SICUREZZA, BONO (M5S): “Numero unico emergenza, regione intervenga subito. Porteremo il caso in Consiglio Regionale.”

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La sicurezza dei Piemontesi viene prima di tutto, sono inaccettabili i disagi riscontrati nella gestione del numero unico di emergenza 112. Solo un paio di mesi fa l’assessore regionale alla Sanità Saitta garantiva che il servizio “sta rispondendo in maniera efficace”, parole smentite dalle denunce dei sindacati dei Vigili del fuoco e dalle continue lamentele dei cittadini di ogni zona del Piemonte.

Da una parte i Vigili del Fuoco hanno fatto emergere l’attribuzione non corretta dei servizi che genera notevoli perdite di tempo in situazioni d’emergenza. Dall’altra i cittadini da ormai diverse settimane hanno riscontrato un aumento dei tempi di risposta non indifferente. Una situazione insostenibile.

Il disciplinare sottoscritto tra Vigili del Fuoco, Carabinieri e Regione Piemonte viene rispettato oppure no, come in effetti denunciano i sindacati? Ed il personale è sufficiente o si continua a ricorrere al volontariato per coprire le mancanze della pubblica amministrazione? Alla ripresa dei lavori in Consiglio regionale interrogherò l’assessore alla Sanità Saitta. Intanto chiediamo un intervento immediato della Regione. L’estate è un periodo delicato per le emergenze ed i Piemontesi e gli operatori del settore hanno già sopportato troppi disagi.

 

Davide Bono, Consigliere regionale M5S Piemonte

Vicepresidente Commissione regionale Sanità

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La “favola”F35 continua…

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Si torna a parlare dell’annosa questione F35 che tanto ha diviso l’opinione pubblica. Infatti, secondo l’ultimo dossier del Pentagono, i caccia su cui il governo italiano continua a tenere duro, vengono letteralmente stroncati. «Il costo medio di ogni caccia, contrariamente alle stime – spiega l’onorevole del MoVimento 5 stelle Davide Crippa – continua a crescere, arrivando a sfiorare i 142 milioni di euro, in netta controtendenza rispetto alle previsioni italiane che li vedevano al di sotto della soglia dei 100 milioni. L’impegno italiano di acquistare gli F35, pari a 90 caccia, supererebbe di molto i 14 miliardi ufficiali, arrivando addirittura a 19 miliardi».

Non va meglio nemmeno sul fronte occupazione, dove le stime vedevano 10 mila addetti impegnati, ma i dati reali parlano di cifre molto inferiori.

 

«Dei 10 mila lavoratori – prosegue Crippa – impegnati nella cosiddetta linea Mrou (maintenance, repair, overhaul & upgrade, ovvero manutenzione, riparazione, revisione e aggiornamento) a Cameri, in realtà i dati parlano di circa 3500 addetti, secondo la relazione della Corte dei conti sul rendiconto generale dello stato 2016, pubblicata a fine giugno. La stima della corte dei conti si riferisce ad un potenziale futuro di occupati di 3500: ad oggi gli occupati non dovrebbero essere più di 1200, sempre compresi i trasferimenti da altre sedi del gruppo Alenia. Un decimo rispetto alle ottimistiche stime iniziali. Inoltre, come spiegato dallo stesso Ad di Finmeccanica Moretti in un’audizione alla Camera, il Pentagono avrebbe deciso l’assegnazione di lavori extra strutture sul progetto JSF-F35 in Olanda, Gran Bretagna e Australia, oltre che la parte motore in Turchia, togliendo, di fatto, lavoro alla struttura di Cameri. Questa è la dimostrazione che le cifre sbandierate da Cota nel 2011 di 10mila nuovi posti di lavoro, o dal deputato Gaetano Nastri di Fratelli d’Italia che non più di tre anni fa annunciava entusiasta la manutenzione esclusiva dei bombardieri americani proprio nel comune novarese, erano solo bugie».
La questione F-35 è stata oggetto anche di una discussione in parlamento della mozione promossa dal senatore pentastellato Roberto Cotti per impegnare il Governo a non procedere all’acquisizione dei requisiti hardware e software necessari per equipaggiare le varie versioni del velivolo F-35 delle capacità necessarie per trasportare e sganciare armi nucleari del tipo B61-12, il cui schieramento operativo sul territorio europeo è previsto a partire dalla fine del decennio nell’ambito dei programmi di condivisione nucleare dell’Alleanza Atlantica.
Abbiamo notato che la senatrice Ferrara, una delle maggiori oppositrici, in campagna elettorale, agli F-35, si è assentata solo per questa votazione. Qualche problema a votare contro le direttive per partito?

 

«Il consiglio regionale – spiega Paolo Andrissi – ha approvato un mio odg che chiedeva al governo di partecipare ai negoziati in assemblea nazionale dell’ONU cosa che l’Italia non ha fatto. Ora presenterò un altro atto di indirizzo per chiedere al governo italiano di ratificare il trattato per la messa al bando, nel frattempo approvato all’ONU, e chiediamo a tutti i consigli comunali piemontesi di fare altrettanto».

 

DAVIDE CRIPPA 
Portavoce M5S alla Camera dei Deputati

GIANPAOLO ANDRISSI

Portavoce M5S al Consiglio regionale del Piemonte

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Il nostro anno in Consiglio Comunale

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I lavori del Consiglio Comunale riprenderanno a settembre.
Chiudiamo il nostro primo anno di Consiliatura a 5 Stelle con una buona notizia: dopo tanti annunci è finalmente on line il nuovo sito del Comune di Novara dove, al link “Amministrazione trasparente —> Consiglio Comunale”, potete trovare la realizzazione della nostra terza mozione, cioè l’elenco delle mozioni e delle interrogazioni presentate dai vari gruppi consiliari.
Leggetelo, fatelo scorrere, è molto indicativo di come e quanto abbiamo lavorato!
Potete fare anche dei confronti tra la qualità e i contenuti delle mozioni e interrogazioni dei vari gruppi consiliari, che indicano l’impegno e la direzione in cui va il lavoro di ciascuno. Fatevi un’idea di quante belle proposte non vedranno mai la luce in quanto bocciate solo perché presentate dal Movimento 5 Stelle e di come altre abbiano a fatica conquistato l’approvazione, come ad esempio quella contro i pozzi di Carpignano che abbiamo dovuto presentare tre volte!
A differenza di altri, che hanno disatteso completamente gli impegni presi in campagna elettorale, abbiamo portato in Consiglio la spinosa questione del Musa con la proposta di eliminare i parcheggi a pagamento almeno nella zona dell’ospedale, purtroppo bocciata.
Ecco l’elenco delle mozioni presentate dal Movimento 5 Stelle nel primo anno:
– Raccolta olio domestico
– Asilo Nido Girotondo – qualità dell’acqua
Mozioni, interrogazioni e attività gruppi consiliari
– Adozione misure finalizzate alla prevenzione e controllo del gioco d’azzardo
– Restituzione parcheggi zona Ospedale ai cittadini privi di tariffa
– Rimodulazione della ZPRU che ha definito il MUSA
– Attività domiciliari di assistenza tutela alla persona
– DISCARICA DI GHEMME
– FONDI PER PISTE CICLABILI E SICUREZZA DEI CICLISTI
– ORTI URBANI
– Rivitalizzazione e riqualificazione di Piazza Gramsci
– BIGLIETTI OMAGGIO
– REALIZZAZIONE PARCHI GIOCO INCLUSIVI
– PROGETTO SPERIMENTALE BIKE TO WORK (AL LAVORO IN BICICLETTA)
– POZZI DI CARPIGNANO SESIA
– AREE SIAE FREE
– BOCCONI AVVELENATI

– INSTALLAZIONE DI CESTINI PER RACCOLTA DIFFERENZIATA IN LUOGHI PUBBLICI
– Adotta un’aiuola – valorizzazione e manutenzione degli spazi verdi della città di Novara
– Realizzazione di un centro di riparazione e riuso presso l’isola ecologica
– Riprese video delle Commissioni Consiliari e diretta Facebook
– Pane sospeso a Novara
– Adozione di stoviglie lavabili e/o di materiali compostabili per l’asporto e/o consumazione di alimenti e bevande in aree pubbliche durante manifestazioni cittadine.
– Fondo di garanzia per il microcredito
– Incremento dei distributori di acqua pubblica “Casa dell’Acqua”
– Attivazione servizio segnalazioni via whatsapp
– DESTINAZIONE 5 PER MILLE

Abbiamo studiato montagne di documenti, partecipato a decine di Commissioni consiliari e di riunioni operative con gli attivisti che ci supportano, abbiamo organizzato ogni settimana un incontro con i cittadini e il gazebo informativo, scritto e inviato decine di comunicati stampa, post e articoli per il nostro notiziario settimanale; abbiamo organizzato tre eventi molto partecipati ed intensi in occasione della campagna referendaria sulla riforma costituzionale, un incontro pubblico sulla complessa questione ATC e il reddito di cittadinanza e uno sul Decreto Lorenzin.
Un grazie di cuore ai nostri meravigliosi e instancabili attivisti, ai Portavoce regionali e nazionali sempre disponibili e a tutti i cittadini che, con la loro presenza o solo con un like, ci hanno incoraggiati a non mollare!

A settembre si ricomincia, attendiamo le proposte e la collaborazione di tutti i cittadini che vogliono sentirsi parte attiva della nostra città!

E’ impossibile vincere contro chi non si arrende mai!

 

Gruppo Consiliare M5S Novara

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#5giornia5stelle 132° puntata, 4 agosto 2017

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Ultimo appuntamento prima della pausa estiva con 5giornia5stelle.

Come di consueto in questo periodo pre-feriale le camere sono impegnate nell’approvazione dei loro bilanci. E’ il momento per discutere in aula dei privilegi dei parlamentari e provare a tagliarli. Alla Camera ciò è accaduto solo in parte: la presidente Boldrini ha infatti ritenuto inammissibile discutere dell’abolizione dei vitalizi arrivando a cacciare dall’aula Alessandro Di Battista. Questa decisione grave e motivata in modo grossolano dalla Presidente della Camera ha dato luogo alla protesta del MoVimento 5 Stelle che ha deciso di uscire dall’aula e di non esprimere dichiarazione di voto. Ascoltiamo gli interventi di Luigi Di Maio, Riccardo Fraccaro e dello stesso Di Battista.
Al Senato invece Cappelletti ha elencato tutte le proposte che il MoVimento 5 Stelle ha fatto, tra cui quella del taglio delle spese per i gruppi parlamentari, tutte bocciate dalla maggioranza del Partito Democratico.

Ci spostiamo con le nostre telecamere nella sede romana della stampa estera dove Davide Casaleggio ha presentato la nuova veste grafica di Rousseau che presenta una importante novità: l’accessibilità per i non iscritti a due aree del sito: lex e call to action.

Uno dei temi caldi di questa settimana è senz’altro la missione in Libia che è stata approvata dal Parlamento con il voto contrario del MoVimento 5 Stelle che, negli interventi di Angelo Tofalo alla Camera e Bruno Marton al Senato, non solo si dichiara scettico circa i reali obiettivi dell’operazione guidata dalla Francia, ma che sopratutto teme ripercussioni sulla sicurezza interna del nostro Paese.
Sempre sul tema dei rapporti con la Francia ascoltiamo una informativa urgente di Andrea Vallascas alla Camera in cui il governo viene accusato di essere totalmente succube rispetto alla Francia e quindi, da un lato, di aver consentito acquisizioni di asset strategici come Telecom Italia da parte di aziende transalpine e dall’altro di non essere in grado di proteggere gli interessi italiani quando, è il recente caso di Fincantieri, aziende nostrane provano ad acquisire compagnie d’oltralpe.
Al Senato viene approvato in via definitiva il dl sulla concorrenza. Un provvedimento concepito per essere aggiornato annualmente e che invece non veniva approvato dal 2009. A Gianluca Castaldi il compito di affermare con forza il no per il provvedimento dalle mancate promesse e che palesa in modo evidente come la maggioranza sia vittima del potere delle lobby e sacrifichi gli interessi dei cittadini a vantaggio dei gruppi di potere.

Sempre al Senato ascoltiamo ancora una volta il capogruppo del MoVimento 5 Stelle Cappelletti, stavolta per accusare il Partito Democratico di voler affossare il provvedimento che abolisce i vitalizi: la maggioranza ha infatti votato contro la calendarizzazione urgente del dl Richetti proposto dal MoVimento 5 Stelle.

Il 2 agosto è ricorso l’anniversario di una delle più atroci pagine della storia del terrorismo nero del nostro Paese. Parliamo dell’attentato di Bologna e delle promesse non mantenute ai familiari delle vittime con Matteo Dall’Osso.

 

5giornia5stelle vi saluta con un invito a Rimini nel weekend dal 22 al 24 settembre prossimi ed a donare anche un piccolissimo contributo per coprire le spese dell’evento a questo indirizzo internet: http://bep.pe/donaperitalia5stelle
Arrivederci a settembre.

Buona estate a tutti.

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Carpignano e un Partito Democratico “quasi” invisibile

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di Davide Crippa

La Regione Piemonte ha deciso di non presentare ricorso contro il cosiddetto “Decreto trivelle – disciplinare tipo” per il pozzo di Carpignano. E’ questo quanto emerso durante il question time di martedì pomeriggio del Consiglio regionale, dove l’assessore all’Ambiente, Alberto Valmaggia ha risposto all’interrogazione del consigliere regionale del MoVimento 5 stelle Giampaolo Andrissi.

Le occasioni perse sono ormai quattro. La Giunta si era già rifiutata di presentare ricorso contro lo Sblocca Italia, contro il primo e secondo decreto trivelle e persino contro il decreto di compatibilità dei pozzi redatto dal Ministero dell’Ambiente. Chiamparino e Valmaggia con il loro immobilismo hanno srotolato tappeti rossi per l’arrivo delle trivelle petrolifere ignorando completamente le richieste dei cittadini e la necessità di difendere l’ambiente.

Una problematica molto sentita dalla popolazione, soprattutto dopo che, dalla nuova mappa regionale delle aree di ricarica degli acquiferi profondi, è “misteriosamente” scomparsa la zona di Carpignano Sesia, importante fonte di acque potabili per la città di Novara.

Come è possibile che una fonte come quella di Carpignano, che da fine ‘800  fornisce una quarantina di metri cubo al secondo alla rete idrica, non venga considerata – si chiede il deputato 5 stelle Davide Crippa -? La causa è forse da imputare proprio alle trivellazioni che, come da anni sostiene il Comitato Difendiamo il nostro territorio, danneggerebbero la falda?

Nel frattempo, complimenti al Sindaco di Carpignano Maio ed a tutti quei sindaci, ovvero quello di Briona, Fara, Sizzano, Sillavengo, Lozzolo, Arborio e Lenta, che hanno il coraggio di ribellarsi alle trivelle, firmando il ricorso contro il decreto interministeriale. Anche la provincia di Novara sembra non voler far marcia indietro sulla questione: il Presidente Besozzi, in qualità di presidente dell’Ato1, ha infatti commissionato uno studio di circa 50 mila euro per modificare la mappa regionale e far tornare Carpignano tra i pozzi. La Provincia avrebbe inoltre dichiarato in più occasioni di voler presentare ricorso a sua volta al Tar sulla questione trivellazione.

La marcia indietro l’ha invece fatta Torino ed il Pd, secondo cui tutto è inutile.

Dopo che giovedì scorso il consigliere regionale Domenico Rossi ha affermato che come maggioranza avrebbero valutato concretamente la possibilità di un eventuale ricorso da parte della Regione Piemonte, nella giornata di oggi ha dichiarato a gran voce che il pozzo non si farà perché è indispensabile l’intesa con la Regione. Una teoria che non ha basi senza l’eventuale annullamento del Decreto Trivelle 2017, che permetterebbe alle Regioni di sedersi al tavolo con il Governo e di partecipare, per la prima volta, alla definizione delle modalità sulla ricerca e l’estrazione di gas e petrolio nel nostro Paese. Con sentenza n. 198/2017 la Corte costituzionale ha dato ragione alla Regione Abruzzo e ha annullato il decreto trivelle del 2015 , proprio perché adottato senza intesa con le Regioni. A maggior ragione sarebbe stato ancora più importante impugnare ora il decreto trivelle del 2016 (pubblicato nel 2017). L’annullamento del decreto potrebbe determinare una sorta di moratoria per le richieste di nuovi permessi e concessioni fino a quando i contenuti del decreto non siano concertati tra lo Stato e le Regioni.

Ma mentre Rossi ha almeno detto qualcosa, ci chiediamo dive sia il consigliere comunale (ed ex sindaco) Ballaré che, con tutto il PD novarese, a parole e con atti (rivelatisi vuoti e privi di impegni concreti) ha sempre dichiarato la propria contrarietà al progetto oltre che totale sintonia con la giunta Chiamparino? Sparito.

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CARPIGNANO SESIA: NO ricorso regione Piemonte per tutelare l’ambiente. Dov’è finito il pd novarese?

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Per la quarta volta la Regione Piemonte fa come Ponzio Pilato sui pozzi Eni di Carpignano Sesia (NO). Interrogato oggi in Consiglio regionale l’assessore all’Ambiente Valmaggia ha annunciato che la Regione Piemonte non presenterà ricorso nemmeno contro il decreto trivelle “disciplinare tipo”.

 

Le occasioni perse sono ormai quattro. La Giunta si era già rifiutata di presentare ricorso contro lo Sblocca Italia, contro il primo e secondo decreto trivelle e persino contro il decreto di compatibilità dei pozzi redatto dal Ministero dell’Ambiente. Chiamparino e Valmaggia con il loro immobilismo hanno srotolato tappeti rossi per l’arrivo delle trivelle petrolifere ignorando completamente le richieste dei cittadini e la necessità di difendere l’ambiente. Dove sono adesso gli esponenti del PD novarese come il Consigliere Domenico Rossi che solo pochi giorni fa dichiarava a mezzo stampa che come maggioranza avrebbero valutato concretamente la possibilità di un eventuale ricorso da parte della Regione Piemonte?

Dov’è il consigliere comunale (ed ex sindaco) Ballaré che, con tutto il PD novarese, a parole e con atti (rivelatisi vuoti e privi di impegni concreti) ha sempre dichiarato la propria contrarietà al progetto oltre che totale sintonia con la giunta Chiamparino?

Spariti.

 

Del loro impegno su questo fronte restano solo parole al vento e nient’altro. I fatti invece raccontano un’altra storia. La Regione a guida PD non ha mai difeso il territorio dalle trivelle Eni.

 

Altre Regioni, anche a guida PD, hanno tutelato i propri interessi impugnando i folli decreti del Governo Renzi e vincendo nelle aule dei tribunali dove è stato ribadito come decisioni così importanti debbano avvenire in accordo con le Regioni. Il Piemonte invece è rimasto a guardare, con buona pace dei maggiorenti democratici del novarese.

 

DAVIDE CRIPPA

Portavoce M5S alla Camera dei Deputati

 GIANPAOLO ANDRISSI

Portavoce M5S al Consiglio regionale dei Piemonte

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1.700.000 EURO DA CITTADINI PER I CITTADINI

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Oltre un milione e mezzo di euro, per la precisione 1.700.000 euro. A tanto ammonta la cifra che i soli parlamentari piemontesi del MoVimento 5 stelle hanno versato da inizio legislatura (per la precisione da luglio 2013, i fondi nel periodo marzo – giugno 2013 vennero infatti devoluti nel fondo per la riduzione del debito pubblico) sino al mese di maggio 2017 nel fondo per il microcredito. In particolare i parlamentari novaresi Davide Crippa e Carlo Martelli hanno restituito 327.278,54 euro, un capitale utilizzato per finanziare i progetti di ben 11 piccole e medie imprese del territorio.

Una scelta, in un periodo in cui si discute anche animatamente, sui vitalizi dei parlamentari e sul taglio dei loro stipendi, non può che sembrare, almeno ad alcuni folle. L’idea di privarsi, e restituire, buona parte del proprio stipendio da parlamentare, così sostanzioso, è da sempre uno dei punti di forza del programma elettorale dei pentastellati, la scelta più lucida e semplice che, come spiegano gli stessi parlamentari, si potesse fare. «Questo non rappresenta un sacrificio – spiegano senatori e deputati del MoVimento -, ma un tassello che va ad aggiungersi ad un percorso virtuoso fatto di trasparenza, fiducia e onestà».

«Una politica nuova – spiega Davide Crippa – fatta di promesse che poi, a differenza di tutti i gruppi politici sino ad oggi governanti, vengono mantenute».

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#5giornia5stelle 132° puntata, 28 luglio 2017

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E’ stata una grande settimana quella appena trascorsa. Una settimana che ha visto la Camera dei Deputati approvare la norma Richetti, calendarizzata grazie al contributo necessario del MoVimento 5 Stelle, che abolisce i vitalizi degli ex parlamentari. Purtroppo l’iter non è concluso, ne vedremo delle belle a Palazzo Madama.

Inizia con questo tema la puntata odierna di 5giornia5stelle e con l’intervento sarcastico del capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta e quello di Luigi Di Maio dagli scranni di Montecitorio.
Passiamo alle cattive notizie: vengono proprio da Palazzo Madama dove è stato approvato con il meccanismo della fiducia il DL Banche Venete. Ascoltiamo l’intervento in dichiarazione di voto di Enrico Cappelletti.

Questa edizione dedica due servizi a due buone notizie dai territori. La prima viene da Porto Torres dove il sindaco del MoVimento 5 Stelle Sean Wheeler ha presentato con Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro un progetto innovativo di Reddito energetico: il Comune sardo infatti darà in comodato d’uso gratuito degli impianti fotovoltaici a dei cittadini che godranno del risparmio energetico frutto dell’impiantistica. Quanto non consumato servirà a ripagare dell’investimento il Comune.

A Roma Capitale invece la Sindaca Virginia Raggi ha deciso con la giunta e l’assemblea capitolina di attribuire (in un’aula semivuota a causa delle assenze tra le fila della opposizione) la cittadinanza onoraria al PM antimafia Nino Di Matteo.

A proposito di mafia, dal M5S Europa arriva la notizia che sarà proprio il gruppo EFDD ,ed in particolare il relatore Ignazio Corrao, ad occuparsi di uniformare le leggi europee in materia di anti riciclaggio. Il tutto grazie al contributo degli iscritti alla piattaforma Rousseau che da oggi è comunque visibile anche ai non iscritti.

Torniamo in Italia dove l’aula di Palazzo Madama ha approvato con modifiche il DL sud, che è atteso dal nulla osta della Camera – ce ne parla Barbara Lezzi. Ed infine ascoltiamo Vega Colonnese sul DL vaccini e sulla sfiducia dei cittadini nei confronti del Ministro della salute Lorenzin.
Anche per questa settimana è tutto. A venerdì prossimo!

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Una vittoria storica: la prima battaglia sui #vitalizi è vinta

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di Luigi Di Maio

Oggi è un giorno storico. Segniamocela in rosso sul calendario questa data, perchè finalmente quest’Aula, che si è macchiata di tanti voti vergogna, sta per abolire i vitalizi. C’è voluta quasi un’intera legislatura – quattro anni e 4 mesi per l’esattezza – di pressioni del MoVimento 5 Stelle per giungere -al punto in cui siamo oggi. Perchè, diciamocelo chiaro come lo hanno detto colleghi di altri partiti, questa legge è una vittoria del MoVimento 5 Stelle. Ed è ancora di più una nostra vittoria perchè non solo abbiamo portato la maggioranza di voi a votare per togliervi il privilegio, ma abbiamo addirittura portato il Pd a presentare questa legge. E’ stata dura trascinarvi fino a qua, ma alla fine avete ceduto. Quattro anni e mezzo per questo risultato. Dieci anni di battaglie con migliaia di attivisti. Oggi viene ristabilita la giustizia.

Non è la prima volta che vi costringiamo a far saltare delle indecenze, perchè ve ne vergognate. Quando siamo arrivati qui si spendevano 30 milioni di euro di affitti d’oro e li abbiamo fatti saltare. Si spendeva un milione di euro in rimborsi spese viaggio agli ex parlamentari e li abbiamo fatti saltare. Si spendevano 350.000 euro in un’assicurazione dalle punture di insetto ai parlamentari, l’abbiamo fatta saltare qualche mese fa. Le auto blu costavano 759.000 euro all’anno, oggi costano 200.000 euro, ma si può fare di meglio.

Solo fino a qualche mese fa questo sembrava impossibile, in un’Italia ormai assuefatta ai privilegi delle tante, troppe caste che per anni si sono considerate intoccabili. E infatti il clima in cui in cui oggi si discute, tra questi banchi e di riflesso sui giornali, è surreale: “i vitalizi non si toccano”, “abolirli è incostituzionale”, ho sentito addirittura evocare parole come “macelleria sociale”… Signori, ma voi vi rendete conto di cosa stiamo parlando? Volete svegliarvi una buona volta? La macelleria sociale è quella che VOI avete imposto al Paese: tagli da oltre 4 miliardi alla sanità, jobs act, questa è macelleria sociale! Qui noi oggi stiamo facendo una cosa semplice, semplice e giusta. Stiamo togliendo di mezzo un privilegio medievale, siamo qui a dirvi: non è intoccabile! Nessuno di voi lo è!

Non vi stiamo dicendo “rinunciate a una pensione”, vi stiamo dicendo “smettetela di considerarvi diversi dagli altri e di pretendere trattamenti di favore”. Il vitalizio è un privilegio per chi lo riceve, ma un’ingiustizia non più sopportabile per tutti coloro che sono fuori da quest’Aula, per quei cittadini italiani a cui noi dobbiamo rendere conto.

Oggi lo Stato spende 215 milioni di euro l’anno per il vitalizio di 2600 ex parlamentari. Il loro assegno, ancora oggi, viene calcolato con il sistema retributivo, quindi un ex parlamentare arriva ad incassare fino a cinque volte quanto versava di contributi. Da oggi non sarà più così. Nessuno avrà più diritto a un privilegio del genere. Chi ora percepisce il vitalizio si vedrà un bel taglio perchè ora sarà ricalcolato secondo il sistema contributivo.

Vi sareste dovuti rendere conto da soli che questa situazione di ingiustizia, di disuguaglianza così smaccata, non è mai stata tollerabile. Siamo dovuti arrivare noi per farvelo capire. Perché noi abbiamo a cuore il Paese lì fuori, l’Italia che non ce la fa, le famiglie che soffrono. E se quest’Aula ha il potere di imporre lacrime e sangue ai cittadini, poi ha il dovere morale di imporli anche a se stessa. L’abolizione dei vitalizi è la NOSTRA battaglia, lo era prima che entrassimo in Parlamento e lo è ancora oggi e lo sarà fino a quando non porteremo a casa il risultato dopo il voto in questa Aula e dopo il voto in Senato.

I giornali hanno titolato “sfida PD-MoVimento 5 Stelle sui vitalizi”, ma quale sfida? Non c’è nessuna sfida, toglietevelo dalla testa, tutto è molto chiaro e limpido: questo dibattito dentro queste Aule parlamentari lo ha portato il MoVimento 5 Stelle, lo abbiamo imposto nell’agenda e nel dibattito politici, e lo abbiamo fatto mentre tutte le altre forze politiche remavano contro scandalizzate. Per capirlo basta guardare le vostre facce. Non so cosa sareste capaci di fare se ci fosse anche solo una possibilità di allontanare da voi questo calice. Questa possibilità non c’è. E’ scacco matto. Non avete neppure la possibilità di lamentarvi, dovete pure far finta che gli piaccia! Perchè lo sappiamo tutti che dentro al PD il vitalizio se lo vogliono tenere stretto. E oggi lo sentiamo il loro fiatone, il loro affanno nel rincorrerci su un tema che non gli appartiene, che non è nel loro Dna!

Appena entrato in Parlamento il MoVimento 5 Stelle ha chiesto due cose: abolire i vitalizi degli ex parlamentari, applicando anche a loro il ricalcolo contributivo, e abolire la pensione privilegiata degli attuali parlamentari, il vitalizio mascherato che manda in pensione gli onorevoli a 65 anni dopo soli 4 anni e 6 mesi in Parlamento. In sostanza vi abbiamo chiesto di prendere la pensione come tutti gli altri italiani: calcolo contributivo e Legge Fornero. Lo abbiamo chiesto in tutti i modi possibili e ve lo voglio ricordare.

Settembre 2013: il MoVimento 5 Stelle presenta una mozione per mettere un tetto a vitalizi e pensioni d’oro e ridurre la quota retributiva. Il PD vota NO.

2014, discussione sul bilancio della camera: il MoVimento 5 Stelle presenta un ordine del giorno che prevede un tetto massimo di 5mila euro lordi ai vitalizi. Il PD vota NO.

20 maggio 2015: il MoVimento 5 Stelle presenta un emendamento alla riforma costituzionale per abolire i vitalizi. Il PD vota NO.

9 luglio 2015: il PD è sotto pressione e Matteo Renzi presenta la Legge Richetti, che ricalcola tutti i vitalizi con il sistema contributivo. La legge giace in un cassetto ma intanto Renzi la usa per andare in tv e dire che lui i vitalizi li vuole abolire.

Agosto 2015, discussione del bilancio Camera: il MoVimento 5 Stelle presenta un nuovo ODg che ricalca la legge Richetti. La Boldrini lo dichiara inammissibile.

2016: il MoVimento 5 Stelle ripresenta i due Odg, quello del 2015, e quello del 2014 che all’epoca era stato votato e bocciato. Questa volta per la Boldrini sono entrambi inammissibili.
2 aprile 2017: il MoVimento 5 Stelle presenta in Ufficio di Presidenza altri due ordini del giorno: uno che applica la legge Fornero ai parlamentari in carica e l’altro che ricalca la legge Richetti. il secondo è di nuovo dichiarato inammissibile. Sul primo il PD vota NO dicendo che serve una legge ordinaria.

Benissimo: allora invitiamo il Pd a calendarizzare la legge Richetti. Ma il PD ci dice che non c’è tempo e che bisogna presentare un Ordine del giorno! Rinunciamo persino al nostro diritto di opposizione di calendarizzare e discutere una nostra proposta di legge sui vitalizi, la legge Lombardi, e invitiamo il PD a calendarizzare la Richetti. Ci dicono di NO. Siete stati messi alla berlina anche dalle Iene. A quel punto perdiamo un altro mese, perchè la commissione Bilancio – cioè il PD – chiede alla Ragioneria dello Stato – del governo PD – di produrre una relazione tecnica, e siccome Grasso e Boldrini – in qualche modo sempre PD – non forniscono i dati la Ragioneria non può procedere.

Capite quanta fatica in questi quattro anni e mezzo per portarvi fino a qua? Capite la mia felicità? 

Oggi finalmente riusciamo a eliminare l’odioso privilegio medievale dei vitalizi d’oro. E’ una cosa buona, ma non è abbastanza. Potevamo fare un ulteriore passo avanti: potevate eliminare anche la pensione privilegiata che voi che siete in quest’Aula prenderete dopo soli 4 anni e 6 mesi in Parlamento. Non avete voluto farlo. Ma ve lo assicuro: lo faremo. Non rimarrà un privilegio che sia uno qui dentro. E’ solo questione di tempo. Iniziate a prepararvi.

Vi abbiamo dato la possibilità di riparare oggi a questa oscenità, abbiamo proposto un emendamento semplice – ossia la Legge Fornero si applica anche ai parlamentari che sono in quest’Aula – e voi lo avete bocciato! Lo ripresenteremo questo emendamento, quando si discuterà il bilancio della Camera, perché la legge Fornero va applicata da subito, non potete chiedere sacrifici agli italiani e poi sottrarvi quando tocca a voi, non è accettabile, è immorale. E vi ripeto: lo faremo. Così come oggi siamo qui a tagliare i vitalizi, presto saremo qui a eliminare gli altri privilegi e a dimezzare i vostri stipendi. E’ una promessa che faccio a tutti gli italiani, e anche a voi.

Ci avete anche tolto la possibilità di rinunciare alla pensione privilegiata bocciando la nostra proposta che inseriva questa possibilità. Ma ancora una volta il MoVimento 5 Stelle si dimostrerà l’unica forza credibile perché ciò che dice fa. Abbiamo detto che non avremmo preso i rimborsi elettorali e abbiamo rinunciato a più di 42 milioni di euro. Abbiamo detto che ci saremmo tagliati lo stipendio e lo abbiamo fatto, andando ad alimentare il fondo per il microcredito. Il MoVimento 5 Stelle con tutti i suoi portavoce in Italia ha restituito circa 80 milioni di euro. Ognuno dei miei colleghi qui presenti in Aula, da quando è entrato in Parlamento, ha restituito centinaia di migliaia di euro. Ognuno ha fatto la sua parte, ognuno ha dato un contributo diretto al Paese per far nascere nuove imprese e creare nuovi posti di lavoro. Noi i soldi degli italiani non li diamo al partito, ma li restituiamo ai legittimi proprietari, vale a dire agli italiani. Personalmente io ho restituito 300mila euro, ma sia chiaro questo non è un vanto e non deve esserlo. Li ho restituiti semplicemente perché non mi erano necessari, perché per portare avanti l’attività di parlamentare non servono 15mila euro al mese.

Con i nostri soldi abbiamo creato nuovi posti di lavoro e nuove attività imprenditoriali, e si poteva fare tanto altro se aveste avuto il coraggio di rinunciare anche voi ai vostri privilegi da Casta. E invece vi tenete la pensione privilegiata, il mega stipendio, vi tenete tutto ciò che vi fa sentire al sicuro, più forti e più comodi di chi è fuori di qui, di coloro che voi stessi avete lasciato nell’incertezza e nel precariato. Il MoVimento 5 Stelle continuerà a dare il buon esempio, dentro e fuori questo Parlamento. In Sicilia, se avremo la fiducia dei siciliani e governeremo, la prima cosa che faremo sarà eliminare i vitalizi dei deputati dell’Assemblea regionale. Possiamo permetterci di dirlo perché i nostri portavoce in Sicilia hanno già rinunciato.

La nostra guerra al privilegio non finisce oggi. Ma oggi abbiamo vinto una battaglia fondamentale nel modo migliore possibile. Vi terremo il fiato sul collo fino a quando tutto l’iter non sarà completato, in Senato non vi daremo tregua, tutto quello che sarà necessario fare faremo, non lasceremo nulla di intentato. Quando saremo al governo, pensioni e stipendi d’oro li cancelleremo con un tratto di penna. Il resto del tempo e delle nostre energie li impiegheremo per risarcire gli italiani di quello che gli avete tolto.

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Emergenza siccità: metropoli senz’acqua ma il Piemonte non tutela le proprie falde

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Mentre dieci regioni italiane sono in procinto di chiedere lo stato di calamità e l’intera penisola raziona l’acqua potabile il Piemonte rinuncia a tutelare le proprie falde acquifere.

E’ il caso delle norme di tutela delle aree di ricarica delle falde acquifere profonde, una fascia di territorio tra i rilievi montuosi e la pianura padana che garantisce l’afflusso delle acque alle falde profonde

A “soli” 10 anni dall’approvazione del Piano di Tutela delle Acque (PTA) in Piemonte si provvede a dare attuazione alle norme specifiche per la tutela delle aree di ricarica.

Il risultato è che nessuna tutela verrà attuata e in tali aree e, addirittura, potranno essere realizzate nuove discariche. Unica eccezione viene fatta per la Valle Dora, area in cui lo scempio è stato perpetrato con la localizzazione di discariche (spesso fuori controllo) per decenni.
Inutile o quantomeno sterile intervenire a danno compiuto. Soprattutto se si giunge a compromettere aree attualmente strategiche dal punto di vista idropotabile. E’ il caso del campo pozzi di Predosa (AL) e dell’attigua area di Sezzadio dove sono previsti una discarica (proposta da una ditta privata) e un maxi deposito di raccolta dei detriti del Terzo Valico.
Il campo Pozzi di Predosa, per dare qualche ulteriore dato, ha la capacità di alimentare in rete circa 50 mila persone e potrebbe, con un investimento strutturale, arrivare a circa 200 mila. Un bacino enorme, pari alla metà della popolazione della provincia di Alessandria, che viene indegnamente posto sullo stesso piatto della bilancia degli interessi speculativi del COCIV (il General Contractor del Terzo Valico) e di Riccoboni SPA (la società che ha interessa a realizzare la discarica di Sezzadio).

Il fatto che tutte le amministrazioni regionali e provinciali degli ultimi dieci anni siano riuscite a far pesare di più gli interessi privati degli inquinatori rispetto a quelli collettivi del diritto all’acqua risulta quantomeno ripugnante. Si è assistito ad un decennio in cui centro destra e centro sinistra si sono rimpallati colpe e responsabilità ma l’immobilismo e gli scarica barili stanno pesando su tutto il “sistema acqua” della Regione e in particolare dell’Alessandrino.

Ora il Movimento 5 Stelle vuole provvedimenti urgenti dello Stato per bloccare progetti pericolosi per le falde e tutelare l’acqua che sgorga dai nostri rubinetti.

Lo Stato italiano riconosca la priorità e per una volta anziché impegnare enormi capitali in opere inutili o dannose per il territorio, si prodighi per aumentare la tutela di un bene primario e strategico come l’acqua. L’emergenza di questi giorni deve essere un monito per il futuro.

 

 

Tiziana Beghin, Europarlamentare M5S
Mirko Busto, Deputato M5S
Paolo Mighetti, Consigliere Regionale M5S Piemonte
Gianpaolo Andrissi, Consigliere Regionale M5S Piemonte

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