone in età lavorativa in...</summary>
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        <![CDATA[<p><font face="Verdana,Garamond,Arial"><br />
<p align="center"><img src="http://www.radiondadurto.org/wp-content/uploads/audio/immagini/Giovane-disoccupato.jpg" title="Giovane disoccupato" rel="nofollow"><br />
<font size="0.65em" color="#FF0000"><b>Giovane disoccupato che vive nella disperazione della sopravvivenza giornaliera.</b></font></p><br />
<p align="justify"><font size="+3"><b>C</b></font>ome hanno già illustrato i miei colleghi il <strong>tasso di occupazione</strong> è il numero dei lavoratori più il numero dei disoccupati fratto il numero delle persone in età lavorativa in un dato paese in un dato momento.</p><br />
<p align="justify">Nonostante il fatto che <strong>dal 1997 ad oggi in Italia siano stati creati oltre due milioni di posti di lavoro questo tasso confrontato a quello degli altri paesi, soprattutto quelli anglosassoni è molto basso.</strong> Per dare una cifra che rende l'idea basti pensare che il <strong>Regno Unito</strong>, che ha grosso modo la popolazione dell'Italia, ha un numero di lavoratori pari più o meno 28.500.000 contro un numero di lavoratori italiani pari a 22.500.000, una differenza netta è di 6.000.000 di unità. Una cifra stratosferica.</p><br />
<p align="justify">Molte sono le spiegazioni che gli studiosi hanno dato per questo fenomeno, dal fatto che <strong>nei paesi stranieri la percentuale di lavoro nero è più bassa</strong> al fatto che comunque <strong>la produttività oraria dei lavoratori italiani è più alta</strong>.</p><br />
<p align="justify">Io in questo intervento vorrei soffermarmi su <strong>altre spiegazioni possibili</strong> che sono meno conosciute. Voglio sostenere <strong>la tesi che il tasso di occupazione italiano è più basso di quello degli altri paesi anche perché In Italia il settore della economia informale è più esteso e fornisce in forma gratuita beni che nei paesi avanzati sono offerti da lavoratori ed imprese in regime di mercato, e perché il numero degli impiegati pubblici in Italia è più basso rispetto a quello degli altri paesi</strong>.</p><br />
<p align="justify">In Italia il tasso degli impiegati pubblici, cioè quelle persone che sono entrate tramite concorso nella pubblica amministrazione ed hanno un contratto di assunzione a termine o a tempo indeterminato sono il 16% sul totale dei lavoratori. In America e in Gran Bretagna sono il 20 % sul totale dei lavoratori.</p><br />
<p align="justify">Negli altri paesi, inoltre, rispetto all' Italia è molto più sviluppato il settore nonprofit.</p><br />
<p align="justify">Per settore non profit, in estrema sintesi, si intendono tutte quelle aziende private che forniscono beni di pubblica utilità.</p><br />
<p align="justify">In Italia ricordiamo le cooperative sociali di tipo A. In base ai dati pubblicati su senza scopo di lucro, Barbetta 1996 che fanno riferimento ad una ricerca transnazionale effettuate dalla John Hopkins university in Italia in tale settore lavorano circa 416000 lavoratori pari all'1,8% del totale degli occupati. Negli USA tale percentuale sale al 6,8% in Francia al 4,2%, in Gran Bretagna al 4 %, In Germania il 3,7%.<br />
Tutte le ricerche che sono state fatte dopo di questa, In Italia come negli altri paesi, confermano questi dati.</p><br />
<p align="justify">Ad ulteriore conferma dell' ipotesi oggetto di questo intervento volevo citare l'articolo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Reich" title="Approfondisci di chi Robert Reich" target="_blank" rel="follow">Robert Reich</a>, economista e ministro del lavoro del governo <strong>Clinton</strong>, pubblicato su affari e finanza del 28 novembre 2005. Robert Reich, facendo riferimento a dei lavori che sta conducendo ultimamente, rivela che <strong>i lavoratori, a livello mondiale, si dividono in tre gruppi: Lavoratori sociali, lavoratori creativi ed operai</strong>.</p><br />
<p align="justify">I primi sono quei lavoratori che erogano servizi alla persona, lavorano nel pubblico o nel settore non profit.</p><br />
<p align="justify">I secondi sono lavoratori con alta formazione e , a loro volta, sono costituiti da due sottogruppi , quelli che lavorano in ambito nazionale e sono protetti dagli ordini professionali e quelli che hanno dimestichezza con la dimensione globale della economia.</p><br />
<p align="justify">Su gli operai penso non si debbano dare spiegazioni. Ebbene <strong>in tutto il mondo sono in crescita come numero e come percentuale i lavoratori sociali e di lavoratori creativi globali</strong>, <strong>sono in calo gli operai e sono di dubbio futuro i creativi nazionali</strong>.</p><br />
<p align="justify"> Queste tendenze sono riscontrabili anche in <strong>Cina</strong>.</p><br />
<p align="justify">Ai fini di questo intervento possiamo soffermarci solo sui dati relativi ad i lavoratori sociali.</p><br />
<p align="justify">In pratica <strong>la società sta cambiando</strong>, <strong>i beni che prima venivano prodotti dalla famiglia ora vengono prodotti dal settore non profit o dallo stato</strong>.</p><br />
<p align="justify">Se ritorniamo ai dati citati all'inizio, osserviamo che <strong>se al tasso di occupazione italiano aggiungessimo quel tre per cento che manca al non profit e quel quattro percento che manca al settore pubblico avremmo un risultato del tutto in linea con quello degli altri paesi avanzati</strong>.</p><br />
<p align="justify"><strong>Perché in Italia il settore non profit non è sviluppato come negli altri paesi?</strong></p><br />
<p align="justify">Perché <strong>la famiglia è ancora forte e fornisce beni quali quelli della cura agli anziani e della cura ai bambini che all' estero sono forniti dalle non profit e dallo Stato</strong>. </p><br />
<p align="justify">Accanto a questa spiegazione che può essere letta da alcuni in chiave positiva (la famiglia forte è considerata un valore) il terzo settore è sottorappresentato anche perché il regime fiscale non lo agevola come negli altri paesi.</p><br />
<p align="justify">A questo problema si è voluto ovviare dando la possibilità di dedurre dal reddito imponibile le donazioni ad enti non profit sulla falsariga di quello che avviene nei paesi britannici.</p><br />
<p align="justify">Ci sono comunque dei servizi che la famiglia non è in grado di erogare e che non vengono erogati nemmeno dallo Stato.</p><br />
<p align="justify">In pratica alcune <strong>fasce di popolazione svantaggiata</strong> non sono coperte dallo <strong>stato sociale</strong> perché lo stato non destina loro adeguate risorse.</p><br />
<p align="justify">Questo è dovuto all'enorme peso della retribuzione del debito pubblico che abbiamo in Italia. </p><br />
<p align="justify">Noi abbiamo un debito pubblico quasi doppio rispetto alla maggioranza degli altri paesi ma una tassazione in percentuale sul pil simile.</p><br />
<p align="justify">Significa che quello che spendiamo per pagare le cedole dei bot e dei cct viene sviato dalla istituzione dei nuovi servizi.</p><br />
<p align="justify"><b><u>In conclusione</u>:</b></p><br />
<p align="justify">La forza della famiglia riduce il bisogno di lavoro sociale e riduce il tasso di occupazione (perché quelli che fanno assistenza in famigli a titolo volontario non vengono calcolati come occupati) ed in un colpo solo spiega i differenziali (logicamente in parte) tra il tasso di occupazione di paesi come l' Italia e la Spagna e quelli nordici e tra il tasso di occupazione tra l' Italia del nord e l'Italia del sud (la maggior parte del non profit è localizzato nel settentrione).</p><br />
<p align="justify">La carenza di servizi pubblici alla persona dovuta al fatto che in Italia dobbiamo pagare circa il 2 % del PIL in più di interessi sul debito pubblico rispetto agli altri paesi contribuisce al fatto che vi siano meno lavoratori sociali quindi un tasso di occupazione minore rispetto ad altri paesi.</p><br />
<p align="justify">Volevo inserirmi sul dibattito acceso su quanto è successo in <strong>Francia</strong> e sulla conclusione tratta dal mio collega sulla <strong>necessità di ridurre le garanzie per i parassiti della prima repubblica in favore dei giovani</strong>.</p><br />
<p align="justify">Volevo ricordare anzitutto che nel <strong>manifesto</strong> gli autori propongono un <strong>mix di interventi sia sul lato della domanda che sul lato della offerta</strong>.</p><br />
<p align="justify">E dicono a chiare lettere che, <strong>per essere efficaci le loro proposte devono essere accolte in toto, accogliere solo le proposte sul lato della offerta non servirebbe a nulla.</strong></p><br />
<p align="justify">Circa le proposte sul lato della domanda conto di rispondere in seguito.</p><br />
<p align="justify">Volevo soffermarmi su quanto è successo in Italia negli ultimi anni.</p><br />
<p align="justify">Sull'<a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1933.html" title="Standard minimi e nuove tipologie contrattuali" target="_blank" rel="follow">articolo di Tito Boeri e Garibaldi del 9 gennaio 2006 la crescita occupazionale registratasi in Italia ammonta a 2.000.000 di unità</a>.</p><br />
<p align="justify">Visto che sul lato della domanda non si è fatto nulla, visto che di conseguenza <strong>il PIL è stagnato</strong> e si è cresciuti pochissimo il risultato è straordinario.</p><br />
<p align="justify">Gli stessi autori però rivelano che, pur non essendoci ancora statistiche attendibili in proposito, <font size="+1" color="#FF0000"><strong>almeno la metà dei nuovi posti è precario</strong></font>.</p><br />
<p align="justify"><font size="+1" color="#FF0000"><strong>Il problema è che i precari sono quasi tutti giovani!!!!</strong></font></p><br />
<p align="justify">Affermare come si fa da più parti che non c'è stata la tanto temuta precarizzazione del lavoro perché esso non supera il 9% del totale è quello che in termini tecnici si definisce <font size="+1" color="#FF0000"><strong>'cazzata colossale'</strong></font>.</p><br />
<p align="justify">I nuovi posti sono tutti precari, man mano che la generazione del baby boom andrà in pensione questa verrà sostituita dai precari che si sta per assumere in questo periodo e <font size="+1" color="#FF0000"><strong>il posto fisso scomparirà</strong></font>.</p><br />
<p align="justify"><font size="+1" color="#FF0000"><strong>In pratica sta succedendo che, grazie alla convenienze dei nuovi contratti le imprese e lo Stato stanno assumendo molti giovani con forme precarie.</strong></font></p><br />
<p align="justify">Questi si aggiungono ai lavoratori a tempo indeterminato che sono gia nelle aziende e nella pubblica amministrazione.</p><br />
<p align="justify"><strong>Questo nell' immediato <u>fa lievitare i tassi di occupazione</u></strong>.</p><br />
<p align="justify">Man mano però che i baby boomers andranno in pensione il tasso di occupazione tornerà al punto di partenza ed avremo, <strong>in termini assoluti una stragrande maggioranza di lavoratori precari sul totale degli occupati</strong>.</p><br />
<p align="justify">Questa tendenza è già in atto, i dati della banca di Italia hanno infatti rivelato l'<strong>arresto della crescita del tasso di occupazione</strong>.</p><br />
<p align="justify">Se, ceteris paribus, <strong>abolissimo</strong> l'<strong>articolo 18 dello statuto dei lavoratori</strong>, assisteremo ad una <strong>accelerazione del fenomeno</strong> che ho testè enunciato e assisteremmo all'<strong>uscita anticipata dei baby boomers ed all'ingresso, in numero inferiore, dei giovani 'precarizzati'</strong>.</p><br />
<p align="justify"><strong>Contribuisce a mantenere alto il tasso di occupazione generale la riforma della pensioni.</strong></p><br />
<p align="justify">Andare in pensione più tardi garantisce che continuino a lavorare persone che se andassero in pensione non verrebbero sostituite.</p><br />
<p align="justify">Senza interventi sul lato della domanda non si va da nessuna parte!!!</p><br />
<p align="justify">Nello stesso articolo, per ridurre la precarizzazione si propongono tre interventi:</p><br />
<p align="justify"><ul><li> <strong>Ridurre la complessità del mercato del lavoro</strong> dovuta alla <u>proliferazione delle forme contrattuali</u> che ha fatto seguito alla approvazione della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Biagi" title="La legge Biagi" target="_blank" rel="follow">legge Biagi</a>.Questo intervento mi trova d' accordo. Da una parte <strong>ridurrebbe i costi di consulenza del lavoro per le imprese</strong>. Questo costo non è da sottovalutare. Un cedolino paga costa ad una azienda 100 euro, una consulenza più approfondita molto di più. Questi <strong>costi riducono la appetibilità di alcune forme come il part time</strong>, all'imprenditore assumere una persona piuttosto che due conviene perché risparmia 100 euro al mese di spesa per il cedolino. Alcune delle <strong>nuove forme inoltre sono ai limiti dello schiavismo</strong> (vedi <strong>il lavoro a chiamata</strong>) e, soprattutto poco utilizzate, per cui se ne potrebbe fare volentieri a meno.</li><br />
<li><strong>Garantire un minimo salariale.</strong><br />
Questo provvedimento, a mio avviso sacrosanto, però è criticato perché è ritenuto <strong>responsabile di una contrazione della domanda di lavoratori poco qualificati</strong>. In Italia però non si corre questo pericolo, quelli che incontrano <strong>maggiore difficoltà sono i laureati</strong>, prevedere un minimo salariale potrebbe spingere gli imprenditore ad occupare meglio i loro laureati e ad aumentare la produttività delle proprie aziende.</li><br />
<li><strong>Favorire il passaggio verso contratti a tempo indeterminato</strong>. Per raggiungere questo obiettivo gli autori suggeriscono di <strong>aumentare il periodo di prova presente nei contratti a t.i. a tre anni</strong>. E' un <strong>provvedimento simile a quello preso in Francia</strong> e oggetto dell'<strong>intervento del mio collega D'AMATO</strong>.<br />
Cosa potrebbe produrre un tale intervento in Italia?<br />
Spiazzerebbe completamente le <strong>agenzie di lavoro interinale, porterebbe gli imprenditori ad assumere solo con questo contratto riducendo nei fatti la complessità.</strong><br />
Manterrebbe comunque le garanzie dell' art.18. Se il provvedimento fosse accompagnato con <strong>la restrizione della erogazione dei co.co.pro potrebbe, a parer mio, essere vantaggioso</strong>.</li></p><br />
<p align="justify">Questi interventi però non colgono quello che sta, secondo me, avvenendo a livello macro e cioè <strong>la sostituzione di lavoro stabile con lavoro precario</strong>.</p><br />
<p align="justify">Se analizziamo i dati, inoltre, possiamo riscontrare un' altro fenomeno. <strong>I nuovi lavoratori in un anno lavorano molto di meno rispetto a i loro colleghi stabili</strong>In poche parole stiamo assistendo ad <strong>una colossale riduzione dell'orario di lavoro con conseguente arricchimento degli imprenditori...</strong></p><br />
<p align="justify">Dalla politiche dei redditi in poi abbiamo assistito ad un travaso di reddito pari al <strong>5% del Pil dai salari ai profitti</strong>.</p><br />
<p align="justify">In pratica si produce uguale, i lavoratori lavorano di meno e vengono pagati di meno, e la differenza se la pappano gli imprenditori.</p><br />
<p align="justify">Ora arriviamo al punto dove volevo arrivare: <strong>ma non erano tutti d'accordo a ridicolizzare le teorie che suggerivano la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario?</strong></p><br />
<p align="justify">Ma non stiamo forse assistendo ad una riduzione dell' orario di lavoro costante nelle economie avanzate?</p><br />
<p align="justify">Nel 1973 le ore lavorate da ogni lavoratore in Francia, Germania e UK erano rispettivamente 1771, 1804 e 1688. Nel 2000 tali grandezze sono scese a 1517, 1469 e 1491 (BURDA Wyplosz, macroeconomia).</p><br />
<p align="justify">Perchè assistiamo a tale fenomeno?</p><br />
<p align="justify">Volevo ricordare a proposito <strong>la teoria del </strong> mio <strong>professore di economia del lavoro Giovanni Mazzetti</strong>, volgarmente <strong>plagiato da Jeremy Rifkin</strong>,: <strong>la produttività del lavoro aumenta costantemente, questo riduce la necessità di lavoratori nei settori dove si produce</strong>, nella storia abbiamo assistito al travaso di lavoratori dall' agricoltura all' industria prima e dall' industria ai servizi poi. </p><br />
<p align="justify">Questo fenomeno è, nel lungo periodo, a somma negativa!</p><br />
<p align="justify">Gli operai che hanno sostituito i contadini erano di meno in numero, gli impiegati che sostituiscono gli operai sono di meno in numero.</p><br />
<p align="justify">Questo fenomeno ha due risposte, una è il già citato <strong>aumento della produttività del lavoro</strong>, l'altro è che <strong>la domanda non è formata solo dal reddito ma anche dai bisogni</strong>.</p><br />
<p align="justify"><strong>Un individuo può avere un reddito infinito ma se i suoi bisogni materiali sono soddisfatti non avrà bisogno di comprare nulla.</strong></p><br />
<p align="justify">Bene, <strong>io sostengo che nelle economie avanzate i bisogni sono saturi e il progresso tecnologico da una parte aumenta la produttività del lavoro e dall' altro produce beni durevoli che hanno un tasso di sostituzione inferiore rispetto a quelli che venivano prodotti in precedenza.</strong></p><br />
<p align="justify">Tutti hanno tutto.</p><br />
<p align="justify">Si lavora e si produce di meno.</p><br />
<p align="justify">Le <strong>vie di uscita sono due: mercificare il tempo e costringere le persone a comprare quello che prima ricevevano in dono</strong> (vedi mio intervento sul non profit) RIDURRE L'ORARIO DI LAVORO A PARITA' DI SALARIO</p><br />
<p><font size="+1" color="#0000FF"><b><i>L. G.</i></b></font></p></p>]]>
        
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    <title>DISOCCUPAZIONE: i conti della serva</title>
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    <published>2012-05-03T07:00:00Z</published>
    <updated>2012-05-01T00:17:17Z</updated>

    <summary> Ieri (20 Aprile u.s.) i giornali italiani hanno scoperto, che, oltre ai disoccupati ufficiali, esistono altri 3 milioni di disoccupati &quot;fuori lista&quot;, cioè non iscritti ad alcun elenco di persone che cercano un lavoro. RICAPITOLIAMO: disoccupati ufficiali al 2008...</summary>
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        <![CDATA[<p><font face="Verdana,Garamond,Arial"><br />
<center><img src="http://a.mytrend.it/prp/-0001/11/397566/o.106147.jpg" title="Hollande Sarkozy" rel="nofollow"/></center><br />
<p align="justify"><font size="+3"><b>I</b></font>eri (20 Aprile u.s.) i giornali italiani hanno scoperto, che, oltre ai disoccupati ufficiali, esistono altri 3 milioni di disoccupati "fuori lista", cioè non iscritti ad alcun elenco di persone che cercano un lavoro.</p><br />
<p align="justify"><b><u>RICAPITOLIAMO</u></b>:<br />
<ol><li> disoccupati ufficiali al 2008 ( prima della crisi) circa 2 milioni su 20 milioni di forza lavoro</li><br />
<li> disoccupati ufficiali al 2012 (stima sulla base del calo del 20 % di produzione industriale rispetto al 2008 - v. Mario Deaglio su "La Stampa" di qualche giorno fa) : 20 milioni x 0, 20 = circa 4 milioni</li><br />
<li> disoccupati " fuori lista " circa 3 milioni</li></ol></p><br />
<p align="justify"><b></u>VORREI SBAGLIARMI</u></b>, ma anche ammesso che una parte del gruppo 3 sia compreso nel gruppo 2, il totale ad oggi dei disoccupati dovrebbe aggirasi intorno ai 6-7 MILIONI DI PERSONE, cioè il <font size="+1" color="#FF0000"><strong>30-35 % DELLA FORZA LAVORO, altro ché il 10 % ufficiale!</strong></font></p><br />
<p align="justify">Se è effettivamente così, torna con forza l'imperativo: <strong>LAVORARE MENO, LAVORARE TUTTI</strong>.</p><br />
<p align="justify"><font size="+1" color="#FF0000"><strong>Seguiamo bene il risultato delle elezioni di domani in Francia, dove dal 1998 la settimana lavorativa è di 35 ore (contro le nostre 40 ore).</strong></font></p><br />
<p><font size="+1" color="#0000FF"><b><i>F.T.</i></b></font></p><br />
</font></p>]]>
        
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    <title>Manifestazione contro la chiamata diretta dei docenti da parte dei Presidi</title>
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    <published>2012-05-02T07:00:00Z</published>
    <updated>2012-05-02T18:03:08Z</updated>

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<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/EbCeNJm-5TQ" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<p align="justify"><font size="+3"><b>I</b></font>l 21 Aprile si è tenuta la manifestazione contro la <strong>Legge Regionale della Lombardia sulla chiamata diretta dei docenti</strong>, che sembra altre Regioni quali il Piemonte sono intenzionate ad adottare.</p><br />
<p align="justify">La <strong>chiamata diretta</strong> significa, che i <strong>docenti</strong> non di ruolo verranno scelti direttamente dai presidi senza punteggio, ma solo per <strong>conoscenza diretta</strong>.</p><br />
<p align="justify">In un luogo dove la cultura dovrebbe essere fondamentale averla, anche per gli amministratori, si torna al rapporto <strong>latifondista-contadino</strong> del secolo scorso che fece partire le sommosse dei contadini in Puglia guidate da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Di_Vittorio" title="Leggi chi era Giuseppe di Vittorio primo segretario della CGIL" target="_blank" rel="follow">Giuseppe di Vittorio primo segretario della <strong>CGIL</strong></a>.</p><br />
<p align="justify">In un Paese dove la <strong>corruzione</strong> è a livelli da <strong>Paese del Sud America</strong>, si pensa di risolvere il problema dei <strong>precari della scuola</strong> forse usandoli come <strong>bacino elettorale</strong>?</p><br />
<p align="justify">Un ipotesi che fa rabbrividire ma già accaduta in altri settori della <strong>Pubblica Amministrazione</strong> in Italia, si veda la Sanità ad esempio, speriamo che ciò non avvenga per la Scuola.</p><br />
<p align="justify">In molte regioni italiane, gli ospedali pubblici sono fatiscenti mentre le cliniche private fioriscono, e Novara non è da meno.</p><br />
<p align="justify">Di seguito gli articoli ed i video della manifestazione (godeteveli) :<br />
<ul><li><a href="http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2012/04/21/701083-scuola_scende_piazza.shtml" title="La Scuola scende in Piazza" target="_blank" rel="follow">Il giorno</a></li><br />
<li><a href="http://www.informazioneonline.it/LAY009/L00907.aspx?arg=1057&id=5560" title="Manifestazione nazionale in difesa della scuola statale" target="_blank" rel="follow">L'informazione on line</a></li><br />
<li><a href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/04/21/foto/scuola_il_corteo_dei_300_precari_per_dire_no_alla_chiamata_diretta-33713454/1/" title="Repubblica: Scuola, il corteo dei 300 precari per dire no alla chiamata diretta" target="_blank" rel="follow">Repubblica: Scuola, il corteo dei 300 precari per dire no alla chiamata diretta</a></li></ul></p><br />
<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/PFhiwtjIZow" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>]]>
        
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    <title>Un nuovo evento catastrofico nel Mediterraneo?</title>
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    <published>2012-05-01T07:00:00Z</published>
    <updated>2012-05-01T13:04:22Z</updated>

    <summary> Ogni tanto vale la pena di &quot;volare alto&quot;, abbandonare la melma politica nella quale l&apos;Italia si dibatte (grazie ai nostri partiti politici, che però non perdono occasione di accusare il moVimento di essere la causa di tutto) ed aumentare...</summary>
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        <![CDATA[<p><font face="Verdana,Garamond,Arial"><br />
<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/7ppQfTP28Bw" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<p align="justify">Ogni tanto vale la pena di "volare alto", abbandonare la <strong>melma politica nella quale l'Italia si dibatte</strong> (grazie ai nostri <strong>partiti politici</strong>, che però <strong>non perdono occasione di accusare il mo<font color="#FF0000"><b>V</b></font>imento  di  essere la causa di tutto</strong>) ed aumentare le proprie conoscenze, diffondendo cultura.</strong></p><br />
<p align="justify">Oggi parliamo di un interessante studio di (<strong><a href="http://wattsupwiththat.com/2012/04/16/as-if-greece-didnt-already-have-enough-trouble-in-the-greek-isles-a-volcano-has-awakened/#more-61493" title="Approfondisci vai sul sito di AGU Geophysical Research Letters" target="_blank" rel="follow">AGU Geophysical Research Letters</a></strong>) su una nota meta turistica del mediterraneo: l'<strong>isola di  Santorini</strong>.</p><br />
<p align="justify">Non so a quanti sia noto, ma tale isola è quello che resta di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Minoica" title="Santorini, le origini" target="_blank" rel="follow">un vulcano che esplose nel 1600 a.c. circa e distrusse completamente la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Minoica" title="La civilta Minoica. Approfondisci" target="_blank" rel="follow">civiltà minoica</a>, provocando un'onda di maremoto che sconvolse le nazioni costiere del <strong>Mediterraneo</strong> (un evento analogo fu l'<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Krakatoa" title="Esplosione del vulcano Krakatoa nel 1883. Approfondisci" target="_blank" rel="follow">esplosione del vulcano Krakatoa nel 1883</a>).</p><br />
<p align="justify">Uno dice: "ma la forma dell'isola non è affatto quella di un vulcano" e infatti è così; quasi tutto l'edificio vulcanico è sprofondato in mare (chilometri cubici di rocce) ed è quello che ha provocato il maremoto.</p><br />
<p align="justify">Attenzione, l'edificio vulcanico è sprofondato; per fare un paragone, possiamo pensarlo come la canna fumaria di una stufa, la camera magmatica (il serbatoio della lava, che sarebbe la stufa) è ancora al suo posto, dunque il vero vulcano è ancora al suo posto ed è qua la notizia; la camera si sta nuovamente riempiendo di lava.</p><br />
<p align="justify">Osservazioni satellitari  e rilevazioni di quota evidenziano un sollevamento dell'isola, che da giugno 2011 ad oggi varia da 5 a 32 millimetri, sollevamento che si  sta accentuando, infatti ora siamo ad ritmo medio di 18 centimetri annui.</p><br />
<p align="justify">Questo vuol dire che la camera magmatica è piena e sta cominciando a premere sull'involucro roccioso.</p><br />
<p align="justify">Stiamo a vedere.</p><br />
</font></p>]]>
        
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    <title>LA PRIVATIZZAZIONE DI TUTTO PORTA AL DISASTRO</title>
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    <published>2012-04-30T07:00:00Z</published>
    <updated>2012-04-30T22:02:59Z</updated>

    <summary> L&apos; attuale disastro planetario ha una storia lunga ed è la storia del neo-liberismo Partiamo dal 1980, da R.Reagan e da M.Tathcher, che affermò che LA SOCIETA&apos; NON ESISTE, esistono soltanto gli individui, in primo luogo gli individui ricchi....</summary>
    <author>
        <name>Vincenzo Mazzotta</name>
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        <![CDATA[<p><font face="Verdana,Garamond,Arial"><br />
<p align="justify"><ol><li> L' attuale disastro planetario ha una storia lunga ed è la storia del neo-liberismo</li><br />
<li> Partiamo dal 1980, da R.Reagan e da M.Tathcher, che affermò che LA SOCIETA' NON ESISTE, esistono soltanto gli individui, in primo luogo gli individui ricchi.<br />
La teoria economica classica già prevedeva che lo sviluppo economico fosse lineare e indefinito, indifferente ai limiti del pianeta.</li><br />
<li> In questa teoria gli individui ricchi devono appropriarsi di tutto PER IL BENE DI TUTTI, quindi devono appropriarsi delle risorse del pianeta( terreni agricoli, miniere, acqua,ecc. ), devono gestire i servizi pubblici, devono appropriarsi dei patrimoni pubblici, sempre PER IL BENE DI TUTTI.</li><br />
<li>Nei paesi poveri questa politica assume aspetti di PIRATERIA: sementi OGM, copyright sul riso basmati in India da parte delle multinazionali , monocolture in mezzo mondo, sfruttamento intensivo dei terreni agricoli, guerre per le fonti di petrolio, ecc.</li><br />
<li> Nei paesi ricchi si vuole privatizzare a scopo di lucro di alcuni pochi individui: il territorio, la sanità, l' istruzione. la cultura in generale, la comunicazione, il patrimonio immobiliare pubblico, i monumenti storici, i trasporti, la ricerca scientifica, in poche parole TUTTO !</li><br />
<li> A questa politica di privatizzazione si associa necessariamente l' involuzione sociale e politica: bassi salari, sfruttamento del lavoro, perdita dei diritti, proletarizzazione di tutti i lavoratori, compresi quelli altamente scolarizzati. Sul piano politico: l'instau- razione di regimi autoritari.</li><br />
<li> Per quanto riguarda i servizi pubblici, la gestione privata sotto il controllo pubblico è una FAVOLA, perchè l' ente pubblico, che dovrebbe controllare la gestione privata, nel mentre che si allontana dalla gestione dei servizi, perde competenze e quindi capacità di controllo tecnico e gestionale.</li><br />
<li> A questa politica suicida della privatizzazione di tutto, dobbiamo contrapporre la POLITICA DEI BENI COMUNI: gestione pubblica sotto il controllo dei cittadini. Quindi TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE.</li></ol></p><br />
<p><font size="+2" color="#0000FF"><b><i>F.T.</i><b></font></p><br />
</font></p>]]>
        
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    <title>&quot;Rimborsi elettorali&quot; la presa in giro non finisce ancora</title>
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    <id>tag:www.beppegrillo.it,2012:/listeciviche/liste/novara//62.48089</id>

    <published>2012-04-29T07:00:00Z</published>
    <updated>2012-04-26T18:47:57Z</updated>

    <summary> Ancora una volta il bubbone dei partiti politici che rubano, esplode, o forse è solo l&apos;inizio. Era il 1992, allora come ora, i partiti politici erano finanziati con i soldi nostri. Allora come ora, la frase ricorrente era: i...</summary>
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        <name>Vincenzo Mazzotta</name>
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    </author>
    
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        <![CDATA[<p><font face="Verdana,Garamond,Arial"><br />
<iframe width="560" height="410" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/no815umdITM" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<p align="justify"><font size="+3">A</font>ncora una volta il bubbone dei <strong>partiti politici</strong> che rubano, esplode, o forse è solo l'inizio.</p><br />
<p align="justify">Era il 1992, allora come ora, i partiti politici erano finanziati con i soldi nostri.</p><br />
<p align="justify">Allora come ora, la frase ricorrente era: <strong>i finanziamenti pubblici sono fondamentali per la democrazia</strong>; mediante essi, <strong>tutti possono organizzarsi e fare politica</strong>, altrimenti lo potrebbero fare solo quelli che hanno i soldi.</p><br />
<p align="justify">Ecco, a fare questo, in Italia, siamo bravissimi. Siamo, non solo i politici, TUTTI noi. Ma a fare cosa? <strong>A trovare una fantastica scusa per giustificare una porcheria.</strong></p><br />
<p align="justify">Il <strong>finanziamento pubblico ai partiti</strong> è solo una schifezza vestita a festa. In una <strong>nazione civile</strong>, l'affermazione sarebbe vera, ma qua ha prodotto l'effetto contrario: ci si è buttati in politica per andare, quando va bene, a prendere i finanziamenti pubblici e, quando va male, per <strong>fare i propri interessi personali</strong>.</p><br />
<p align="justify">L'abbiamo visto anche con i <strong>contributi per l'editoria</strong>. In un <strong>Paese civile</strong>, aiutano a fare informazione anche chi non ha soldi, qua ci hanno dato <strong>quotidiani che raccontano una "verità alternativa"</strong>, quali "il giornale", "libero", "la padania"...</p><br />
<p align="justify">In conclusione, <strong>paghiamo dei giornali di partito</strong> che ci prendono per il culo con i <strong>soldi nostri</strong>. Tra l'altro, "<strong>Il fatto quotidiano</strong>" insegna come si possa <strong>fare editoria senza soldi pubblici</strong>. Come disse un capitano d'industria (fondatore di una multinazionale che vende per 20 miliardi di €, fa utili per 4.5 miliardi di €, dà lavoro a 420000 persone e vale in borsa 80 miliardi), "<strong>curati dei clienti che gli affari si cureranno da soli</strong>" che possiamo parafrasare dicendo "<strong>curati dei lettori ed i lettori aumenteranno</strong>".</p><br />
<p align="justify">Ovviamente, <strong>se ci sono dei finanziamenti</strong>, ci saranno <strong>soggetti che mireranno solo a quelli</strong>, cioè si interesseranno dei finanziamenti e non dei lettori.</p><br />
<p align="justify">Ma torniamo al finanziamento ai partiti. Durante <strong>tangentopoli</strong>, quello che emerse è che, non ostante i partiti avessero un finanziamento pubblico la cui entità era stata decisa da loro stessi (<strong>immaginiamo se potessimo essere noi a decidere i nostri stipendi...</strong>) e  soddisfaceva i loro "bisogni", <strong>rubavano ovunque e su qualunque cosa</strong>.</p><br />
<p align="justify">Ovviamente, esploso il bubbone, allora come ora fu una gara a <strong>prendere i cittadini per il culo</strong>, fino ad <strong>appoggiare apertamente il referendum</strong> che ci chiamò a dire se volevamo mantenere il  finanziamento pubblico. Ovviamente il risultato fu: NO, niente finanziamento pubblico.</p><br />
<p align="justify">Siccome ai partiti, allora come ora, non frega un benamato di quello che vogliono i cittadini, neppure se gli viene detto mediante un referendum (che più chiaro di così...), accadde che decisero di cambiar nome al finanziamento, chiamandolo "<strong>rimborsi per le spese elettorali</strong>" e ripristinando un flusso di denaro pubblico a sostegno dei partiti.</p><br />
<p align="justify">Già il nome è uno sfottò, perché rimborso vuol dire che <strong>tu mi dai le fatture, giustificando il perché di una spesa e, se ritengo che la spesa sia coerente con la tua funzione di fare politica, ti rimborso, altrimenti ti sfanculo</strong>.</p><br />
<p align="justify">Invece no, <strong>la cifra è data annualmente</strong>, a prescindere dalle fatture e per le seguenti consultazioni: per <strong>elezioni alla Camera, al Senato</strong> (e la base elettorale è comunque quella della camera, che è più ampia perché al senato si vota da 25 anni in su, mentre alla camera da 18), al <strong>Parlamento Europeo, Regionali</strong>, e per i referendum ed in misura di 5€ per <strong><u>ciascun avente diritto al voto e proporzionalmente al risultato elettorale</u></strong> (dunque se anche andassero a votare in 1000 la consultazione sarebbe valida, dato che <strong>il "quorum" esiste solo per il referendum, ma i rimborsi si calcolerebbero anche per quelli che non hanno votato</strong>) e per legislatura, anche se questa non viene completata (<a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/02156l.htm" title="approndisci la legge 156/2002" rel="follow">legge 156/2002</a> e <a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/06051l.htm" title="approfondisci la legge 51/2006 articolo 39/14" rel="follow">legge 51/2006 (art. 39/14)</a>), in tal caso c'è un <strong>cumulo</strong> (se una legislatura dura due anni, per i tre successivi si prendono i <strong>rimborsi della legislatura vecchia e di quella nuova</strong>).</p><br />
<p align="justify">In più <strong>i finanziamenti si prendono se si supera la soglia dell'1% dei voti</strong>, pure nel caso in cui non si ottenga alcuna <strong>rappresentanza elettiva</strong> (dunque, se si è a caccia di soldi, si può provare a fare una lista...).</p><br />
<p align="justify">Ora come allora, si scopre che tale fiume di <strong>denaro</strong> viene usato per tutto tranne che fare <strong>politica</strong>; apripista è la <strong>Lega</strong>, che, come tutti gli esseri senzienti hanno sempre intuito, aspirava solo a <strong>sedersi a tavola e mettere le mani sulla torta</strong>.</p><br />
<p align="justify">Ma anche il <strong>PD</strong> e la <strong>Margherita</strong> (che non esiste più) sono sotto <strong>inchiesta</strong> ed aspettiamo sviluppi.</p><br />
<p align="justify">Una volta che il bubbone inizia a scoppiare, i <strong>partiti</strong> tremano al pensiero di <strong>perdere consenso elettorale</strong>. Allora, da veri <strong>paraculi</strong> (e <strong>cretini</strong> noi che pure ci crediamo), corrono a cercare di dimostrarti che loro sono buoni, che c'è tutto un fraintendimento ed ecco che ancora la Lega, per la quale ci sono evidenze che <strong>abbia usato i soldi per fini privati</strong>, cioè per la <strong>famiglia Bossi</strong>, si lancia a dire che <strong>rinuncerà all'ultima tranche dei soldi</strong>, dichiarazione pronunciata all'unisono con <strong>IDV</strong>. Abbiamo sentito dire: "<strong>diamoli in beneficenza o alla Fornero</strong>". Bene, <strong>prendeteci ancora per il culo</strong>. <strong>Quelli sono soldi nostri!</strong> </p><br />
<p align="justify">Rinunciare vuol dire non prenderli, cioè lasciarli nelle <strong>casse dello Stato</strong>, cosa ben diversa dal prenderli e spenderli in altro modo. <strong>Quelli sono soldi nostri</strong>, li avete voluti per fare politica, NON avete il diritto di dirottarli ad altro.</p><br />
<p align="justify">Ma ancora meglio la non risposta del terzetto <strong>PD</strong>+<strong>PDL</strong>+<strong>UDC</strong>, che pare proprio che abbiano gettato la maschera; <strong>il sistema va rivisto, ma solo dalla prossima legislatura e comunque i soldi ci servono</strong>.</p><br />
<p align="justify">E allora, <strong>CARI ITALIANI, vi sentite presi per il culo? Sì?</strong> E meno male! Allora, la prossima volta che avrete una scheda elettorale sotto il naso, invece di abbandonarvi al "<strong>sono TUTTI uguali</strong>" (che poi è il ritornello di chi fa schifo, farti credere che sono tutti come lui), ricordate che non è così.</p><br />
<p align="justify"><font size=+2" color="#FF0000"><strong>C'è qualcuno che i finanziamenti NON li ha presi, ha lasciato i soldi nelle casse dello stato ed è il MoVimento 5 stelle. Forse è il caso di ricredersi, no? Forse c'è qualcuno che è meglio.</strong></font></p><br />
</font></p>]]>
        
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