Orti sociali comunali: risorsa per tutti

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Novara ha, fra i suoi motivi di orgoglio, la straordinaria vocazione verso la coltivazione urbana di orti. Purtroppo esistono molte zone di verde pubblico in stato di non utilizzo che comportano al comune pesanti spese di manutenzione, anche per sopperire al degrado e alla sporcizia di cui divengono ricettacolo.

Ricordando che il verde influisce decisamente sull’indice della qualità di vita individuale e collettiva, la piantumazione di alberi da frutto in città può essere un modo per produrre cibo da distribuire nelle mense o alle famiglie disagiate, oltre che un incentivo alla ripresa di un reale contatto con la terra e i prodotti naturali che i cittadini hanno desiderio di recuperare e che sarebbe importante poter introdurre nelle vite delle giovani generazioni.

Per tutti questi motivi, i consiglieri comunali del M5S propongono la realizzazione di orti sociali che richiederebbero un limitato investimento di risorse ma con ricadute positive che ripagherebbero ampiamente.

Quest’iniziativa avrebbe valenza:

 

  • sociale, per occasione d’incontro e scambio fra diverse generazioni;
  • didattica, per il “passaggio di testimone” del sapere legato alla nostra terra e che verrebbe

altrimenti perso;

  • ambientale, per la costituzione di un efficace sistema di manutenzione e valorizzazione di

aree che altrimenti rischierebbero di restare abbandonate;

  • economica, ipotizzando l’assegnazione degli appezzamenti di terra in base anche ad un

criterio indirizzato a favorire i cittadini in difficoltà economica.

 

Si ricorda che con il termine “orto sociale comunale”, si intende, un appezzamento di terra destinato alla produzione di ortaggi e piccoli frutti senza fini commerciali.

I consiglieri comunali del M5S impegnano il sindaco e la giunta all’adozione di questa iniziativa, cominciando con il censimento dei terreni eventualmente disponibili all’uso e alla redazione di un regolamento per il bando di assegnazione. Bando che possa preferibilmente dare priorità a soggetti svantaggiati o associazioni pedagogiche e di anziani, in modo da valorizzare la biodiversità del nostro territorio, la produzione a km 0 e il contatto con la natura attraverso gli insegnamenti della vita rurale, coinvolgendo anche le istituzioni scolastiche e favorendo la trasmissione del nostro know-how agricolo.

 

Gruppo consiliare M5S Novara

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20 maggio: Marcia Perugia Assisi per il #RedditoDiCittadinanza

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di MoVimento 5 Stelle



Il 20 maggio alle ore 11.30 partiremo dalla Basilica di San Pietro di Perugia, passando da Bastia Umbra, per arrivare alla Basilica Santa Maria degli Angeli di Assisi. Dopo la marcia del 2015 vi aspettiamo anche quest’anno per la marcia Perugia-Assisi per il Reddito di Cittadinanza! E’ la massima priorità per gli italiani e vogliamo ricordarlo con una grande manifestazione pacifica: Nessuno Deve Rimanere Indietro. Cammineremo insieme per circa 19 chilometri perchè il Reddito di Cittadinanza è la priorità per il Paese, l’unico modo per liberare le persone dalla miseria e restituire loro la dignità. Il governo attuale ignora milioni di famiglie in difficoltà e l’unico obiettivo dei partiti è arrivare a settembre per prendersi una pensione privilegiata dopo aver lavorato solo 4 anni, 6 mesi ed 1 giorno. Degli italiani se ne fregano.

Nel nostro Paese milioni di pensionati sopravvivono con pensioni da fame inferiori ai 500 euro (26% delle pensioni erogate dall’Inps); migliaia di persone, soprattutto giovani, sono costrette ad emigrare alla ricerca di un futuro (115.000 nel solo 2016). La disoccupazione è alle stelle, soprattutto quella giovanile. La povertà è ai massimi storici anche per la mancanza di lavoro (il 28,9% dei residenti in Italia sono a rischio povertà. Un cittadino su due se parliamo del Sud). Abbiamo avuto e abbiamo un Governo PD incapace, fallimentare. Anziché investire i soldi delle tasse dei cittadini in politiche serie per creare occupazione e di sostegno al reddito, sono stati sperperati o per fini elettorali o per regalarli alle banche. Siamo davanti a un disastro sociale, ed è ora di porre rimedio riattivando l’economia e puntando alla creazione di nuova occupazione.

Il primo passo nella giusta direzione è il Reddito di Cittadinanza del MoVimento 5 Stelle, che:

1) prevede un sostegno al reddito condizionato alla formazione e al reinserimento nel mondo del lavoro e al rispetto di determinati obblighi (es: rendersi subito disponibile a lavorare, attivarsi nella ricerca attiva di un lavoro, offrire un piccolo contributo in favore della collettività in base alle proprie competenze, non rifiutare più di 3 proposte di lavoro, ecc.);

2) rappresenta una vera e propria manovra economica che contribuisce a far aumentare i consumi dei beni primari, e con essi, i profitti delle aziende. Aziende che, grazie alla ripresa delle proprie vendite, potranno assumere lavoratori, rimettendo in moto l’economia reale del Paese, non quella virtuale della banche;

3) prevede l’introduzione di un salario minimo orario;

4) prevede l’implementazione delle politiche attive del lavoro, il rafforzamento dei Centri per l’impiego e la promozione di nuova impresa destinando importanti risorse economiche anche per le start up innovative.

Per fare ciò, sono necessari 17 miliardi di euro (14,9 per il sostegno al reddito e 2,1 per la creazione di nuova impresa e per il rafforzamento dei Centri per l’impiego), ovvero, soltanto il 2% della spesa dello Stato. Le coperture ci sono e sono state in più occasioni dichiarate ammissibili dalle commissioni bilancio di Camera e Senato. I soldi ci sono se c’è la volontà politica. L’ultimo salvataggio delle banche e di Monte dei Paschi di Siena, fatto dal Pd, è costato 20 miliardi di euro. Per il Movimento 5 Stelle i cittadini italiani sono più importanti delle banche.

Se anche tu la pensi così, ti aspettiamo a Perugia. Invitiamo a partecipare tutti coloro che pensano che la dignità delle persone venga prima di tutto. Il Reddito di Cittadinanza è una battaglia che sta portando avanti il MoVimento 5 Stelle, ma è prima di tutto una battaglia di civiltà: in Europa le uniche due nazioni a non averlo sono l’Italia e la Grecia. Sarà una marcia pacifica e gioiosa dove tutti diremo insieme: NESSUNO DEVE RIMANERE INDIETRO!

Mappa della Marcia Perugia Assisi per il Reddito di Cittadinanza

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Il #ProgrammaAgricoltura del MoVimento 5 Stelle

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di MoVimento 5 Stelle

Oggi iniziamo a parlare del Programma Agricoltura del MoVimento 5 Stelle. A partire da domani sul blog si alterneranno esperti per affrontare le tematiche più importanti e urgenti. La votazione si terrà la prossima settimana.

L’agricoltura rappresenta uno dei settori più promettenti dell’economia italiana con un contributo del 2.1% al Pil nazionale. Il suo peso si è ridotto rispetto a qualche decennio fa, ma rileviamo un dato interessante: le imprese agricole aperte nel 2016 rappresentano il 10% del totale delle aziende del settore. Nell’ultimo anno l’agricoltura si è collocata al secondo posto, dopo il commercio al dettaglio, nella top five dei settori preferiti dai giovani imprenditori.

Per dare slancio al comparto agricolo il MoVimento 5 stelle propone una serie di strategie che vanno dalla promozione di prezzi equi per i prodotti primari, a piani strategici per le produzioni cruciali dell’agricoltura italiana. Negli ultimi decenni si è verificato, nell’agroalimentare, un preoccupante aumento di intermediari tra il produttore e il consumatore, ricordiamo che solo un quarto del prezzo del prodotto finale va all’agricoltore. Per la promozione di prezzi equi abbiamo individuato quattro passaggi fondamentali: aggregazione tra i soggetti interessati; promozione di filiere trasparenti; limitazione dell’importazione selvaggia e promozione della filiera corta.

L’agricoltura non può prescindere dal rilancio dei settori d’eccellenza della produzione primaria, con piani strategici per il settore cerealicolo proteico ed olivicolo; strategie di rilancio sostenibile degli allevamenti del comparto ittico, di quello vitivinicolo e lattiero caseario; nonché di cura e manutenzione del grande patrimonio di boschi e foreste.

Per tutelare l’agricoltura non possiamo esimerci dal considerare l’etichettatura d’origine, la PAC e i trattati di libero scambio. Sono ambiti dove l’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea ha causato degli svantaggi palesi: basti pensare all’etichettatura dei prodotti alimentari. La UE identifica come origine del prodotto lo stabilimento dell’ultima trasformazione sostanziale. L’etichetta invece potrebbe indicare lo stabilimento di produzione e confezionamento o l‘allevamento di provenienza.

Un altro ambito importante è quello della PAC. La politica agricola comune, la principale fonte finanziaria a sostegno dell’agricoltura, ha dei limiti: dal sottostare alle regole del WTO (Organizzazione mondiale del Commercio), alla squilibrata distribuzione degli aiuti, al favoreggiamento di monocolture e allevamenti intensivi.

I trattati di libero scambio mettono in difficoltà interi comparti produttivi nazionali (dall’ortofrutticolo all’ittico). Oggi trattati come TTIP e CETA sono negoziati dall’Unione Europea. Se fossero di competenza mista dovrebbero passare attraverso la ratifica dei Parlamenti nazionali. Cosi ogni singolo Stato avrebbe potere di veto e potrebbe incidere sulla stipula del trattato.

L’agricoltura del futuro si gioca sul piano della tutela, della semplificazione e del sostegno. Tutela per i lavoratori del comparto agricolo attraverso una concreta lotta alle agromafie e al caporalato. Una produzione di qualità va di pari passo con il rispetto dei diritti delle persone, dei contratti collettivi nazionali e delle leggi vigenti. Tutelare il consumatore, perciò, significa anche garantire prodotti sani e sicuri che non siano il risultato di sfruttamento e criminalità. La via della semplificazione passa attraverso una terra finalmente detassata, una riduzione della pressione fiscale e la promozione dell’accesso al credito. E infine il sostegno alle politiche giovanili e ai piccoli imprenditori, con produzioni ad alta intensità di lavoro e bassa capitalizzazione. Il nostro modello contadino, si basa sulla vendita diretta, su tecniche agronomiche conservative a basso o nullo impatto ambientale, sulla riproduzione e la conservazione delle sementi e delle razze autoctone.

L’agricoltura del futuro passa anche dalla valorizzazione di alcune filiere, fino ad oggi considerate “minori”, ma che ricoprono invece, una notevole importanza ecologica, ambientale e sociale.

Il settore brassicolo, ovvero la produzione delle birre artigianali, negli ultimi anni si è dimostrato particolarmente vivace, attirando molti giovani imprenditori che hanno occupato interessanti nicchie di mercato. Per questa realtà, la normativa attuale è lacunosa e va aggiornata. Un’altra filiera che rappresenta una indiscussa eccellenza del nostro “made in Italy” è quella dei tartufi e dei funghi. Riteniamo necessario garantire un’adeguata etichettatura e controlli alle frontiere, allo scopo di prevenire le frodi alimentari e le contaminazioni ambientali.

L’apicoltura è un elemento imprescindibile per uno sviluppo sostenibile del settore primario e per il mantenimento della biodiversità. Per questo è importante promuovere in ambito nazionale ed europeo norme per un’etichettatura di tutti i prodotti apistici, in modo da aiutare il consumatore a fare scelte consapevoli.

Infine per il settore ippico, chiediamo che venga garantito il benessere dei cavalli, la tutela pubblica del settore la costituzione di una consulta tecnica per il rilancio del settore stesso. La visione del MoVimento 5 Stelle mira verso l’agro-ecologia, vale a dire quel sistema di agricoltura associato al rispetto e alla salvaguardia dell’ambiente e della salute. L’unico sistema resiliente ai cambiamenti climatici in atto. Questo vuol dire riconvertire l’agricoltura convenzionale o di sintesi con quella biologica.

Per raggiungere questo importante obiettivo sarà necessaria una riduzione programmatica dell’uso della chimica in agricoltura e il controllo delle malattie delle piante o dei parassiti mediante la lotta biologica, portata avanti anche grazie all’aiuto delle nuove tecnologie con la cosiddetta “agricoltura di precisione“. La tutela della biodiversità animale e vegetale potrà essere effettuata attraverso i piani di conservazione di fauna e flora, e ovviamente continuando a vietare la semina di qualsiasi OGM sui nostri territori. Questo è il futuro per il settore primario al quale il MoVimento 5 stelle vuole ispirarsi.

 

http://www.beppegrillo.it/2017/04/il_programmaagricoltura_del_movimento_5_stelle.html

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#VeritàSulleONG

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di Laura Ferrara, Efdd – MoVimento 5 Stelle Europa

 

Vogliamo tutta la verità sul ruolo delle Ong nelle operazioni di salvataggio dei migranti nel Mar Mediterraneo. Non vogliamo fare di tutt’erba un fascio, vogliamo chiarezza e trasparenza, anche a tutela del lavoro di quelle ONG che da anni contribuiscono con sacrificio e dedizione a salvare vite umane nel Mediterraneo. Durante una audizione presso la Commissione schengen, il Procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, ha detto: “a partire dal settembre-ottobre del 2016, abbiamo registrato un improvviso proliferare di unità navali di queste ONG, che hanno fatto il lavoro che prima gli organizzatori svolgevano, cioè quello di accompagnare fino al nostro territorio i barconi dei migranti (…) Abbiamo cercato di capire come si potessero affrontare costi così elevati senza disporre di un ritorno in termine di profitto economico“.

Secondo il direttore di Frontex, Fabrice Leggeri, alcune ONG sarebbero direttamente in contatto con uomini libici in uniforme che non sono però Guardie di Frontiera libiche. Vogliamo sapere chi sono? Chi le finanzia? Se collaborano con gli scafisti, se il loro lavoro, anche indirettamente, alimenta il business dei trafficanti di esseri umani, perché scelgono sempre le coste italiane come approdo finale e non le più vicine coste maltesi o tunisine.

La Commissione europea deve rispondere all’interrogazione prioritaria che abbiamo presentato. Il rapporto “Risk Analysis for 2017“, curato dall’agenzia europea Frontex, parla chiaro: tutte le parti coinvolte nelle operazioni SAR nel Mediterraneo Centrale (navi EUNAVFOR Med /Frontex/ONG,/Guardia Costiera) “apparentemente aiutano, anche se involontariamente, i criminali” dediti al traffico di esseri umani a realizzare con successo il loro modello di business. Secondo i dati di UNHCR e dell’OIM i morti in mare negli ultimi anni sono aumentati e questo nonostante la loro presenza.

Queste le domande che abbiamo posto alla Commissione europea nell’interrogazione:

1) se le ONG coinvolte nelle operazioni Sar nel Mediterraneo, vicino alle coste libiche, rispettano le norme internazionali e perchè scelgono sempre le coste italiane come approdo finale.

2) se il lavoro delle ONG favorisce anche indirettamente il business dei trafficanti di esseri umani.

3) quali sono le fonti che consentono il finanziamento delle attivitá di salvataggio delle ONG.

L’Europa è un fantasma. Se vi fossero vie legali d’accesso all’UE, così come il MoVimento 5 Stelle ha sempre chiesto, questi dubbi e queste problematiche non si porrebbero neppure. Il salvataggio, l’assistenza e il soccorso dei migranti che attraversano il Mar Mediterraneo non può essere delegato a privati, tanto più se le loro operazioni di coordinamento e le loro fonti di finanziamento restano poco trasparenti. Il MoVimento 5 Stelle vuole INASPRIRE LE PENE PER I MERCANTI DI UOMINI e considerare gli scafisti al pari degli omicidi con arresto immediato e sequestro dei mezzi di trasporto, imbarcazioni o tir.

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Etichetta latte, tracciabilità in etichetta anche per altri prodotti!

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di M5S Camera

Dal 19 aprile scorso è entrato in vigore l’obbligo di indicare in etichetta l’origine e il luogo di trasformazione per il latte e i prodotti lattiero-caseari. Le informazioni indicate in etichetta riguardano il Paese in cui è avvenuta la mungitura e quello in cui il prodotto è stato trasformato. Qualora le operazioni avvengano nel territorio di più Paesi situati al di fuori dell’Unione europea, possono essere utilizzate le diciture ‘latte di Paesi non UE’ per l’operazione di mungitura, e ‘latte condizionato o trasformato in Paesi non UE’, per l’operazione di modifica.

Una tracciabilità che va estesa anche ad altri prodotti del Made in Italy a rischio, come la semola di grano duro che caratterizza la pasta italiana, in modo da salvaguardare la qualità delle eccellenze agroalimentari del nostro Paese e da garantire la trasparenza delle informazioni al consumatore, che sarà così messo in condizione di poter fare una scelta consapevole.
L’obbligo di indicare l’origine delle materie prime e il Paese in cui avviene la fase di trasformazione dei prodotti è una battaglia storica del M5S. Lo abbiamo visto di recente con il riso italiano, che da tempo subisce la concorrenza spietata di quello asiatico, per il quale di recente è stato annunciato dal Governo un decreto per rendere obbligatoria l’indicazione d’origine in etichetta già prevista da una mozione 5stelle a prima firma Paolo Parentela approvata circa due anni fa alla Camera e lo vediamo oggi con il latte e i suoi derivati per il quale abbiamo presentato nel marzo 2016 un emendamento alla proposta di legge ‘anti-contraffazione’, a prima firma Silvia Benedetti, proprio per chiederne l’indicazione d’origine ma che è stato poi bocciato dalla maggioranza alla Camera. In entrambi i casi, è stato solo sottratto del tempo prezioso alla tutela del made in Italy.

Il prossimo passo, che da tempo chiediamo al Governo, è l’entrata in vigore dell’obbligo di indicare in etichetta l’origine anche per grano duro, riso, pomodoro e per la carne fresca di coniglio. Si tratta di interi comparti produttivi, al centro di una mozione a prima firma Filippo Gallinella, attualmente lasciati scoperti da misure di tutela della trasparenza e della tracciabilità e pertanto soggetti ad essere cannibalizzati dalla concorrenza sleale con i rischi che ne derivano per il consumatori.

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Elezioni Pulite: va avanti la proposta di legge M5S

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di Dalila Nesci – Portavoce M5S alla Camera dei Deputati

 

Siamo felici che sia stata incardinata al Senato, presso la commissione Affari costituzionali, la nostra proposta di legge sulle elezioni pulite, che è stata già approvata alla Camera. Ci auguriamo che l’iter prosegua spedito e che possa al più presto approdare alla discussione dell’Aula di Palazzo Madama e diventare legge.

Continueremo la battaglia per il voto ai fuori sede, previsto per ora solo in occasione dei referendum, per estenderlo anche in occasione delle elezioni politiche nazionali, sperando che, questa volta, il Pd non bocci la nostra proposta e si mostri più lungimirante.

Riproporremo un emendamento in tal senso, che fu bocciato a Montecitorio dal Partito demcoratico e dal Governo. Il testo introduce regole semplici, ma importanti al fine di evitare il condizionamento del voto e possibili brogli. Infatti noi prevediamo una maggiore visibilità dell’elettore in cabina, in modo che siano garantite, contemporeaneamente, le esigenze di segretezza e libertà del voto, e una maggiore trasparenza delle urne, tramite l’introduzione di contenitori in plexiglass, anche per impedire che si possano introdurre schede già votate. Inoltre scrutatori e presidenti di seggio non potranno essere parenti dei candidati nelle liste, né aver ricevuto condanne, anche soltanto in primo grado, per mafia o per reati contro la pubblica amministrazione.

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NOVARA, ANDRISSI (M5S): “mercoledì conferenza stampa in piazza per denunciare le responsabilità di gorverno e regione. STOP armi nucleari, rilanciare industria aeronautica civile.”

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Mercoledì 26 aprile, alle ore 17,   conferenza stampa in piazzetta delle Erbe a Novara (NO) per denunciare il comportamento irresponsabile di Governo e Regione. A livello nazionale l’Italia si è rifiutata di partecipare ai negoziati per bandire le armi nucleari ed il Piemonte non ha convocato la dirigenza Leonardo-Finmeccanica per comprendere le vere cause del calo di carichi lavorativi dei lavoratori negli stabilimenti piemontesi.

La causa dei problemi di questo settore si chiama stabilimento Faco di Cameri (NO), 900 milioni di investimento, dove si assemblano gli F35 che hanno svuotato l’industria aeronautica italiana di capacità progettuale propria.

E’ ora di fermare la follia delle armi nucleari. L’Italia partecipi ai negoziati per il trattato internazionale per la messa al bando delle bombe atomiche e rinunci agli F35 progettati proprio per trasportare le nuove bombe nucleari B61-12.

 

Gianpaolo Andrissi, Consigliere regionale M5S Piemonte

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La battaglia di civiltà contro il gioco d’azzardo dei sindaci 5 Stelle

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Lettera aperta dei sindaci del MoVimento 5 Stelle

L’azzardo di massa sta segnando sempre di più il volto delle nostre città: negozi e botteghe artigiane chiudono per mancanza di clienti e al loro posto proliferano sale da azzardo con il loro contorno di finanziarie e “compro oro”; bar e tabaccherie sono diventati mini-casinò -dove di fatto azzardano anche preadolescenti- e una delle cause principali di indebitamento di famiglie e imprese. Accanto a questi luoghi si è diffusa l’usura, dove non sia la criminalità stessa ad infiltrarsi nella gestione delle sale.

Nel 2016 in Italia, si sono “giocati” 95 miliardi, infrangendo ogni record: 7,9 miliardi al mese, 260 milioni al giorno, quasi 11 milioni l’ora; una somma pari al 4,75% del PIL, al 12% della spesa delle nostre famiglie, su cui ricadono i drammi umani, aggravati da indebitamento ed usura.

Per chi come noi, riveste il ruolo di Sindaco è un dovere morale
, prima ancora che politico, intervenire su questa nuova alienazione che spesso porta una pesante dipendenza patologica e danni al tessuto economico e sociale.

In questi anni molte amministrazioni comunali hanno disposto, attraverso regolamenti e ordinanze, limitazioni di orari e distanze dai luoghi sensibili (scuole, chiese, luoghi di socializzazione) a tutela della salute delle fasce deboli, anziani e minorenni su tutti, e per ridare un volto più umano alla città. Lo hanno fatto affrontando i ricorsi dei gestori, supportati dai colossi finanziari della filiera. E la loro costanza ha vinto: negli anni le sentenze dei TAR, del Consiglio di Stato e della Corte Costituzionale hanno sancito che le norme regionali e le prescrizioni comunali in questo ambito sono legittime, anzi doverose.

Sappiamo bene che un fenomeno di questa portata non si combatte solo con misure restrittive, ma anche promuovendo spazi sociali, sportivi e culturali, dove le persone possono sviluppare relazioni umane e coltivare quegli interessi che sono alla base di una società sana e consapevole. Ma è imprescindibile fronteggiare un mercato di massa che va a cercare le vittime nei contesti di vita e che porta solitudine, passività e degrado.

Le comunità locali, insieme alle autorità di pubblica sicurezza e alle forze di polizia dislocate sul territorio, sono i primi sensori in grado di percepire i rischi per la salute, il degrado urbano e il diffondersi delle illegalità, dovremmo dunque riconoscere ai sindaci poteri autorizzativi e di diniego oltre che di regolamentazione.

In Conferenza Unificata Stato/Regioni si cerca dunque di convincere gli Enti Locali a rinunciare alle loro prerogative e ad accettare un compromesso sulla pelle viva delle persone.

Il Governo propone una riduzione formale dei luoghi di azzardo, che diverrebbero però mini casinò non soggetti alle norme locali: dei porti franchi liberi di piazzarsi accanto ad una chiesa una scuola o un centro giovanile, divenendo più efficaci nell’andare a catturare nuove vittime.

Per evitare tutto questo, basta che una sola regione resista e il Governo non potrebbe più procedere con decreto legislativo: sarebbe necessario passare per il Parlamento dove, lo sappiamo, esiste una sensibilità contraria all’azzardo.

Chiediamo dunque ai presidenti di Regione, soprattutto a quelli che in questi anni si sono dimostrati più sensibili al problema, di essere coerenti con l’impegno di tutelare sempre e comunque i propri cittadini, garantendo la facoltà di Comuni e Regioni di regolamentare il fenomeno dell’azzardo. Ai nostri colleghi sindaci, invece, chiediamo di condividere il presente appello a sostegno di una battaglia di civiltà per il benessere delle comunità.

È un appello che ci sentiamo di rivolgere anche pensando alle famiglie delle vittime dell’azzardo, ai volontari dei centri anti-usura e dei giocatori anonimi, alle tante persone che hanno messo a disposizione il loro tempo per organizzare gli SlotMob.

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TRASPORTI, VALETTI (M5S): “Treno ostaggio di vandali: più telecamere ed agenti. A regione si faccia sentire con Trenitalia e Ministero Interno”

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Treno Ventimiglia Torino ostaggio di una “banda” di 60 ragazzi con atti di vandalismo e violenza, e la Regione cosa fa? Troppo poco. Eppure il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno, a prima firma Federico Valetti, per richiedere al gestore (Trenitalia) la presenza di telecamere a bordo di tutti i convogli richiedendo lo stesso impegno anche nei nuovi contratti di servizio.

Lo stesso documento prevedeva inoltre un impegno della Giunta a richiedere al gestore l’installazione di telecamere presso le stazioni ed agire nei confronti del Ministero dell’Interno per un impegno maggiore di agenti di Polizia Ferroviaria valutando anche l’impiego di tornelli presso le piattaforme di accesso ai treni.

Cosa ne è stato di questi impegni? E’ ora che l’assessorato ai Trasporti faccia sentire la propria voce nei confronti di Trenitalia e del Ministero dell’Interno altrimenti episodi del genere potrebbero essere sempre più frequenti ed a pagarne le spese saranno sempre e solo i cittadini.
Federico Valetti, Consigliere regionale M5S Piemonte
Vicepresidente Commissione regionale Trasporti

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5 Giorni a 5 Stelle del 21 aprile 2017

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Settimana corta quella in Parlamento ma particolarmente ricca di contenuti che il nostro consueto appuntamento settimanale comprime in dieci minuti provando a condensarli tutti. Si parte da una buona notizia, infatti la legge sul biotestamento, una delle primissime depositate dal MoVimento 5 Stelle, ha passato il vaglio della Camera dei Deputati grazie al lavoro di Silvia Giordano e Matteo Mantero. Alla deputata salernitana il compito di annunciarci il voto favorevole del M5S sottolineando al contempo l’auspicio che anche l’altro tema votato a larga maggioranza dagli iscritti del MoVimento, quello relativo all’eutanasia, possa presto essere allo studio e poi al vaglio del Parlamento. Passiamo poi a trattare il tema vaccini. Come molti sapranno una inchiesta del programma RAI Report ha dato involontariamente il la ad un enorme polverone mediatico. A Giulia Grillo in sala stampa della Camera, spetta il compito di chiarire il pensiero del MoVimento sul tema. Quanto a Report e al suo neo conduttore Sigfrido Ranucci, oggetto di critiche inusitate considerando le premesse del servizio, il M5S attraverso il presidente della vigilanza Rai Roberto Fico, esprime profonda stima per un programma che realizza pienamente i compiti del servizio pubblico.
Molto spazio in questa puntata al programma di governo del M5S votato dagli iscritti al portale Rousseau. In primis ci occupiamo delle riforme in tema di lavoro. A parlarne in conferenza stampa troviamo Tiziana Ciprini, Nunzia Catalfo, Claudio Cominardi, Davide Tripiedi e Luigi Di Maio. In coda ascolteremo invece Manlio Di Stefano, Maria Edera Spadoni e Stefano Lucidi per quanto concerne il programma Esteri. Torniamo infine ai lavori d’aula. Dapprima ascoltando la dichiarazione di voto favorevole di Vito Crimi circa le dimissioni, accettate da Palazzo Madama, di Augusto Minzolini. Un voto che non cancella la vergogna vissuta in quella stessa aula qualche settimana fa sul voto di decadenza dello stesso senatore. Poi ascoltando l’interrogazione, stavolta alla Camera, di Arianna Spessotto al ministro Del Rio circa il finanziamento occulto di alcune compagnie aeree, in particolare low cost, che avrebbero lo scopo occulto di mantenere economicamente in piedi, drogando di denari pubblici, degli scali piccoli che altrimenti sarebbero stati chiusi. Ed infine ascoltando la dichiarazione di voto di astensione del MoVimento 5 Stelle, per voce di Sergio Puglia, circa il decreto che cancella i voucher e, di fatto, il referendum chiesto dai sindacati.
Anche per questa settimana è tutto, arrivederci a venerdì prossimo. Condivideteci!

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