Cittadinanza attiva

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Ieri sera, dopo una lunga pausa dovuta alla indisponibilità delle sale comunali, abbiamo finalmente ripreso i nostri incontri con i Novaresi.
La serata non aveva un tema specifico e non erano stati invitati ospiti particolari.

I nostri rappresentanti eletti in consiglio comunale e tutto il gruppo M5S di Novara hanno semplicemente chiesto ai nostri concittadini di venire a conoscerci per portare il loro contributo al Movimento.
E’ stato bello scoprire che, per una sera, in tanti hanno deciso di non ‘spegnersi’ davanti al televisore e di uscire.
E’ stato piacevole conoscere, attraverso gli interventi di tutti, persone e storie diverse.

E’ stato interessante ascoltare osservazioni, proposte, consigli, richieste, domande sulla vita della nostra città.
Ancora una volta abbiamo imparato che la forza del Movimento 5 Stelle è nelle persone che inseguono la speranza, non l’illusione, che le cose si possano davvero cambiare.

Grazie a tutti e l’appuntamento è a Giovedì prossimo, alle ore 21:00 circa, nella ex sala di quartiere in Piazza S.Cuore a Novara.

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Elezioni pulite, grazie al MoVimento 5 Stelle si può

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di Dalila Nesci, M5S Camera

Oggi alla Camera abbiamo approvato la nostra proposta di legge per le elezioni pulite. Si tratta di un primo passo per noi, per poter contrastare l’alterazione del voto dentro i seggi. Per noi è uno strumento semplice ed utile alla democrazia, perché va a scoraggiare il voto di scambio, contrasta i brogli elettorali, tutte quelle manovre e quei patti elettorali che purtroppo fanno ancora parte della nostra storia repubblicana. Ci siamo sempre battuti per mandare via dal Parlamento i condannati, adesso vogliamo che stiano lontano anche dalle operazioni elettorali, perciò abbiamo previsto che i presidenti e segretari di seggio non debbano essere condannati nemmeno in primo grado per reati di mafia e contro la pubblica amministrazione.

Inoltre sempre in virtù del rapporto cruciale che il Presidente e il segretario di seggio hanno nei confronti degli elettori, abbiamo previsto che non debbano nemmeno essere parenti dei candidati.

Per quanto riguarda il reclutamento degli scrutatori, verranno scelti al 50% nella lista dei disoccupati, il resto sorteggiati dall’albo presso i Comuni, però pubblicamente con un preavviso altrettanto pubblico di 10 giorni in modo che sia più facile controllare anche questo tipo di sorteggi.

Abbiamo previsto poi delle urne in materiale semitrasparente in plexiglass, proprio per evitare il rischio che si possano immettere delle schede già votate per esempio all’apertura dei seggi oppure immediatamente dopo la chiusura.

Infine le cabine elettorali verranno modificate in maniera da rendere più trasparente il comportamento dell’elettore al suo interno, e quindi evitare quelle manovre tipiche del voto di scambio. Altra battaglia importante vinta è quella sul voto fuori sede, che finalmente viene dato in occasione dei referendum, quindi chi lavora, studia o per ragioni di cure mediche si trova lontano dal luogo di residenza, tramite un avviso può votare presso il domicilio.

Questo testo approvato alla Camera dei Deputati per noi è una grande vittoria, però per diventare legge deve avere il voto del Senato. Noi speriamo che presto venga approvata anche lì, in modo che possiamo andare al voto subito e andarci però con elezioni pulite.

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M5S Piemonte, Restitution Day: 124.462,41€ ai piemontesi

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Ieri 15 febbraio si è #Votato su #Rousseau la ‘destinazione’ dei soldi restituiti dai Consiglieri Regionali #M5S in #Piemonte con i tagli allo stipendio: Politiche sociali, Ambiente, Istruzione.

ECCO I RISULTATI DELLA VOTAZIONE ONLINE SU #ROUSSEAU
Hanno partecipato alla votazione 1.916 iscritti certificati residenti in Piemonte. Ecco i risultati:

  • Interventi di messa in sicurezza delle scuole, 1.050 voti.
  • Interventi di bonifica di siti inquinati, 648 voti.
  • Sostegno agli assegnatari di alloggi delle case popolari, 218 voti.

124.462,41 € frutto dei tagli allo stipendio dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle andranno quindi al capitolo del bilancio regionale dedicato alla messa in sicurezza degli istituti scolastici della #RegionePiemonte

Grazie a tutti!

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#StopCETA: quel trattato “provvisorio” che il Parlamento può far decadere

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Il trattato CETA, l’accordo commerciale tra Canada ed Europa che obbedisce ai diktat delle multinazionali e che è stato approvato oggi dal Parlamento Europeo, non è affatto scritto nella pietra. Lo sapevate? Si può cancellare, si può rispedire al mittente: basta che un solo Parlamento nazionale abbia il coraggio di dire no.
Moltissimi cittadini europei hanno protestato contro questo accordo, deciso come sempre sopra le loro teste e contro la loro volontà. Tanta è stata la fretta del governo europeo nel metterci la firma, che si è finito con l’approvare un trattato contenente ogni sorta di obbrobrio, a cominciare dalle parti relative agli OGM lasciate in bianco in stile “ci penseremo poi”; ma la fretta ha spinto anche i promotori a bypassare la ratifica dei Parlamenti nazionali, che in teoria sarebbe richiesta prima dell’approvazione di un trattato “misto”, facendo quindi entrare in vigore il CETA in via provvisoria. Anche alle ratifiche nazionali ci si penserà poi.
Ma quando in realtà? Non si sa, non c’è una data di scadenza. Intanto il CETA è funzionante e valido per tutti, alla faccia dei Parlamenti che, ormai è chiaro, l’Europa non tiene poi in così grande considerazione.
Però forse sbaglia i suoi conti: perché se è vero che la ratifica del trattato può essere ora rimandata ad oltranza, è altrettanto vero che è sufficiente che un Paese su 28 dica NO e il CETA decadrà per tutti. Una prospettiva interessante, vero?
Interessante soprattutto considerando che molti Paesi europei andranno al voto nel giro di breve, che molti governi potrebbero cambiare, che maggioranze diverse potrebbero calendarizzare la ratifica con il preciso scopo di dire NO. Uno di questi Paesi potrebbe essere l’Italia, se il M5S andrà al governo: il nostro NO al CETA, e agli altri trattati capestro come il TTIP, è forte e chiaro da sempre.

M5S Camera

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Trasparenza su debitori insolventi delle banche

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In Italia accadono cose incredibili. L’ultima riguarda la crisi di alcune banche italiane, dovuta all’insolvenza, ai danni delle stesse banche, di parecchi debitori che non hanno restituito i prestiti a loro concessi.
Non si tratta di poca cosa, ma di un buco di circa 20 miliardi €.
Per fronteggiare la crisi e per ripianare questo buco finanziario delle banche coinvolte, il Governo e il Senato che cosa fanno? Il Governo, anziché intervenire presso le direzioni di queste banche per conoscere l’elenco dei debitori insolventi, vuole prendere i 20 miliardi € dalle tasche degli italiani all’insegna del motto aureo: “privatizzare i profitti, socializzare le perdite”.
Il Senato, dal canto suo, invoca la “privacy” per negare la pubblicazione dell’elenco dei debitori insolventi. Per fortuna, di fronte a questo incredibile obbrobrio, è insorta un’associazione nazionale dei consumatori che si è rivolta alla magistratura per richiedere l’elenco completo dei debitori insolventi e per denunciare gli stessi del reato di concorso in bancarotta fraudolenta ai danni dei risparmiatori, insieme alla richiesta del sequestro dei beni delle società e delle persone fisiche coinvolte. Inoltre, molti cittadini hanno chiesto di conoscere l’elenco dei politici, che hanno votato per negare la diffusione dell’elenco dei debitori insolventi.

Riteniamo che su questa vicenda, esempio negativo di pessima politica, debba svilupparsi un ampio dibattito pubblico.

F.T.

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Onestà e disonestà intellettuale

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Cos’è l’onestà intellettuale? La capacità di dare informazioni onestamente, di riportare vicende della vita quotidiana, che siano di cronaca o di politica, in modo neutrale, corretto, il più possibile obiettivo, documentato, imparziale, di riportare la realtà, la verità, attenendosi a ciò che effettivamente si conosce e si è verificato.
Cos’è la disonestà intellettuale? La capacità di dare una propria interpretazione dei fatti, di esprimere un giudizio, di additare, di distorcere la realtà, di raccontare ciò si vuole o “si deve” raccontare (per volontà di una forza politica cui si è vicini), la capacità di offendere a tutti i costi, di scendere talmente in basso che più in basso non si può!
Sono innumerevoli gli esempi di disonestà intellettuale, ogni giorno ne siamo bombardati ma ci siamo talmente abituati che la cosa finisce per non stupire più o per passare quasi del tutto inosservata! A volte i giornalisti riescono ad essere “politically incorrect” come un recente articolo di un noto quotidiano che ha inflitto un vergognoso e inammissibile colpo basso alla sindaca di Roma. Un articolo che denota gretto maschilismo, mancanza di sensibilità e di rispetto, quello per una donna che ha rotto gli schemi e che disturba politicamente. Olimpiadi docet! È un attacco sessista offensivo che denigra la dignità non solo di Virginia Raggi ma di tutte le donne che continuano a subire ancora oggi, nel 2017 ogni sorta di violenza verbale, non solo fisica (perché le parole feriscono e feriscono più di tutto).
Questa è l’ultima punta di iceberg contro la prima cittadina di Roma. Da mesi non si parla di altro! Il massacro mediatico e il crescente accanimento contro Virginia Raggi e il M5S hanno raggiunto livelli inauditi!

L’informazione tutta e i mass media sono corresponsabili con i politici della deriva di questo Paese! Quando non fanno una corretta informazione, quando usano due pesi e due misure, quando credono di manipolare il pensiero dei cittadini secondo lo schema gradito ai “potenti”, quando si fanno mettere il guinzaglio da un sistema che detta le leggi e che a tutto è interessato, tranne che alla verità.

Il 77° posto dell’Italia nel mondo per NON libertà di stampa, allora, è del tutto meritato!
Pensate che ci precedono Paesi come Tonga, Burkina Faso e Botswana. Allucinante, ma è così! Visto, quindi, che l’onestà intellettuale è in via d’estinzione, chiediamoci: il giornalismo ha ancora senso?

B. I.

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Bestemmia in diretta tv: “Il precariato è un valore”

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Testuale, alle ore 12.30 del 10 febbraio c.m. ho udito in una trasmissione su un canale nazionale tv la seguente frase secca: “Il precariato è un valore”. A pronunciare questa ‘bestemmia’ è stato un giornalista, molto vicino al PD renziano, di cui non riporto il nome per pudore (ma anche per prudenza). Quando ho sentito questa esplosiva affermazione, ho sobbalzato sulla sedia, pensando sulle prime di avere capito male. Invece no, perché il politico di cui sopra, ha poi tranquillamente sviluppato il suo discorso, magnificando la precarietà come grande conquista di libertà per i giovani.
Ad aggravare la posizione del giornalista è stato il contesto della trasmissione, in quanto si parlava della straziante ma lucida lettera di Michele, il trentenne di Udine, morto suicida, che pochi giorni fa ha denunciato la drammatica condizione umana e sociale sua e delle centinaia di migliaia di giovani precari italiani.
Inutile dire che la frase bugiarda dell’arrogante individuo ha sollevato inevitabilmente un putiferio di reazioni nell’uditorio del talk show. Questo episodio sconcertante, al di là della sgradevolezza, testimonia, tuttavia, che la battaglia in atto in Italia – ma non solo in Italia – è una battaglia non solo politica ma culturale e morale, perché coinvolge i fondamenti del nostro vivere in società. Dobbiamo continuare a insistere anche su questo tasto.

F. T.

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L’occasione fa l’uomo lesto

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Il 17 Gennaio l’amministrazione Canelli ha deciso di recepire la legge renziana pre-referendum che permetterà uno sconto su more e interessi su chi ha evaso le tasse e le sanzioni amministrative dal 2010 al 2016. Il debito potrà essere così suddiviso in massimo 4 rate da saldare entro ottobre 2018.
Nessuna distinzione e nessuna presa in considerazione d’importi di debiti dovuti e redditi, nessuna distinzione tra “morosità colpevoli” di chi, cioè, i soldi li ha e non vuole pagare (alias i furbetti) e “morosità incolpevoli” di chi, a causa della crisi, non può pagare. Nessuna differenza tra onesti e furbetti, tutti uguali!

Quattro rate sono totalmente insufficienti per risolvere la drammatica situazione di chi ha gravi problemi di liquidità!
Il regolamento appena approvato è, a nostro avviso, un sistema sbagliato perché favorisce le future irregolarità invece di arginare il fenomeno consolidato dell’evasione fiscale.
Se come accade ormai da decenni, ogni tot anni è approvato un condono o una sanatoria, sarà sempre più difficile​ per i Comuni contrastare e combattere l’abitudine di non pagare le tasse.
Se il Comune di Novara continuerà a recepire queste leggi lasciando costantemente intravedere la possibilità periodica di sanare irregolarità e abusi, se la possibilità di sfuggire alle sanzioni previste dalla legge sarà percepita come superiore a quella di subire la giusta punizione, i cittadini onesti perderanno il rispetto nelle istituzioni e nei propri rappresentanti, mettendo a rischio il principio di legalità che sta alla base della convivenza in una comunità civile.
Il sistema dei condoni non solo non punisce chi non rispetta la legge, ma addirittura premia i furbi che sono soliti evadere le tasse a cui si concederanno sconti di more e interessi.
Il M5S è dalla parte dei cittadini Onesti che pagano regolarmente le tasse.
Onesti sì, ma non fessi!

Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle

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